Pubblico Impiego

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Contro la valutazione per il salario

Pubblico Impiego. Troppo tempo. Dieci anni senza un solo euro di aumento, L’ultimo risale al 2007, per un contratto formalmente scaduto due anni dopo.
Da troppo tempo i Lavoratori hanno subito lo sgretolamento generale e continuo di diritti e condizioni, norme, regole ed accordi di soggetti complici che di sindacato dei Lavoratori non hanno più nulla.
Dal salario ai carichi di lavoro, dalla chiusura delle sedi, fino allo smantellamento del sistema pensionistico, al blocco delle assunzioni, l’inasprimento del sistema sanzionatorio, la riduzione dei comparti con accordo firmato da tutti, da Cgil & C fino a USB, l’ulteriore chiusura delle regole di democrazia nei posti di lavoro, fino alla richiesta di estendere a tutti per legge l’accordo sindacale del 10 gennaio 2014, il Tur (Testo Unico di Rappresentanza), anche questo firmato dalle intere confederazioni di Cgil Cisl Uil Salfi Flp & C fino a USB, che impedisce ai Lavoratori la libera organizzazione e la protesta sui posti di lavoro. Questo il quadro. Ora
Dopo l’accordo generale dei soliti noti dello scorso 30 novembre, l’apertura della nuova stagione contrattuale rischia di iniziare sulla stessa linea, con l’introduzione in contratto di valutazione e discrezionalità, aumenti di stipendio a regime che in media non arrivano a 50 euro netti ed altri soldi invece, ennesima beffa, da far amministrare alle OOSS.
Ed invece deve essere l’occasione per riprendersi e recuperare finalmente salario, certezze, fiato, diritti e condizioni. A cominciare da un no deciso a valutazione e discrezionalità al posto di regole e diritti, e da una 14 mensilità che ormai è già diritto e condizione sempre più generale nel mondo del lavoro e del salario.
La parola ai Lavoratori. Cominciamo

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MOZIONE approvata all'Unanimità

Il Congresso Nazionale del Sindacato Generale di Base, riunito a Sasso Marconi il 14 e 15 gennaio 2017, condanna fermamente l’approvazione, da parte del governo Renzi-Gentiloni, dei provvedimenti relativi alle 8 deleghe contenute nella cosiddetta “buona scuola”.

E’ il primo risultato conseguente alla “svendida” realizzata da Cisl, Uil e Cgil con l’accordo sul rinnovo del Contratto Nazionale del P.I.

Il varo dei provvedimenti sulla scuola risulta tanto più grave in quanto avviene in totale disprezzo dell’enorme movimento dei lavoratori contro la legge 107 e del recente esito referendario.

SGB si impegna a sostenere la mobilitazione dei lavoratori e degli studenti, dentro e fuori le scuole, per il ritiro di tutti i decreti, aprendo il confronto con le OO.SS. alternative ai sindacati complici, all’interno della generale lotta dei lavoratori pubblici per la difesa del welfare pubblico e per veri aumenti stipendiali.

 

Concluso il 1°Congresso SGB: ALLO STUDIO E ALLA LOTTA PER IL SINDACATO DI CLASSE

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NON LAVORIAMO GRATIS PER INVALSI

SGB INVITA I LAVORATORI DELLA SCUOLA A NON COLLABORARE CON L’INVALSI 

Dal 16 al 27 gennaio, l’Invalsi ha previsto la somministrazione del questionario informativo CBT propedeutico al “circo” dei quiz nelle scuole superiori. Chiaramente il grosso del lavoro viene caricato sulle spalle dei docenti e del personale di segreteria.

Chiariamo subito che i lavoratori della scuola non hanno alcun obbligo verso l’Invalsi (soggetto esterno all’amministrazione), che infatti si limita a chiedere ai dirigenti la collaborazione degli istituti scolastici.

Sono ormai diversi anni che i lavoratori della scuola lottano con crescente forza (nonostante minacce e ricatti) contro la pratica dei quiz standardizzati che serve a dividere i docenti, discriminare le scuole e controllare la didattica, ponendosi come pilastro della mala scuola. Lo scorso anno, lo sciopero di mansione proclamato da SGB ha visto adesioni superiori alle aspettative.

 Siamo convinti che la non collaborazione con l’Invalsi debba partire già dalla somministrazione dei questionari CBT.

In molti istituti i dirigenti stanno chiedendo o invitando i docenti a procedere con i questionari, in molti altri si è giunti a dare per scontato che il lavoro lo faremo noi (gratuitamente e con lo stipendio bloccato da 8 anni) e, con estrema arroganza, il dirigente ha emanato veri e propri ordini di servizio (magari mascherati da semplici circolari).

Nel primo caso basta non accogliere l’invito, nel secondo, pur trattandosi di richiesta illegittima, consigliamo di far precedere il rifiuto di somministrazione da un formale atto di rimostranza, ai sensi dell’art. 17 del DPR 3/57.

