Pubblico Impiego

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foto da repubblica

 

Il sindacato SGB esprime piena solidarietà ai docenti napoletani aggrediti dalle forze dell'ordine il 4 agosto 2016 davanti alla Prefettura del capoluogo partenopeo durante una manifestazione contro i trasferimenti forzati degli insegnanti.

Stiamo assistendo in questi giorni all'ennesima deportazione di docenti non solo da Sud a Nord del Paese ma anche tra città diverse e lontanissime tra loro dello stesso settentrione d'Italia.

La mobilità coatta che sta distruggendo, in questi giorni, la vita di decina di migliaia di famiglie non è solo il frutto di pur diffusissimi errori tecnici di attribuzione delle sedi o degli ambiti territoriali di servizio e nemmeno della , per quanto palese, mancanza di trasparenza del sistema elettronico del MIUR.

 

I trasferimenti coatti di questi giorni costituiscono, in larghissima misura, la diretta applicazione del Contratto di mobilità, firmato, il 10 febbraio 2016, tra MIUR e sindacati complici con il quale, implementando la Legge 107, sono state trasformate le operazioni di mobilità in 4 fasi d' inaudita e violenta roulette russa. Purtroppo molti insegnanti si stanno accorgendo solo ora, e sulla propria pelle, delle conseguenze dell'ennesimo contratto a perdere siglato da CGIL, CISL, UIL e SNALS.

 

Bene hanno fatto quei lavoratori in Piazza Plebiscito che hanno cercato d'impedire la presenza in delegazione presso il prefetto dei sindacalisti complici.

 

BASTA CON LE CONTRATTAZIONI A PERDERE SULLA PELLE DEI LAVORATORI!

 

RIPRENDIAMO LA LOTTA PER LA RESTITUZIONE DEGLI ORGANICI TAGLIATI NEGLI ULTIMI 20 ANNI!

 

COSTRUIAMO ED ALLARGHIAMO IL FRONTE DI LOTTA FUORI DAL SINDACALISMO COMPLICE!

 

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E' stata diramata dal MIUR, in data 22 luglio 2016, la nota n. 2609 con oggetto: “Indicazioni operative per l'individuazione dei docenti trasferiti o assegnati agli ambiti territoriali e il conferimento degli incarichi nelle istituzioni scolastiche”.

Si tratta delle tanto attese Linee guida rivolte ai dirigenti scolastici circa la c.d. “chiamata diretta” dei docenti introdotta dalla Legge 107/2015.

Ricordiamo innanzitutto che la nota ministeriale non è un atto impositivo ma di carattere consultivo e di orientamento generale per i dirigenti scolastici.

La nota viene emessa due giorni dopo la comunicazione ai sindacati (fatta probabilmente a voce, visto che nemmeno i sindacati presenti al tavolo ne hanno diffuso una bozza), a conclusione di un anomalo negoziato che ha visto i sindacati, nell'arco di pochi giorni, passare dall'emissione di comunicati trionfalistici ad altri di dura critica verso il MIUR.

SGB conferma invece che le Linee guida del 22 luglio mantengono lo stesso identico contenuto politico dell'accordo del 6 luglio tra Miur e sindacati. Invitiamo, a tal proposito, i colleghi a leggere i nostri comunicati del 21 e del 22 luglio 2016.

In questa sede ci limitiamo a fornire le informazioni pratiche più utili ai docenti interessati.

Destinatari della chiamata diretta

  • Docenti che hanno partecipato ai movimenti per le fasi B,C e D previste dal CCNI della mobilità per l' a.s. 2016/17:
  • docenti trasferiti nelle fasi B1/B2 se soddisfatti dal secondo ambito in poi.

  • docenti trasferiti nella fase B3 - assegnazione ambito definitivo nella provincia di assunzione dei docenti assunti nell'a.s. 2015/16 nelle fasi B e C del piano di assunzioni da Concorso (titolarità solo su ambito).

  • docenti neo assunti al 1/9/2015 da GAE nelle fasi B e C del piano di assunzioni che hanno partecipato alla fase C del CCNI di mobilità 2016/17.

  • I docenti neo assunti al 1/9/2015 da GAE e da CONCORSO nelle fasi 0 e A e i docenti assunti da fase B e C dal concorso del piano di assunzioni.

  • Questi docenti hanno potuto partecipare volontariamente alla fase D dei trasferimenti.

