Pubblico Impiego

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MINISTRO FEDELI: L'ULTIMO DI UNA LUNGHISSIMA SERIE DI  PACCHI (NON SOLO DI NATALE) DELLA CGIL AI LAVORATORI

Da quando si è insediato il nuovo ministro Fedeli, ai vertici del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, non si placano le polemiche  a causa della sua millantata laurea. 

Ricordiamo subito che negli altri Paesi dell'UE e dell'area OCSE, la prassi consolidata vuole che un cittadino che mente ai mezzi d'informazione, quando ricopre cariche istituzionali,  venga immediatamente costretto alle dimissioni. In Italia questa prassi non è mai esistita. E' naturale quindi che, da noi, una donna come Valeria Fedeli dopo aver più volte mentito, anche nel giro di soli pochi giorni, ai mezzi d'informazione, in maniera anche spudorata e clamorosa, possa diventare Ministro.

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        Sindacato Generale di Base –SGB Scuola

                   

Sindacato Generale di Base –SGB Scuola
sede naz.VIA MOSSOTTI,1- 20159 MILANO Tel.02.683751 – Fax 02.6080381 www.sindacatosgb.it scuola@sindacatosgb.it


DALLO SCIOPERO DEL 4 NOVEMBRE ALL'ASSEMBLEA DEL 26 NOVEMBRE I LAVORATORI DICONO 2 VOLTE NO
Per la democrazia nelle istituzioni e nei posti di lavoro

Il referendum del 4 dicembre passa come uno scontro tra Renzi ed i partiti della destra; nonostante sindacati conflittuali, Anpi, partiti e movimenti fedeli ai principi della resistenza si stiano battendo per la vittoria del NO. E' il risultato scontato del fatto che i soggetti a cui tradizionalmente si affidano i lavoratori da un anno a questa parte si sono chiusi nel teatrino politico, abbandonando le questioni sociali e del lavoro, anziché sostenerle e coinvolgere i lavoratori anche nella battaglia referendaria.
Nella scuola lo scorso anno, che doveva vederci tutti impegnati a stroncare sul nascere la buona scuola, è stato dedicato alla raccolta firme per referendum abrogativi, fallita prima di partire, perchè scollegata da una reale lotta dei lavoratori dentro le scuole. In questo modo, i sindacati che non avevano intenzione o forza per una vera opposizione hanno avuto un alibi per non agire ed ora il fallimento di quella operazione ricade su tutti noi, anche in termini di scoraggiamento dei lavoratori.
Anche dovesse vincere il NO, come auspichiamo, non avremmo alcuna modifica della situazione se non ripartono subito le lotte dei lavoratori con mobilitazioni autentiche, come unica via per cambiare le cose. E' con l'attuale sistema infatti che sono passati il jobs act, la la spending review e la buona scuola. Se non si affianca alla battaglia istituzionale quella sindacale, il rischio è che a beneficiare della vittoria del NO siano i Berlusconi e i Brunetta che non sono certo amici dei lavoratori più di quanto non lo sia Renzi e allora saremo solo pubblico pagante davanti a questo teatrino in cui non siamo protagonisti delle scelte, ma comparse strumentalizzate con lo scopo di costruire addirittura consenso.
Come sempre, la strada maestra resta la mobilitazione dei lavoratori per le condizioni salariali e occupazionali e le lotte sociali per un sistema sociale che riporti nelle tasche delle classi più deboli quanto gli è stato sottratto.
Con lo sciopero del 4 novembre, SGB, CUB e USI hanno rilanciato questo percorso, riportando nelle piazze lavoratori coinvolti nelle vertenze vere e che ci riguardano da vicino. In piazza a Milano abbiamo visto colleghi che non hanno mai smesso di dar battaglia ai propri presidi e di rifiutare tutte le meschinità della mala scuola.

