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"Cerca le differenze tra l’Accordo con i Sindacati e gli annunci del MIUR"

Non sembra destinato a placarsi il vespaio di polemiche che si è sollevato in questi giorni, tra il Miur ed i sindacati c.d. maggiormente rappresentativi, in merito alle prossime Linee guida ministeriali sulla “chiamata diretta” dei docenti introdotta dalla Legge 107/2015.

I sindacati continuano ad accusare il MIUR di aver tradito l'accordo del 6 luglio con cui avrebbero strappato importanti concessioni a favore dei lavoratori interessati.

Secondo CGIL, CISL, UIL e SNALS, le prossime Linee guida consisterebbero infatti in un vero e proprio “atto unilaterale” ed “autoritario” del MIUR per quanto non “impositivo” nei confronti dei presidi ma solo di “suggerimento”.

Ancora una volta, il mese di luglio si conferma un mese nefasto per i diritti dei lavoratori. Una parte sempre più consistente di docenti , oramai da anni, non riesce più a staccare la spina durante l'estate perché costretta a seguire le malefatte del MIUR (e dei sindacati complici) per evitare di andare incontro a seri rischi di problemi lavorativi a settembre.

 

Facciamo dunque una ricostruzione di quanto è accaduto nelle ultime due settimane e proviamo a fornire informazioni utili ai docenti interessati alla “chiamata diretta”.

Teniamo a precisare che la nostra sintesi si è basata esclusivamente fu fonti giornalistiche accreditate e su comunicati sindacali in quanto al momento non sono ancora state rese note ufficialmente le Linee guida.

Il 6 luglio 2016 è stata siglata al Miur un'intesa “politica” tra il Ministero e CGIL, CISL,UIL e SNALS con funzione regolatrice della “chiamata diretta”.

Secondo questo accordo, il preside avrebbe potuto scegliere liberamente i 4 criteri più coerenti al PTOF (piano triennale dell'offerta formativa) della sua scuola (tra i 29 previsti da una apposita tabella nazionale) in base ai quali avrebbe conferito gli incarichi triennali ai docenti, andando a selezionare tra le varie candidature pervenute presso il suo istituto.

Il curriculum di ogni candidato sarebbe stato visualizzabile dal preside su istanze on line.

L'anzianità di servizio (desunta dal punteggio di mobilità) sarebbe stata considerata soltanto a parità di criteri tra più aspiranti o in assenza di ogni criterio da parte del candidato. Sarebbe rimasta, nel pieno rispetto della Legge 107, la facoltà del dirigente d'indire un colloquio verbale con il candidato per “esaminare” ulteriormente il docente.

Nel caso in cui lo stesso candidato avesse ricevuto proposte d'incarico da istituti diversi avrebbe potuto scegliere la scuola di servizio. Nel caso invece di totale assenza di proposte, il candidato sarebbe stato collocato d'ufficio dall' USR in base al punteggio di mobilità presso qualche istituto dello stesso ambito territoriale.

Il 7 luglio 2016, i sindacati firmatari cantano vittoria in quanto avrebbero ottenuto, con l'intesa del giorno precedente, tre importanti risultati:

  1. I presidi, per nominare i docenti, avrebbero dovuto rigorosamente attenersi a 4 criteri oggetti
  2. L'anzianità di servizio non sarebbe stata cancellata
  3. Non veniva definita l'obbligatorietà del colloquio.

Gli stessi sindacati omettono però di riportare nei loro comunicati che, secondo la loro intesa col MIUR:

  1. I criteri vengono scelti dagli stessi presidi
  2. L'anzianità di servizio viene considerata solo in via estremamente residuale
  3. Il colloquio rimane facoltà in capo al dirigente scolastico.

 

L' 8 luglio interviene l' ANP (associazione nazionale dei presidi) che attacca duramente l'intesa poiché porterebbe un “enorme aggravio di lavoro” per il personale delle segreterie. Assistiamo, per la prima volta, al ruolo di ANP a paladina degli assistenti amministrativi.

Il 9 luglio si apprende che l' ANP ha preteso ed ottenuto dal MIUR l'aumento del numero dei criteri della tabella nazionale da 29 a 46 per lasciare totale mano libera ai presidi nella chiamata diretta dei docenti. Tale strappo da parte del MIUR avrebbe rimesso in discussione l'intero accordo con i sindacati.

Si arriva cosi all'incontro del 14 luglio al temine del quale i sindacati dichiarano la rottura col MIUR e denunciano le condizioni peggiorative dell'atto unilaterale del MIUR (che arriverà solo il 20) rispetto all'accordo del giorno 6.

Non ci sono differenze politiche tra l'intesa del 6 luglio e l'atto “unilaterale” del MIUR del 20 ma solo alcune distinzioni tecniche che proviamo a riepilogare con le seguenti tabelle:

PUNTI ESSENZIALI DELLA CHIAMATA DIRETTA INTESA CON I SINDACATI DEL 6 LUGLIO 2016

ATTO “UNILATERALE” DEL MINISTRO DEL 20 LUGLIO 2016( future linee guida ai DS)

 

 

Colloquio del Dirigente Scolastico Non obbligatorio Facoltativo
Requisiti del docente aspirante all'incarico

4 criteri scelti dal DS su una lista di 29 criteri stabiliti a livello nazionale.

 

Vanno pubblicati preventivamente.

 

Da 4 a 6 criteri scelti dal DS su circa 45 nazionali. Il DS può inoltre aggiungere, a proprio piacimento, altri criteri a quelli della tabella nazionale e può stabilire un ordine di priorità.

