Sindacato SGB

Sindacato Generale di Base

I ferrovieri rispondono: forte adesione allo Sciopero Generale contro guerra, carovita e smantellamento del servizio ferroviario

Si è concluso alle ore 21.00 lo Sciopero Generale del 29 maggio e la risposta delle lavoratrici e dei lavoratori ferroviari è stata chiara, determinata e diffusa in tutto il settore.

I dati della circolazione, con circa il 40% di soppressioni, raccontano solo una parte della realtà. Non tengono conto dei lavoratori obbligati ai servizi minimi, delle soppressioni preventive decise dalle aziende, degli scioperanti il cui lavoro non produce effetti immediati sulla circolazione e delle continue forzature organizzative messe in campo per limitare la visibilità della protesta

La partecipazione reale è stata ben più ampia e ha coinvolto tutti i segmenti della ferrovia: esercizio, manutenzione, officine, biglietterie, depositi, formazione treni e servizi di supporto

Quella di oggi non è stata soltanto una giornata di sciopero. È stata una giornata di dignità e di resistenza

I ferrovieri hanno detto basta a salari che perdono valore mese dopo mese, a contratti che certificano arretramenti invece di garantire tutele, a turni sempre più pesanti, alla carenza cronica di personale, alle esternalizzazioni, alla precarietà e alla progressiva distruzione delle professionalità ferroviarie

Hanno detto basta anche a una politica che trova miliardi per il riarmo e per alimentare guerre, mentre ai lavoratori viene chiesto di accettare sacrifici, peggioramento delle condizioni di vita e impoverimento continuo. Mentre crescono le spese militari, si tagliano risorse ai servizi pubblici, ai trasporti, alla sanità, alla scuola e al sostegno dei redditi.

La partecipazione registrata oggi dimostra che cresce la consapevolezza tra i lavoratori: il peggioramento delle nostre condizioni non è casuale, ma il risultato di precise scelte politiche ed economiche

Nelle ferrovie questo processo ha un nome preciso: privatizzazione. Lo vediamo nelle gare d’appalto che frammentano il sistema ferroviario, nelle esternalizzazioni che abbassano salari e diritti, nello smantellamento del trasporto merci pubblico a vantaggio di operatori privati, nella logica del massimo ribasso che sacrifica sicurezza, qualità del servizio e condizioni di lavoro

Vogliono una ferrovia spezzettata, impoverita e piegata alle logiche del profitto. Noi continuiamo a difendere una ferrovia pubblica, sicura, integrata e al servizio della collettività

Per questo oggi i ferrovieri non hanno scioperato da soli. Erano insieme agli infermieri che vedono la sanità pubblica smantellata, agli insegnanti impoveriti, agli operai colpiti dalla precarietà, ai lavoratori della logistica, del commercio e dei servizi

Una stessa condizione, una stessa lotta, uno stesso avversario: un modello sociale che scarica i costi sulle lavoratrici e sui lavoratori mentre tutela i profitti di pochi

La riuscita di questa mobilitazione dimostra che la rassegnazione non ha vinto. Chi lavora continua a rialzare la testa

SGB Ferrovie ringrazia tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che hanno aderito allo Sciopero Generale e che, con la loro partecipazione, hanno dimostrato che esiste ancora la volontà di organizzarsi, lottare e costruire un’alternativa.

La mobilitazione non si ferma qui

Contro guerra, precarietà, privatizzazioni e impoverimento

Per il salario, i diritti, la sicurezza e la dignità del lavoro

SGB Ferrovie

ROMA

BOLOGNA

LA TOMBOLA DI ROMA

VENEZIA

Condividi:
Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,