Per fermare queste lotte sono stati firmati accordi tra padroni e sindacati complici che eliminano i resti di democrazia nei posti di lavoro (quello del 10 gennaio 2014 nel privato e quello del 5 aprile 2016 nel pubblico) e che mirano ad eliminare le organizzazioni conflittuali dei lavoratori.
Se non si combattono questi accordi, la battaglia per la democrazia nelle istituzioni risulta assolutamente sterile ed anche ipocrita. E' per questo che centinaia di delegati, lavoratori, insieme a decine di giuristi, hanno lanciato l'assemblea nazionale del 26 novembre a Bologna, come il momento in cui si chiariscono gli interessi della classe lavoratrice:
• NO alla modifica autoritaria della Costituzione
• la democrazia nelle istituzioni non conta se non c'è democrazia nei posti di lavoro
• NO agli accordi infami del 10 gennaio2014 e del 5 aprile 2016 e alle leggi antisciopero che padroni, partiti e sindacati complici stanno confezionando
• Rimettere al centro le questioni del lavoro e del sociale e riavviare le lotte della classe lavoratrice.

INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI A PARTECIPARE ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 26 NOVEMBRE
Bologna, sala Katia Bertasi, via fioravanti 22, dalle 10 alle 17

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IL 4 NOVEMBRE I LAVORATORI PUBBLICI SCIOPERANO!

  • 900 milioni stanziati per i rinnovi contrattuali a fronte di 20 miliardi tagliati alla pubblica amministrazione tra blocco degli stipendi e delle assunzioni.

  • Altri 2 miliardi e 600 milioni di tagli per la spending review.

  • Un accordo sulla riduzione dei comparti pubblici da 11 a 4 che livella al ribasso tutti i contratti, dà il via libera all’applicazione della Legge Brunetta e affossa qualsiasi ipotesi di pluralismo e democrazia sindacali.

  • Un accordo sulle pensioni che, dopo una vita di lavoro, ci chiede di indebitarci per venti anni con le banche per andare in pensione a 63 anni e 7 mesi!

ADESSO BASTA!

A sentire i sindacati complici, la Legge di stabilità avrebbe luci ed ombre; le ombre le vediamo tutte, ma la luce proprio no.

In 7 anni di blocco contrattuale abbiamo perso quasi 7.000 Euro. Il governo ci propone 900 milioni che, a conti fatti, corrispondono in media a 25 euro lordi a testa. Se calcoliamo però che non avremo più la vacanza contrattuale, “l'aumento” si riduce a d una decina di euro, LORDI! In cambio dobbiamo accettare l'applicazione delle fasce di merito della Legge Brunetta, quelle che stabiliscono che un quarto del personale di ogni amministrazione è fannullone e non percepirà nulla del salario accessorio, il 50% si dividerà la metà del fondo, mentre un 25% avrà la restante metà.

I sindacati complici, per ritagliarsi uno spazio di contrattazione, discutono sulle virgole e  si candidano a cogestire l’applicazione di questo sistema.    

La spending review che viene spacciata come una razionalizzazione di spese inutili è in verità un attacco ai servizi pubblici e allo stato sociale e ha causato tanti danni ai cittadini e ai lavoratori (basti pensare alla chiusura di centinaia di ospedali in tutto il paese). E’ scandaloso che mentre si continua a tagliare, si aumentino proporzionalmente le spese militari e si regalino miliardi di euro alle banche. Ovviamente zero spaccato per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale che, nel nostro paese, tocca gli 80 miliardi annui. Anzi una manina governativa ha inserito anche delle norme salva evasori, un bello schiaffo in faccia ai lavoratori dipendenti e ai cittadini onesti.

L'accordo sulla riduzione dei comparti indebolisce tutti i lavoratori pubblici perché ha come obiettivo quello di scatenare delle “guerre fra poveri” tra lavoratori che svolgono le stesse mansioni, ma che hanno paghe differenti, livellando tutto verso il basso. Questo accordo è stato firmato da tutte le organizzazioni sindacali che hanno venduto la pelle dei lavoratori in cambio di un riconoscimento da parte della controparte, fatto di prebende e distacchi sindacali. Per gli stessi motivi si apprestano anche a firmare il contratto che verrà.

A DIFESA DEI TUOI DIRITTI E DEL SALARIO, SCIOPERA IL 4 NOVEMBRE!

