Pubblico Impiego

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E' PARTITA LA NUOVA OFFENSIVA  AL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO

 

 

Stiamo assistendo da diverse settimane ad una particolare campagna giornalistica e politica contro gli studenti medi meridionali, in quanto, secondo il Corriere della Sera ed altri, verrebbero loro regalati voti ed esami da docenti che condividerebbero con loro un “ comune sentimento di emarginazione e di abbandono”.

Il polverone si è sollevato dopo che il Miur, agli inizi di agosto, ha reso noti, come ogni anno, i risultati degli ultimi esami di maturità. Dai dati ufficiali diffusi è emerso che i 100 e lode sono stati 5.133 in tutta Italia e che la maggior parte sono stati attribuiti al Sud. Apriti cielo!

Il Foglio, giornalino della famiglia Berlusconi, rievocando un'anacronistica terminologia che sembrava scomparsa, almeno dagli organi di stampa, intitola  in prima pagina “terroni somari ma promossi con la lode”.  Secondo il più edulcorato giornalista G.A. Stella de Il Corriere della Sera: “E’ più probabile la tesi che i professori del sud, per una sorta di solidarietà meridionale basata sul comune sentimento di emarginazione e di abbandono, abbiano verso gli studenti la manica più larga”. Secondo il governatore del Veneto, il leghista Zaia,  “sarebbero così “penalizzati” (ndr da cosa?) i ragazzi del Nord”. Questi improvvisati esperti di scuola non hanno molti dubbi sul fatto che da Roma in giù i  diplomi siano, quanto meno, gonfiati, poiché le valutazioni conseguite dagli studenti non risultano particolarmente in linea con i risultati PISA OCSE e soprattutto con i test nazionali Invalsi.

Non molti anni fa, affermazioni di questo genere avrebbero fatto, come minimo, sorridere l'intera comunità nazionale. Oggi, invece, la questione è molto seria e molto grave, in quanto la palese finalità di questi attacchi è quella di preparare l'intera opinione pubblica nazionale  alla necessaria esigenza di eliminare il valore legale del titolo di studio. Si tenta di estendere il ragionamento secondo cui il diploma di maturità non dovrebbe più aver alcun valore, soprattutto per giustificare l'incostituzionale numero chiuso degli atenei con gli ingiusti test d'ingresso ed il generale processo di privatizzazione del sistema scolastico ed universitario italiano.  Tutto questo perché, secondo il ragionamento di Stella, le scuola statali meridionali e, per carità, non certo quelle private, sarebbero dei veri e propri diplomifici.

Ci rifiutiamo di pensare che un giornalista puntiglioso del Corriere della sera, che si interessa di scuola, non abbia mai preso visione di una prova Invalsi o non sia a conoscenza del fatto che si tratta di test standardizzati e uguali anche per indirizzi di studio diversi, che non tengono minimamente in considerazione il programma svolto durante l'anno scolastico, né tanto meno degli eventuali progressi o peggioramenti registrati nel percorso di un alunno.

E' a dir poco strano che, a chi di mestiere fa il cronista, sia sfuggito che ogni anno, alle scuole superiori, migliaia di studenti boicottano i test Invalsi (attraverso consegne in bianco, scritte ironiche etc.) e che alla scuola primaria migliaia di genitori si rifiutano di far schedare i proprio figli con un test, non mandandoli a scuola il giorno delle prove. E' molto curioso che il presidente di una regione importante del Paese non sappia che la Costituzione italiana sancisce la libertà d'insegnamento, in virtù della quale ci sono docenti che trascurano i programmi ministeriali per preparare maggiormente gli alunni alle prove Invalsi ed altri docenti che reputano invece prioritario lo svolgimento dei programmi e che quindi dedicano solo una minima parte del loro tempo in classe all'allenamento per questi quiz. Per non parlare poi di quei docenti dichiaratamente contrari a questa tipologia di test in quanto inutile e dannosa.