  • Docenti immessi in ruolo a partire dal 1° settembre 2016 (le cui procedure di assunzioni potranno essere terminate entro il 15 settembre 2016), da GAE, da GM 2012 e da GM 2016.

Criteri di scelta dei docenti

Secondo la nota ministeriale 2609, i dirigenti scolastici individuano “un numero congruo di criteri, indicativamente da tre a sei”.

Il preside può quindi scegliere i criteri che vuole, con il pericolo di poter bandire un concorsino interno al suo istituto fatto ad hoc per un determinato candidato, con la stessa precisione con cui il sarto cuce il vestito su misura del cliente.

 

Pubblicazione degli avvisi da parte dei presidi

I DS pubblicano sul sito istituzionale della scuola, uno o più avvisi con l'elenco dei posti dell'organico dell'autonomia vacanti e disponibili nell'istituzione scolastica, suddivisi per grado di istruzione, tipologia di posto e, per la secondaria, classe di concorso.

Le date di avvio indicative sono le seguenti:

dal 29 luglio (infanzia e primaria);

dal 6 agosto (scuola secondaria di primo grado);

dal 18 agosto (scuola secondaria di secondo grado)

Aggiunge la nota:

“Per ciascun posto, l'avviso specifica i criteri individuati, le modalità e i termini di scadenza per la presentazione delle candidature, per la proposta di incarico da parte del dirigente e per l'accettazione da parte del docente.”

Il preside, dunque, oltre a potersi scegliere i criteri, si sceglie anche i tempi della procedura.

 

Per quanto riguarda le modalità di invio delle candidature e accettazioni di proposte di nomine è importante inviare comunicazioni tracciabili come la e mail e/o pec, raccomandata A/R o fax.

Essendo strettissimi i tempi, bisogna fare estrema attenzione all'indirizzo di posta elettronica indicato dall'avviso della scuola per evitare che la lettera non venga letta o venga letta in ritardo dal DS.

I docenti possono inviare candidature anche a diversi istituti dello stesso ambito.

 

Mancata pubblicazione degli avvisi

Il DS non risulta, dalla nota, obbligato ad emettere avvisi di pubblicazione in merito ai posti disponibili presso la sua scuola.

In questo caso però “i posti saranno assegnati dall'Ufficio Scolastico Regionale e il Dirigente scolastico non potrà quindi prendere in considerazione alcuna candidatura”.

Notiamo che in alcune parti del movimento dei lavoratori della scuola si sta ventilando l'ipotesi di rifiuto da parte dei presidi a procedere con la nomina diretta dei docenti, lasciando tale incombenza agli USR.

Noi di SGB non condividiamo affatto questo ottimismo.

Sono stati soprattutto i dirigenti scolastici a volere la chiamata diretta.

Noi siamo già pronti a combattere, scuola per scuola, contro ogni forma di clientelismo e sopraffazione da parte dei presidi.

Curriculum

Il docente può caricare nell'apposita sezione del sito Istanze On Line, il proprio CV:

dal 29 luglio al 4 agosto per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria;

dal 6 al 9 agosto per la scuola secondaria di primo grado;

dal 16 al 19 agosto per la scuola secondaria di secondo grado.

Colloquio

A totale discrezione del preside (anche tramite Skype)

Accettazione da parte del docente

Anche per l'accettazione della proposta d'incarico da parte del docente è fondamentale lasciare traccia. Invitiamo i colleghi a non basarsi su eventuali accettazioni concluse al telefono pur garantite a voce dal preside.

Ricordiamo infine che i docenti non sono obbligati né a presentare autocandidature né a caricare il curriculum su Istanze On Line così come i presidi non sono obbligati ad emettere gli avvisi e ad indire i colloqui.

Tuttavia, SGB invita tutti i docenti a partecipare in maniera attiva a questa fase di nomine inviando proposte di autocandidatura e cv ed essendo precisi in tutti i passaggi fino all'eventuale accettazione. Tutti questi documenti saranno di essenziale importanza in sede di eventuali ricorsi.

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"Cerca le differenze tra l’Accordo con i Sindacati e gli annunci del MIUR"

Non sembra destinato a placarsi il vespaio di polemiche che si è sollevato in questi giorni, tra il Miur ed i sindacati c.d. maggiormente rappresentativi, in merito alle prossime Linee guida ministeriali sulla “chiamata diretta” dei docenti introdotta dalla Legge 107/2015.

