LOGISTICA. VIETATO LO SCIOPERO
Cgil cisl e uil suggeriscono. La commissione di garanzia esegue

La commissione di garanzia contro lo sciopero, con una recente delibera del 11 marzo 2026 ha esteso l’applicazione della Legge 146/90 all’intera filiera della logistica, dall’origine del flusso delle merci alla consegna.
Nella delibera si riporta il seguente passaggio:
“Quindi il CCNL di riferimento, nell’elencare le prestazioni indispensabili da garantire, riconosce esplicitamente che sia il settore del trasporto che l’intera filiera della logistica possono essere preordinati all’approvvigionamento dei beni di prima necessità e perciò stesso costituiscono un servizio pubblico essenziale.”.
In sostanza si giustifica tale applicazione facendo riferimento alla medesima interpretazione riportata nel CCNL Logistica, Trasporto merci e spedizione del 18 maggio del 2021 e rinnovato il 6 dicembre 2024 dalle OO.SS Filt- Cgil, Fit- Cisl, Uiltrasporti.
Dunque, per la commissione, il fatto che anche le parti sociali abbiano riconosciuto in sede contrattuale il legame tra attività essenziali e logistica, confermerebbe la loro posizione.
Gli stessi sindacati che ad oggi replicano con una nota di contrarietà.
Non solo, la delibera impone che il termine di preavviso e le procedure di raffreddamento si applichino anche quando si escludono specificatamente dallo sciopero le attività aziendali e la movimentazione dei beni ritenuti essenziali.
Pertanto, si ritengono formalmente superate tutte le precedenti interpretazioni, secondo cui la disciplina di cui alla 146/1990 si applicherebbe alle attività di logistica, strumentali al trasporto su gomma, solo nella misura in cui tale attività riguardino la movimentazione dei beni ritenuti essenziali (alimentari, carburanti, combustibili, medicinali, animali, acqua).
Mentre l’Europa condanna l’eccessiva restrizione delle norme della Legge 146/90, in Italia un altro duro colpo viene inferto al settore della logistica con il solo scopo di ripiegare alla “normalità” un settore strategico per il sistema capitalistico nel nostro paese, dove la conflittualità attraverso lotte, scioperi, picchetti ha di fatto riportato dignità ai lavoratori di un settore per tanto tempo abbandonato dai sindacati concertativi.
Si tratta in ultima analisi di un importante tassello di quella svolta autoritaria che, in tempo di guerra, sta sempre più crescendo nel nostro Paese e che mira a togliere al movimento dei lavoratori lo strumento più importante a propria disposizione che è appunto lo sciopero.
Battiamoci con sempre maggiore forza, nei posti di lavoro e nelle piazze, in difesa del diritto allo sciopero!
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