Lo stesso discorso vale per il personale di segreteria che, già pesantemente sotto organico, dovrebbe buttare il proprio tempo per lavorare per un ente esterno alla scuola. Anche in questo caso è necessario presentare un atto di rimostranza.

Se l’Invalsi vorrà, potrà inviare i propri tecnici a svolgere il lavoro nelle segreterie.

Questi semplici atti di dignità sono fondamentali per ricominciare a mettere al centro della discussione i reali problemi dei lavoratori della scuola e, con essi, le vere necessità dell’istruzione statale.

BASTA CON L’ARROGANZA E LE PRETESE DI LAVORO GRATUITO

BASTA CON L’INVALSI ED IL FALSO MERITO

VOGLIAMO ORGANICI ADEGUATI, AUMENTI SALARIALI E RISORSE PER LE NOSTRE SCUOLE E LIBERTA’

Di seguito trovate un fac simile di atto di rimostranza

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IL DIRITTO "NEGATO" ALLO STUDIO.

DA DIRITTO A POMO DELLA DISCORDIA.
 

Il Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale, dott. Schiavone, il 4/1/2017 ha emanato una circolare ai Dirigenti Scolastici degli Istituti emiliani, con priorità alta (visibile in allegato). In questa circolare, nonostante ci fosse una preintesa di Contratto Collettivo Decentrato Regionale già firmata per il quadriennio 2017/2020 e nonostante sia tuttora in vigore il Contratto Collettivo Nazionale, viene raccomandato ai Dirigenti Scolastici di non concedere permessi di studio ai docenti che ne dovessero far domanda, adducendo come motivazione "lo scongiurare il prodursi di un danno all'erario". Poiché, però, i permessi allo studio sono già normati in senso ampiamente restrittivo e il loro monte ore è già stato stabilito, il "danno all'erario" può solo ritenersi presunto, e non effettivo. Tutto ciò avviene prima di aver contattato le OO.SS e discusso quindi la questione rispettando le regole del contratto e della legge, poiché giurisprudenza insegna che fino a quando il nuovo contratto non è stato firmato, quello vigente è ancora attivo e cogente nella fattispecie. Di fatto la circolare sta raccomandando ai Dirigenti Scolastici di non ottemperare quanto ancora in vigore, violando, quindi, le norme contrattuali.

SGB Scuola diffida i Dirigenti Scolastici dal seguire le indicazioni contenute in questa nota e sollecita l'Ufficio scolastico regionale perché si impegni a rispettare e a far rispettare il contratto vigente.
E' questa l'ennesima dimostrazione di ciò che può essere definito come totale mancanza di rispetto per i diritti sanciti da un regolare contratto, essendoci gli estremi per la violazione del diritto allo studio e all'istruzione, proprio da parte di chi l'Istruzione dovrebbe rappresentare.
E' infatti paradossale constatare che per il Dott. Schiavone chi chiede un permesso per conseguire una Laurea viene trattato come l'autore di un danno all'erario! 
Si potrebbe pensare che il ragionamento di fondo sia che se si può diventare Ministro dell'Istruzione senza laurea, perché agli insegnanti dovrebbe essere concesso il lusso di continuare a studiare, aggiornarsi, perfezionarsi per il bene della comunità tutta? 
Ricordiamo invece che per insegnare la laurea occorre, così come è necessario superare un concorso e viene richiesta anche una formazione permanente. La circolare denota una palese mancanza di ogni elementare buon senso, ed è l'ennesimo frutto avvelenato della riforma della "Buona Scuola".

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INTESA SULLA MOBILITA' 2017/18 I SINDACATI SIGLANO  CON IL MINISTRO ROSSO (EX CGIL)  LA RESA UFFICIALE  SULLA CHIAMATA DIRETTA DEI DOCENTI

E' stato siglato, in data 29 dicembre 2016, l' “accordo politico contratto mobilità personale docente” tra il neo Ministro Fedeli e le segreterie di categoria di CGIL, CISL e UIL. 