 

A questi signori sembra anche sfuggire che la maggior parte dell'attuale corpo docente italiano si sia diplomato nelle scuole meridionali. I trasferimenti forzati di queste settimane (con relative proteste degli interessati, su cui non è mancata l'ironia da parte dello stesso Stella che insieme a Rondolino de l' Unità ha scoperto l'acqua calda del maggior numero delle cattedre al Nord)  di migliaia di docenti del Sud verso il Nord e altre migliaia di insegnanti che rientrano, dopo molti anni, dal Nord al Sud (per non parlare dei flussi di movimento dei precari) fornisce anche l'idea di come migliaia di docenti del nostro Paese dispongano oramai di un' esperienza di tipo nazionale e non così localistica come suggerirebbe Stella. Si fa molta fatica a immaginare uno stesso docente trasformarsi da Dottor Jekyll in Mister Hyde a seconda che si trovi ad insegnare a Nord piuttosto che a Sud, poiché in meridione sarebbe irrimediabilmente preso da un “ comune sentimento di emarginazione e di abbandono”.

Superfluo poi ricordare che le graduatorie di accesso alle facoltà di molte università settentrionali, anche nell’anno accademico 2015/16, hanno visto tra le prime posizioni, moltissimi studenti provenienti dalle regioni meridionali. Solo per non scivolare in una certa retorica meridionalista, evitiamo di citare esempi illustri di giovani diplomati al Sud ed emigrati al Nord Italia e all'estero dove oggi occupano posizioni di primissimo piano all'interno della società, esattamente come tantissimi e brillanti giovani provenienti dalle scuole settentrionali.

Evitiamo di farlo perché siamo consapevoli che il bersaglio di questa offensiva non si limita affatto agli studenti meridionali (per ora solo il più facile capro espiatorio) ma riguarda tutti gli studenti italiani.

L' abolizione della validità legale dei titoli di studio è stato uno dei punti più qualificanti del c.d. Piano di rinascita democratica di Licio Gelli (maestro “venerabile” della Loggia massonica P2) insieme al controllo dei mezzi d'informazione da parte del Governo, alla riduzione del numero dei parlamentari e all'abolizione delle province. Difendere il valore legale del titolo di studio significa anche difendere quello che ancora rimane di libertà e di democrazia nel nostro Paese. 

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link alle FAQ del MIUR sulla "valorizzazione del merito del personale docente" leggere per credere

 

I Dirigenti Scolastici dovranno procedere all'attribuzione del bonus per la “valorizzazione del merito” entro il 31 agosto 2016.
Moltissimi colleghi hanno finora rifiutato questa mancia clientelare, in quanto il problema dello stipendio basso del docente non è affatto risolvibile con una richiesta di personale elemosina al preside ma con un dignitoso rinnovo del Contratto per tutti i lavoratori della Scuola e un Piano di assunzioni per coprire i veri “buchi” di organico.
Invitiamo a leggere in proposito il comunicato SGB Scuola del 5 luglio.
In questi giorni, diversi insegnanti ci stanno contattando per informazioni sulle modalità di comunicazione sull'elargizione del bonus da parte del preside verso i docenti premiati. A questi colleghi dobbiamo purtroppo ricordare che il Comitato di Valutazione e i criteri da questo elaborati, sono uno specchietto per le allodole, una finta garanzia di trasparenza e democrazia che non arginano il potere discrezionale e arbitrario del Dirigente.
Là dove ci sono dirigenti coscienziosi il bonus è solo motivo di disagio (e in molti lo hanno già dichiarato), negli altri casi invece diventa un potente strumento per discriminare e fidelizzare i propri "clienti".
Per la prima volta nella scuola repubblicana, il Dirigente Scolastico può decidere, in maniera del tutto autonoma, a chi regalare dei soldi pubblici e senza dover rendere noti i beneficiari . Questa svolta avviene, vale la pena di ricordarlo, dopo decenni di propaganda governativa sulla scuola intesa come una grande casa di vetro , dove tutto è accessibile e visibile, dai voti degli alunni sul registro elettronico fino al presunto tasso di assenteismo del personale.
Intanto il 7 luglio il Tar del Lazio (sentenza n. 7787/2016) ha esteso al personale educativo dei Convitti statali la c.d. carta del docente, quella che consente il rimborso dei 500 euro annui per spese di formazione ed aggiornamento. Per l'ennesima volta, la giustizia amministrativa ha ribadito che il personale educativo è equiparato al personale docente.

Sgb saluta positivamente questa sentenza ma continua a rivendicare che il bonus vada esteso anche al personale ATA ed a tutti i lavoratori precari della scuola.

