Pubblico Impiego

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Il gruppo Fs, nonostante le smentite ed i toni rassicuranti utilizzati dai soliti sindacati complici, continua la sua marcia verso lo spezzatino ferroviario e conseguente privatizzazione.

Il modello da perseguire è quello utilizzato con la ex divisione Cargo. Dopo la costituzione della nuova società Mercitalia, è iniziata la macelleria sociale ai danni dei lavoratori del settore: aumento delle ore di lavoro, deroghe ai limiti normativi su condotta, notti e rfr, svendita del diritto al pasto.

Questo il futuro che gli strapagati manager aziendali con la complicità dei sindacati complici ci  vogliono prospettare con la creazione delle prossime nuove società.

Il trasporto regionale è abbandonato alla contribuzione delle singole regioni con l’obbiettivo di socializzare le perdite, mentre il trasporto passeggeri, nella sua parte pregiata dell’alta velocità (costruita con i soldi dei lavoratori, gli unici a pagare le tasse) viene quotata in borsa col fine di  privatizzare i profitti di banche e speculatori finanziari.

L’AD Mazzoncini snocciola cifre strabilianti su  utili di bilancio, fusioni con Anas ed acquisizioni di ferrovie estere, nel frattempo la realtà che vivono quotidianamente i ferrovieri è fatta di ritmi e orari di lavoro sempre più disumani, negazione di diritti fondamentali, decadimento della sicurezza di esercizio, chiusura di attività ed esternalizzazioni: manovra, biglietterie, officine, manutenzione, verifica, ecc.

Opporsi ai disegni di governi ed azienda che sognano una ferrovia senza più ferrovieri è necessario.

I ferrovieri aderiscono allo Sciopero Generale nazionale promosso da SGB unitariamente a tutti i sindacati di base che non hanno firmato l’Accordo del 10 gennaio 2014 sulla rappresentanza sindacale. Un Accordo truffa, che toglie i diritti sindacali ai lavoratori per darli ai sindacati complici: hanno svenduto il diritto di sciopero in cambio della partecipazione ad rsu ormai svuotate di qualsiasi potere.

Dalle ore 21,00 del 26 alle 21,00 del 27 OTTOBRE (circolazione treni)

intera giornata del 27 OTTOBRE (uffici ed impianti fissi) diciamo:

 

  ► No

Alla privatizzazione, alle gare, allo spezzatino ferroviario;

A contratti a perdere, all'aumento dell’orario e dei ritmi di lavoro, alle flessibilità;

Alla “Fornero”, all'adesione obbligatoria ad Eurofer, al welfare aziendale;

All'accordo del 10 gennaio, all'attacco al diritto di sciopero, alle burocrazie sindacali.

 

  ►  SI

Alla difesa del servizio pubblico, al piano generale dei trasporti, agli investimenti;

A rinnovi contrattuali veri, alla riduzione dell’orario di lavoro, ad aumenti in paga base;

Al diritto alla pensione, al welfare universale;

Alla democrazia sindacale, a delegati liberamente eletti dai lavoratori, al diritto di sciopero.

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AlternanzaS L

 

Incidenti, abusi, sfruttamento: questo è quello che i nostri studenti trovano sui posti di lavoro, perché questo c’è!

Il 13 ottobre gli studenti scendono in piazza contro l’Alternanza Scuola-Lavoro (ASL) fulcro della svendita dell’istruzione pubblica e della sua definitiva trasformazione nella scuola dei “padroni” dove i figli dei lavoratori devono essere “allenati” ad obbedire, ad adeguarsi alle necessità delle imprese (pubbliche o private che siano).

Il 27 ottobre sarà Sciopero Generale di tutti i lavoratori e lavoratrici, per il diritto al lavoro e alle libertà sindacali, contro le spese militari per il rifinanziamento dei servizi e sostegni pubblici.

A due anni dalla obbligatorietà della ASL siamo ancora agli annunci della “Carta dei Diritti e dei Doveri degli studenti in alternanza”, che dovrebbe dare qualche regola e assicurazione agli studenti in alternanza. Nel frattempo il Ministero a livello nazionale ha stipulato 56 Protocolli d’Intesa con grandi imprese (da Federmeccanica, Confindustria, Enel fino a Mc Donald’s) oppure intermediari di manodopera come è l’Adecco (già ispiratrice della politica sul precariato ai tempi della Gelmini), ed Enti pubblici. Siamo in attesa di vedere all’opera la Cgil dopo “l’uso” degli studenti alle Feste del PD.

