Pubblico Impiego

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E’ questione di giorni, forse ore e il Ministero dell’Istruzione invierà le Linee Guida con le indicazioni ai Dirigenti su come scegliersi i docenti: la cosiddetta Chiamata Diretta.

Per ora non c’è nessun testo ufficiale.

E’ l’ennesimo atto per la piena realizzazione della “riforma” della Scuola targata PD.

Bonus, Piano Triennale Offerta Formativa, Organico dell’Autonomia, Alternanza Scuola Lavoro, Rapporto Autovalutazione, Piano del Miglioramento… tutti nomi accattivanti nel giusto tono della Buona Scuola. La “chiamata diretta”, come il resto, è un ritorno al passato, ricorda molto il “Job on Call” introdotto negli anni ‘90 alla Zanussi, allora gli operai lo respinsero con una dura lotta e con il 70% dei voti contrari al referendum ma nulla fermò CGIL CISL e UIL dal firmare quel contratto infame.

Ricorda ancor di più la gerarchia e il controllo esercitato sugli insegnanti durante il periodo fascista.

 

Il disegno della Scuola rimane invariato: sfasciare tutto quello che era rimasto di controllo collettivo e pubblico nel senso di trasparente, conoscibile e verificabile.

Dalla valutazione alle graduatorie del personale sia precario che per il personale a tempo indeterminato, tutto sta passando alla discrezionalità dei Dirigenti Scolastici ai quali si da in dotazione la “carotina” del Bonus per il “merito”da assegnare ai propri fedeli e il bastone, ben più pesante, della chiamata diretta cioè la possibilità di “scegliersi” gli insegnati e, dunque, anche di poter mandare al “confino” gli indesiderati, i contrastivi, i diversi.

D’ora in poi ogni insegnante dovrà aspettare di essere “scelto” e solo dopo potrà sapere dove e cosa potrà insegnare, per quest’anno si applica per i neo assunti. Nessuno garantisce, inoltre, che una volta fatta l’assegnazione di cattedra questa rimarrà per i tre anni successivi.

É negli atti: se nel corso del triennio si verificherà una riduzione del numero degli studenti o si creeranno ulteriori esigenze si può sempre essere collocati diversamente, anche e sopratutto a fare il “potenziamento” cioè il tappa buchi; già quest’anno sono 2.000 gli “esuberi” finiranno a coprire parte delle supplenze che sono coperte dagli oltre 100 mila colleghi delle supplenze brevi.

Non potrà succedere l’inverso, non si potranno avere più docenti o ATA anche davanti ad aumentate esigenze, se non a discapito di qualche altra scuola: la coperta è quella, è corta e qualcuno sicuramente rimarrà scoperto.

Fino a qua, strillare contro la “Chiamata Diretta” potrebbe sembrare a qualcuno, un arroccarsi su quelle posizioni di “privilegio” dei lavoratori con il posto fisso: sede vicino a casa, stabilità di stipendio, ferie pagate e sopratutto mansioni e compiti stabiliti che per un insegnante significa materia di insegnamento e grado di istruzione a cui si è assegnati in base ai propri titoli di studio.

Noi siamo di parte, su questo non c’è dubbio, dalla parte di chi lavora ed è sicuro che “privilegi” simili per paghe bloccate al 2009 (che vanno circa dagli 850 euro per i collaboratori scolastici, ai 2.000 di un insegnante laureato dopo 35 anni di servizio) sono fin troppo esigui per poter garantire al minimo la funzione alla quale si è chiamati.

Non si può slegare ciò che è organicamente legato: non si può parlare della Chiamata Diretta senza ricordare che i Dirigenti a parte la “carotina” non hanno altre risorse per gestire la scuola: non hanno fondi e principalmente non hanno personale sufficiente.

Gli organici sono stabiliti dal MIUR sotto il controllo del Ministero delle Finanze cioè direttamente dal Governo.

La nuova “ondata” di assunzioni (65 mila dichiarati) non ha coperto neppure i pensionamenti targati Fornero e non coprirà neppure quelli dei tre anni a venire (previsti 80 mila).

Dopo i tagli della Gelmini che proseguono con gli accorpamenti delle scuole, l’aumento del numero degli studenti per classe, la riduzione dell’orario complessivo delle lezioni, il Governo “amico” di Renzi sta proseguendo nel taglio con la mannaia degli organici.

Vanno poi aggiunti i 2.000 posti ATA che vengono tagliati ogni anno al personale grazie alla “semplice” riscrittura della tabella che stabilisce la proporzione tra personale e numero di studenti, oltre gli accantonamenti per tutte le più disparate esigenze che si riversano sulla scuola dai cassaintegrati (gli ex LSU), ai co.co.co nelle segreterie, ai docenti inidonei e in ultimo anche per i lavoratori messi in mobilità dalla chiusura delle Provincie.

