EmiliaRomagna

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Non si è fermata la lotta dei lavoratori alla Marcegaglia di Ravenna contro la “finta” cooperativa Sovia, per rivendicare il pieno stipendio, trattenuto dalla cooperativa con un’illegittima decurtazione 10% della retribuzione, per difendere il loro diritto all’orario di lavoro contrattuale, ridotto dalla cooperativa attraverso l’imposizione di contratti part-time, in violazione della legge.

Contratti part-time e riduzione dell’orario di lavoro imposto dalla Sovia per fare posto a nuovi assunzioni di amici e parenti del responsabile del solito sindacato di comodo.

Per questo anche oggi i lavoratori hanno incrociato le braccia nei reparti di imballaggio coil dello stabilimento Marcegaglia di Ravenna. Uno sciopero senza preavviso che ha permesso ancora una volta di bloccare la produzione nei reparti coinvolti.

Allo sciopero pienamente riuscito, la Sovia ha risposto con la repressione. Ai lavoratori sono stati annullati i turni già assegnati nella giornata di domani e altri sono stati puniti con il cambio di reparto.

Una condotta evidentemente ritorsiva nei confronti dei lavoratori in sciopero, al fine di reprimere le libertà sindacali e di sciopero. Una condotta che dimostra come nello stabilimento Marcegaglia di Ravenna prevalga quel fascismo padronale praticato dai nelle fabbriche del nostro Paese negli anni ‘60 e ‘70.

Risponderemo al fascismo padronale e alla complicità sindacale con le armi che ci ha insegnato il movimento operaio di allora: l’azione sindacale “a gatto selvaggio”, con nuovi scioperi senza preavviso; la solidarietà, coinvolgendo tutti i lavoratori delle dite in appalto, contro chi vuole reprimere le libertà sindacali e il diritto di sciopero, contro chi pensa che i nostri diritti si fermano davanti ai cancelli della Marcegaglia.

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