CONTRATTO INTEGRATIVO DI ROMA CAPITALE – DU’ SPICCI!
Il 2 settembre è stata sottoscritta la preintesa del contratto integrativo di Roma Capitale: solo dalla triplice sindacale e dalle RSU ad essi associate o complici.
La preintesa porta qualche elemento di novità, ma l’assetto complessivo dell’accordo non cambia la visione generale del lavoro, della sua organizzazione e del salario dei dipendenti del comune di Roma Capitale e riconferma la stretta continuità con la riforma Zangrillo. E questo vale per tutti i servizi e per tutte le professionalità: anagrafici, amministrativi, sociali, tecnici, informatici, etc.
Le note parzialmente positive riguardano tre questioni sulle quali Sgb si è spesa nel corso del tempo:
- La conquista del buono pasto per il settore scolastico-educativo e la fruizione del buono pasto per il turno pomeridiano della Polizia Locale;
- L’erogazione del buono pasto per chi opera in modalità agile (previsto dal Contratto Nazionale);
- L’incremento significativo delle indennità per quei servizi che operano in turno notturno e l’introduzione di una specifica indennità di disagio per il personale del servizio tutela minori.
Ma queste tre questioni da noi sostenute potrebbero rivelarsi di dubbia applicazione: le prime due per via della regolazione delle modalità di fruizione – che nel testo dell’accordo non è precisato – e l’ultima perché comunque la monetizzazione del disagio non scalfisce di una virgola la necessità di riorganizzazione di questi servizi.
La questione salariale è totalmente eliminata dall’orizzonte sindacale e rimessa esclusivamente alla regalìa del bonus di welfare aziendale di 250 euro annui (20 euro al mese non pensionabili).
Per il resto ci si rimette alla lotteria del differenziale stipendiale (ex progressioni orizzontali).
E nemmeno soccorre all’elevazione del reddito pro-capite la velocità di rinnovo dei contratti nazionali (2022-2024 sottoscritto il 23/02/2026 e 2025-2027 con ipotesi contrattuale firmata il 21/07/2026) che rinnovano al 2% di aumento annuo, mentre già l’inflazione dell’ultimo anno corre al 3,3% (dato Istat) e al netto della perdita del potere di acquisto dei salari certificata negli ultimi anni.
Perdita che riguarda solo il comparto perché invece l’area della dirigenza cade sempre in piedi grazie al proliferare degli incarichi (vedi la vice dirigenza in avvocatura) o all’incremento della retribuzione accessoria grazie “all’invenzione” di nuove strutture.
E si badi che, se non cambiano le norme finanziarie il “tesoretto” dei risparmi degli ultimi anni sarà presto esaurito.
Va ricordata infine l’annosa questione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS): ancora una volta l’ottusità di sindacati insensibili e amministrazione compiacente impediscono di eleggerli, ma continueremo a dare battaglia su questa vicenda vergognosa per la città capitale.
Così come è rimasto fuori dal tavolo sia il piano assunzionale che la rivisitazione delle EQ.
Per il primo ne sentiremo parlare a ridosso delle elezioni, per il secondo occorrerà un accordo successivo (con quali soldi?).
Per questo crediamo che l’intera comunità capitolina debba pronunciarsi su questa preintesa attraverso un referendum che porremo in essere nelle prossime settimane. E che si riunisca l’intera RSU per validare o respingere l’accordo.
LA LOTTA CONTINUA!