Insomma come si fa a tenere in piedi la scuola con almeno 300 mila posti in meno?

Non ci stancheremo di dirlo mentre venivano tagliati 150 mila posti di lavoro in questi ultimi 10 anni il numero degli studenti è aumentato di 200 mila.

Si può anche solo parlare di libertà di insegnamento?

Il Governo sa che i lavoratori della scuola con stipendi da fame e sotto organico vanno “domati” con il ricatto prima della mobilità e poi del licenziamento.

Ai Dirigenti, dunque, toccherà questo infimo lavoro da capò, i più intraprendenti potranno anche fare i “procacciatori” di finanziamenti privati, con lo sfascio di tutto l’apparato burocratico dalle Segreterie Scolastiche agli Uffici Regionali e Provinciali del MIUR, finanche della riduzione degli Ispettori possiamo fare facili fosche previsioni: aumento della corruzione e delle prepotenze.

Dobbiamo invertire la nostra rotta, riprendere nelle nostre mani non solo la nostra vita ma l’idea stessa che si deve riconquistare la Scuola Pubblica, Statale, Laica e di Massa se vogliamo dare una speranza a questo paese.

Saremo obbligati a capire che più si china la testa più si prendono colpi.

La costruzione di un sindacato di classe, della classe operaia e di tutti i lavoratori anche nella Scuola diventa un passaggio indispensabile, altrimenti sarà sempre più difficile affrontare questa situazione.

 

 

Scuola: TE LA DISEGNO IO LA BUONA SCUOLA !

 

 

Scuola: TENETEVI IL VOSTRO BONUS x "MERITO"! IL NOSTRO LAVORO LO VOGLIAMO RICONOSCIUTO IN BUSTA PAGA!

Scuola: Bonus, è ora di comunicare il nostro dissenso al MIUR e al Governo

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NON CI AVRETE MAI, COME VOLETE VOI

CONTINUANO AD ARRIVARE DICHIARAZIONI DI RIFIUTO DELLA VALUTAZIONE DA PARTE DI TANTISSIMI INSEGNANTI

NE PUBBLICHIAMO ALCUNE TRA LE PIU' SIGNIFICATIVE

Un insegnante e` molto piu` di una somma di competenze, progetti, funzioni svolte e neanche il partecipare o meno a corsi di formazione, o introdurre didattiche innovative e` a mio parere indicativo di un buon insegnamento.”

(Patrizia Perrone – Napoli)

 

“i sottoscritti ritengono che le modalità, i criteri e i compensi, imposti dalla legge suddetta, al fine di valutare coloro che dovrebbero essere gli insegnanti meritori, sviliscano la loro dignità di docenti responsabili e collaborativi”

(gruppo di insegnanti dell'I.C. Via Ceneda Roma)

 

se ciò che agli insegnanti di ogni ordine e grado spetta di diritto, considerata l'attesa del rinnovo del contratto, lo si vuole chiamare “premio”

(una delegata SGB Scuola di Bologna)

“Considera che la propria meritevole azione di miglioramento della scuola si sia sostanziata nell'adesione agli scioperi del 20-11-2015, 18-03-2016, 5-05-2016 (blocco dell'Invalsi) e nelle decine di manifestazioni a cui ha partecipato durante tutto l'anno.”

(Francesco Bonfini – I.C. 11 Bologna – SGB Scuola)

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LA DIGNITÀ NON HA PREZZO!

 

RENDIAMO TUTTI PUBBLICO IL NOSTRO

RIFIUTO DELL’UMILIANTE VALUTAZIONE DEL BONUS

Ci divide e indebolisce, conferisce ai dirigenti un potere enorme, con 200 milioni non compensa neanche minimamente i miliardi sottratti in questi anni di blocco contrattuale: NOI NON CI CASCHIAMO.

Per tutto l’anno abbiamo lottato in ogni scuola in cui siamo presenti per ottenerne la distribuzione a tutti (compresi i precari) perché tutti affrontiamo la crescente complessità del nostro lavoro e lo possiamo fare solo collettivamente.

Dove questa lotta è stata incisiva e costante, abbiamo ottenuto di evitare le trovate più ridicole (numero di assenze, questionari di gradimento ecc) e non certo con incontri di "concertazione", ma con la forza della compattezza. In alcuni istituti si è addirittura arrivati ad un sistema che annulla qualsiasi potere discrezionale del dirigente.

MA NON BASTA!

L’ultima parola sul bonus spetta al dirigente che può decidere come vuole, eppure ci propinano dei moduli nei quali, come in una mostra canina, dovremmo mettere in mostra il nostro lavoro.

Perché vogliono dimostrare che sono gli insegnanti stessi che chiedono di essere valutati.

Non possiamo essere complici.