PREPARIAMOCI AD AUTUNNO CALDO

CONTRO LE INGIUSTIZIE DELLA BUONA SCUOLA

PER UN DIGNITOSO RINNOVO DEL CONTRATTO

UN VERO PIANO DI ASSUNZIONI PER DOCENTI E ATA

 

 

 

FAQ del MIUR

Per dare evidenza alle scelte e per promuovere un processo di condivisione risulta determinante, innanzi tutto, pubblicare i criteri stabiliti dal Comitato.

Mentre in merito alla pubblicazione dei premi per i singoli docenti, mancando un'indicazione di riferimento specifica per la scuola, è opportuno fare riferimento al D.Lgs. 33/2013 come aggiornato da D.Lgs. 9712016 (in vigore dal 23 giugno 2016) all'art. 20, comma 1 e comma 2, in cui si evidenzia che: "Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati relativi all'ammontare complessivo dei premi collegati alla performance stanziati e l'ammontare dei premi effettivamente distribuiti". "Le pubbliche amministrazioni pubblicano i criteri definiti nei sistemi di misurazione e valutazione della performance per l'assegnazione del trattamento accessorio e i dati relativi alla sua distribuzione, in forma aggregata, al fine di dare conto del livello di selettività utilizzato nella distribuzione dei premi e degli incentivi, nonché i dati relativi al grado di differenziazione nell'utilizzo della premialità sia per i dirigenti sia per i dipendenti". Inoltre. risulta quanto mai opportuno che il Dirigente scolastico comunichi le motivazioni delle sue scelte al Comitato di valutazione e a tutta la comunità professionale, in forma generale e non legate ai singoli docenti, proprio per una continua regolazione e qualificazione del processo.

 

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Agenzia delle Entrate.

 

 

Nuovi appalti e nuovi tagli. Subentrate le nuove ditte aggiudicatarie dei servizi di pulizia degli Uffici. Risultato? Ai dipendenti delle imprese ancora tagli di ore e stipendi fin quasi al 50%. Per tutti ambienti di lavoro e di accoglienza del pubblico sempre più sporchi. Nonostante i soldi pubblici spesi.

 

In allegato, il comunicato e la nota inviata da Sgb al Direttore dell’Agenzia

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foto da repubblica

 

Il sindacato SGB esprime piena solidarietà ai docenti napoletani aggrediti dalle forze dell'ordine il 4 agosto 2016 davanti alla Prefettura del capoluogo partenopeo durante una manifestazione contro i trasferimenti forzati degli insegnanti.

Stiamo assistendo in questi giorni all'ennesima deportazione di docenti non solo da Sud a Nord del Paese ma anche tra città diverse e lontanissime tra loro dello stesso settentrione d'Italia.

La mobilità coatta che sta distruggendo, in questi giorni, la vita di decina di migliaia di famiglie non è solo il frutto di pur diffusissimi errori tecnici di attribuzione delle sedi o degli ambiti territoriali di servizio e nemmeno della , per quanto palese, mancanza di trasparenza del sistema elettronico del MIUR.

 

I trasferimenti coatti di questi giorni costituiscono, in larghissima misura, la diretta applicazione del Contratto di mobilità, firmato, il 10 febbraio 2016, tra MIUR e sindacati complici con il quale, implementando la Legge 107, sono state trasformate le operazioni di mobilità in 4 fasi d' inaudita e violenta roulette russa. Purtroppo molti insegnanti si stanno accorgendo solo ora, e sulla propria pelle, delle conseguenze dell'ennesimo contratto a perdere siglato da CGIL, CISL, UIL e SNALS.

 

Bene hanno fatto quei lavoratori in Piazza Plebiscito che hanno cercato d'impedire la presenza in delegazione presso il prefetto dei sindacalisti complici.

 

BASTA CON LE CONTRATTAZIONI A PERDERE SULLA PELLE DEI LAVORATORI!

 

RIPRENDIAMO LA LOTTA PER LA RESTITUZIONE DEGLI ORGANICI TAGLIATI NEGLI ULTIMI 20 ANNI!

 

COSTRUIAMO ED ALLARGHIAMO IL FRONTE DI LOTTA FUORI DAL SINDACALISMO COMPLICE!

 

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"Cerca le differenze tra l’Accordo con i Sindacati e gli annunci del MIUR"

Non sembra destinato a placarsi il vespaio di polemiche che si è sollevato in questi giorni, tra il Miur ed i sindacati c.d. maggiormente rappresentativi, in merito alle prossime Linee guida ministeriali sulla “chiamata diretta” dei docenti introdotta dalla Legge 107/2015.