SGB ORGANIZZA I PULLMAN

PER LA MANIFESTAZIONE A MILANO

Per prenotare i pullman, chiamare lo 051385932  

PER LA MANIFESTAZIONE A NAPOLI

per prenotare il pullman, chiamare il 3442804537 o scrivere a roma@sindacatosgb.it

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COMUNICATO UNITARIO

CUB- SUR E SGB SCUOLA CONFERMANO L’IMPEGNO NELLA LOTTA CONTRO LA BUONA SCUOLA

 

e si impegnano ad avviare iniziative unitarie di lotta per :

  • contrastare gli abusi dei dirigenti scolastici in merito a bonus e chiamata diretta
  • garantire la corretta gestione dell’organico dell’autonomia e combattere ogni tipo di discriminazione tra docenti
  • il diritto alla sicurezza dei locali scolastici
  • contrastare l'aumento spropositato di carichi di lavoro per il personale ATA
  • il rifiuto dei fondi pensione integrativi
  • rivendicare significativi incrementi stipendiali e di posti in organico

La lotta contro lo sfruttamento del potenziamento è il primo campo su cui ci stiamo impegnando.

Nella maggior parte delle scuole queste risorse non vengono utilizzate per la realizzazione dei pomposi progetti inseriti nei PTOF (spesso anche perchè il MIUR ha mandato docenti con classi di concorso che nulla hanno a che fare con quanto è stato richiesto) e i colleghi vengono costretti ad essere meri tappabuchi, su tutte le materie e in diversi ordini di scuola. In altre il potenziamento viene diviso tra tantissimi insegnanti per garantire una distribuzione oraria più efficace ai fini delle supplenze, ma impedendo di fatto qualsiasi azione didattica di vero potenziamento. In molte i dirigenti sono giunti ad utilizzare il potenziamento come incarico “confino” a cui destinare colleghi di ruolo da anni, rei di non aver mai voluto chinar la testa.

Contro questi abusi stiamo intervenendo con tutti gli strumenti sindacali e giudiziari presenti. Invitiamo i colleghi che si trovino in situazioni simili a contattare le locali sedi della CUB-SUR e di SGB per ottenere tutela.

 

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IL 4 NOVEMBRE IL PERSONALE ATA SCIOPERA

VEDIAMO SE MIUR E DIRIGENTI LA CAPISCONO

Perchè le carenze di personale non sono state colmate (servono 50.000 posti in più), i carichi di lavoro continuano ad aumentare, l'amministrazione scarica sulle segreterie nuove mansioni ogni giorno e l'età media è sempre più alta.

Perchè l'assurdo divieto di sostituire i collaboratori per 7 giorni e tecnici ed amministrativi addirittura per tutto l'anno mette quotidianamente a rischio la sicurezza degli alunni e dei lavoratori e blocca il lavoro amministrativo e la nota Miur 2116 del 30/09/15 che rende possibili le sostituzioni non viene quasi mai applicata.

Perchè dirigenti senza scrupoli nascondono i problemi delle scuole, assegnando turni e mansioni insostenibili, spostamenti continui di postazioni e tra i plessi, spesso senza neanche uno straccio di ordine di servizio, in modo che la responsabilità cada sempre sui lavoratori.

Perchè è ora di smetterla di sostituire i colleghi assenti, di dare le nostre ferie per le chiusure pre festive, di acconsentire a cambi continui e all'ultimo momento di orari e mansioni.

Perchè vogliamo aumenti veri in busta paga e senza ricatti ed il diritto di andare in pensione a 60 anni (e gli pare poco)

Perchè non vogliamo più tollerare ricatti e minacce da parte dei dirigenti.

Perchè sindacati complici o finti sindacati di base stanno firmando accordi che annullano pluralismo e democrazia sindacale nei posti di lavoro e si alleano con i dirigenti per difendere posizioni di potere. Pretendiamo libertà e democrazia sindacale.

Perchè il governo Renzi sta varando una legge di stabilità che distrugge la sanità pubblica e regala miliardi a banche e imprese.