Ogni giorno arrivano notizie di abusi sui ragazzi, del vero o proprio sfruttamento che subiscono, prede facili per imprenditori che cosi finalmente si liberano di quelle 4 regole che sono rimaste sui contratti nazionali o dello Statuto dei Lavoratori o peggio della legge sulla Sicurezza. Quando va bene perdono solo il 10-20 % delle lezioni, senza contare le ore già tagliate a tutti gli istituti: e non si può fare l’esame di stato se non risultano fatte tutte le 400 ore di ASL!

Tutto il sistema della formazione professionale è stato lasciato negli anni in mano alla gestione di tipo privato con i fondi pubblici: la formazione regionale gestita dai sindacatoni o dagli istituti religiosi; gli Enti Locali che con la trasformazione in Società Partecipate di tanti Enti per la Formazione Professionale li hanno portati alla loro completa privatizzazione con i conseguenti licenziamenti e veri e propri furti di stipendi e fondi pubblici; Università, Enti Locali e Imprese a gestire Fondazioni di tipo privato per la formazione post-diploma (ITS) con un giro di soldi pubblici, senza neanche l’obbligo di presentare bilancio. Per non parlare dell’Educazione agli Adulti o agli immigrati, la ricetta è la stessa: più tagli al personale, alle ore di lezione più fondi pubblici senza controllo. Altro che piani Europei per “la formazione tutta la vita” stiamo diventando un popolo ignorante che al 70% non capisce cosa legge!

L’obiettivo ora, della ASL è mandare a lavorare senza paga, 1,5 milioni di studenti!

La Legge di Stabilità per il 2018, oltre a prevedere altri tagli alla spesa e un’elemosina per il nostro Contratto Nazionale, finanzia la formazione in azienda perché l’obiettivo è Industria 4.0, riorganizzare il ciclo produttivo a spese dei lavoratori. Job Act, formazione aziendale a spese della collettività, distruzione della scuola pubblica statale, aumento dell’età pensionabile, è cosi questi signori fanno crescere il PIL dello 0,001%, mentre si spendono 64 milioni di euro al giorno per le spese militari!

Sosteniamo lo sciopero e le rivendicazioni degli studenti del 13 ottobre e il 27 ottobre Sciopero Generale, insieme in piazza per la riconquista dei nostri diritti cosi che anche le nuove generazioni possano ritrovare sui posti di lavoro!

 

13 ottobre 2017

Sciopero degli Studenti contro l’Alternanza Scuola-Lavoro

per il diritto allo studio

  • Salario e diritti per gli studenti in alternanza
  • controllo degli studenti sui progetti di alternanza
  • per l’istruzione pubblica e di qualità
  • per una scuola a misura degli studenti, non del profitto

MANIFESTAZIONI IN TUTTE LE CITTÀ

 

27 ottobre 2017

 SCIOPERO GENERALE di tutti i settori pubblici e privati

  • Aumentare salari e investimenti pubblici per ambiente e territorio, ridurre  in modo generalizzato l’orario di lavoro;
  • ristabilire l’età pensionabile a 60 anni di età  o con 35 anni di contributi, abolendo la legge Fornero;
  • garantire il diritto universale alla salute, all'abitare, alla scuola, alla mobilità pubblica e tutele reali di salario peri disoccupati;
  • contrastare  la precarizzazione del lavoro generata dalle leggi promulgate dai vari governi, l'ultima quella dello jobs act, che sono strumenti formidabili di ricatto e di distruzione dei diritti fondamentali, a partire dall'uso che ne fanno le istituzioni stesse e le amministrazioni locali di ogni colore;
  • difendere il diritto di sciopero con l'abolizione delle leggi che lo vincolano, rigettare l'accordo truffa del 10 gennaio 2014 sulla rappresentanza;
  • Contro la Guerra e le spese militari

MANIFESTAZIONI MILANO, ROMA, NAPOLI

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Vogliamo la 14

Pubblico Impiego. In arrivo il peggior contratto di sempre

Adesso deve ripartire la Mobilitazione dei Lavoratori Pubblici

Firma e fai firmare la Petizione Nazionale: per la 14 esima mensilità, contro valutazione e discrezionalità al posto di diritti e certezze, per lavoro stabile ed assunzioni. contro il divieto per i Dipendenti pubblici di chiedere l’anticipo del Tfr ed i tempi di attesa al momento del pensionamento- Ed intanto quest'estate, a luglio ed agosto, nuovi tagli per malattia e democrazia nei posti di lavoro. Come da accordi del 5 aprile e del 30 novembre dello scorso anno dei soliti sindacati complici. Dopo quasi 10 anni, il peggior contratto di sempre. E’ il momento della mobilitazione. Ed il 27 ottobre è Sciopero Generale. Manifestazioni in tutta Italia

