Il Senato ha approvato un Disegno di Legge che:

  • straccia le promesse di INTERNALIZZAZIONE del servizio, permettendo di continuare con il modello degli appalti
  • vuole dequalificare istituendo una nuova figura ASACOM (Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione) denominata “Operatore socio-educativo”
  • sottolinea che NON metteranno un euro in più sull’inclusione scolastica
  • spazza via, in un sol colpo, l’Albo degli Educatori Professionali

Il disegno di legge che va a modificare il decreto legislativo 13 aprile 1970, n. 66 istituisce la figura dell’Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione (ASACOM), denominato Operatore Socio-educativo, sicuramente per colmare l’ enorme carenza di figure professionali educative che attualmente le cooperative appaltanti faticano a reperire.

I contratti nazionali che regolano il trattamento economico degli educatori socio pedagogici prevedono condizioni economiche tra le più basse della nazione e a questo si aggiungono condizione di lavoro difficili (diversi incarichi su più istituti, mancanze retributive e contributive, forme di lavoro di fatto a cottimo). Si è aperta una fase di grandissimo assorbimento da parte di scuole pubbliche tramite MAD e TFA. Si è registrata una forte migrazione di educatori verso il mondo della scuola che garantiscono condizioni contrattuali e stipendiali decisamente migliori e stabili.

Istituendo questa nuova figura di fatto è per sopperire all’enorme fabbisogno attuale, ma senza aggiungere un’ adeguata specializzazione richiesta per il ruolo e un adeguato trattamento economico.

Non ci sono linee di indirizzo nazionale, l’iniziativa è lasciata agli enti locali che sostanzialmente possono fare come credono: assumere direttamente le lavoratrici, oppure appaltare all’esterno il servizio, con le cooperative sociali, le imprese, le associazioni sportive…

L’inclusione scolastica diventerà sempre più uno spezzatino di appalti e forme differenziate di servizio per territorio, ricadendo sulle lavoratrici e sui lavoratori e quindi, in ultimo, sugli utenti dei servizi.

IL LAVORO DI CURA HA BISOGNO PRIMA DI TUTTO DI DIGNITÀ PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI!

L’Albo degli Educatori Professionali – su cui comunque nutrivamo forti dubbi sulla sua applicabilità – viene spazzato via da una figura-calderone in cui mettere dentro tutto e tutti.

E tutto questo ovviamente a COSTO ZERO!

Viene esplicitato infatti che a queste modifiche si dovrà provvedere “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Alla luce di quest’ultimo punto appare uno specchietto per le allodole, la promessa di cambiare il contratto di riferimento verso quello degli Enti Locali:

senza nuovi “oneri” come li chiamano loro, questa è una solo un’illusione!

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