I sindacati continuano ad accusare il MIUR di aver tradito l'accordo del 6 luglio con cui avrebbero strappato importanti concessioni a favore dei lavoratori interessati.

Secondo CGIL, CISL, UIL e SNALS, le prossime Linee guida consisterebbero infatti in un vero e proprio “atto unilaterale” ed “autoritario” del MIUR per quanto non “impositivo” nei confronti dei presidi ma solo di “suggerimento”.

Ancora una volta, il mese di luglio si conferma un mese nefasto per i diritti dei lavoratori. Una parte sempre più consistente di docenti , oramai da anni, non riesce più a staccare la spina durante l'estate perché costretta a seguire le malefatte del MIUR (e dei sindacati complici) per evitare di andare incontro a seri rischi di problemi lavorativi a settembre.

 

Facciamo dunque una ricostruzione di quanto è accaduto nelle ultime due settimane e proviamo a fornire informazioni utili ai docenti interessati alla “chiamata diretta”.

Teniamo a precisare che la nostra sintesi si è basata esclusivamente fu fonti giornalistiche accreditate e su comunicati sindacali in quanto al momento non sono ancora state rese note ufficialmente le Linee guida.

Il 6 luglio 2016 è stata siglata al Miur un'intesa “politica” tra il Ministero e CGIL, CISL,UIL e SNALS con funzione regolatrice della “chiamata diretta”.

Secondo questo accordo, il preside avrebbe potuto scegliere liberamente i 4 criteri più coerenti al PTOF (piano triennale dell'offerta formativa) della sua scuola (tra i 29 previsti da una apposita tabella nazionale) in base ai quali avrebbe conferito gli incarichi triennali ai docenti, andando a selezionare tra le varie candidature pervenute presso il suo istituto.

Il curriculum di ogni candidato sarebbe stato visualizzabile dal preside su istanze on line.

L'anzianità di servizio (desunta dal punteggio di mobilità) sarebbe stata considerata soltanto a parità di criteri tra più aspiranti o in assenza di ogni criterio da parte del candidato. Sarebbe rimasta, nel pieno rispetto della Legge 107, la facoltà del dirigente d'indire un colloquio verbale con il candidato per “esaminare” ulteriormente il docente.

Nel caso in cui lo stesso candidato avesse ricevuto proposte d'incarico da istituti diversi avrebbe potuto scegliere la scuola di servizio. Nel caso invece di totale assenza di proposte, il candidato sarebbe stato collocato d'ufficio dall' USR in base al punteggio di mobilità presso qualche istituto dello stesso ambito territoriale.

Il 7 luglio 2016, i sindacati firmatari cantano vittoria in quanto avrebbero ottenuto, con l'intesa del giorno precedente, tre importanti risultati:

  1. I presidi, per nominare i docenti, avrebbero dovuto rigorosamente attenersi a 4 criteri oggetti
  2. L'anzianità di servizio non sarebbe stata cancellata
  3. Non veniva definita l'obbligatorietà del colloquio.

Gli stessi sindacati omettono però di riportare nei loro comunicati che, secondo la loro intesa col MIUR:

  1. I criteri vengono scelti dagli stessi presidi
  2. L'anzianità di servizio viene considerata solo in via estremamente residuale
  3. Il colloquio rimane facoltà in capo al dirigente scolastico.

 

L' 8 luglio interviene l' ANP (associazione nazionale dei presidi) che attacca duramente l'intesa poiché porterebbe un “enorme aggravio di lavoro” per il personale delle segreterie. Assistiamo, per la prima volta, al ruolo di ANP a paladina degli assistenti amministrativi.

Il 9 luglio si apprende che l' ANP ha preteso ed ottenuto dal MIUR l'aumento del numero dei criteri della tabella nazionale da 29 a 46 per lasciare totale mano libera ai presidi nella chiamata diretta dei docenti. Tale strappo da parte del MIUR avrebbe rimesso in discussione l'intero accordo con i sindacati.

Si arriva cosi all'incontro del 14 luglio al temine del quale i sindacati dichiarano la rottura col MIUR e denunciano le condizioni peggiorative dell'atto unilaterale del MIUR (che arriverà solo il 20) rispetto all'accordo del giorno 6.

