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SGB SCRIVE ALLA REGIONE LAZIO E L'AZIENDA APPALTANTE DEL SERVIZIO RECUP

(la GPI srl e INOPERA coop)

600 lavoratori circa, in gran parte disabili, non possono semplicemente essere messi in ferie per far fronte alla riduzione delle chiamate.

La Regione ha per caso deciso di abbassare il finanziamento dell'appalto? Cosa succederà se le ferie non saranno sufficienti?

Perché i lavoratori devono essere gli unici a metterci le loro ferie? Possibile che competenze in servizi e informazioni sanitarie di tutti questi lavoratori non possono essere messe a disposizione dei cittadini, in questa difficile situazione d'emergenza e necessità di informazioni?

TELELAVORO, è la vera soluzione oggi, come lo era già questa estate, al cambio appalto, per mettere in condizione tanti lavoratori di svolgere la propria attività lavorativa nel rispetto della loro condizione di salute . Questa è l'occasione giusta per tutti!

SALUTE E SALARIO PIENO sono le condizioni necessarie per superare questa crisi!

di seguito la lettera inviata

Sindacato Generale di Base -SGB

         sede naz. Viale Marche 93 20159 Milano Tel. 02683091- fax 026080381

sede Roma Via Antonio Tempesta 262

www.sindacatosgb.it roma@sindacatosgb.it

Roma, 20 marzo 2020

Alla gentile attenzione del

Presidente della Regione Lazio

Assessore alla Sanità Regione Lazio

Assessore al Lavoro Regione Lazio

Amm.tore Delegato di GPI spa

Amm.tore Delegato di Inopera coop

Responsabile della sede di Via I.Silone 199

 

Oggetto: Coronavirus COVID-19. Misure urgenti di contenimento.

 

Nell’ambito dell’emergenza sanitaria di quest’ultimi giorni, consapevoli che il contesto normativo muta continuamente, chiediamo un incontro (tramite Skype o altri supporti tecnologici) per avviare un confronto al fine di individuare in modo congiunto, tutte le misure utili a garantire l’incolumità totale delle lavoratrici e lavoratori, e venga garantito comunque in attivo il servizio Re.Cup, Recall, Disdette, ai cittadini della regione Lazio.

Esprimiamo in merito alcuni elementi di riflessione:

  1. La forzatura da parte dell’azienda di porre i lavoratori in ferie, come soluzione unica, di fatto impone ai lavoratori l’uso dei loro giorni atti al recupero ricreativo oltre che psico-fisico, e dunque ad essere gli unici ad “investire” per risolvere problemi non derivanti dalle loro volontà. Si noti che nel pubblico (e la nostra è una attività pagata con finanziamento pubblico le ferie richieste ai lavoratori sono solo quelle residue dell’anno precedente).

 

  1. La Regione Lazio governata dal presidente Nicola Zingaretti, capo di uno dei due schieramenti al governo, ha un contratto di appalto in essere con la RTI GPI S.p.a. Ad oggi non risulta alcuna intenzione ne tanto meno ragione tecnico legale, per cui la Regione Lazio debba ridurre o addirittura interrompere il finanziamento già assegnato. Ne deduciamo che l’azienda sarà in condizione di avere comunque le risorse necessarie per pagare gli impiegati, gli operatori e quant’altro sia necessario al mantenimento dell’attività.

 

  1. Riteniamo che attivare immediatamente il telelavoro per tutti i dipendenti GPI e INOPERA sia possibile e la migliore soluzione per garantire l’operatività dell’azienda con il vantaggio per la Regione Lazio di mantenere un servizio -e con il tempo potrebbe rilevarsi indispensabile- che garantire ai lavoratori salario e salute. In merito ai possibili problemi tecnici e all’uso delle macchine, e per ovviare i problemi legati alla privacy, potrebbero essere utilizzate le apparecchiature presenti nelle sedi e, se non sufficienti, integrate con l’acquisto di PC portatili (anche usati che potrebbero tornare utili all’azienda in caso di ampliamento del TL alla regolare ripresa dell’attività).

    Lo smart working rimane l’azione fortemente raccomandata e finanziata da parte del Governo anche per adeguare le strutture.

 

  1. Attivare tutte le forme di congedo o ampliamento dei permessi retribuiti per la legge 104/92 su richiesta dei lavoratori, come previsto dal Decreto Legge n.18 del 17 marzo 2020.

 

  1. Si potrà ricorrere agli ammortizzatori sociali, qualora si dovesse protrarre lo stato di emergenza, come l’ultima soluzione, in caso di ulteriori restrizioni da parte di Governo, Regione, Comuni.

 

  1. Ricordiamo che sarà dovere dell’azienda provvedere alla sicurezza fisica dei lavoratori in caso di attività che si dovessero svolgere in sede, compreso il tragitto per raggiungerlo, dunque va escluso che i lavoratori non auto muniti raggiungano la sede di lavoro, tanto più coloro che risiedono fuori comune o che siano per le loro condizioni di salute siano più a rischio di altri.

 

In questa situazione, abbiamo delle norme da rispettare, ma ancora più la consapevolezza che le decisioni di oggi potrebbero mettere in discussione come non mai anche la nostra responsabilità morale delle conseguenze che queste possono provocare.

 

Sicuri della vostra disponibilità