I sindacati continuano ad accusare il MIUR di aver tradito l'accordo del 6 luglio con cui avrebbero strappato importanti concessioni a favore dei lavoratori interessati.

Secondo CGIL, CISL, UIL e SNALS, le prossime Linee guida consisterebbero infatti in un vero e proprio “atto unilaterale” ed “autoritario” del MIUR per quanto non “impositivo” nei confronti dei presidi ma solo di “suggerimento”.

Ancora una volta, il mese di luglio si conferma un mese nefasto per i diritti dei lavoratori. Una parte sempre più consistente di docenti , oramai da anni, non riesce più a staccare la spina durante l'estate perché costretta a seguire le malefatte del MIUR (e dei sindacati complici) per evitare di andare incontro a seri rischi di problemi lavorativi a settembre.

 

Facciamo dunque una ricostruzione di quanto è accaduto nelle ultime due settimane e proviamo a fornire informazioni utili ai docenti interessati alla “chiamata diretta”.

Teniamo a precisare che la nostra sintesi si è basata esclusivamente fu fonti giornalistiche accreditate e su comunicati sindacali in quanto al momento non sono ancora state rese note ufficialmente le Linee guida.

Il 6 luglio 2016 è stata siglata al Miur un'intesa “politica” tra il Ministero e CGIL, CISL,UIL e SNALS con funzione regolatrice della “chiamata diretta”.

Secondo questo accordo, il preside avrebbe potuto scegliere liberamente i 4 criteri più coerenti al PTOF (piano triennale dell'offerta formativa) della sua scuola (tra i 29 previsti da una apposita tabella nazionale) in base ai quali avrebbe conferito gli incarichi triennali ai docenti, andando a selezionare tra le varie candidature pervenute presso il suo istituto.

Il curriculum di ogni candidato sarebbe stato visualizzabile dal preside su istanze on line.

L'anzianità di servizio (desunta dal punteggio di mobilità) sarebbe stata considerata soltanto a parità di criteri tra più aspiranti o in assenza di ogni criterio da parte del candidato. Sarebbe rimasta, nel pieno rispetto della Legge 107, la facoltà del dirigente d'indire un colloquio verbale con il candidato per “esaminare” ulteriormente il docente.

Nel caso in cui lo stesso candidato avesse ricevuto proposte d'incarico da istituti diversi avrebbe potuto scegliere la scuola di servizio. Nel caso invece di totale assenza di proposte, il candidato sarebbe stato collocato d'ufficio dall' USR in base al punteggio di mobilità presso qualche istituto dello stesso ambito territoriale.

Il 7 luglio 2016, i sindacati firmatari cantano vittoria in quanto avrebbero ottenuto, con l'intesa del giorno precedente, tre importanti risultati:

  1. I presidi, per nominare i docenti, avrebbero dovuto rigorosamente attenersi a 4 criteri oggetti
  2. L'anzianità di servizio non sarebbe stata cancellata
  3. Non veniva definita l'obbligatorietà del colloquio.

Gli stessi sindacati omettono però di riportare nei loro comunicati che, secondo la loro intesa col MIUR:

  1. I criteri vengono scelti dagli stessi presidi
  2. L'anzianità di servizio viene considerata solo in via estremamente residuale
  3. Il colloquio rimane facoltà in capo al dirigente scolastico.

 

L' 8 luglio interviene l' ANP (associazione nazionale dei presidi) che attacca duramente l'intesa poiché porterebbe un “enorme aggravio di lavoro” per il personale delle segreterie. Assistiamo, per la prima volta, al ruolo di ANP a paladina degli assistenti amministrativi.

Il 9 luglio si apprende che l' ANP ha preteso ed ottenuto dal MIUR l'aumento del numero dei criteri della tabella nazionale da 29 a 46 per lasciare totale mano libera ai presidi nella chiamata diretta dei docenti. Tale strappo da parte del MIUR avrebbe rimesso in discussione l'intero accordo con i sindacati.

Si arriva cosi all'incontro del 14 luglio al temine del quale i sindacati dichiarano la rottura col MIUR e denunciano le condizioni peggiorative dell'atto unilaterale del MIUR (che arriverà solo il 20) rispetto all'accordo del giorno 6.