Non ci sono differenze politiche tra l'intesa del 6 luglio e l'atto “unilaterale” del MIUR del 20 ma solo alcune distinzioni tecniche che proviamo a riepilogare con le seguenti tabelle:

PUNTI ESSENZIALI DELLA CHIAMATA DIRETTA INTESA CON I SINDACATI DEL 6 LUGLIO 2016

ATTO “UNILATERALE” DEL MINISTRO DEL 20 LUGLIO 2016( future linee guida ai DS)

 

 

Colloquio del Dirigente Scolastico Non obbligatorio Facoltativo
Requisiti del docente aspirante all'incarico

4 criteri scelti dal DS su una lista di 29 criteri stabiliti a livello nazionale.

 

Vanno pubblicati preventivamente.

 

Da 4 a 6 criteri scelti dal DS su circa 45 nazionali. Il DS può inoltre aggiungere, a proprio piacimento, altri criteri a quelli della tabella nazionale e può stabilire un ordine di priorità.

 

Vanno pubblicati preventivamente.

Curriculum Obbligatorio, da caricare su instanze on line Facoltativo, da inviare in allegato alla mail di auto candidatura per l'incarico (in pdf).

Anzianità di servizio

 

(punteggio di mobilità)

Viene considerata in caso di parità di requisiti tra diversi candidati ed in caso di assegnazione d'ufficio, da parte dell' USR, per i docenti rimasti senza alcuna proposta d'incarico. Viene considerata in caso di assegnazione d'ufficio, da parte dell' USR, per i docenti rimasti senza alcuna proposta d'incarico.
TEMPISTICA PREVISTA DALL'ACCORDO DEL 6 LUGLIO
il 22/07 (la data inizialmente era il 18) tutte le scuole avrebbero dovuto pubblicare gli avvisi per i posti disponibili in base a quattro requisiti “oggettivi”
dal 25/07 al 6/08 si sarebbe dovuta aprire la funzione su istanze online per la presentazione dei curricula (requisiti e titoli) da parte dei docenti
dall´8/08 al 22/08 i presidi avrebbero dovuto esaminare le candidature del primo ciclo d'istruzione
dal 20/08 al 27/08 i presidi avrebbero dovuto esaminare le candidature del secondo ciclo d'istruzione
dal 28 al 31 di agosto sarebbe dovuta avvenire l'assegnazione alla sede del docente da parte del Dirigente

 

Avevamo già segnalato la forte difficoltà di rispettare questa tabella di marcia per vari motivi, uno su tutti, l'arroganza unita alla miopia gestionale di molti presidi che hanno già fissato, nonostante le diffide di SGB, gli incontri conclusivi dell'anno di formazione e di prova dei neo assunti 2015, per l'ultima settimana di agosto 2016.

TEMPISTICA PREVISTA DALL'ATTO UNILATERALE DEL MIUR
Ordini e gradi Infanzia e Primaria Secondaria I grado Secondaria II grado Neoassunti 2016/17
Fasi contrattuali
Avviso scuole Entro 25 luglio Entro 2 agosto Entro 12 agosto  
Invio curriculum Entro 1 agosto Entro 7 agosto Entro 18 agosto Entro 6 settembre
Proposta DS Entro 5 agosto Entro 10 agosto Entro 25 agosto Entro 9 settembre
Accettazione docente Entro 8 agosto Entro 11 agosto Entro 26 agosto Entro 10 settembre
Comunicato incarichi USR Entro 9 agosto

Entro 12 agosto

 

Entro 27 agosto Entro 11 settembre
Assegnazione cattedre d'ufficio da parte dell'USR Entro 13 agosto Entro 19 agosto Entro 31 agosto Entro 15 settembre

Alcune osservazioni:

  • La chiamata diretta è prevista dalla Legge. Un contratto non può mai andare in deroga alla normativa vigente.

  • L'ultimo CCNI sulla mobilità è andato invece in contrasto alla Legge 107 in quanto ha salvaguardato la titolarità su scuola solo per alcune categorie di neoassunti. Per quanto illegittimo, è sempre il Ministero (con i sindacati) che stabilisce quando la Legge si può derogare e quando no.

  • Per questa ragione il nostro Paese è la patria dei ricorsi giudiziari.

  • Dalla prima lista dei 29 criteri nazionali per la nomina dei docenti sono subito emersi i tipici paradossi del MIUR, per esempio l' esperienza di “tutor per neoassunti” che si andrebbe a richiedere ad un docente neo immesso in ruolo oppure le certificazioni linguistiche che solitamente non sono conseguite da chi è già laureato e abilitato per l'insegnamento delle lingue straniere.

