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Lavoratori e lavoratrici contro la guerra si danno appuntamento il 1 Maggio a Camp Darby, la principale base militare Usa che sorge tra Pisa e Livorno.

Un anno fa abbiamo appreso casualmente che la Regione Toscana ha dato il via libera alla costruzione di una ferrovia, ad usi esclusivamente militari, che collegherà Camp Darby all’aeroporto militare di Pisa.

Da anni il comando militare Usa e Nato chiedevano la possibilità di trasportare armi e supporti logistici via acqua e via ferrovia, non più lungo le strade dove il passaggio di convogli militari era stato, anni fa, contestato da pacifisti.

Una richiesta storica accolta dalle istituzioni locali, prima con ingenti lavori per la navigabilità del Fosso dei Navicelli, fosso costruito dai Medici (sec xvi) per collegare Pisa al porto di Livorno, lavori finanziati dalla Regione e dal Comune di Pisa (720 mila euro) e motivati per dare impulso alla nautica che negli ultimi anni è in una situazione di grave crisi occupazionale.

Ma a questi soldi bisogna aggiungere gli 8,5 milioni di euro stanziati dalla Navicelli spa che è una società alle dirette dipendenze del Comune tra dragaggi, bonifiche ambientali.

Rendere navigabili i Navicelli quanto serve alla ripresa dell’economia  o piuttosto è un’opera soprattutto a fini militari?

Diciamocelo allora che accrescere la profondità del Canale serve al momento soprattutto agli Usa che potranno in silenzio trasportare armi al porto di Livorno porto da cui ogni mese partono navi destinati alle aree nevralgiche dove si trovano basi Nato e Usa.

Dopo i rilievi del Parco e di alcune associazioni ambientaliste e pacifiste, questa opera sembra trovare il plauso delle autorità locali e della stessa opinione pubblica?

Gli Usa finanzieranno la costruzione della ferrovia della guerra, i lavori partiranno a fine estate con il taglio di oltre 1000 alberi nella macchia mediterranea.

Sempre in questi giorni gli Usa hanno annunciato che la consegna di una parte della base Usa al demanio militare italiano è rinviata. Eppure per mesi era stato detto l’esatto contrario, ossia che gli Usa avrebbero restituito al Governo Italiano una piccola porzione della base. Quando poi alti comandi militari Usa si scomodano per visitare le redazioni di importanti giornali e raccontare la loro verità, capisci che la posta in gioco è veramente alta. Piuttosto domandiamoci la ragione per la quale non sia stato dato il diritto di replica alle voci critiche e contrarie alla militarizzazione del territorio.

Gli Usa vogliono piantare più alberi di quelli che distruggeranno? Ma quanti decenni occorreranno per avere degli alberi?

Gli Usa e la Nato hanno bisogno di riqualificare le loro basi militari, necessitano di infrastrutture per favorire il trasporto di armi e del logistica di guerra in tempi celeri e senza alcun controllo da parte degli enti locali di Pisa e di Livorno che tuttavia non hanno mai messo in discussione queste opere di militarizzazione del territorio anzi le hanno semplicemente avallate.

Se restituiranno una piccola porzione della base lo faranno solo per consentirvi la dislocazione di reparti speciali dell’esercito italiano destinati, sotto il comando Nato, alle zone di guerra.

Si spendono soldi per la militarizzazione del territorio, soldi sottratti alle spese sociali, alla sanità, alla istruzione e alla ricostruzione delle aree terremotate che dopo anni sono ancora ridotte a cumuli di macerie.

La realtà è ben diversa da quella raccontata dai media, il Governo italiano e i governi locali sono proni ai dettami Usa e Nato, complici delle politiche di guerra, disponibili a svendere parti del nostro territorio .

Il 1 maggio non è una giornata di festa, i lavoratori e le lavoratrici non hanno nulla da festeggiare con quasi 4 morti al giorno sul lavoro, con la miseria crescente che ormai riguarda 5 milioni di persone, con la precarietà del lavoro divenuta precarietà delle nostre vite.

Sindacato generale di base insieme ad altre realtà politiche e sociali ha promosso la manifestazione del 1 maggio davanti alla base militare di Camp Darby, una giornata di lotta contro la militarizzazione del territorio ricordando, come diceva Brecht, che sono sempre e solo i lavoratori, sia dei paesi vincitori che dei paesi vinti , a pagare sulla loro pelle  i costi della guerra .

Sindacato Generale di Base – Pisa

 

 

 

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