Non ci sono differenze politiche tra l'intesa del 6 luglio e l'atto “unilaterale” del MIUR del 20 ma solo alcune distinzioni tecniche che proviamo a riepilogare con le seguenti tabelle:

PUNTI ESSENZIALI DELLA CHIAMATA DIRETTA INTESA CON I SINDACATI DEL 6 LUGLIO 2016

ATTO “UNILATERALE” DEL MINISTRO DEL 20 LUGLIO 2016( future linee guida ai DS)

 

 

Colloquio del Dirigente Scolastico Non obbligatorio Facoltativo
Requisiti del docente aspirante all'incarico

4 criteri scelti dal DS su una lista di 29 criteri stabiliti a livello nazionale.

 

Vanno pubblicati preventivamente.

 

Da 4 a 6 criteri scelti dal DS su circa 45 nazionali. Il DS può inoltre aggiungere, a proprio piacimento, altri criteri a quelli della tabella nazionale e può stabilire un ordine di priorità.

 

Vanno pubblicati preventivamente.

Curriculum Obbligatorio, da caricare su instanze on line Facoltativo, da inviare in allegato alla mail di auto candidatura per l'incarico (in pdf).

Anzianità di servizio

 

(punteggio di mobilità)

Viene considerata in caso di parità di requisiti tra diversi candidati ed in caso di assegnazione d'ufficio, da parte dell' USR, per i docenti rimasti senza alcuna proposta d'incarico. Viene considerata in caso di assegnazione d'ufficio, da parte dell' USR, per i docenti rimasti senza alcuna proposta d'incarico.
TEMPISTICA PREVISTA DALL'ACCORDO DEL 6 LUGLIO
il 22/07 (la data inizialmente era il 18) tutte le scuole avrebbero dovuto pubblicare gli avvisi per i posti disponibili in base a quattro requisiti “oggettivi”
dal 25/07 al 6/08 si sarebbe dovuta aprire la funzione su istanze online per la presentazione dei curricula (requisiti e titoli) da parte dei docenti
dall´8/08 al 22/08 i presidi avrebbero dovuto esaminare le candidature del primo ciclo d'istruzione
dal 20/08 al 27/08 i presidi avrebbero dovuto esaminare le candidature del secondo ciclo d'istruzione
dal 28 al 31 di agosto sarebbe dovuta avvenire l'assegnazione alla sede del docente da parte del Dirigente

 

Avevamo già segnalato la forte difficoltà di rispettare questa tabella di marcia per vari motivi, uno su tutti, l'arroganza unita alla miopia gestionale di molti presidi che hanno già fissato, nonostante le diffide di SGB, gli incontri conclusivi dell'anno di formazione e di prova dei neo assunti 2015, per l'ultima settimana di agosto 2016.

TEMPISTICA PREVISTA DALL'ATTO UNILATERALE DEL MIUR
Ordini e gradi Infanzia e Primaria Secondaria I grado Secondaria II grado Neoassunti 2016/17
Fasi contrattuali
Avviso scuole Entro 25 luglio Entro 2 agosto Entro 12 agosto  
Invio curriculum Entro 1 agosto Entro 7 agosto Entro 18 agosto Entro 6 settembre
Proposta DS Entro 5 agosto Entro 10 agosto Entro 25 agosto Entro 9 settembre
Accettazione docente Entro 8 agosto Entro 11 agosto Entro 26 agosto Entro 10 settembre
Comunicato incarichi USR Entro 9 agosto

Entro 12 agosto

 

Entro 27 agosto Entro 11 settembre
Assegnazione cattedre d'ufficio da parte dell'USR Entro 13 agosto Entro 19 agosto Entro 31 agosto Entro 15 settembre

Alcune osservazioni:

  • La chiamata diretta è prevista dalla Legge. Un contratto non può mai andare in deroga alla normativa vigente.

  • L'ultimo CCNI sulla mobilità è andato invece in contrasto alla Legge 107 in quanto ha salvaguardato la titolarità su scuola solo per alcune categorie di neoassunti. Per quanto illegittimo, è sempre il Ministero (con i sindacati) che stabilisce quando la Legge si può derogare e quando no.

  • Per questa ragione il nostro Paese è la patria dei ricorsi giudiziari.

