FIGLI, FIGLIASTRI O BASTARDI?
Pubblico Impiego – Contratto Funzioni locali 2022-2024

È stato sottoscritto oggi 23 febbraio 2026 il Contratto Nazionale del comparto Funzioni Locali. Contemporaneamente è stato sottoscritto anche il Contratto Nazionale dell’Area della dirigenza (sempre degli Enti Locali).
Per quanto riguarda il comparto abbiamo già avuto modo di evidenziare che i soldi promessi sono in realtà molti di meno (vedi il nostro volantino qui: https://www.sindacatosgb.it/funzioni-locali-contratto-a-perdere/), perché già corrisposti come indennità di vacanza contrattuale o come anticipo contrattuale. Per questo ci saranno sì degli arretrati, ma in misura piuttosto modesta rispetto alle cifre sbandierate da chi ha sottoscritto questi accordi.
E va ricordato che rispetto all’aumento del costo della vita cui il contratto avrebbe dovuto fornire copertura si perde un abbondante 10% che impoverisce ancora di più i salari dei dipendenti degli enti del comparto Funzioni Locali rispetto agli altri dipendenti pubblici, come ha avuto modo di ricordare lo stesso ministro della Funzione Pubblica.
Chi invece conquista un aumento reale e consistente (sebbene subordinato all’approvazione dei contratti integrativi a livello di singolo ente) saranno le Elevate Qualificazioni che potranno vedere aumentato l’importo massimo da 18.000 a 22.000 euro (+22% di aumento).
E non ci salverà nemmeno l’abbassamento dell’IRPEF dal 35 al 33% (deciso con la legge finanziaria) destinato soprattutto ai redditi più alti.
Come se ciò non bastasseanche l’applicazione del D.L. 25/2025 con cui si potevano incrementare le risorse destinate al salario accessorio, restano di poco o nulla applicazione soprattutto nelle amministrazioni locali ormai strozzate dalla politica economica del governo centrale e da un complessivo impoverimento della società.
Le cose paiono invece andare meglio per la dirigenza. Infatti, nella stessa giornata, il rinnovo contrattuale porta loro lo stesso incremento percentuale per la parte di retribuzione fissa, ma significativi incrementi delle indennità di posizione (di fatto retribuzione fissa, ricorrente e, come tale interamente pensionabile) e di risultato. Tanto che le due indennità finiscono per essere di gran lunga superiori alla retribuzione base che ha ormai superato i 50.000 euro annui e nelle amministrazioni più grandi la gran parte dei dirigenti va anche molto oltre i 100.000 euro annui (in qualche caso anche oltre i 200.000).
Quindi questa forbice tra dirigenza e comparto si allarga sempre di più a scapito del personale del comparto. E peggiora la condizione economica (e giuridica) ad ogni rinnovo contrattuale!
Possiamo solo fregiarci di una magra consolazione. L’anno scorso avevamo chiesto che Governo nazionale e amministrazioni locali procedessero erogassero quanto stanziato in finanziaria e nei bilanci chiudendo almeno la parte economica (salvo poi avviare una reale contrattazione sindacale sul resto). Il nostro appello rimase senza risposta, ma in qualche modo è servito poiché ARAN e sindacati sottoscrittori hanno inserito nei contratti la condizione di chiudere per il 2025-2027 solo la parte economica.
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Tag: sgb, funzionilocali, pubblicoimpiego, salari, dirigenza, ContrattoNazionale, CCNL20222024, EntiLocali, Sindacato, LavoratoriPubblici