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Se Roma piange, Milano non ride!

Maggio 2017, dagli sviluppi di un’inchiesta sul riciclaggio e sul finanziamento ad una cosca mafiosa, approdata a denunce e arresti, inizia un indagine che non parte dall’attenzione specifica sugli appalti al Comune di Milano, ma che coinvolge, sino all'arresto un suo funzionario con posizione organizzativa e un sindacalista. Indagine nella quale, dai carteggi e dalle successive rilevazioni della stampa,  compaiono  altri nomi dell’Amministrazione, attuale e passata.

Mesi dopo, in questi giorni, attraverso i media si viene a conoscenza del coinvolgimento nell'indagine, a vario titolo,  anche di ex Assessori comunali attualmente in carico alla Città Metropolitana, Dirigenti e del Comandante della Polizia Locale.

Premesso che pedinare i lavoratori o i sindacalisti è una pratica da padrone delle ferriere, a riguardo di alcuni dei fatti riportati, oltre alle considerazioni sul rispetto dell’etica a cui tutti, dalla dirigenza ai sindacalisti, dovrebbero rispondere, rileviamo come l’assenza di una discontinuità tra le Giunte Sala e Pisapia con le precedenti Amministrazioni, in materia di favori e clientele sindacali, sia totale.

Oltre alle solite dichiarazioni di conferma o smentita, stiamo apprendendo, sempre attraverso i media, di nuove situazioni che “imbarazzerebbero” in maniera maggiore i soggetti interessati e l’Amministrazione Comunale.

Cogliamo la smentita del Comandante, ma riteniamo che il suo ruolo avrebbe dovuto comportare un atteggiamento più consono all’incarico ricoperto e ci chiediamo la ragione per cui risulti la mancata  informativa alla Procura della Repubblica sui fatti accaduti,  oltre il silenzio nei confronti dei vertici dell’Amministrazione.                                                

Sarebbe importante capire, non nascondendo di averne il timore, se  quanto si viene a sapere sia un caso unico, isolato, o sia una situazione speculare ad altri Settori del Comune.

Ci duole, ad oggi, non conoscere  le dichiarazioni del Sindaco e del Direttore Generale su questa vicenda che ci porta tristemente alla memoria passata, dichiarazioni assenti al pari di un qualsiasi commento dell’ANAC. Riteniamo che gli accadimenti  confermino l’inefficacia  e inutilità del tanto sbandierato piano triennale contro la corruzione e al così detto “Whistleblowing”.

Quello che apprendiamo è che la Giunta Sala rimetterà le proprie decisioni al Comitato per la legalità   e  la trasparenza,  forse uno stratagemma o un uovo di colombo. Crediamo che chi si propone ai cittadini di governarne la città, chiedendone  i voti, debba assumersi la responsabilità politica derivante, pertanto che il Sindaco si assuma l’onere del suo incarico, cioè decidere se confermare l’attuale Comandante, o decidere come  politicamente inopportuna la conferma della stesso.

                         Finirà tutto qui, ed è già abbastanza! O ci saranno antri sviluppi?