Anche in piena estate continua l’opera di smantellamento. A luglio ed agosto tocca a malattia e democrazia nei posti di lavoro. Il 26 luglio Cgil Cisl Uil firmano il nuovo CCNQ per il Pubblico Impiego, il contratto che regola le libertà sindacali e le democrazia nei posti di lavoro. E sono ancora tagli e blindature contro i Lavoratori. Eppure i diritti, per esempio quello di assemblea, sono dei Lavoratori, non di certi apparati amici. Per la malattia invece, viene annunciata una nuova riforma: fine del divieto e possibilità di ripetizione della visita fiscale nello stesso periodo. Persino nella stessa giornata. In caso di malattia, a meno che tu non sia in ferie per evitare la trattenuta dallo stipendio, siamo ad una caccia alle streghe assurda: di fatto siamo all'abolizione stessa del diritto. Sono i frutti dell’accordo del 30 novembre scorso di Cgil Cisl Uil laddove prevedeva la revisione del trattamento della malattia. Eccola. Questi sono il contratto ed il futuro che stanno costruendo. L’accordo generale del 10 gennaio 2014, quello del 5 aprile 2016 per la riduzione dei comparti, poi l’intesa del 30 novembre: dopo quasi 10 anni, un’elemosina di pochissime decine di euro dal 2018, ancora da stanziare, ma soldi da gestire ai sindacati, niente arretrati, l’introduzione della valutazione e di una gravissima discrezionalità nel contratto con annesso licenziamento dopo i giudizi negativi, ecc. E’ il momento dei Lavoratori, della mobilitazione, adesso, di riprendere tutti la petizione per il contratto che serve: dopo 10 anni. Vogliamo la 14° mensilità, per stabilizzare salario; perché i Lavoratori Pubblici sono tra i pochissimi a non avere (almeno) 14 mensilità nel contratto. Lo sapevate? Perché sono gli unici a non poter chiedere l’anticipo del Tfr, e a dover aspettare anche un paio di anni per vederselo pagato rispetto al momento del pensionamento. Firma e raccogli le firme della petizione nazionale, allegata al volantino e sul nostro sito. Sabato 23, l’Assemblea Nazionale a Milano, con locali stracolmi ed una partecipazione straordinaria di delegati e lavoratori da tutta Italia, ha ribadito la necessità di uno Sciopero Generale chiaro e la voglia di lottare per lavoro, democrazia, salario, diritti e condizioni, contro le politiche in atto ed i sindacati complici. Il 27 ottobre Sciopero Generale e Manifestazioni in tutta Italia.

 

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senza soldi10

IL 27 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE!

8 ANNI DI BLOCCO CONTRATTUALE HANNO CAUSATO UNA PERDITA MEDIA

DI CIRCA 1.500 EURO L'ANNO PER OGNI DIPENDENTE PUBBLICO

L'accordo del 30 novembre 2016 tra Governo, Cgil Cisl Uil e altri “sindacatini” complici rischia di consegnarci un contratto con un’elemosina di aumento che metterebbe in busta paga al massimo poche decine di euro mensili.
Per il comparto scuola, la componente potenzialmente più consistente di salario accessorio rimane il c.d. “bonus premiale”, introdotto dalla L.107/15, per i soli docenti di ruolo, nella maggior parte dei casi, fuori dalla contrattazione decentrata ed erogato dal dirigente spesso senza alcuna pubblicità e trasparenza.

Tutto questo mentre aumenta sempre di più l'età pensionabile con la beffa aggiuntiva dell'indebitamento bancario per l' APE.

È PER QUESTE RAGIONI CHE RIVENDICHIAMO:

  • Un adeguato rinnovo del Contratto per il Pubblico Impiego con consistenti aumenti stipendiali fissi e non a discrezione dei dirigenti, con il pieno recupero di quanto perso in tutti questi anni.     
  • Il diritto alla pensione a 60 anni di età o con 35 anni di contributi.
  • La stabilizzazione immediata di tutti precari della Scuola (docenti, ATA ed educatori) e l'abolizione della chiamata diretta dei docenti.
  • La quattordicesima mensilità per tutti i lavoratori del Pubblico Impiego (tra le poche categorie a non averla).

IL 27 OTTOBRE

TUTTI IN PIAZZA A MANIFESTARE

per info www.sindacatosgb.it 

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Madia

Contratto. In arrivo la direttiva della Madia all’Aran.

