(Reading time: 2 - 4 minutes)

        Sindacato Generale di Base –SGB Scuola

                   

Sindacato Generale di Base –SGB Scuola
sede naz.VIA MOSSOTTI,1- 20159 MILANO Tel.02.683751 – Fax 02.6080381 www.sindacatosgb.it scuola@sindacatosgb.it


DALLO SCIOPERO DEL 4 NOVEMBRE ALL'ASSEMBLEA DEL 26 NOVEMBRE I LAVORATORI DICONO 2 VOLTE NO
Per la democrazia nelle istituzioni e nei posti di lavoro

Il referendum del 4 dicembre passa come uno scontro tra Renzi ed i partiti della destra; nonostante sindacati conflittuali, Anpi, partiti e movimenti fedeli ai principi della resistenza si stiano battendo per la vittoria del NO. E' il risultato scontato del fatto che i soggetti a cui tradizionalmente si affidano i lavoratori da un anno a questa parte si sono chiusi nel teatrino politico, abbandonando le questioni sociali e del lavoro, anziché sostenerle e coinvolgere i lavoratori anche nella battaglia referendaria.
Nella scuola lo scorso anno, che doveva vederci tutti impegnati a stroncare sul nascere la buona scuola, è stato dedicato alla raccolta firme per referendum abrogativi, fallita prima di partire, perchè scollegata da una reale lotta dei lavoratori dentro le scuole. In questo modo, i sindacati che non avevano intenzione o forza per una vera opposizione hanno avuto un alibi per non agire ed ora il fallimento di quella operazione ricade su tutti noi, anche in termini di scoraggiamento dei lavoratori.
Anche dovesse vincere il NO, come auspichiamo, non avremmo alcuna modifica della situazione se non ripartono subito le lotte dei lavoratori con mobilitazioni autentiche, come unica via per cambiare le cose. E' con l'attuale sistema infatti che sono passati il jobs act, la la spending review e la buona scuola. Se non si affianca alla battaglia istituzionale quella sindacale, il rischio è che a beneficiare della vittoria del NO siano i Berlusconi e i Brunetta che non sono certo amici dei lavoratori più di quanto non lo sia Renzi e allora saremo solo pubblico pagante davanti a questo teatrino in cui non siamo protagonisti delle scelte, ma comparse strumentalizzate con lo scopo di costruire addirittura consenso.
Come sempre, la strada maestra resta la mobilitazione dei lavoratori per le condizioni salariali e occupazionali e le lotte sociali per un sistema sociale che riporti nelle tasche delle classi più deboli quanto gli è stato sottratto.
Con lo sciopero del 4 novembre, SGB, CUB e USI hanno rilanciato questo percorso, riportando nelle piazze lavoratori coinvolti nelle vertenze vere e che ci riguardano da vicino. In piazza a Milano abbiamo visto colleghi che non hanno mai smesso di dar battaglia ai propri presidi e di rifiutare tutte le meschinità della mala scuola.

Per fermare queste lotte sono stati firmati accordi tra padroni e sindacati complici che eliminano i resti di democrazia nei posti di lavoro (quello del 10 gennaio 2014 nel privato e quello del 5 aprile 2016 nel pubblico) e che mirano ad eliminare le organizzazioni conflittuali dei lavoratori.
Se non si combattono questi accordi, la battaglia per la democrazia nelle istituzioni risulta assolutamente sterile ed anche ipocrita. E' per questo che centinaia di delegati, lavoratori, insieme a decine di giuristi, hanno lanciato l'assemblea nazionale del 26 novembre a Bologna, come il momento in cui si chiariscono gli interessi della classe lavoratrice:
• NO alla modifica autoritaria della Costituzione
• la democrazia nelle istituzioni non conta se non c'è democrazia nei posti di lavoro
• NO agli accordi infami del 10 gennaio2014 e del 5 aprile 2016 e alle leggi antisciopero che padroni, partiti e sindacati complici stanno confezionando
• Rimettere al centro le questioni del lavoro e del sociale e riavviare le lotte della classe lavoratrice.

INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI A PARTECIPARE ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 26 NOVEMBRE
Bologna, sala Katia Bertasi, via fioravanti 22, dalle 10 alle 17

e-max.it: your social media marketing partner