PER TUTTO QUESTO SCIOPERIAMO CON SGB – CUB- USI 

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IL 4 NOVEMBRE I LAVORATORI DELLA SCUOLA SCIOPERANO
contro l’attacco ai lavoratori ed alla democrazia

 

 

(in allegato i volantini sullo sciopero, per tutto il personale e per il personale ATA)

 

I frutti della “malascuola” sono ormai evidenti a tutti e con essi anche i danni degli accordi scellerati che i sindacati complici hanno firmato per mantenere i propri privilegi, favorendo l'applicazione della legge 107.

Di fronte al continuo stato d'emergenza delle scuole, il 4 novembre ci sarà uno sciopero vero che risponde alle necessità di lavoratori veri e non a logiche partitiche o di piccolo orticello dei soliti sindacati complici o dei finti sindacati di base.

Scioperiamo per i nostri diritti e per dare un futuro ai nostri figli; un futuro che veda ancora scuola, sanità e pensioni come le priorità di uno Stato democratico.

Scioperiamo contro:
LA MALASCUOLA DELLA LEGGE 107
LO SFRUTTAMENTO DEL PERSONALE ATA
LO SCIPPO DEL DIRITTO ALLE PENSIONI
LA PRECARIETÀ ED IL LAVORO GRATUITO
IL JOB ACT E L'ABOLIZIONE DELL'ART.18
LE PRIVATIZZAZIONI DEI SERVIZI PUBBLICI ED IL TAGLIO DEL WELFARE
L'ACCORDO DEL 10 GENNAIO 2014 CHE ANNULLA LA DEMOCRAZIA NEI POSTI DI LAVORO

Scioperiamo per
FORTI ASSUNZIONI DOCENTI E ATA
VERI AUMENTI SALARIALI PER TUTTI E SENZA RICATTI
UN GRANDE PIANO OCCUPAZIONALE
L'ABOLIZIONE DELLA LEGGE FORNERO
LA SALUTE E SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO

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        Sindacato Generale di Base –SGB Scuola

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MAI PIÙ PRECARI DELLA SCUOLA SENZA STIPENDIO:

SGB SCRIVE AL MINISTRO PADOAN  

L’attuale sistema di pagamento dei supplenti brevi prevede un farraginoso meccanismo tramite il quale è garantito il costante ritardo nel versare lo stipendio.

Quando le segreterie (cronicamente sotto organico), riescono a terminare per tempo tutte le pratiche e il MEF stanzia le risorse, lo stipendio arriva 2 mesi dopo la prestazione lavorativa.

I fondi destinati ad ogni singolo Istituto scolastico vengono erogati col contagocce quindi periodicamente risultano le casse vuote ed il sistema di pagamento si blocca.

L'anno scorso il clamore di alcuni articoli di giornale obbligò il MEF ad ordinare emissioni speciali, ma il problema si ripropone ogni volta perché il sistema di pagamento porta inevitabilmente a questo disservizio che appare come il risultato di una scelta precisa del governo. Non è un caso che anche quest'anno siano già pervenute le prime segnalazioni di mancato pagamento degli stipendi di settembre.

Un governo che vara misure populiste e insufficienti per poche manciate di indigenti, ma che poi con queste politiche rende di fatto indigenti i propri dipendenti. Nel frattempo periodicamente assistiamo alle polemiche sui ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione, ma solo quando i destinatari sono le imprese, mentre i veri creditori dello Stato sono i lavoratori precari, per i quali non bastano le iniziative pietistiche dei sindacati complici.

SGB ha quindi deciso di inviare una lettera al Ministro Padoan per chiedere che vengano predisposte IMMEDIATAMENTE tutte le procedure atte a garantire i pagamenti degli stipendi il giorno 23 di ogni mese di servizio in quanto rappresentano un diritto inderogabile di ciascun lavoratore e l’unica fonte di reddito. E per lo stipendio di settembre ha richiesto la procedura di emissione speciale, non essendo giustificabili ulteriori ritardi.

La soluzione esiste ed è semplice: RIVEDERE IL SISTEMA DI PAGAMENTO,  garantendo risorse per gli stipendi ed il funzionamento delle scuole.

Nei prossimi giorni, a tale azione si affiancherà la mobilitazione dei lavoratori a partire dall’importante sciopero del 4 novembre dei sindacati di base.

Milano, 19 ottobre 2016                                

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