 

Vanno pubblicati preventivamente.

Curriculum Obbligatorio, da caricare su instanze on line Facoltativo, da inviare in allegato alla mail di auto candidatura per l'incarico (in pdf).

Anzianità di servizio

 

(punteggio di mobilità)

Viene considerata in caso di parità di requisiti tra diversi candidati ed in caso di assegnazione d'ufficio, da parte dell' USR, per i docenti rimasti senza alcuna proposta d'incarico. Viene considerata in caso di assegnazione d'ufficio, da parte dell' USR, per i docenti rimasti senza alcuna proposta d'incarico.
TEMPISTICA PREVISTA DALL'ACCORDO DEL 6 LUGLIO
il 22/07 (la data inizialmente era il 18) tutte le scuole avrebbero dovuto pubblicare gli avvisi per i posti disponibili in base a quattro requisiti “oggettivi”
dal 25/07 al 6/08 si sarebbe dovuta aprire la funzione su istanze online per la presentazione dei curricula (requisiti e titoli) da parte dei docenti
dall´8/08 al 22/08 i presidi avrebbero dovuto esaminare le candidature del primo ciclo d'istruzione
dal 20/08 al 27/08 i presidi avrebbero dovuto esaminare le candidature del secondo ciclo d'istruzione
dal 28 al 31 di agosto sarebbe dovuta avvenire l'assegnazione alla sede del docente da parte del Dirigente

 

Avevamo già segnalato la forte difficoltà di rispettare questa tabella di marcia per vari motivi, uno su tutti, l'arroganza unita alla miopia gestionale di molti presidi che hanno già fissato, nonostante le diffide di SGB, gli incontri conclusivi dell'anno di formazione e di prova dei neo assunti 2015, per l'ultima settimana di agosto 2016.

TEMPISTICA PREVISTA DALL'ATTO UNILATERALE DEL MIUR
Ordini e gradi Infanzia e Primaria Secondaria I grado Secondaria II grado Neoassunti 2016/17
Fasi contrattuali
Avviso scuole Entro 25 luglio Entro 2 agosto Entro 12 agosto  
Invio curriculum Entro 1 agosto Entro 7 agosto Entro 18 agosto Entro 6 settembre
Proposta DS Entro 5 agosto Entro 10 agosto Entro 25 agosto Entro 9 settembre
Accettazione docente Entro 8 agosto Entro 11 agosto Entro 26 agosto Entro 10 settembre
Comunicato incarichi USR Entro 9 agosto

Entro 12 agosto

 

Entro 27 agosto Entro 11 settembre
Assegnazione cattedre d'ufficio da parte dell'USR Entro 13 agosto Entro 19 agosto Entro 31 agosto Entro 15 settembre

Alcune osservazioni:

  • La chiamata diretta è prevista dalla Legge. Un contratto non può mai andare in deroga alla normativa vigente.

  • L'ultimo CCNI sulla mobilità è andato invece in contrasto alla Legge 107 in quanto ha salvaguardato la titolarità su scuola solo per alcune categorie di neoassunti. Per quanto illegittimo, è sempre il Ministero (con i sindacati) che stabilisce quando la Legge si può derogare e quando no.

  • Per questa ragione il nostro Paese è la patria dei ricorsi giudiziari.

  • Dalla prima lista dei 29 criteri nazionali per la nomina dei docenti sono subito emersi i tipici paradossi del MIUR, per esempio l' esperienza di “tutor per neoassunti” che si andrebbe a richiedere ad un docente neo immesso in ruolo oppure le certificazioni linguistiche che solitamente non sono conseguite da chi è già laureato e abilitato per l'insegnamento delle lingue straniere.

  • Le principali lamentele dei sindacati sono andate contro il numero dei titoli.

  • Per SGB non è questione invece di 29 o 46 titoli, il problema rimane la chiamata diretta.

  • Il mercato dei titoli culturali è destinato a crescere. Non è da escludere che gli stessi sindacati che oggi gridano al tradimento ed allo scandalo, a partire da settembre, cominceranno ad organizzare corsi di formazione a pagamento, utili alla chiamata diretta, come hanno sistematicamente fatto per la partecipazione ad ogni concorso contro cui si sono espressi in questi anni.

  • Il bonus dei 500 euro, se venisse riconfermato, rischia di essere indirizzato verso corsi di formazione più graditi al preside che al docente.

  • Senza un Contratto, si applica solo la Legge. I dirigenti scolastici, all'atto della nomina del docente, rischiano l'insorgenza di responsabilità penali in caso di provvedimenti non legittimi. La Corte suprema di Cassazione, infatti, ha più volte spiegato che, in materia di rapporto dei pubblici dipendenti, la responsabilità penale dei dirigenti per i reati tipici della pubblica amministrazione (per esempio, l'abuso d'ufficio) è esclusa solo perché le fonti sono di natura contrattuale. Se la materia invece è regolata solo dalla Legge i dirigenti ne rispondono personalmente non prevedendo il giudizio penale la surroga tramite l'avvocatura dello Stato.

Gli stessi sindacati che hanno scioperato il 5 maggio 2015 contro la Buona Scuola sono andati in soccorso del governo per meglio metterla in pratica attraverso la contrattazione sulla mobilità e sulla chiamata diretta. Si rende sempre più necessaria la costruzione di un fronte sindacale fuori dall'attuale schieramento collaborazionista.

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