Sindacato SGB

Sindacato Generale di Base

ULTIMA CHIAMATA

Siamo ormai agli sgoccioli della imminente consultazione referendaria che avrà luogo il prossimo 22 e 23 marzo e vogliamo dedicare queste ultime ore a convincere gli indecisi. Soprattutto il mondo del lavoro crediamo debba esprimersi con convinzione per esprimere un chiarissimo NO alla riforma decisa dal governo di centrodestra.

Abbiamo già avuto modo di precisare che l’atteggiamento da tifoseria da stadio non ci riguarda (vedi QUESTO ARTICOLO). Ci riguarda invece il risvolto pratico che potrà avere questa riforma relativamente agli aspetti che impattano sulla vita di Lavoratori e Lavoratrici.

Alcuni indiretti ed altri diretti.

È evidente il percorso che sta compiendo il centro destra nelle sue molteplici diramazioni introdotte quasi tutte dal Governo (poche dal Parlamento). Possiamo provare a unire le diverse iniziative (oltre alla giustizia, il premierato, e l’autonomia differenziata) per comprendere che è poco o per nulla tollerata l’interferenza dei corpi sociali alle decisioni dell’esecutivo. Se a questo aggiungiamo le norme tese a reprimere le proteste (con il decreto sicurezza) e gli scioperi (da ultimo l’allargamento del perimetro dei servizi pubblici essenziali a tutte le attività della logistica) emerge un quadro complessivo che intende ridurre alla più cieca e completa obbedienza ogni sussulto di ribellione all’ordine costituito.

E la stessa dinamica scaturita dal referendum a mostrato anche qui questa vocazione autoritaria del Governo Meloni: sia per aver prima ignorato e poi avversato le oltre 500.000 firme di cittadini che hanno inteso sostenere la consultazione referendaria allo scopo di avere più tempo per la costituzione dei comitati per il NO e poi avendo bloccato la data del voto per impedire la crescita dell’opposizione alla riforma.

Si tratta quindi di un voto che dovremo esprimere non solo sui contenuti specifici della riforma (già questi basterebbero a convincerci), ma più complessivamente sulla politica autoritaria e repressiva che sta sviluppando questo governo.

Politica autoritaria che si è fatta anche più “sfacciata” nel momento in cui il movimento pro Palestina ha superato i confini delle regole delle manifestazioni per scendere in piazza anche senza preavviso per ovvie ragioni umanitarie.

Abbiamo ben chiaro che qualunque sia l’esito del voto dovremo continuare a lottare con più forza per dare voce contro qualunque potere comprime ogni giorno i nostri diritti, aggredisce i nostri salari, limita la nostra libertà di organizzazione e di partecipazione alla vita sociale del nostro paese.

Per questo SGB invita Lavoratori e Lavoratrici ad esprimersi con un chiaro e lampante NO.

NO ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA!

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