  • Le principali lamentele dei sindacati sono andate contro il numero dei titoli.

  • Per SGB non è questione invece di 29 o 46 titoli, il problema rimane la chiamata diretta.

  • Il mercato dei titoli culturali è destinato a crescere. Non è da escludere che gli stessi sindacati che oggi gridano al tradimento ed allo scandalo, a partire da settembre, cominceranno ad organizzare corsi di formazione a pagamento, utili alla chiamata diretta, come hanno sistematicamente fatto per la partecipazione ad ogni concorso contro cui si sono espressi in questi anni.

  • Il bonus dei 500 euro, se venisse riconfermato, rischia di essere indirizzato verso corsi di formazione più graditi al preside che al docente.

  • Senza un Contratto, si applica solo la Legge. I dirigenti scolastici, all'atto della nomina del docente, rischiano l'insorgenza di responsabilità penali in caso di provvedimenti non legittimi. La Corte suprema di Cassazione, infatti, ha più volte spiegato che, in materia di rapporto dei pubblici dipendenti, la responsabilità penale dei dirigenti per i reati tipici della pubblica amministrazione (per esempio, l'abuso d'ufficio) è esclusa solo perché le fonti sono di natura contrattuale. Se la materia invece è regolata solo dalla Legge i dirigenti ne rispondono personalmente non prevedendo il giudizio penale la surroga tramite l'avvocatura dello Stato.

Gli stessi sindacati che hanno scioperato il 5 maggio 2015 contro la Buona Scuola sono andati in soccorso del governo per meglio metterla in pratica attraverso la contrattazione sulla mobilità e sulla chiamata diretta. Si rende sempre più necessaria la costruzione di un fronte sindacale fuori dall'attuale schieramento collaborazionista.

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I lavoratori dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Ravenna denunciano lo stato in cui versa l’Ufficio a causa delle gravi carenze di organico.

SGB “lo smantellano gli Uffici Territoriali, provinciali e regionali del MIUR anello fondamentale per lo sfascio della Scuola pubblica Statale, i lavoratori pubblici uniti possono riaffermare la loro dignità nella lotta”

Abbiamo ricevuto svariate segnalazioni in merito alle carenze organizzative degli uffici del Miur. I lavoratori dell'UST di Ravenna, segnalano una situazione drammatica e di cronica inadeguatezza delle dotazioni organiche dei loro uffici:

- Il personale è stato ridotto progressivamente nel corso degli ultimi 10 anni in una percentuale che va dal 50% al 70%, senza copertura alcuna dei posti lasciati vacanti dai pensionamenti

- i carichi di lavoro assegnati alle segreterie e ai vari uffici scolastici sono al contrario aumentati di anno in anno e ancor più dopo l'introduzione della "Buona Scuola", traducendosi per questi lavoratori in centinaia di ore oltre l'orario contrattuale, ovviamente senza le maggiorazioni previste dal CCNL e nell'impossibilità di godere delle ferie maturate

- la copertura di ruoli e funzioni è avvenuta senza alcun riconoscimento professionale e retributivo.

A questa situazione di cronicità si è aggiunto il caos organizzativo creato dalla Buona Scuola da cui sono derivati infiniti adempimenti, senza le necessarie indicazioni da parte dell'Amministrazione Centrale e con scadenze spesso frenetiche.

E' in arrivo la “Chiamata Diretta” per i neo assunti, è in atto la mobilità e la definizione degli organici dell’Autonomia tutte "pratiche" sbandierate come determinanti nella vita delle scuole ma il continuo taglio degli organici, anziché un serio rafforzamento dell’apparato amministrativo (degli uffici ministeriali regionali e provinciali come delle segreterie scolastiche), la dice lunga sulla reale volontà del Governo di dare la svolta “meritocratica” di cui si vanta, piuttosto, stiamo vedendo lo sfascio che prelude alla corruzione e alla svendita del servizio ai privati.

Il caso di Ravenna ha visto il coraggio dei dipendenti che hanno denunciato lo stato di abbandono che possiamo dire, senza dubbio di essere smentiti, rappresenta lo stato generale degli uffici. SGB in diverse occasioni è dovuta intervenire anche diffidando i dirigenti come nel caso dell’USR del Lazio o dell’Ambito Territoriale Provinciale di Roma per tutte le irregolarità nella mobilità o nelle definizioni degli organici, inadempienze e irregolarità che colpiscono i lavoratori della Scuola ma che, appunto, sono causate dalla stessa mano che sta devastando tutto il sistema dell’Istruzione del paese.

