Lazio

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Per il diritto allo studio nella periferia e nel carcere di rebibbia

SGB proclama lo STATO di AGITAZIONE

in allegato la lettera della RSU-SGB con la richiesta di incontro e le ragioni dei lavoratori

La sofferenza della scuola nel carcere di Rebibbia è la sofferenza di tutto l’Istituto Superiore “J.von Neumann” di Roma e del CPIA Roma 1”

Lo scorso anno scolastico oltre 150 studenti reclusi non hanno avuto una classe, stessa sorte ai tanti studenti “liberi” che si sono visti rifiutare l’iscrizione alle sedi di San Basilio e Tiburtino. Quest’anno a Rebibbia le iscrizioni “scomparse” sono 94, delle sole classi prime per giustificare il diniego delle classi necessarie!

Con questa amara constatazione il Collegio Docenti dell’IISS “J. von Neumann” di Roma (con sedi a San Basilio, Tiburtino e Rebibbia) il 12 giugno ha decido di NON riconfermare l’Accordo con il Centro Provinciale dell’Istruzione per gli Adulti, fintanto il MIUR e l’Ufficio Scolastico Regione Lazio non si impegnino ad accordare un incontro sulla situazione della loro scuola. E’ stata una decisione importante vista l’insistenza del MIUR a pretendere una firma, di fatto un consenso alla Riforma Gelmini che ha provocato tagli alle ore di lezione e alle classi non solo all’istruzione per gli Adulti: lo scambio che si vuole è un aumento del lavoro burocratico in cambio di una riduzione da 5 a 3 anni del corso di studi per gli studenti/adulti. L’USR del Lazio ha addirittura scritto che le classi saranno al massimo 32 per Rebibbia, senza alcuna considerazione su numero di studenti o sulle condizioni strutturali!

La logica dei “risparmi” sulla scuola sta producendo ben altri costi sociali in tutto il territorio della periferia romana, in termini di abbandono scolastico tra i figli dei lavoratori e delle fasce popolari. Lo spostamento dei finanziamenti dalle ore di lezione su progetti e progettini, sull’alternanza scuola lavoro o alla finta meritocrazia sta minando la funzione di riscatto che la scuola per le giovani generazioni dentro e fuori il carcere. Altro che “legalità”, altro che impegni per l’educazione,l’istruzione per tutta la vita o la rieducazione .

I lavoratori rivendicano classi in più, aumento dei docenti di sostegno, del personale ATA (collaboratori scolastici, tecnici, e amministrativi). Rivendicano, il rispetto della trasparenza amministrativa, della democrazia e della collegialità nella gestione della scuola: il minimo per poter assolvere ai propri compiti in sicurezza per gli studenti, le famiglie.

Per rompere il muro dell’indifferenza delle istituzioni e della connivenza di dirigenti e sindacati collaborazionisti, SGB sostiene la mobilitazione dei lavoratori e degli studenti, proclamando lo stato di agitazione di tutto il personale e se necessario fino allo sciopero.

 

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