Lazio

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SGB Carcere Rebibbia: il dramma di una madre e il dolore di tutte e tutti (recluse e non), un riflettore sullo stato reale della vita in Carcere.

I tagli colpiscono i compiti essenziali dello Stato, anche il MIUR e l’USR Lazio devono rispondere alla richiesta d’incontro sui tagli alla Scuola in Carcere

Il gravissimo atto della detenuta di 33 anni che getta i suoi figli dalle scale, provocando la morte della sua piccola di 4 mesi e il ferimento del bimbo di 2 anni, ha sconvolto tutti e tutte nel Carcere di Rebibbia.

Il fatto di ieri è eccezionale, mai a memoria nostra in carcere una donna era arrivata ad uccidere i propri figli, è lo schiaffo più duro in una realtà che quotidianamente ne prende molti.

Non sappiamo ora perché questa donna, a differenza di altre forse più note di lei, non era con i suoi figli fuori dal carcere come prevede la legge, probabile ci sia una ragione plausibile; forse qualcuno ha sottovalutato lo stato di salute di questa donna, forse qualche testa cadrà per soddisfare l’opinione pubblica e regolare conti interni, forse anche questa volta ci saranno tante passerelle e messaggi di sconforto. Non lo sappiamo.

Sappiamo, invece, che i problemi di Rebibbia, come quelli di tutta la PA, non verranno risolti; la vita domani sarà più dura, perché siamo consapevoli che non sarà lo scalpore per la morte di una bimba di 4 mesi a rimuovere le ragioni che hanno determinato questa situazione.

Più di un decennio di tagli sfrenati alla Giustizia, all’Istruzione, alla Sanità e la loro privatizzazione, sono il vero dramma quotidiano a cui ci stiamo abituando.

Lo abbiamo sentito ogni volta che due righe di giornale ci informavano di un suicidio di un detenuto come di un agente, ogni volta che qualche voce si alzava per denunciare lo stato di abbandono delle strutture fatiscenti, assistenza sanitaria insufficiente o della mancanza di educatori e di agenti e il conseguente imbarbarimento delle relazioni.

Sovraffollata di detenute e detenuti, la “città della pena” è vissuta da oltre un migliaio di lavoratrici e lavoratori, ognuno con un compito, ogni giorno tentano di realizzare il dettame costituzionale, reprimere i comportamenti contro la Legge e “rieducare” alla vita nel rispetto della dignità umana.

Perché lo Stato è "superiore" a chi delinque, cosi dovrebbe essere.

Quando però è lo Stato a non rispettare la Legge, sia nei confronti di chi l’ha violata come di chi è li a rappresentarla ed a renderla effettiva, allora il corto circuito è totale e il danno incalcolabile e mostra chi e con quali interessi economici, veramente lo governa.

SGB ha la sua RSU nella Scuola, segue la battaglia dei docenti della scuola in carcere che da anni stanno difendendo con i denti il loro ruolo nel carcere e nella società.

L’Ufficio Scolastico Regione Lazio, sordo alle richieste anche dei Direttori dei vari settori del Carcere, ha deciso di dare un ulteriore colpo alla presenza della Scuola.

La Scuola a Rebibbia ha 30 anni di storia e ha raggiunto dopo tanto lavoro forse il suo massimo sviluppo e radicamento, con più di 800 iscrizioni sugli oltre 2000 detenuti ma l’USR ha deciso: 32 classi per il prossimo anno, 4 in meno rispetto al passato e 9 in meno rispetto a quelle necessarie!

Quest’anno interi Reparti non avranno la Scuola, i detenuti in maggioranza giovani dei quartieri popolari, disoccupati, anche in carcere avranno "l’altra istruzione", quella della strada, l’unica che avrà voce quando la scuola sarà scomparsa.

In questi giorni i docenti hanno contestato la Dirigente Scolastica che (su mandato dell’USR) ha impedito l’ingresso al Reparto dell’Alta Sicurezza Femminile per confermare le iscrizioni.

L’Istituto “J.von Neumann” che con le sue sedi diurne copre un territorio ampio (da San Basilio, Tiburtino, Nomentano fino fuori Roma) è oggetto di piani di smembramento e ridimensionamento, la scuola “fuori” delle periferie (dette zone a “rischio”) non è risparmiata. Personale docente e non docente sotto organico mentre si rifiutano le iscrizioni di ragazzi che appunto rischiano di essere reclutati in altri e più pericolosi ambiti sociali.

 

Il nostro dolore non sarà muto, difendiamo la Scuola come il vero antidoto all’ignoranza, alla violenza e alla criminalità ovunque essa sia.

Con la nostra lotta difendiamo la dignità di tutti.

 

Roma: Dopo la prova dell'esame di Stato, lavoratori e studenti in presidio contro i tagli del Provveditorato, alla scuola nelle periferie e in carcere

SCUOLA IN CARCERE : SCIOPERO IL 15 dicembre 2017 di TUTTI I DOCENTI di REBIBBIA

#REBIBBIA: PIENO APPOGGIO AGLI STUDENTI E AI DOCENTI CONTRO I TAGLI E LO SFASCIO DELLA SCUOLA IN CARCERE

Rebibbia: Ministro Fedeli, la scuola in carcere non si fa con le passerelle! Basta tagli e rispetto degli organi collegiali