Pubblico Impiego

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Rientro dalle vacanze natalizie al gelo per gli studenti, i docenti e il personale Ata delle scuole di Roma, costretti ad indossare giubbini, guanti, sciarpe e cappelli per poter permanere nelle aule in condizioni disumane che hanno impedito la normale ripresa delle attività didattiche.

L'inadeguatezza degli ambienti scolastici si ripropone puntualmente tutti gli inverni per i problemi strutturali di edilizia scolastica (muratura esterna priva di coibentazione, finestre inadeguate a garantire l'isolamento termico, tubature gelate o rotte), per la vetustà e il malfunzionamento degli impianti di riscaldamento e per la loro chiusura, dovuta a motivi di risparmio, durante tutto il periodo natalizio, mentre i collaboratori scolastici sono stati costretti a lavorare al freddo e al gelo.

Collaboratori scolastici già gravemente sotto organico (in 10 anni quasi 50 mila in meno), con paghe da fame e su cui si riversano tutti i disagi e le inefficienze, come il mancato rinnovo degli appalti con le ditte Multiservizi che coprivano il 25% dei servizi di pulizia che ora, inevitabilmente, ricadono sui collaboratori. L’esternalizzazione del servizio che ha portato solo corruzione e sfruttamento di tutti i lavoratori. Hanno tagliato, sventrato la scuola per dare i soldi a parassiti e sfruttatori.

Questo inaccettabile stato di cose viene ormai denunciato da anni!
Ma mentre i Dirigenti scolastici rimandano la responsabilità agli Enti Locali (ma non era tutta colpa delle Province?) di turno ed invitano i genitori ad abbigliare i figli per “il grande freddo”, SGB ancora una volta denuncia con fermezza lo stato di totale abbandono e di sfascio della scuola pubblica e ribadisce che non è possibile risparmiare sulle spalle e a danno della salute degli studenti e di tutto il personale della scuola.

Aumentare i posti di lavoro, per garantire pulizia e vigilanza è necessario almeno il ripristino di tutti i posti tagliati in questi anni!

Finanziare l’edilizia scolastica, non la propaganda e la corruzione delle “Scuole Belle”.

Riscaldiamo con la lotta l’aria dentro le scuole!

Organizziamo il sindacato di classe,
indipendente ed autonomo da partiti e gruppi di potere!

Entra in SGB!

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INTESA SULLA MOBILITA' 2017/18 I SINDACATI SIGLANO  CON IL MINISTRO ROSSO (EX CGIL)  LA RESA UFFICIALE  SULLA CHIAMATA DIRETTA DEI DOCENTI

E' stato siglato, in data 29 dicembre 2016, l' “accordo politico contratto mobilità personale docente” tra il neo Ministro Fedeli e le segreterie di categoria di CGIL, CISL e UIL. 

E' mancata la firma della Gilda ma non quella dello Snals. Non si tratta dunque del Contratto di mobilità ma di un primo accordo “quadro” che definisce la cornice entro cui dovranno essere stipulati sia il prossimo contratto di mobilità che il prossimo contratto sulla chiamata diretta. Facciamo subito presente che questa ipotesi di contratto rimane nulla fino alle modifiche alla Legge 107  che il Governo s'impegna apparentemente a varare. Ci riserviamo, pertanto, di ritornare  sul tema in sede di eventuale modifica  della normativa, di perfezionamento del contratto vero e definitivo con le annunciate modificazioni della tabella titoli e servizi.   Per il momento consideriamo qualsiasi commento, dal più rapace trionfalismo al solito disfattismo  da copione, del tutto fuori luogo. E' ufficiale la benedizione dei sindacati alla chiamata diretta dei docenti contro cui hanno chiamato i lavoratori a scioperare e per abolire la quale hanno raccolto migliaia di firme. Con  la solerzia che da sempre li contraddistingue,i sindacati si affannano, tramite la contrattazione, anche nel tentativo di salvare i presidi  dal pesante rischio di procedimenti penali per come, in molti casi, hanno gestito la c.d. chiamata per competenze dei docenti. Per correttezza osserviamo pure due novità  apparentemente interessanti come l'eliminazione dell'obbligo di permanenza triennale ed il riconoscimento del punteggio in considerazione anche del periodo di precariato. Per quanto riguarda il primo punto, ricordiamo che la normativa vigente (articolo 399, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e successive modificazioni) prevede il vincolo triennale di permanenza nella provincia d'immissione in ruolo del docente. Il Miur non aveva ancora chiarito se tali disposizioni venissero considerate estese anche all'istituto dei nuovi contratti triennali introdotti dalla buona scuola. La risposta affermativa è purtroppo arrivata con questa pre intesa sulla mobilità. La deroga al vincolo triennale viene confermata solo per il prossimo anno. Se il CCNI mobilità dovesse confermare il blocco triennale (divieto di trasferimento interprovinciale)  per ogni nuovo incarico (triennale) del docente titolare su ambito, ci troveremmo di fronte ad un accordo addirittura peggiorativo rispetto alla Legge 107 che non prevede nulla in merito. Per quanto riguarda il secondo punto, ricordiamo che ci sono volute migliaia di sentenze (per il risarcimento del danno economico, per l'immissione in ruolo, per la corretta ricostruzione di carriera etc.) per far capire al MIUR e ai sindacati che la normativa europea non ammette discriminazioni tra personale assunto a tempo determinato ed a tempo indeterminato.

