IN ALLEGATO LA RELAZIONE INTRODUTTIVA E IL DOCUMENTO FINALE

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Documento Finale Assemblea Nazionale

Pubblico Impiego

Bologna 2 dicembre 2017

Prosegue la mobilitazione

Dopo un blocco quasi decennale, Aran e sindacati stanno definendo un contratto che, nelle loro intenzioni, come è stato ampiamente spiegato nella relazione introduttiva e nei vari interventi che si sono susseguiti, non ci farà recuperare se non in piccolissima parte quanto ci è stato sottratto dalle tasche in tutti questi anni. Certificherà soprattutto quanto è già stato introdotto in negativo, nella normativa in tema di diritti dei lavoratori, nelle modalità organizzative di stampo aziendalistico. Un radicale cambiamento delle funzioni stesse dei servizi pubblici e della amministrazione pubblica, sempre più al servizio dell’impresa, degli interessi privati e di quelli dell’attuale classe dirigente del Paese anziché a quello dei semplici cittadini e dei settori popolari.

I sindacati seduti ai tavoli, faranno finta di contrastare, inscenando un po’ di teatro, ma come sempre alla fine firmeranno, pena la perdita dei diritti sindacali, esattamente come hanno fatto con l’accordo del 5 aprile 2016 che ha ridotto a 4 (più uno) i comparti di contrattazione e dato il via libera all’applicazione della “Legge Brunetta” rimaneggiata poi dalla Madia. Uno scambio diritti/accordo peggiorativo, in analogia con la firma dell’accordo del 10 gennaio 2014 (Testo Unico di Rappresentanza sindacale) nei settori privati che formalizza la complicità sindacati/controparti. Siamo certi, per esperienza passata, che il teatrino utile a sostenere questo o quel partito durante la campagna per le elezioni politiche o per racimolare voti alle elezioni RSU previste per marzo/aprile 2018, da parte dei sindacati firmatari, sarà intenso quanto illusorio e, quindi, dannoso.

Una contrattazione, quella che si sta svolgendo a livello nazionale, che vede i lavoratori pubblici essere rappresentati al tavolo esclusivamente da sindacati che si sono auto consegnati alla controparte e che oggettivamente ne fanno gli interessi.

Compito nostro è lavorare per rendere consapevoli e quindi meno deboli i lavoratori, non più ostaggi dei sindacati complici, proponendo una piattaforma generale, che abbiamo elaborato nei mesi scorsi, attualizzandola ed integrandola, settore per settore, azienda per azienda; sostenendola con l’utilizzo dell’arma più potente che è nelle disponibilità dei lavoratori: quella della conflittualità sindacale.

Per:

  • un contratto vero: veri aumenti salariali che recuperino quanto perso durante il blocco contrattuale

  • la quattordicesima mensilità ed il ripristino degli scatti d'anzianità, al fine di stabilizzare salario accessorio e sottrarlo alla discrezionalità della dirigenza

  • la stabilizzazione di tutto il precariato, lo sblocco del turn over ed un piano di assunzioni straordinario

  • la democrazia sindacale, affinché la parola passi dagli apparati sindacali ai lavoratori

  • la messa in sicurezza di tutti i luoghi di lavoro e misure che tengano conto delle differenze di genere

  • la pensione a 60 anni e 35 di contributi con liquidazione immediata del tfs/tfr

  • contro ogni processo di smantellamento e privatizzazione dei servizi pubblici, per il diritto universale e pubblico alla sanità e allo studio.

Un’arma che va propagandata, organizzata diffusa e praticata su un piano di indipendenza ed autonomia dagli interessi della classe dirigente, politica ed economica del Paese, nell’interesse esclusivo della classe lavoratrice e degli strati più deboli della società.

Per questo l’assemblea si impegna a preparare e ad avviare un’articolata mobilitazione con specifiche campagne in particolare: sulla questione previdenziale, sul lavoro precario, sulla questione salariale e meritocratica, sulla difesa e il rilancio dei servizi pubblici e contro ogni forma di privatizzazione che, oltre a trasformare l’interesse pubblico in interesse privato, è spesso utile per incrementare la corruzione e l’economia criminale; infine sulla democrazia sindacale e il diritto di sciopero che, come tutti i diritti conquistati in decenni di lotta, devono essere esigibili da tutti i lavoratori.

Propone a tutti i lavoratori pubblici una giornata di mobilitazione nazionale in merito alla contrattazione nazionale per il prossimo 19 gennaio, senza escludere l’utilizzo dello sciopero. Nell’eventualità che la firma dei contratti, così come si stanno delineando, arrivi primi di tale data, propone una mobilitazione immediata in ogni azienda dove siamo presenti e non solo.

Il significato però più profondo che abbiamo inteso dare all’assemblea di oggi è quello di avviare concretamente un processo unitario che ci porti a realizzare quel sindacato di classe e di massa di cui anche i lavoratori pubblici hanno estremo bisogno. Un sindacato che non baratti salario e diritti in cambio di prebende, che imponga ai Governi un cambio radicale della funzione della pubblica amministrazione e del ruolo sociale di chi vi lavora, a sostegno di un Welfare pubblico che soppianti ogni forma di gestione privatistica dei servizi.

 

Approvato all’unanimità

 

Bologna 02/12/2017


 

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