In linea con gli accordi dello scorso 30 novembre e 5 aprile con Cgil Cisl Uil, autonomi fino a Usb.

E per i Lavoratori sono nuovi tagli. Non c’è traccia di salario, diritti, sicurezze. Per i Lavoratori, ancora tagli. Solo tagli. A malattia, assistenza, condizioni. Fino alla valutazione personale ed al licenziamento (licenziamento) dopo 3 giudizi negativi.

E sul salario? Dopo 10 anni, i soldi non ci sono per i Lavoratori ma arrivano ai sindacati.

Si va alla mobilitazione. Necessaria la partecipazione e scelte chiare dei Lavoratori

Il comunicato in allegato

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conflittualita conformismo

PUBBLICO IMPIEGO:

CONFLITTUALITÀ O CONFORMISMO? 

Contrattazione,Comparti e Rappresentanza Sindacale

 

Si è chiusa pochi giorni fa l’ipotesi di accordo nazionale relativo alle prerogative sindacali che contiene qualche importante novità. Nei giorni successivi è stato definito il calendario delle contrattazioni per quello che riguarda i nuovi compartoni del lavoro pubblico.

 Si tratta di un altro tassello che va ad aggiungersi alla sistematica opera di demolizione del lavoro pubblico attuato però con la piena condivisione sindacale.  Un nuovo corso nelle relazioni sindacali che verrebbero garantite solo per quelle organizzazioni compiacenti e che è iniziato con l’accordo del 4 Aprile 2016 (quello sull’aggregazione dei comparti di contrattazione definitivamente sottoscritto il 13 Luglio 2016)[i].

Per quello che riguarda il primo accordo – in linea con la filosofia delle relazioni sindacali a livello nazionale – si stringe ulteriormente il cappio al collo delle organizzazioni non rappresentative, regolamentando in maniera ancora più rigida anche le prerogative delle RSU.  Infatti, per arginare le attività dei singoli eletti tutte le prerogative (indizione di assemblea, utilizzo della bacheca, etc.) vorrebbero destinarle alla RSU nella sua interezza: un vero e proprio cappotto giuridico!

Sorprende anche il fatto che contrariamente a quanto legiferato con il decreto 150/2009 (quello di Brunetta per intenderci) i comparti di contrattazione non sono più 4, ma 5. Appare infatti un comparto autonomo di contrattazione per la sola Presidenza del Consiglio dei Ministri destinato ad un contingente di poco più di 2000 persone.

Una bella contraddizione per chi – a destra o a sinistra – voleva ridurre i comparti per evitare sacche di privilegio sindacale.

Ci troviamo infatti davanti ad un gioco di prestigio di dubbia legittimità che consente all’ARAN di confermare distacchi e prebende alle organizzazioni sindacali già presenti al tavolo,  in cambio della firma sull’accordo che diminuisce  i comparti. A rimetterci saranno così solo i lavoratori che con gli accorpamenti  subiranno una omogeneizzazione verso il basso delle condizioni contrattuali .

E’ evidente che lo stesso scenario e lo stesso baratto lo vedremo anche in occasione della stipula del Contratto Nazionale per il quale il cammino si presenta ora un po’ complicato.

Infatti, sebbene la spesa per il personale sia diminuita negli anni (12 miliardi in meno tra il 2009 e il 2015 secondo la CISL, 5 miliardi in meno tra il 2012 e il 2015 secondo l’ISTAT) in virtù della riduzione degli organici e delle politiche di taglio al salario accessorio (alias “spending review”), c’è difficoltà a sbloccare i contratti per l’assenza di adeguate risorse economiche.

Quelle sinora certe – poiché contenute nei Bilanci dello Stato 2016 e 2017 – dovranno essere integrate con analoghi stanziamenti a carico delle Regioni e delle autonomie locali e, in sede di legge finanziaria 2018, con un sostanziale raddoppio delle risorse anche da parte dello Stato per finanziare gli incrementi delle amministrazioni centrali.

I negoziati però proseguono, anche se le stesse organizzazioni  concertative si sono rese disponibili a chiudere, avendo certezza degli stanziamenti in finanziaria in base a quanto previsto dall’accordo del 30 Novembre che – va ricordato – non garantisce risorse per tutti e lascia irrisolti parecchi nodi: primo tra tutti quello di conciliare gli aumenti con il bonus di 80 Euro.