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LE RIDICOLE DICHIARAZIONI DI POLETTI E LA REALTA’ DEL MONDO DELLA RICERCA 

Anziché ammettere il saccheggio degli ultimi anni ai danni di istruzione e ricerca, anziché esprimere il pentimento per le politiche del governo che devastano diritti, salari, prospettive di lavoro e di crescita culturale per i nostri giovani, il ministro Poletti si permette di offendere i ricercatori italiani che scelgono di andare all’estero per trovare opportunità di lavoro.Di seguito pubblichiamo un interessantissimo articolo che ci è stato offerto dal ricercatore Michele Visciarelli, che fornisce dati inequivocabili sui frutti delle politiche sul mondo della ricerca attuate dai governi italiani e mette a confronto con la situazione di diversi paesi europei.

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MINISTRO FEDELI: L'ULTIMO DI UNA LUNGHISSIMA SERIE DI  PACCHI (NON SOLO DI NATALE) DELLA CGIL AI LAVORATORI

Da quando si è insediato il nuovo ministro Fedeli, ai vertici del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, non si placano le polemiche  a causa della sua millantata laurea. 

Ricordiamo subito che negli altri Paesi dell'UE e dell'area OCSE, la prassi consolidata vuole che un cittadino che mente ai mezzi d'informazione, quando ricopre cariche istituzionali,  venga immediatamente costretto alle dimissioni. In Italia questa prassi non è mai esistita. E' naturale quindi che, da noi, una donna come Valeria Fedeli dopo aver più volte mentito, anche nel giro di soli pochi giorni, ai mezzi d'informazione, in maniera anche spudorata e clamorosa, possa diventare Ministro.

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IL 4 NOVEMBRE I LAVORATORI PUBBLICI SCIOPERANO!

  • 900 milioni stanziati per i rinnovi contrattuali a fronte di 20 miliardi tagliati alla pubblica amministrazione tra blocco degli stipendi e delle assunzioni.

  • Altri 2 miliardi e 600 milioni di tagli per la spending review.

  • Un accordo sulla riduzione dei comparti pubblici da 11 a 4 che livella al ribasso tutti i contratti, dà il via libera all’applicazione della Legge Brunetta e affossa qualsiasi ipotesi di pluralismo e democrazia sindacali.

  • Un accordo sulle pensioni che, dopo una vita di lavoro, ci chiede di indebitarci per venti anni con le banche per andare in pensione a 63 anni e 7 mesi!

ADESSO BASTA!

A sentire i sindacati complici, la Legge di stabilità avrebbe luci ed ombre; le ombre le vediamo tutte, ma la luce proprio no.