  • Dalla prima lista dei 29 criteri nazionali per la nomina dei docenti sono subito emersi i tipici paradossi del MIUR, per esempio l' esperienza di “tutor per neoassunti” che si andrebbe a richiedere ad un docente neo immesso in ruolo oppure le certificazioni linguistiche che solitamente non sono conseguite da chi è già laureato e abilitato per l'insegnamento delle lingue straniere.

  • Le principali lamentele dei sindacati sono andate contro il numero dei titoli.

  • Per SGB non è questione invece di 29 o 46 titoli, il problema rimane la chiamata diretta.

  • Il mercato dei titoli culturali è destinato a crescere. Non è da escludere che gli stessi sindacati che oggi gridano al tradimento ed allo scandalo, a partire da settembre, cominceranno ad organizzare corsi di formazione a pagamento, utili alla chiamata diretta, come hanno sistematicamente fatto per la partecipazione ad ogni concorso contro cui si sono espressi in questi anni.

  • Il bonus dei 500 euro, se venisse riconfermato, rischia di essere indirizzato verso corsi di formazione più graditi al preside che al docente.

  • Senza un Contratto, si applica solo la Legge. I dirigenti scolastici, all'atto della nomina del docente, rischiano l'insorgenza di responsabilità penali in caso di provvedimenti non legittimi. La Corte suprema di Cassazione, infatti, ha più volte spiegato che, in materia di rapporto dei pubblici dipendenti, la responsabilità penale dei dirigenti per i reati tipici della pubblica amministrazione (per esempio, l'abuso d'ufficio) è esclusa solo perché le fonti sono di natura contrattuale. Se la materia invece è regolata solo dalla Legge i dirigenti ne rispondono personalmente non prevedendo il giudizio penale la surroga tramite l'avvocatura dello Stato.

Gli stessi sindacati che hanno scioperato il 5 maggio 2015 contro la Buona Scuola sono andati in soccorso del governo per meglio metterla in pratica attraverso la contrattazione sulla mobilità e sulla chiamata diretta. Si rende sempre più necessaria la costruzione di un fronte sindacale fuori dall'attuale schieramento collaborazionista.

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E' stata diramata dal MIUR, in data 22 luglio 2016, la nota n. 2609 con oggetto: “Indicazioni operative per l'individuazione dei docenti trasferiti o assegnati agli ambiti territoriali e il conferimento degli incarichi nelle istituzioni scolastiche”.

Si tratta delle tanto attese Linee guida rivolte ai dirigenti scolastici circa la c.d. “chiamata diretta” dei docenti introdotta dalla Legge 107/2015.

Ricordiamo innanzitutto che la nota ministeriale non è un atto impositivo ma di carattere consultivo e di orientamento generale per i dirigenti scolastici.

La nota viene emessa due giorni dopo la comunicazione ai sindacati (fatta probabilmente a voce, visto che nemmeno i sindacati presenti al tavolo ne hanno diffuso una bozza), a conclusione di un anomalo negoziato che ha visto i sindacati, nell'arco di pochi giorni, passare dall'emissione di comunicati trionfalistici ad altri di dura critica verso il MIUR.

SGB conferma invece che le Linee guida del 22 luglio mantengono lo stesso identico contenuto politico dell'accordo del 6 luglio tra Miur e sindacati. Invitiamo, a tal proposito, i colleghi a leggere i nostri comunicati del 21 e del 22 luglio 2016.

In questa sede ci limitiamo a fornire le informazioni pratiche più utili ai docenti interessati.

Destinatari della chiamata diretta

  • Docenti che hanno partecipato ai movimenti per le fasi B,C e D previste dal CCNI della mobilità per l' a.s. 2016/17:
  • docenti trasferiti nelle fasi B1/B2 se soddisfatti dal secondo ambito in poi.

  • docenti trasferiti nella fase B3 - assegnazione ambito definitivo nella provincia di assunzione dei docenti assunti nell'a.s. 2015/16 nelle fasi B e C del piano di assunzioni da Concorso (titolarità solo su ambito).

  • docenti neo assunti al 1/9/2015 da GAE nelle fasi B e C del piano di assunzioni che hanno partecipato alla fase C del CCNI di mobilità 2016/17.

  • I docenti neo assunti al 1/9/2015 da GAE e da CONCORSO nelle fasi 0 e A e i docenti assunti da fase B e C dal concorso del piano di assunzioni.