E' mancata la firma della Gilda ma non quella dello Snals. Non si tratta dunque del Contratto di mobilità ma di un primo accordo “quadro” che definisce la cornice entro cui dovranno essere stipulati sia il prossimo contratto di mobilità che il prossimo contratto sulla chiamata diretta. Facciamo subito presente che questa ipotesi di contratto rimane nulla fino alle modifiche alla Legge 107  che il Governo s'impegna apparentemente a varare. Ci riserviamo, pertanto, di ritornare  sul tema in sede di eventuale modifica  della normativa, di perfezionamento del contratto vero e definitivo con le annunciate modificazioni della tabella titoli e servizi.   Per il momento consideriamo qualsiasi commento, dal più rapace trionfalismo al solito disfattismo  da copione, del tutto fuori luogo. E' ufficiale la benedizione dei sindacati alla chiamata diretta dei docenti contro cui hanno chiamato i lavoratori a scioperare e per abolire la quale hanno raccolto migliaia di firme. Con  la solerzia che da sempre li contraddistingue,i sindacati si affannano, tramite la contrattazione, anche nel tentativo di salvare i presidi  dal pesante rischio di procedimenti penali per come, in molti casi, hanno gestito la c.d. chiamata per competenze dei docenti. Per correttezza osserviamo pure due novità  apparentemente interessanti come l'eliminazione dell'obbligo di permanenza triennale ed il riconoscimento del punteggio in considerazione anche del periodo di precariato. Per quanto riguarda il primo punto, ricordiamo che la normativa vigente (articolo 399, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e successive modificazioni) prevede il vincolo triennale di permanenza nella provincia d'immissione in ruolo del docente. Il Miur non aveva ancora chiarito se tali disposizioni venissero considerate estese anche all'istituto dei nuovi contratti triennali introdotti dalla buona scuola. La risposta affermativa è purtroppo arrivata con questa pre intesa sulla mobilità. La deroga al vincolo triennale viene confermata solo per il prossimo anno. Se il CCNI mobilità dovesse confermare il blocco triennale (divieto di trasferimento interprovinciale)  per ogni nuovo incarico (triennale) del docente titolare su ambito, ci troveremmo di fronte ad un accordo addirittura peggiorativo rispetto alla Legge 107 che non prevede nulla in merito. Per quanto riguarda il secondo punto, ricordiamo che ci sono volute migliaia di sentenze (per il risarcimento del danno economico, per l'immissione in ruolo, per la corretta ricostruzione di carriera etc.) per far capire al MIUR e ai sindacati che la normativa europea non ammette discriminazioni tra personale assunto a tempo determinato ed a tempo indeterminato.

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Rientro dalle vacanze natalizie al gelo per gli studenti, i docenti e il personale Ata delle scuole di Roma, costretti ad indossare giubbini, guanti, sciarpe e cappelli per poter permanere nelle aule in condizioni disumane che hanno impedito la normale ripresa delle attività didattiche.

L'inadeguatezza degli ambienti scolastici si ripropone puntualmente tutti gli inverni per i problemi strutturali di edilizia scolastica (muratura esterna priva di coibentazione, finestre inadeguate a garantire l'isolamento termico, tubature gelate o rotte), per la vetustà e il malfunzionamento degli impianti di riscaldamento e per la loro chiusura, dovuta a motivi di risparmio, durante tutto il periodo natalizio, mentre i collaboratori scolastici sono stati costretti a lavorare al freddo e al gelo.

Collaboratori scolastici già gravemente sotto organico (in 10 anni quasi 50 mila in meno), con paghe da fame e su cui si riversano tutti i disagi e le inefficienze, come il mancato rinnovo degli appalti con le ditte Multiservizi che coprivano il 25% dei servizi di pulizia che ora, inevitabilmente, ricadono sui collaboratori. L’esternalizzazione del servizio che ha portato solo corruzione e sfruttamento di tutti i lavoratori. Hanno tagliato, sventrato la scuola per dare i soldi a parassiti e sfruttatori.

Questo inaccettabile stato di cose viene ormai denunciato da anni!
Ma mentre i Dirigenti scolastici rimandano la responsabilità agli Enti Locali (ma non era tutta colpa delle Province?) di turno ed invitano i genitori ad abbigliare i figli per “il grande freddo”, SGB ancora una volta denuncia con fermezza lo stato di totale abbandono e di sfascio della scuola pubblica e ribadisce che non è possibile risparmiare sulle spalle e a danno della salute degli studenti e di tutto il personale della scuola.

Aumentare i posti di lavoro, per garantire pulizia e vigilanza è necessario almeno il ripristino di tutti i posti tagliati in questi anni!

Finanziare l’edilizia scolastica, non la propaganda e la corruzione delle “Scuole Belle”.

Riscaldiamo con la lotta l’aria dentro le scuole!

Organizziamo il sindacato di classe,
indipendente ed autonomo da partiti e gruppi di potere!

Entra in SGB!

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LE RIDICOLE DICHIARAZIONI DI POLETTI E LA REALTA’ DEL MONDO DELLA RICERCA 

Anziché ammettere il saccheggio degli ultimi anni ai danni di istruzione e ricerca, anziché esprimere il pentimento per le politiche del governo che devastano diritti, salari, prospettive di lavoro e di crescita culturale per i nostri giovani, il ministro Poletti si permette di offendere i ricercatori italiani che scelgono di andare all’estero per trovare opportunità di lavoro.Di seguito pubblichiamo un interessantissimo articolo che ci è stato offerto dal ricercatore Michele Visciarelli, che fornisce dati inequivocabili sui frutti delle politiche sul mondo della ricerca attuate dai governi italiani e mette a confronto con la situazione di diversi paesi europei.

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