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Sindacato Generale di Base

STUDENTI E BAMBINI ENTRANO GRATIS ALLA FIERA DELLE ARMI DI PARMA
E POI SI SCANDALIZZANO PER LA VIOLENZA MINORILE…

Fin dal suo insediamento, l’esecutivo Meloni si è impegnato in una guerra santa, senza risultati, contro un mondo adolescenziale definito, soprattutto dai media governativi, come sempre più deviato e violento. L’attuale maggioranza di governo ha sfornato Pacchetti Sicurezza, il Decreto Caivano (che ha introdotto, tra le altre misure, il Daspo Urbano per i minori di 14 anni) fino all’ultimo disegno di legge 2720 per l’abbassamento dell’età dell’imputabilità a 13 anni (curiosamente la prima firmataria è stata l’on. Fascina, ex compagna di Silvio Berlusconi, noto frequentatore di minorenni) passando per la circolare Piantedosi-Valditara dello scorso 28 gennaio che ha coinvolto le scuole nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

In tale sede, si legge nella circolare, “potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità (…) la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo (…) Nelle situazioni più gravi, previe intese e su richiesta dei Dirigenti scolastici interessati, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario”.

Per effetto delle nuove norme, l’attacco statale ai minori comincia fin dalla fase embrionale con l’incarcerazione per le madri incinte o con bambini di età inferiore ad un anno. Inasprimento del Codice penale e militarizzazione della scuola, sono il mantra di un governo palesemente incapace di affrontare i problemi sociali, a partire da quelli che interessano le fasce più giovani della popolazione.

La scuola Meloni-Valditara è sempre più impostata sull’educazione alla guerra, alle armi e alla violenza di Stato. Ci sono studenti di scuole superiori che negli ultimi mesi hanno frequentato più militari (che fanno propaganda bellica) che insegnanti (dediti alle lezioni) e anche le visite guidate vengono sempre più spesso indirizzate verso luoghi di esaltazione degli strumenti di morte come la fiera delle armi di Parma. Prima si istigano gli adolescenti (dentro e fuori la scuola) all’utilizzo delle armi e poi si inaspriscono le pene per quegli stessi adolescenti che le usano. Questo processo di americanizzazione spinta della società italiana ha fatto danni sociali enormi ovunque sia stato implementato.

In ogni caso, una parte molto consistente del mondo giovanile non è così succube come vorrebbero i vari Meloni, Valditara e Piantedosi.

L’esito dello scorso referendum e le grandi mobilitazioni giovanili degli ultimi mesi lo hanno dimostrato. Sta anche al mondo dei lavoratori adulti l’onere difendere le giovani generazioni dal disastro della guerra, interna ed esterna, difendendo innanzitutto il ruolo della scuola pubblica che non può certo essere quello di preparare futuri soldati o mera manovalanza da sfruttare a basso costo.

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