  • Questi docenti hanno potuto partecipare volontariamente alla fase D dei trasferimenti.

  • Docenti immessi in ruolo a partire dal 1° settembre 2016 (le cui procedure di assunzioni potranno essere terminate entro il 15 settembre 2016), da GAE, da GM 2012 e da GM 2016.

Criteri di scelta dei docenti

Secondo la nota ministeriale 2609, i dirigenti scolastici individuano “un numero congruo di criteri, indicativamente da tre a sei”.

Il preside può quindi scegliere i criteri che vuole, con il pericolo di poter bandire un concorsino interno al suo istituto fatto ad hoc per un determinato candidato, con la stessa precisione con cui il sarto cuce il vestito su misura del cliente.

 

Pubblicazione degli avvisi da parte dei presidi

I DS pubblicano sul sito istituzionale della scuola, uno o più avvisi con l'elenco dei posti dell'organico dell'autonomia vacanti e disponibili nell'istituzione scolastica, suddivisi per grado di istruzione, tipologia di posto e, per la secondaria, classe di concorso.

Le date di avvio indicative sono le seguenti:

dal 29 luglio (infanzia e primaria);

dal 6 agosto (scuola secondaria di primo grado);

dal 18 agosto (scuola secondaria di secondo grado)

Aggiunge la nota:

“Per ciascun posto, l'avviso specifica i criteri individuati, le modalità e i termini di scadenza per la presentazione delle candidature, per la proposta di incarico da parte del dirigente e per l'accettazione da parte del docente.”

Il preside, dunque, oltre a potersi scegliere i criteri, si sceglie anche i tempi della procedura.

 

Per quanto riguarda le modalità di invio delle candidature e accettazioni di proposte di nomine è importante inviare comunicazioni tracciabili come la e mail e/o pec, raccomandata A/R o fax.

Essendo strettissimi i tempi, bisogna fare estrema attenzione all'indirizzo di posta elettronica indicato dall'avviso della scuola per evitare che la lettera non venga letta o venga letta in ritardo dal DS.

I docenti possono inviare candidature anche a diversi istituti dello stesso ambito.

 

Mancata pubblicazione degli avvisi

Il DS non risulta, dalla nota, obbligato ad emettere avvisi di pubblicazione in merito ai posti disponibili presso la sua scuola.

In questo caso però “i posti saranno assegnati dall'Ufficio Scolastico Regionale e il Dirigente scolastico non potrà quindi prendere in considerazione alcuna candidatura”.

Notiamo che in alcune parti del movimento dei lavoratori della scuola si sta ventilando l'ipotesi di rifiuto da parte dei presidi a procedere con la nomina diretta dei docenti, lasciando tale incombenza agli USR.

Noi di SGB non condividiamo affatto questo ottimismo.

Sono stati soprattutto i dirigenti scolastici a volere la chiamata diretta.

Noi siamo già pronti a combattere, scuola per scuola, contro ogni forma di clientelismo e sopraffazione da parte dei presidi.

Curriculum

Il docente può caricare nell'apposita sezione del sito Istanze On Line, il proprio CV:

dal 29 luglio al 4 agosto per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria;

dal 6 al 9 agosto per la scuola secondaria di primo grado;

dal 16 al 19 agosto per la scuola secondaria di secondo grado.

Colloquio

A totale discrezione del preside (anche tramite Skype)

Accettazione da parte del docente

Anche per l'accettazione della proposta d'incarico da parte del docente è fondamentale lasciare traccia. Invitiamo i colleghi a non basarsi su eventuali accettazioni concluse al telefono pur garantite a voce dal preside.

Ricordiamo infine che i docenti non sono obbligati né a presentare autocandidature né a caricare il curriculum su Istanze On Line così come i presidi non sono obbligati ad emettere gli avvisi e ad indire i colloqui.

Tuttavia, SGB invita tutti i docenti a partecipare in maniera attiva a questa fase di nomine inviando proposte di autocandidatura e cv ed essendo precisi in tutti i passaggi fino all'eventuale accettazione. Tutti questi documenti saranno di essenziale importanza in sede di eventuali ricorsi.

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I lavoratori dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Ravenna denunciano lo stato in cui versa l’Ufficio a causa delle gravi carenze di organico.

