Il Ministro Zangrillo: Basta Aumento a Tutti

Pubblico Impiego. Anche per il rinnovo del Contratto Nazionale

tutta discrezionalità dirigenziale. Si avvicina il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, già scaduti nel 2021, ed il Ministro Zangrillo rilascia interviste, una dopo l’altra, con indicazioni chiarissime.

L’ultima all’Ansa, anche sugli aumenti contrattuali “Basta aumenti a pioggia”. Che poi a pioggia non sono mai stati, visto che, come dovrebbe sapere, sono sempre differenziati sugli inquadramenti.

Tutto in mano ai dirigenti, ed alla loro discrezionalità. Stipendio, salario, promozioni “decise dai dirigenti, non più solo per concorso”, fino a giudizi discrezionali di inadeguatezza che compromettono persino il posto di lavoro.

La folle corsa di un sistema che ha già messo in crisi i lavoratori, fatto proprio per questo, con contratti ogni volta peggiorativi, stipendi fermi e aumenti lontano anche solo dall’inflazione: il risultato è che i lavoratori italiani hanno già adesso gli stipendi più bassi e sono gli unici in Europa a guadagnare persino meno di 30 anni fa. E questa, per noi, è la vera emergenza.

Un sistema che allarga la forbice con il trattamento dei dirigenti e delle posizioni organizzative, i quadri, con incarichi discrezionali e temporanei e trattamenti che fanno impallidire gli stipendi di tutti.

A qualcuno i soldi, anche tanti, per chi e per quanto decide il dirigente, agli altri invece, quasi tutti, carichi di lavoro senza fine, sempre meno soldi, testa bassa e dirigente a decidere persino sul posto di lavoro.

Un sistema folle, a perdere, che ci riporta indietro addirittura a metà del secolo scorso, accompagnato, come sempre, da accordi, contratti (già il contratto scaduto prevede che per salario e carriere il giudizio del dirigente pesi almeno il 40%) e collaborazione di cgil cisl uil e sindacati (si fa per dire) autonomi vari, a cui parte pubblica ha assicurato uno strapuntino di tavolo formale in cui non hanno neanche più ruolo, regole a loro tutela, ma soprattutto affari, ultimo i fondi pensione con lo scippo anche del Tfr

ai lavoratori addirittura col metodo vergognoso del silenzio assenso.

Basta! Noi non ci stiamo. Non sono questi lavoro e vita che vogliamo. Per interesse e per dignità. E’ necessario stracciare le tessere, smetterla di voltarsi dall’altra parte. Cambiare. Subito. Senza neanche aspettare le elezioni Rsu del 2025. Riprendiamoci insieme lotta, presente e futuro.

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