Pubblico Impiego

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Sulle Indennità del disagio/Progressioni orizzontali


In genere nutriamo tiepidi entusiasmi nei confronti di tavoli sindacali in cui i rapporti di forza, in mancanza di mobilitazioni o protagonismo dei lavoratori, sono naturalmente sbilanciati in favore del datore di lavoro.
Nel caso del tavolo Progressioni Orizzontali/Indennità di disagio abbiamo però deciso di parteciparvi, ritenendo importante:
• Aggiornare la tabella delle indennità di disagio in favore di tutti quei colleghi che, pur effettuando prestazioni disagiate, non ricevevano la stessa indennità ricevuta da altri;
• Sollecitare le progressioni orizzontali per tutti dopo anni di blocco del contratto e di altrettanto blocco di questa tipologia di aggiornamento salariale senza ridurre le altre voci di salario accessorio.
Sebbene il beneficio dell’indennità di disagio si quantifica in circa 200 euro all’anno in più per la maggior parte degli aventi diritto, cifra che certo non cambierà la vita a nessuno e ben poco incide pure sul fondo dipendenti, è stato importante riuscire a colmare quell’antipatica disparità che, per via di motivi burocratici strumentalmente utilizzati dal settore risorse umane, creava malumori nei nostri uffici e generava antipatiche disuguaglianze basate sul nulla (e sull’ottusità dell’amministratore). Troviamo corretto, oltre tutto, aumentare le voci del salario accessorio che sono legate materialmente al “cosa si fa” e non al capriccio delle pagelline.
Anche il premio produttività 2016 è stato (molto) leggermente ritoccato verso l’alto: ok, fa brodo.
Per quanto riguarda le progressioni orizzontali, come ben saprete ormai tutti, il risultato ottenuto è stato semplicemente ZERO: la parte fissa del fondo dipendenti non permette le progressioni orizzontali per tutti.

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