SGB “lo smantellano gli Uffici Territoriali, provinciali e regionali del MIUR anello fondamentale per lo sfascio della Scuola pubblica Statale, i lavoratori pubblici uniti possono riaffermare la loro dignità nella lotta”

Abbiamo ricevuto svariate segnalazioni in merito alle carenze organizzative degli uffici del Miur. I lavoratori dell'UST di Ravenna, segnalano una situazione drammatica e di cronica inadeguatezza delle dotazioni organiche dei loro uffici:

- Il personale è stato ridotto progressivamente nel corso degli ultimi 10 anni in una percentuale che va dal 50% al 70%, senza copertura alcuna dei posti lasciati vacanti dai pensionamenti

- i carichi di lavoro assegnati alle segreterie e ai vari uffici scolastici sono al contrario aumentati di anno in anno e ancor più dopo l'introduzione della "Buona Scuola", traducendosi per questi lavoratori in centinaia di ore oltre l'orario contrattuale, ovviamente senza le maggiorazioni previste dal CCNL e nell'impossibilità di godere delle ferie maturate

- la copertura di ruoli e funzioni è avvenuta senza alcun riconoscimento professionale e retributivo.

A questa situazione di cronicità si è aggiunto il caos organizzativo creato dalla Buona Scuola da cui sono derivati infiniti adempimenti, senza le necessarie indicazioni da parte dell'Amministrazione Centrale e con scadenze spesso frenetiche.

E' in arrivo la “Chiamata Diretta” per i neo assunti, è in atto la mobilità e la definizione degli organici dell’Autonomia tutte "pratiche" sbandierate come determinanti nella vita delle scuole ma il continuo taglio degli organici, anziché un serio rafforzamento dell’apparato amministrativo (degli uffici ministeriali regionali e provinciali come delle segreterie scolastiche), la dice lunga sulla reale volontà del Governo di dare la svolta “meritocratica” di cui si vanta, piuttosto, stiamo vedendo lo sfascio che prelude alla corruzione e alla svendita del servizio ai privati.

Il caso di Ravenna ha visto il coraggio dei dipendenti che hanno denunciato lo stato di abbandono che possiamo dire, senza dubbio di essere smentiti, rappresenta lo stato generale degli uffici. SGB in diverse occasioni è dovuta intervenire anche diffidando i dirigenti come nel caso dell’USR del Lazio o dell’Ambito Territoriale Provinciale di Roma per tutte le irregolarità nella mobilità o nelle definizioni degli organici, inadempienze e irregolarità che colpiscono i lavoratori della Scuola ma che, appunto, sono causate dalla stessa mano che sta devastando tutto il sistema dell’Istruzione del paese.

I primi a pagarne i costi sono i diritti dei lavoratori (diritto al riposo, al giusto orario di lavoro, alla libera accettazione dello straordinario con adeguata retribuzione, alla fruizione delle ferie, al riconoscimento della propria professionalità) ma anche e soprattutto, a differenza di quello che hanno sempre cercato di farci credere, i diritti dei cittadini (genitori e studenti) che si avvalgono di un servizio sempre più scadente, approssimativo e inadeguato.

La Riforma Madia nello stesso solco approfondirà la gravità di questa situazione. A corollario l'Accordo per la Riduzione dei Comparti del 13 Luglio scorso, firmato da Cgil, Cisl, Uil, Confedir, Cisal, UGL, USBe altri muove ulteriori passi nella riduzione della qualità del lavoro e del servizio. Il comparto dei Ministeri viene infatti accorpato con molti altri settori della pubblica amministrazione, diversi per funzione ed organizzazione. Quello che si vuole perseguire è il livellamento verso il basso di salari e diritti, con la possibilità di effettuari ulteriori tagli e di utilizzare le persone come pedine da spostare da un posto all'altro, senza più alcun riconoscimento delle diverse professionalità e competenze e quindi con l'annientamento delle stesse nel breve o lungo periodo.

SGBè disposta ad sostenere lo stato di agitazione e mobilitazione dei lavoratori in tutte le forme possibili oltre alla semplice vertenzialità che sarà in ogni caso garantita

Nella consapevolezza che gli “sfasciatori” della pubblica amministrazione avranno sempre buon gioco fintanto i lavororatori saranno divisi strumentalmente, la lotta vera è la strada obbligata per riaffermare la nostra dignità e funzione sociale.

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