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Oggi, mercoledì 5 giugno, i lavoratori dell’Ospedale San Raffaele hanno nuovamente incrociato le braccia e in oltre 700 hanno manifestato in corteo, prima all’interno dell’Ospedale e poi lungo la via Olgettina e fino alla stazione della Metropolitana di Cascina Gobba.

La partecipazione allo sciopero è stata anche superiore rispetto al precedente, che già aveva visto l’adesione della maggioranza dei lavoratori non precettati.

Dopo il concentramento all’ingresso dell’Ospedale, i lavoratori sono entrati nell’edificio “Basilica” su cui campeggia la famosa cupola in vetro, al cui vertice svetta la statua dell’arcangelo Raffaele: ognuno di loro aveva un “badge” con l’immagine stilizzata del Presidente dell’Ospedale San Raffaele, Paolo Rotelli, e l’acronimo del Gruppo San Donato, trasformato in Gruppo Senza Diritti; infine lo slogan “non ci meriti!”. Questi tesserini sono stati lanciati dalla balaustra del piano rialzato, simboleggiando la mancata appartenenza dei lavoratori alla filosofia aziendale di sfruttamento e mancato riconoscimento professionale, economico e in termini di diritti.

“Ci auguriamo” interviene Daniela Rottoli, delegata SGB “che l’Amministrazione dell’Ospedale prenda atto della determinazione di infermieri, tecnici, amministrativi e personale di supporto nel rivendicare i propri diritti e torni al tavolo di trattativa con proposte serie, in modo da arrivare ad un accordo che possa essere approvato dall’assemblea dei lavoratori. Le nostre richieste sono invariate: incentivi degni di questo nome, una progressione contrattuale (fascia) per tutti, organici che consentano di mantenere la qualità dell’assistenza. Ma le aspettative dei lavoratori, dopo il secondo sciopero, sono cresciute”.

“Anche sul piano delle regole” aggiunge Margherita Napoletano, delegata RSU e RLS, “chiediamo di sbloccare le trattative su part time, che deve essere un diritto esigibile e non una concessione dell’azienda; sulla fruizione delle ferie e sul contenimento degli straordinari”.

Come sindacato SGB, difendiamo il diritto alla salute, attraverso un sistema sanitario pubblico ed universale. Per questo, riteniamo inaccettabile che i lavoratori della sanità privata, che erogano un servizio in convenzione, abbiano retribuzioni e condizioni di lavoro inferiori ai colleghi del pubblico: siamo riusciti, al San Raffaele, a far applicare buona parte del contratto nazionale della sanità pubblica al San Raffaele; ma anche l’accordo che recepisce il contratto nazionale scade a fine 2019. Questa mobilitazione, quindi, punterà anche a mantenere i diritti acquisiti oltre che al riconoscimento del valore della professionalità di ciascun infermiere, tecnico, amministrativo e personale di supporto, attraverso le rivendicazioni sia economiche che normative.

                                                                                        

  SGB – Ospedale San Raffaele

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