Lazio

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Si perdono centinaia di posti di lavoro nelle società appaltatrici
del servizio ReCup della Regione Lazio!!
E Zingaretti rimane a guardare??????


Nella giornata del 2 settembre 2019 si è tenuto il primo e ultimo incontro presso la Regione Lazio inerente la procedura di licenziamenti collettivi avviata dalla Cooperativa aCapo (ex Capodarco) a causa della perdita dell’appalto del servizio della Regione Lazio ReCup. Nei prossimi giorni, quindi, la Cooperativa sarà libera di procedere al licenziamento di 168 lavoratrici e lavoratori, molti dei quali disabili.
Come al solito in premessa abbiamo dovuto assistere alla vergognosa tarantella messa in scena da Cgil-Cisl-Uil sui tavoli separati per escludere le organizzazioni sindacali di base, a riprova che a Cgil-Cisl-Uil poco importa il destino dei lavoratori ma sono solo interessate ad affermare la pretesa di mantenere il monopolio della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro.


Nel corso dell’incontro Cobas ed SGB hanno richiesto di aggiornare la riunione di almeno 15 giorni. Rinvio necessario per verificare l’auspicabile riduzione del numero degli esuberi dichiarati dalla Cooperativa, in considerazione che molti lavoratori addetti al servizio ReCup non hanno potuto fin d’ora sottoscrivere il contratto di lavoro con la società aggiudicataria del servizio a causa della mancata attivazione da parte di quest’ultima della prestazione lavorativa in Telelavoro ovvero a seguito della propria situazione personale (malattia, maternità, aspettativa).

Inoltre, era necessario verificare la possibile ricollocazione di parte del personale in esubero in posizione lavorative disponibili in appalti attivi fuori regione e richiedere l’attivazione di un tavolo di confronto con gli assessorati regionali competenti (politiche sociali, Sanità, Lavoro) utile ad individuare possibili percorsi di sostegno per salvaguardare i lavoratori cosiddetti “deboli”.

Infine, le nostre organizzazioni sindacali hanno richiesto di valutare l’accesso ad un ammortizzatore sociale conservativo (la FIS a zero ore che non peserebbe sui bilanci della cooperativa) in prospettiva di una possibile ricollocazione del personale oggi dichiarato in esubero negli appalti derivanti dalla Convenzione Consip in via di definitiva aggiudicazione alla Cooperativa “aCapo”.
Purtroppo, i rappresentanti della Cooperativa “aCapo” si sono dichiarati indisponibili a valutare l’accesso agli ammortizzatori sociali conservativi e a qualsiasi spostamento del termine della procedura, manifestando evidentemente nessun interesse a salvaguardare il posto di lavoro dei suoi soci storici e preferendo uno scontro tra soci-lavoratori e società, in una logica che guarda al mero profitto (in favore di chi visto che la stragrande maggioranza dei soci vengono estromessi?).


168 imminenti licenziamenti ai quali si aggiungeranno a breve la perdita di decine di posti di lavoro presso la società aggiudicataria GPI, a causa della mancata attivazione della prestazione lavorativa in TELELAVORO, in considerazione che molte lavoratrici e lavoratori sono fisicamente ed economicamente impossibilitati a raggiungere quotidianamente la nuova sede di lavoro.

Si apre quindi un grave problema sociale nella nostra regione, a causa dall’espulsione di centinaia di donne e uomini dal mondo del lavoro (moltissimi dei quali con disabilità), per la quale chiediamo con forza alla Regione Lazio e alla Giunta Zingaretti, in qualità di committente del servizio ReCup, di trovare una tempestiva risoluzione.


Cobas aCapo – Sgb aCapo
Roma, 2 settembre 2019