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L'organizzazione sindacale SGB, pone in evidenza le problematiche oggettive che ancora oggi sono presenti in azienda, facendo emergere un'errata strategia posta in essere tra sindacati confederali e Azienda specificatamente al telelavoro, pur conoscendo le percentuali reali dei lavoratori invalidi nella misura del 45% circa, ha perorato la causa solo per 37 soci lavoratori su 380 richieste.

Il Bando Regionale del ReCup parlava di produttività dei centralinisti, senza dare nessuna garanzia al personale diversamente abile che, per un decennio, hanno garantito il servizio del telelavoro in maniera professionale ed impeccabile.

Ecco dunque che, dovendo i Dirigenti cercare di risolvere i casi specifici del personale con gravi patologie, sempre nell’interesse dell’Azienda e, avendo pochi strumenti a causa di un esistente accordo tra i confederali e azienda, rimane al lavoratore ob torto collo la consapevolezza di essere considerato solo un mero numero e non una persona.

Purtroppo eravamo stati profeti.

Si è svolto tra sindacati confederali e la GPI RTI, l'ennesimo tavolo " Happy hour" alla faccia delle centinaia di lavoratori che aspettano da Luglio una risoluzione alla questione telelavoro.

Se l' azienda continua a sottilineare l'inattesa presa di conoscenza del personale acquisito con tutte le sue problematiche, i sindacati cgil, cisl e uil conoscevano alla perfezione tutto questo.

Mancano risposte serie alle lavoratrici di Latina e di diverse province del Lazio, a tutti le operatrici e operatori di Roma, con gravi problemi sociali e fisici che ancora oggi "pagano" lo scotto di abitare nella stessa città ove è presente la sede aziendale.

Chiediamo dunque un incontro per discutere la programmazione del piano ferie, la risoluzione per il telelavoro che, in questo momento di crisi mondiale dovuto al Coronavirus, diventa prioritario.