In 7 anni di blocco contrattuale abbiamo perso quasi 7.000 Euro. Il governo ci propone 900 milioni che, a conti fatti, corrispondono in media a 25 euro lordi a testa. Se calcoliamo però che non avremo più la vacanza contrattuale, “l'aumento” si riduce a d una decina di euro, LORDI! In cambio dobbiamo accettare l'applicazione delle fasce di merito della Legge Brunetta, quelle che stabiliscono che un quarto del personale di ogni amministrazione è fannullone e non percepirà nulla del salario accessorio, il 50% si dividerà la metà del fondo, mentre un 25% avrà la restante metà.

I sindacati complici, per ritagliarsi uno spazio di contrattazione, discutono sulle virgole e  si candidano a cogestire l’applicazione di questo sistema.    

La spending review che viene spacciata come una razionalizzazione di spese inutili è in verità un attacco ai servizi pubblici e allo stato sociale e ha causato tanti danni ai cittadini e ai lavoratori (basti pensare alla chiusura di centinaia di ospedali in tutto il paese). E’ scandaloso che mentre si continua a tagliare, si aumentino proporzionalmente le spese militari e si regalino miliardi di euro alle banche. Ovviamente zero spaccato per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale che, nel nostro paese, tocca gli 80 miliardi annui. Anzi una manina governativa ha inserito anche delle norme salva evasori, un bello schiaffo in faccia ai lavoratori dipendenti e ai cittadini onesti.

L'accordo sulla riduzione dei comparti indebolisce tutti i lavoratori pubblici perché ha come obiettivo quello di scatenare delle “guerre fra poveri” tra lavoratori che svolgono le stesse mansioni, ma che hanno paghe differenti, livellando tutto verso il basso. Questo accordo è stato firmato da tutte le organizzazioni sindacali che hanno venduto la pelle dei lavoratori in cambio di un riconoscimento da parte della controparte, fatto di prebende e distacchi sindacali. Per gli stessi motivi si apprestano anche a firmare il contratto che verrà.

A DIFESA DEI TUOI DIRITTI E DEL SALARIO, SCIOPERA IL 4 NOVEMBRE!

SGB ORGANIZZA I PULLMAN

PER LA MANIFESTAZIONE A MILANO

Per prenotare i pullman, chiamare lo 051385932  

PER LA MANIFESTAZIONE A NAPOLI

per prenotare il pullman, chiamare il 3442804537 o scrivere a roma@sindacatosgb.it

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        Sindacato Generale di Base –SGB Scuola

                   

Sindacato Generale di Base –SGB Scuola
sede naz.VIA MOSSOTTI,1- 20159 MILANO Tel.02.683751 – Fax 02.6080381 www.sindacatosgb.it scuola@sindacatosgb.it


DALLO SCIOPERO DEL 4 NOVEMBRE ALL'ASSEMBLEA DEL 26 NOVEMBRE I LAVORATORI DICONO 2 VOLTE NO
Per la democrazia nelle istituzioni e nei posti di lavoro

Il referendum del 4 dicembre passa come uno scontro tra Renzi ed i partiti della destra; nonostante sindacati conflittuali, Anpi, partiti e movimenti fedeli ai principi della resistenza si stiano battendo per la vittoria del NO. E' il risultato scontato del fatto che i soggetti a cui tradizionalmente si affidano i lavoratori da un anno a questa parte si sono chiusi nel teatrino politico, abbandonando le questioni sociali e del lavoro, anziché sostenerle e coinvolgere i lavoratori anche nella battaglia referendaria.
Nella scuola lo scorso anno, che doveva vederci tutti impegnati a stroncare sul nascere la buona scuola, è stato dedicato alla raccolta firme per referendum abrogativi, fallita prima di partire, perchè scollegata da una reale lotta dei lavoratori dentro le scuole. In questo modo, i sindacati che non avevano intenzione o forza per una vera opposizione hanno avuto un alibi per non agire ed ora il fallimento di quella operazione ricade su tutti noi, anche in termini di scoraggiamento dei lavoratori.
Anche dovesse vincere il NO, come auspichiamo, non avremmo alcuna modifica della situazione se non ripartono subito le lotte dei lavoratori con mobilitazioni autentiche, come unica via per cambiare le cose. E' con l'attuale sistema infatti che sono passati il jobs act, la la spending review e la buona scuola. Se non si affianca alla battaglia istituzionale quella sindacale, il rischio è che a beneficiare della vittoria del NO siano i Berlusconi e i Brunetta che non sono certo amici dei lavoratori più di quanto non lo sia Renzi e allora saremo solo pubblico pagante davanti a questo teatrino in cui non siamo protagonisti delle scelte, ma comparse strumentalizzate con lo scopo di costruire addirittura consenso.
Come sempre, la strada maestra resta la mobilitazione dei lavoratori per le condizioni salariali e occupazionali e le lotte sociali per un sistema sociale che riporti nelle tasche delle classi più deboli quanto gli è stato sottratto.
Con lo sciopero del 4 novembre, SGB, CUB e USI hanno rilanciato questo percorso, riportando nelle piazze lavoratori coinvolti nelle vertenze vere e che ci riguardano da vicino. In piazza a Milano abbiamo visto colleghi che non hanno mai smesso di dar battaglia ai propri presidi e di rifiutare tutte le meschinità della mala scuola.