I primi a pagarne i costi sono i diritti dei lavoratori (diritto al riposo, al giusto orario di lavoro, alla libera accettazione dello straordinario con adeguata retribuzione, alla fruizione delle ferie, al riconoscimento della propria professionalità) ma anche e soprattutto, a differenza di quello che hanno sempre cercato di farci credere, i diritti dei cittadini (genitori e studenti) che si avvalgono di un servizio sempre più scadente, approssimativo e inadeguato.

La Riforma Madia nello stesso solco approfondirà la gravità di questa situazione. A corollario l'Accordo per la Riduzione dei Comparti del 13 Luglio scorso, firmato da Cgil, Cisl, Uil, Confedir, Cisal, UGL, USBe altri muove ulteriori passi nella riduzione della qualità del lavoro e del servizio. Il comparto dei Ministeri viene infatti accorpato con molti altri settori della pubblica amministrazione, diversi per funzione ed organizzazione. Quello che si vuole perseguire è il livellamento verso il basso di salari e diritti, con la possibilità di effettuari ulteriori tagli e di utilizzare le persone come pedine da spostare da un posto all'altro, senza più alcun riconoscimento delle diverse professionalità e competenze e quindi con l'annientamento delle stesse nel breve o lungo periodo.

SGBè disposta ad sostenere lo stato di agitazione e mobilitazione dei lavoratori in tutte le forme possibili oltre alla semplice vertenzialità che sarà in ogni caso garantita

Nella consapevolezza che gli “sfasciatori” della pubblica amministrazione avranno sempre buon gioco fintanto i lavororatori saranno divisi strumentalmente, la lotta vera è la strada obbligata per riaffermare la nostra dignità e funzione sociale.

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NON CI AVRETE MAI, COME VOLETE VOI

CONTINUANO AD ARRIVARE DICHIARAZIONI DI RIFIUTO DELLA VALUTAZIONE DA PARTE DI TANTISSIMI INSEGNANTI

NE PUBBLICHIAMO ALCUNE TRA LE PIU' SIGNIFICATIVE

Un insegnante e` molto piu` di una somma di competenze, progetti, funzioni svolte e neanche il partecipare o meno a corsi di formazione, o introdurre didattiche innovative e` a mio parere indicativo di un buon insegnamento.”

(Patrizia Perrone – Napoli)

 

“i sottoscritti ritengono che le modalità, i criteri e i compensi, imposti dalla legge suddetta, al fine di valutare coloro che dovrebbero essere gli insegnanti meritori, sviliscano la loro dignità di docenti responsabili e collaborativi”

(gruppo di insegnanti dell'I.C. Via Ceneda Roma)

 

se ciò che agli insegnanti di ogni ordine e grado spetta di diritto, considerata l'attesa del rinnovo del contratto, lo si vuole chiamare “premio”

(una delegata SGB Scuola di Bologna)

“Considera che la propria meritevole azione di miglioramento della scuola si sia sostanziata nell'adesione agli scioperi del 20-11-2015, 18-03-2016, 5-05-2016 (blocco dell'Invalsi) e nelle decine di manifestazioni a cui ha partecipato durante tutto l'anno.”

(Francesco Bonfini – I.C. 11 Bologna – SGB Scuola)

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E’ questione di giorni, forse ore e il Ministero dell’Istruzione invierà le Linee Guida con le indicazioni ai Dirigenti su come scegliersi i docenti: la cosiddetta Chiamata Diretta.

Per ora non c’è nessun testo ufficiale.

E’ l’ennesimo atto per la piena realizzazione della “riforma” della Scuola targata PD.

Bonus, Piano Triennale Offerta Formativa, Organico dell’Autonomia, Alternanza Scuola Lavoro, Rapporto Autovalutazione, Piano del Miglioramento… tutti nomi accattivanti nel giusto tono della Buona Scuola. La “chiamata diretta”, come il resto, è un ritorno al passato, ricorda molto il “Job on Call” introdotto negli anni ‘90 alla Zanussi, allora gli operai lo respinsero con una dura lotta e con il 70% dei voti contrari al referendum ma nulla fermò CGIL CISL e UIL dal firmare quel contratto infame.