Il bonus (voluto da Renzi  per vincere le elezioni Europee nel 2014) per circa 1/10 dei dipendenti, rischia infatti di sterilizzare – in tutto o in parte a seconda del reddito annuale – qualunque tipo di aumento. Allo stesso modo di come l’aggregazione di comparti di contrattazione prima separati, rischia di livellare verso il basso  i già  modesti incrementi salariali.

La contrattazione dovrebbe concludersi tra Ottobre e Dicembre 2017: per i tempi della presentazione della legge finanziaria 2018 e per fare in modo che i pur modesti aumenti (comprensivi di una modesta parte di arretrati) vada ad essere corrisposta immediatamente prima delle elezioni nazionali e delle elezioni RSU.

Sui contenuti contrattuali vige il massimo riserbo, ma è chiaro – almeno dalla direttiva della Ministra Madia – che si vuole dare un’ulteriore stretta ai diritti individuali, rafforzare la selettività nell’attribuzione dei premi al personale, dare più risorse al secondo livello e meno al primo.

SGB non può che rimarcare la necessità di restituire soldi in maniera fissa e ricorrente  (per questo abbiamo proposto l’istituzione della 14esima mensilità) anche storicizzando parte del salario accessorio oggi percepito.

Questi saranno i temi al centro delle nostre iniziative e mobilitazioni d’autunno che culmineranno con

23 settembre Assemblea Nazionale a Milano

 Appello ai Movimenti, Lavoratori, Pensionati, Studenti, Disoccupati, Precari e per costruire lo Sciopero Generale

27 Ottobre Sciopero  Generale Nazionale

proclamato da SGB, CUB, Si Cobas, Usi-AIT, Slai Cobas

[i]
                        1 CCNQ 13.7.2016 - ART. 2 - Determinazione dei comparti di contrattazione collettiva

  1. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 1, disciplinati dai contratti collettivi nazionali relativi al rapporto di lavoro pubblico sono aggregati, fermo restando quanto stabilito dall’art. 74, comma 3 del d.lgs. 150 del 2009, nei seguenti comparti di contrattazione collettiva:
  2. A) Comparto delle Funzioni centrali;
  3. B) Comparto delle Funzioni locali;
  4. C) Comparto dell’Istruzione e della ricerca;
  5. D) Comparto della Sanità.

              

                        1bis  Art. 74 d. lgs. N. 150/2009, comma 3. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri sono determinati, in attuazione dell'articolo 2, comma 5, della legge 4 marzo 2009, n.15, limiti e modalita' di applicazione delle disposizioni, anche inderogabili, del presente decreto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche con riferimento alla definizione del comparto autonomo di contrattazione collettiva, in considerazione della peculiarita' del relativo ordinamento, che discende dagli articoli 92 e 95 della Costituzione. Fino alla data di entrata in vigore di ciascuno di tali decreti, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri continua ad applicarsi la normativa previgente.

              

                        1ter  Art.3 DPCM n. 226 del 5/11/2010 Disposizioni in materia di contrattazione collettiva nazionale 1. L'ARAN, in base alle disposizioni impartite dal Presidente del Consiglio dei Ministri, attiva una distinta e autonoma contrattazione a livello nazionale per il personale, dirigenziale e non, del comparto autonomo di contrattazione collettiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Aprile 2016: tutti i sindacati presenti, compresa USB ad eccezione della CGU CISL,  firmano  dell'Accordo sui Comparti

PUBBLICO IMPIEGO: UN ACCORDO CONTRO I LAVORATORI

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FIRMA E PARTECIPA ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE A MILANO

IL 23 SETTEMBRE BASTA UN CLICK

Appello 23 Settembre

 

 fotoFBConflittualità o Conformismo.jpeg

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COSTRUIRE INSIEME

Pubblico Impiego. Su la testa. Un contratto da ricostruire. 

Dopo lo scippo di quasi 10 anni senza rinnovi, Cgil Cisl Uil, autonomi fino a USB, ci hanno preparato adesso un nuovo contratto con valutazione, discrezionalità e licenziamenti dopo 3 giudizi negativi, oltre ad un aumento che non metterebbe in busta paga neanche 50 euro. E nuove regole che sono ormai un vero e proprio Sos per i Lavoratori e la democrazia nei posti di lavoro…

Ed invece c’è bisogno di salario, lavoro, certezze, assunzioni, servizi. Ancora, sapete che i Lavoratori Pubblici sono praticamente gli unici, nel mondo del lavoro dipendente, ad avere un contratto con solo 13 mensilità? E che sono sempre gli unici che sul Tfr…

In allegato, il volantone di approfondimento

I Lavoratori, che forza

 

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