Per fermare queste lotte sono stati firmati accordi tra padroni e sindacati complici che eliminano i resti di democrazia nei posti di lavoro (quello del 10 gennaio 2014 nel privato e quello del 5 aprile 2016 nel pubblico) e che mirano ad eliminare le organizzazioni conflittuali dei lavoratori.
Se non si combattono questi accordi, la battaglia per la democrazia nelle istituzioni risulta assolutamente sterile ed anche ipocrita. E' per questo che centinaia di delegati, lavoratori, insieme a decine di giuristi, hanno lanciato l'assemblea nazionale del 26 novembre a Bologna, come il momento in cui si chiariscono gli interessi della classe lavoratrice:
• NO alla modifica autoritaria della Costituzione
• la democrazia nelle istituzioni non conta se non c'è democrazia nei posti di lavoro
• NO agli accordi infami del 10 gennaio2014 e del 5 aprile 2016 e alle leggi antisciopero che padroni, partiti e sindacati complici stanno confezionando
• Rimettere al centro le questioni del lavoro e del sociale e riavviare le lotte della classe lavoratrice.

INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI A PARTECIPARE ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 26 NOVEMBRE
Bologna, sala Katia Bertasi, via fioravanti 22, dalle 10 alle 17

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COMUNICATO UNITARIO

CUB- SUR E SGB SCUOLA CONFERMANO L’IMPEGNO NELLA LOTTA CONTRO LA BUONA SCUOLA

 

e si impegnano ad avviare iniziative unitarie di lotta per :

  • contrastare gli abusi dei dirigenti scolastici in merito a bonus e chiamata diretta
  • garantire la corretta gestione dell’organico dell’autonomia e combattere ogni tipo di discriminazione tra docenti
  • il diritto alla sicurezza dei locali scolastici
  • contrastare l'aumento spropositato di carichi di lavoro per il personale ATA
  • il rifiuto dei fondi pensione integrativi
  • rivendicare significativi incrementi stipendiali e di posti in organico

La lotta contro lo sfruttamento del potenziamento è il primo campo su cui ci stiamo impegnando.

Nella maggior parte delle scuole queste risorse non vengono utilizzate per la realizzazione dei pomposi progetti inseriti nei PTOF (spesso anche perchè il MIUR ha mandato docenti con classi di concorso che nulla hanno a che fare con quanto è stato richiesto) e i colleghi vengono costretti ad essere meri tappabuchi, su tutte le materie e in diversi ordini di scuola. In altre il potenziamento viene diviso tra tantissimi insegnanti per garantire una distribuzione oraria più efficace ai fini delle supplenze, ma impedendo di fatto qualsiasi azione didattica di vero potenziamento. In molte i dirigenti sono giunti ad utilizzare il potenziamento come incarico “confino” a cui destinare colleghi di ruolo da anni, rei di non aver mai voluto chinar la testa.

Contro questi abusi stiamo intervenendo con tutti gli strumenti sindacali e giudiziari presenti. Invitiamo i colleghi che si trovino in situazioni simili a contattare le locali sedi della CUB-SUR e di SGB per ottenere tutela.

 

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