Invitiamo tutti i docenti a comunicare ai dirigenti il rifiuto alla valutazione e alla presentazione dell’eventuale modulo (in allegato trovate una proposta di dichiarazione).

Questa scelta mette realmente in difficoltà il governo e i sindacati complici e chiariamo subito che, contrariamente a quanto afferma qualcuno, il rifiuto è legittimo e che non c’è alcun obbligo di presentare il modulo.

Ma questa scelta non deve restare chiusa nelle nostre aule.

E' ora di comunicare il nostro dissenso al MIUR e al Governo

Vogliamo dare maggior valore alla nostra scelta, pubblicando sul nostro sito e consegnando al MIUR le dichiarazioni di rifiuto scritte da tantissimi insegnanti, come quella della nostra compagna Barbara che con il suo rifiuto ha attirato in poche ore centinaia di migliaia di consensi e messo in crisi il sistema di consenso mediatico del governo.

 

Vedi la notizia al link:

Scuola: TENETEVI IL VOSTRO BONUS x "MERITO"! IL NOSTRO LAVORO LO VOGLIAMO RICONOSCIUTO IN BUSTA PAGA!

 

Alleghiamo un modello di dichiarazione ma sappiamo che ognuno avrà proprie argomentazioni e forme per manifestare la propria indisponibilità a questa ennesima beffa.

Invitiamo quindi tutti ad inviare la foto della propria dichiarazione di rifiuto a

scuola@sindacatosgb.it

 

o attraverso il profilo FB del Sindacato Generale di Base -Scuola

 

 

Ci credevano tutti pecore, ci vedranno tutti lupi.

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In questi giorni è stato chiesto agli insegnanti di ruolo di compilare un modello per la dichiarazione dei titoli per la valorizzazione dei docenti.

Iniziamo col dire che questo modello non è in alcun modo obbligatorio e che non è un documento ufficiale.

Ogni scuola si sta "costruendo" il proprio ad hoc.

Noi invitiamo a non collaborare ad alcun tentativo di ulteriore frammentazione della categoria (già così frammentata dalle ultime riforme) che si traduce in un indebolimento dell'intero corpo docente.

E' già vergognoso che non possano accedere al riconoscimento del merito i docenti precari. Riteniamo che la professionalità si debba riconoscere in busta paga e non con un bonus che così come si è deciso di elargire, si può poi negare. È ovvio che ci sono docenti che svolgono attività e funzioni supplementari che non rientrano nell'insegnamento ma per il riconoscimento economico di questo lavoro esiste appositamente il fondo d'istituto che può essere potenziato.

Tutto il resto per noi è mancia oltre che un becero tentativo di differenziare gli insegnanti, metterli uno contro l'altro ed infine comprarne l'accettazione della Legge 107.

Noi invitiamo tutti a lasciare il modello in bianco. La nostra dignità non ha prezzo.

 

Per Sgb Scuola Barbara Morleo

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Orario di lavoro, la presa di posizione di SGB qui sotto la nota inviata al presidente del Tribunale Ordinario di Milano:

 Al Presidente del Tribunale Ordinario di Milano

                                                                                  Dott. Roberto Bichi

                                                                                  Al Dirigente del Tribunale Ordinario di Milano

                                                                                  Dott. Nicola Stellato

e per conoscenza dott.ssa Maria Luisa Padova e dott.ssa Mariarosa Busacca.

 

Milano, 07 giugno 2016

La scrivente  RSU del Tribunale Ordinario di Milano con la presente  intende segnalare la violazione degli accordi nazionali sull'orario di  lavoro, con l'imposizione di straordinario "obbligatorio", ed il superamento del limite massimo delle 9 ore giornaliere imposto anche con note di servizio di codesta dirigenza.

Il fatto è avvenuto il giorno 23 maggio 2016 ed il cancelliere in udienza nell'aula 2 delle direttissime ha superato abbondantemente le 12 ore di lavoro consecutive senza pausa, nonostante la sua esplicita richiesta di sospensione.

Il cancelliere in servizio alle ore 8.20 circa del 23 maggio 2016 ha timbrato l'uscita, senza effettuare la pausa, alle 21.13.

A quell'ora, stante la frequenza dei mezzi pubblici notevolmente ridotta, ha impiegato circa 90 minuti per giungere presso la propria abitazione, contro i consueti 60 minuti circa.

