Pubblico Impiego – Firmata l’ipotesi di contratto Funzioni locali

Il 3 novembre scorso, dopo una trattativa trascinata per 15 incontri, si è giunti alla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo sindacale per il triennio 2022-2024 per il comparto delle Funzioni Locali.

Ha firmato anche la Uil, al solito con Cisl e Csa, dopo la stucchevole sceneggiata prima delle elezioni Rsu.

Contratto a perdere in linea con quelli già siglati da tempo nel resto del Pubblico Impiego, con aumenti del 5,78% invece dellla perdita dell’inflazione del 17%, dichiarati irricevibili prima delle elezioni Rsu.

Una perdita secca di oltre il 10% rispetto solo all’inflazione del triennio, in linea con i contratti firmati da decenni che hanno stracciato i nostri salari: ci sarà un motivo se sono i più bassi in Europa tanto da ballare ormai pericolosamente sulla soglia della povertà?

Nelle ultime settimane si sono spesi inviti più che espliciti (da parte del Governo nazionale e da parte delle altre sigle firmatarie dell’accordo), affinché si arrivasse a questa firma. Ed ecco ancora una volta la firma sulle nostre magre retribuzioni, che non basta neanche lontanamente a recuperare l’inflazione reale (passata e presente), né tantomeno a ristabilire l’equità salariale con gli altri comparti della Pubblica Amministrazione.

Le cifre roboanti che parlano di fantasmagorici arretrati (oltre 2000 euro a cranio), seppure solleticano i nostri desideri, non corrispondono alla realtà. Intanto perché si tratta di soldi in larga misura già corrisposti (con l’indennità di vacanza contrattuale e con l’anticipo contrattuale disposto sulla base della finanziaria dell’anno scorso), poi perché questi aumenti avrebbero dovuto compensare un’inflazione (certificata) prossima al 17%, mentre nei fatti l’”aumento” si ferma al 5,78% (più uno 0,22% di accessorio) e lascia a casa tutto il resto, ed infine per il fatto che si tratta di aumenti lordi.

Perché i soldi per le follie di riarmo e guerra ci sono, per i lavoratori no. Basta.

Ma va aggiunto anche un piccolo odioso orpello derivante dal contratto passato (quello del 16.11.2022) che con la revisione dell’ordinamento professionale e la nuova classificazione abbassa quell’aumento del 6% anche a meno per chi – più anziano nel servizio – aveva maturato più scatti economici attraverso la progressione economica orizzontale. Infatti, l’aumento, diversamente dal passato, viene calcolato esclusivamente sulla posizione iniziale di ciascuna categoria e non include il differenziale economico.

Avevamo chiesto mesi addietro che il Governo nazionale e le amministrazioni locali procedessero a erogare quanto stanziato in finanziaria e nei bilanci unilateralmente, salvo poi avviare una reale contrattazione sindacale su aumenti reali, sui diritti e più generalmente sulla dignità del personale più bistrattato di tutto il pubblico impiego. Ma l’appello è rimasto senza risposta.

Per questo oggi non possiamo che prendere atto dell’ennesimo contratto a perdere, dell’ennesimo scippo che ci fa galleggiare sul filo della linea della povertà.

E anche il pannicello caldo dell’abbassamento dell’aliquota Irpef dal 35 al 33% (in finanziaria 2026 ora in discussione) porterà un parziale recupero del fiscal drag ai redditi compresi tra 28 e 50mila euro e zero a coloro, quasi tutti, con redditi al di sotto di 28.000 euro. Così come modestissima sarà la parziale riduzione della tassazione sulle competenze accessorie fissata nel limite di 800 euro l’anno (per i redditi entro 50.000 euro) e solo per il 2026.

Persino l’aiutino di 50 milioni di euro nel 2026 e 100 nel 2027 – sempre previsto in finanziaria 2026 – per i soli comuni, sembra veramente una goccia nel mare degli oltre 8000 comuni italiani.

Non ci resta che continuare a lottare facendo in modo che sempre più dipendenti pubblici comprendano il furto che stanno subendo e quanto il Governo nazionale scelga di destinare risorse al riarmo, anziché al personale e al potenziamento dei servizi pubblici.

SCARICA IL TESTO DELL’ACCORDO: https://www.aranagenzia.it/wp-content/uploads/2025/11/IPOTESI-FL-03-11-25-OK.pdf

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