Ricorda ancor di più la gerarchia e il controllo esercitato sugli insegnanti durante il periodo fascista.

 

Il disegno della Scuola rimane invariato: sfasciare tutto quello che era rimasto di controllo collettivo e pubblico nel senso di trasparente, conoscibile e verificabile.

Dalla valutazione alle graduatorie del personale sia precario che per il personale a tempo indeterminato, tutto sta passando alla discrezionalità dei Dirigenti Scolastici ai quali si da in dotazione la “carotina” del Bonus per il “merito”da assegnare ai propri fedeli e il bastone, ben più pesante, della chiamata diretta cioè la possibilità di “scegliersi” gli insegnati e, dunque, anche di poter mandare al “confino” gli indesiderati, i contrastivi, i diversi.

D’ora in poi ogni insegnante dovrà aspettare di essere “scelto” e solo dopo potrà sapere dove e cosa potrà insegnare, per quest’anno si applica per i neo assunti. Nessuno garantisce, inoltre, che una volta fatta l’assegnazione di cattedra questa rimarrà per i tre anni successivi.

É negli atti: se nel corso del triennio si verificherà una riduzione del numero degli studenti o si creeranno ulteriori esigenze si può sempre essere collocati diversamente, anche e sopratutto a fare il “potenziamento” cioè il tappa buchi; già quest’anno sono 2.000 gli “esuberi” finiranno a coprire parte delle supplenze che sono coperte dagli oltre 100 mila colleghi delle supplenze brevi.

Non potrà succedere l’inverso, non si potranno avere più docenti o ATA anche davanti ad aumentate esigenze, se non a discapito di qualche altra scuola: la coperta è quella, è corta e qualcuno sicuramente rimarrà scoperto.

Fino a qua, strillare contro la “Chiamata Diretta” potrebbe sembrare a qualcuno, un arroccarsi su quelle posizioni di “privilegio” dei lavoratori con il posto fisso: sede vicino a casa, stabilità di stipendio, ferie pagate e sopratutto mansioni e compiti stabiliti che per un insegnante significa materia di insegnamento e grado di istruzione a cui si è assegnati in base ai propri titoli di studio.

Noi siamo di parte, su questo non c’è dubbio, dalla parte di chi lavora ed è sicuro che “privilegi” simili per paghe bloccate al 2009 (che vanno circa dagli 850 euro per i collaboratori scolastici, ai 2.000 di un insegnante laureato dopo 35 anni di servizio) sono fin troppo esigui per poter garantire al minimo la funzione alla quale si è chiamati.

Non si può slegare ciò che è organicamente legato: non si può parlare della Chiamata Diretta senza ricordare che i Dirigenti a parte la “carotina” non hanno altre risorse per gestire la scuola: non hanno fondi e principalmente non hanno personale sufficiente.

Gli organici sono stabiliti dal MIUR sotto il controllo del Ministero delle Finanze cioè direttamente dal Governo.

La nuova “ondata” di assunzioni (65 mila dichiarati) non ha coperto neppure i pensionamenti targati Fornero e non coprirà neppure quelli dei tre anni a venire (previsti 80 mila).

Dopo i tagli della Gelmini che proseguono con gli accorpamenti delle scuole, l’aumento del numero degli studenti per classe, la riduzione dell’orario complessivo delle lezioni, il Governo “amico” di Renzi sta proseguendo nel taglio con la mannaia degli organici.

Vanno poi aggiunti i 2.000 posti ATA che vengono tagliati ogni anno al personale grazie alla “semplice” riscrittura della tabella che stabilisce la proporzione tra personale e numero di studenti, oltre gli accantonamenti per tutte le più disparate esigenze che si riversano sulla scuola dai cassaintegrati (gli ex LSU), ai co.co.co nelle segreterie, ai docenti inidonei e in ultimo anche per i lavoratori messi in mobilità dalla chiusura delle Provincie.

Insomma come si fa a tenere in piedi la scuola con almeno 300 mila posti in meno?

Non ci stancheremo di dirlo mentre venivano tagliati 150 mila posti di lavoro in questi ultimi 10 anni il numero degli studenti è aumentato di 200 mila.

Si può anche solo parlare di libertà di insegnamento?

Il Governo sa che i lavoratori della scuola con stipendi da fame e sotto organico vanno “domati” con il ricatto prima della mobilità e poi del licenziamento.

