Toscana

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Piaggio foto comunicato 2
 
E' inutile girarci più di tanto attorno, quello che si sta consumando alla Piaggio ci mette davanti a due modi  di concepire il sindacato e la sua azione pratica quotidiana. 
 
Da una parte il sindacato concertativo di sistema che ritiene, assieme al padrone, il lavoro e il salario degli operai/e una variabile dipendente dal mercato, infatti i sabati lavorativi  e l'inserimento della metrica del lavoro WCM nell’integrativo con la Commissione Tempi Metodi e WCM conferma questa complicità. Di fatto  il sindacato sarà il guardiano, per conto del padrone, dell'aumento dei ritmi e dello sfruttamento del lavoro. 
 
Infatti non bisogna dimenticare che è in nome dell'andamento dei mercati che si è permesso a Piaggio, senza nessuna seria opposizione, di decentrare e delocalizzare produzioni dove la forza lavoro costava molto meno, indebolendo nel contempo il potere contrattuale della forza lavoro a Pontedera. 
 
Dall'altra parte ci sono tanti operai con dei delegati combattivi che continuano a ritenere che la schiavitù salariale non sia una cosa naturale e che comunque vogliono un sindacato conflittuale, che leghi il salario al costo della vita e non all'andamento del mercato. Questi operai hanno capito sulla propria pelle che assecondare il padrone senza lottare non gli porta benefici e che concedergli  anche il Sabato porterà solo a più sfruttamento e ricattabilità. 
 
Il fatto che un sindacato come la Fiom non abbia impugnato con un articolo 28  il comportamento  antisindacale mostrato  da Piaggio nei confronti di Massimo Cappellini è sempre figlio di questa  cultura  padronale. Il mercato e il profitto non possono essere disturbati.
 
Sindacato Generale di Base Pisa.