L’ECONOMIA DI GUERRA PROSCIUGA I CONTI PUBBLICI E AUMENTA LO SFRUTTAMENTO

Lo Stato spende miliardi nel riarmo europeo, ma non trova i soldi per CCNL dignitosi nei comparti pubblici e nelle aziende controllate.
Mancano investimenti sulla sicurezza, sulle pensioni (che sono sempre più un miraggio), per il rinforzo degli organici, per l’alleggerimento dei turni, per il miglioramento dei materiali e della manutenzione.
TUTTO CIÒ PEGGIORA LA QUALITÀ DEL LAVORO DI NOI FERROVIERI con ulteriori prospettive di peggioramento dovute ai nuovi scenari di privatizzazione e svendita di interi comparti.
Il 29 maggio scioperiamo anche contro il massacro di 80 mila palestinesi (di cui almeno 20 mila bambini) compiuto dall’esercito israeliano nella striscia di Gaza, e contro l’invio di armi sul fronte ucraino.
Armi che continuano ad alimentare una guerra che ha già mietuto centinaia di migliaia di vittime e che, insieme alle tensioni in Iran, ha causato un’impennata dei costi energetici e del carovita che ci sta schiacciando.
Spesso sentiamo dire dai colleghi che gli scioperi generali, in quanto politici, mal si addicono alle rivendicazioni dei ferrovieri; al contrario, le politiche nazionali determinano direttamente la dignità del nostro lavoro.
Come ferrovieri e ferroviere, costretti a ritmi di produttività lavorativa insostenibili, al punto che è diventato persino difficile ottenere un giorno di ferie,prendiamoci questo giorno di lotta per staccare dal lavoro, riflettere e confrontarci su un mondo più giusto ed equo, ben diverso da quello in cui stiamo vivendo.
ANCORA UNA VOLTA SAREMO ESEMPIO DI UMANITÀ E CORAGGIO
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