Lombardia

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Concorso

L’enfasi con la quale la Giunta Sala ha sbandierato il nuovo piano occupazionale, ben affiancata dai soci di CGIL-CISL-UIL-CSA, promettendo lo storico risultato di 1000 assunzioni, si sta sgonfiando già alle battute di inizio.

Va detto, per inciso, che in nessun caso il migliaio di assunzioni promesse colmerebbero il divario esistente tra la pianta organica in servizio, rispetto a quella necessaria per erogare con efficienza i servizi alla Città. Un divario creato da anni di politiche occupazionali sbagliate, improntate alla mera riduzione della spesa per il personale.

Al netto però della propaganda enfatizzata, puntualizziamo che la maggioranza dei concorsi fino ad ora banditi sono finalizzati all’assunzione di categorie medio alte, escludendo le compensazioni verso quelle categorie in maggior criticità, quelle che svolgono i compiti basilari, ma essenziali, per la gestione dei servizi: manutentori, addetti agli sportelli, alle relazioni col pubblico, ecc.

Rimanendo poi nel merito delle selezioni concorsuali apprendiamo dagli articoli riportati da numerosi mass media, che i test delle preselezioni, in molti casi, erano l’esatta copia di quelli riportati nei testi utilizzati dai candidati per la preparazione alle prove.

Errore? Svista?

Di certo una leggerezza che ha pregiudicato la trasparenza e l’equità degli atti nel caso qualche concorrente ne avrebbe avuto fortuitamente il sentore, o la classica soffiata, traendone un evidente vantaggio.

Il “Rito Ambrosiano” non si è pero fermato solo alle preselezioni, anche le prove scritte sono risultate eccessivamente nozionistiche, cavillose e ingannevoli nella forma, in alcuni casi sospettosamente dettagliate. Le prove non hanno certo permesso di verificare le attitudini e le capacità dei candidati di applicare le conoscenze possedute a specificare situazioni o casi problematici. L’esatto contrario di quanto citato nella direttiva del Ministero della Funzione Pubblica sulle procedure concorsuali.

Denunciamo ancora una volta che di fronte alla promessa di un posto di lavoro ottenuto attraverso pubbliche selezioni, che dovrebbero garantire trasparenza e imparzialità, ci troviamo di fronte ad un guazzabuglio che non assicura nessuna garanzia e nessuna imparzialità.

Ci auguriamo che quanto sta emergendo sia solo il frutto di una cattiva gestione amministrativa o di errori grossolani, cose di per se già gravi, ma non possiamo domandarci se nelle pieghe degli atti non vi siano nascoste le pratiche, viste più volte, della spartizione di posti di lavoro, delle lottizzazioni politiche e sindacali, delle raccomandazioni.

Milano, dicembre 2019                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              SGB/CUB Comune di Milano