Lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali in appalto pubblico:
LO SCIOPERO GENERALE DELL11 OTTOBRE
CI VEDE TUTTI COINVOLTI!

Per noi operatori e operatrici del sociale, lavoratori pubblici in appalto, oltre a condividere i grandi temi del mondo del lavoro è doveroso scioperare e scendere in piazza ponendo al centro lidea di welfare come bene comune pubblico.

Scuola, sanità, servizi alla persona ormai sono sempre più materia e oggetto lasciato nelle mani di imprenditori privati, molto spesso cooperative.

Siamo lontani anni luce dallidea e dalla pratica di cooperazione intesa e tesa ai principi di una sana mutualità. Oggi le cooperative sono aziende, imprese, che però continuano a raccontarsi cooperative  per non smettere di godere di agevolazioni fiscali, per poter mantenere  solo apparentemente quellidea lontana di cooperazione.

Nella realtà, chi produce servizi nel cosiddetto terzo settore, sono in tutto e per tutto aziende private a responsabilità limitata (zero rischi dimpresa) in cui i dirigenti concentrano in sè la ricchezza  derivata dallo sfruttamento della forza lavoro e dalla mungitura delle risorse pubbliche.

Per SGB la civiltà di un paese si misura anche in base a servizi pubblici in cui linteresse personale non è ammesso. Quante pandemie ,quante morti dovremo ancora piangere per capire  che i servizi alla persona non possano più finire nelle mani dei privati??

Partendo dai servizi scolastici e nidi in appalto dove i dipendenti privati lavorano a parità di mansioni, sottopagati e con meno diritti del dipendente pubblico, fino alle strutture ospedaliere al collasso a causa di ingenti somme pubbliche finite a finanziare strutture private che prevedono lavoratori anche qui con contratti da fame, anche a 6 /8 ore la settimana, part time ciclici con sospensione etc.

Per SGB è doveroso inaugurare anche attraverso questa mobilitazione generale dell11 ottobre, una battaglia al mondo dellimprenditoria sociale  che coinvolga tutti i soggetti che a vario titolo e livello operano allinterno di realtà strappate al pubblico ma anche lintera collettività e gli altri lavoratori che di questi servizi dovrebbero usufruire.

I servizi alla persona oggi messi in produzione economica, come una qualsiasi fabbrica, si traduce in ricchezza di pochi sui beni e soldi di tutti.

Ci accomuna,tra i  diversi settori impegnati nel welfare, il dovere di immaginare il ritorno ad un welfare pubblico come ad un obiettivo concreto per cui lottare e a cui non vogliamo rinunciare più, dove i lavoratori sono retribuiti degnamente e i tempi di lavoro ridotti rispetto agli attuali contratti (40/38 ore)

Ancora più che negli altri settori , SGB ci tiene a evidenziare che, nel mondo degli imprenditori del welfare non esistono imprenditori buoni, esiste solo una lobby che gonfia il proprio conto in banca grazie al disagio sociale, alla disabilità, ai servizi alla persona e allemergenza sanitaria, allemergenza dei profughi etc etc

Dobbiamo rivendicare con forza la ripubblicizzazione dei servizi e linternalizzazione di tutte le figure lavorative che oggi, alle dipendenze di aziende private, lavorano nel welfare

I servizi pubblici sono diventati  beni che arricchiscono pochi privati ed è dovere di tutti, in primis dei lavoratori del settore lottare perché il welfare possa diventare un bene comune pubblico e universale.

Come lavoratori e lavoratrici del settore ci sentiamo e siamo lavoratori in ostaggio: rivendichiamo dignità, diritti e salario. Vogliamo il miglioramento delle nostre condizioni di lavoro, rinnovi contrattuali e linternalizzazione di tutti gli operatori sociali. Lavoriamo gomito a gomito con colleghi del pubblico impiego ma a condizioni diverse e sempre peggiori.

Oltre a tutto ciò, ci accomuna agli altri lavoratori il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le linee guida aziendali e protocolli si sono sempre modificati in base a gli interessi e al torna conto economico: dal primo settembre, infatti, con la fine degli incentivi covid, in molte realtà (come strutture riabilitative, centri diurni , etc) si è tornati al gruppo unico e ad una riduzione delle ore degli operatori presenti in turno, alle classi pollaio nelle scuole .In realtà in cui i lavoratori sono tutti vaccinati, spesso laver fatto il vaccino o possedere il green pass comporta la diminuzione netta se non addirittura lassenza di prevenzione continua: tamponi periodici, forniture costanti di tutti i dpi necessari , spazi adatti per il mantenimento delle distanze, tutte cose che dobbiamo rivendicare a gran forza.

OPERATORI E OPERATRICI SOCIALI SARANNO NELLE PIAZZE DI TUTTA ITALIA

LUNEDI 11 OTTOBRE 2021 SCIOPERO GENERALE DELL’ INTERA GIORNATA

PER LA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO, PER MIGLIORI CONDIZIONI DI LAVORO, CONTRO IL LAVORO A COTTIMO, PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEI SERVIZI E LINTERNALIZZAZIONE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI DEI SERVIZI, PER UN WELFARE PUBBLICO E DI QUALITA!

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