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Sulle Indennità del disagio/Progressioni orizzontali


In genere nutriamo tiepidi entusiasmi nei confronti di tavoli sindacali in cui i rapporti di forza, in mancanza di mobilitazioni o protagonismo dei lavoratori, sono naturalmente sbilanciati in favore del datore di lavoro.
Nel caso del tavolo Progressioni Orizzontali/Indennità di disagio abbiamo però deciso di parteciparvi, ritenendo importante:
• Aggiornare la tabella delle indennità di disagio in favore di tutti quei colleghi che, pur effettuando prestazioni disagiate, non ricevevano la stessa indennità ricevuta da altri;
• Sollecitare le progressioni orizzontali per tutti dopo anni di blocco del contratto e di altrettanto blocco di questa tipologia di aggiornamento salariale senza ridurre le altre voci di salario accessorio.
Sebbene il beneficio dell’indennità di disagio si quantifica in circa 200 euro all’anno in più per la maggior parte degli aventi diritto, cifra che certo non cambierà la vita a nessuno e ben poco incide pure sul fondo dipendenti, è stato importante riuscire a colmare quell’antipatica disparità che, per via di motivi burocratici strumentalmente utilizzati dal settore risorse umane, creava malumori nei nostri uffici e generava antipatiche disuguaglianze basate sul nulla (e sull’ottusità dell’amministratore). Troviamo corretto, oltre tutto, aumentare le voci del salario accessorio che sono legate materialmente al “cosa si fa” e non al capriccio delle pagelline.
Anche il premio produttività 2016 è stato (molto) leggermente ritoccato verso l’alto: ok, fa brodo.
Per quanto riguarda le progressioni orizzontali, come ben saprete ormai tutti, il risultato ottenuto è stato semplicemente ZERO: la parte fissa del fondo dipendenti non permette le progressioni orizzontali per tutti.

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SGB simbolo

 

 

PROROGHE CONTRATTI PRECARI ATA:

UN ALTRO PASTICCIO DEL MIUR E DEI SINDACATI COMPLICI

 

 

 in allegato modelli di diffida da presentare ai dirigenti

 

Un po di storia:

lo scorso agosto il Miur annuncia che conferirà solo supplenze fino ad avente diritto, per permettere di collocare nei posti ATA il personale in esubero proveniente dalle province.

A seguito anche delle nostre denunce pubbliche, a fine agosto viene disposto di conferire tutti gli incarichi fino al 30 giugno e di prorogare al 31 agosto i contratti sui posti in organico di diritto che rimarranno dopo aver assorbito gli esuberi delle province.

 

Segnalammo subito alle amministrazioni 3 logici rischi: 1) se non fossero stati esplicitati quali erano i posti in organico di diritto (quindi potenzialmente con scadenza al 31 agosto), i precari non avrebbero avuto la possibilità di scegliere il contratto più vantaggioso in base alla collocazione in graduatoria; 2) nessuno lavoratore in esubero nelle ex province intendeva chiedere di lavorare nel comparto scuola; 3) i tempi previsti per le operazioni di prolungamento (luglio 2016) erano assurdi, considerando la tempistica dei contratti scolastici.

 

Maggio-giugno 2016: con comunicati entusiastici e cantando vittoria, i sindacati complici hanno annunciato di aver risolto il problema grazie alle lotte (quali? Il personale ATA ha disertato lo sciopero proposto da loro il 20 maggio, mentre ha scioperato in massa il 18 marzo durante lo sciopero generale dei sindacati di base).

La nota del 31 maggio rivela invece che tutte le nostre previsioni si sono ovviamente avverate. In particolare, i precari hanno scelto senza sapere quali fossero i posti che potevano essere prorogati al 31 agosto e così oggi succede che i primi in graduatoria non abbiano la possibilità di avere il prolungamento perchè casualmente capitati su posti disponibili, mentre altri colleghi che legittimamente non avrebbero voluto un contratto fino al 31 agosto si ritrovano con la proposta del prolungamento. Ci viene poi detto che i Dirigenti vorrebbero decidere ora chi è su posto vacante e chi su posto disponibile, in barba sempre alla graduatoria. 

Il vero obiettivo era, ancora una volta, tagliare risorse e posti di lavoro sulla pelle dei precari.

L’entusiasmo dei sindacati complici ci dice poi che l’accordo raggiunto prevede che si chiuda un occhio sulle tante ingiustizie che si compieranno.

 

L’unica soluzione ai tantissimi problemi del personale ATA (e con questo, di tutta la scuola) è l’aumento degli organici ai livelli del 2005.

 

SGB diffiderà il MIUR e chiederà che i prolungamenti fino al 31 agosto vengano proposti a tutto il personale che a settembre aveva avuto il contratto fino 30 giugno, perché il pasticcio è grosso e chi lo ha causato deve porvi rimedio.

 

In ogni caso, dovrà essere riconosciuto il punteggio relativo a luglio e agosto ai tanti che verranno penalizzati da questa nota, pena la perdita di legittimità delle graduatorie.

In allegato, forniamo dei fac simile per richiedere alle amministrazioni di conoscere la tipologia del posto cui siamo stati nominati e un altro per diffidare dal procedere a nomine che non rispettino la graduatoria.                    

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