Ai Dirigenti, dunque, toccherà questo infimo lavoro da capò, i più intraprendenti potranno anche fare i “procacciatori” di finanziamenti privati, con lo sfascio di tutto l’apparato burocratico dalle Segreterie Scolastiche agli Uffici Regionali e Provinciali del MIUR, finanche della riduzione degli Ispettori possiamo fare facili fosche previsioni: aumento della corruzione e delle prepotenze.

Dobbiamo invertire la nostra rotta, riprendere nelle nostre mani non solo la nostra vita ma l’idea stessa che si deve riconquistare la Scuola Pubblica, Statale, Laica e di Massa se vogliamo dare una speranza a questo paese.

Saremo obbligati a capire che più si china la testa più si prendono colpi.

La costruzione di un sindacato di classe, della classe operaia e di tutti i lavoratori anche nella Scuola diventa un passaggio indispensabile, altrimenti sarà sempre più difficile affrontare questa situazione.

 

 

Scuola: TE LA DISEGNO IO LA BUONA SCUOLA !

 

 

Scuola: TENETEVI IL VOSTRO BONUS x "MERITO"! IL NOSTRO LAVORO LO VOGLIAMO RICONOSCIUTO IN BUSTA PAGA!

Scuola: Bonus, è ora di comunicare il nostro dissenso al MIUR e al Governo

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LA DIGNITÀ NON HA PREZZO!

 

RENDIAMO TUTTI PUBBLICO IL NOSTRO

RIFIUTO DELL’UMILIANTE VALUTAZIONE DEL BONUS

Ci divide e indebolisce, conferisce ai dirigenti un potere enorme, con 200 milioni non compensa neanche minimamente i miliardi sottratti in questi anni di blocco contrattuale: NOI NON CI CASCHIAMO.

Per tutto l’anno abbiamo lottato in ogni scuola in cui siamo presenti per ottenerne la distribuzione a tutti (compresi i precari) perché tutti affrontiamo la crescente complessità del nostro lavoro e lo possiamo fare solo collettivamente.

Dove questa lotta è stata incisiva e costante, abbiamo ottenuto di evitare le trovate più ridicole (numero di assenze, questionari di gradimento ecc) e non certo con incontri di "concertazione", ma con la forza della compattezza. In alcuni istituti si è addirittura arrivati ad un sistema che annulla qualsiasi potere discrezionale del dirigente.

MA NON BASTA!

L’ultima parola sul bonus spetta al dirigente che può decidere come vuole, eppure ci propinano dei moduli nei quali, come in una mostra canina, dovremmo mettere in mostra il nostro lavoro.

Perché vogliono dimostrare che sono gli insegnanti stessi che chiedono di essere valutati.

Non possiamo essere complici.

Invitiamo tutti i docenti a comunicare ai dirigenti il rifiuto alla valutazione e alla presentazione dell’eventuale modulo (in allegato trovate una proposta di dichiarazione).

Questa scelta mette realmente in difficoltà il governo e i sindacati complici e chiariamo subito che, contrariamente a quanto afferma qualcuno, il rifiuto è legittimo e che non c’è alcun obbligo di presentare il modulo.

Ma questa scelta non deve restare chiusa nelle nostre aule.

E' ora di comunicare il nostro dissenso al MIUR e al Governo

Vogliamo dare maggior valore alla nostra scelta, pubblicando sul nostro sito e consegnando al MIUR le dichiarazioni di rifiuto scritte da tantissimi insegnanti, come quella della nostra compagna Barbara che con il suo rifiuto ha attirato in poche ore centinaia di migliaia di consensi e messo in crisi il sistema di consenso mediatico del governo.

 

Vedi la notizia al link:

Scuola: TENETEVI IL VOSTRO BONUS x "MERITO"! IL NOSTRO LAVORO LO VOGLIAMO RICONOSCIUTO IN BUSTA PAGA!

 

Alleghiamo un modello di dichiarazione ma sappiamo che ognuno avrà proprie argomentazioni e forme per manifestare la propria indisponibilità a questa ennesima beffa.

Invitiamo quindi tutti ad inviare la foto della propria dichiarazione di rifiuto a

scuola@sindacatosgb.it

 

o attraverso il profilo FB del Sindacato Generale di Base -Scuola

 

 

Ci credevano tutti pecore, ci vedranno tutti lupi.

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