EmiliaRomagna

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 cub sgb art

 

 

PER:

*Aumentare salari e pensioni

*Cancellare il jobs act e garantire un lavoro stabile a tutti

*Ridurre l’orario di lavoro a parità di salario

*Tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro

*Mettere in sicurezza i territori contro le politiche distruttive e inquinanti

*Cancellare la legge Fornero e andare in pensione a 60 anni con 35 anni di contributi;

*Salute, casa, istruzione pubblica devono essere diritti per tutti e non un privilegio per pochi

*Garantire i diritti sindacali attraverso libere elezioni dei rappresentanti dei lavoratori e il pieno diritto di sciopero

*Eliminare ogni forma di discriminazione e di disuguaglianza.

*Cancellare i decreti sicurezza che prevedono l’arresto per chi protesta,

*No alle guerre, SI al taglio delle spese militari e alla riconversione delle fabbriche d’armi

Queste sono le parole d’ordine con le quali il sindacalismo di base (sgb, cub, usi sicobas, slaicobas, adlcobas) chiama le lavoratrici e i lavoratori di tutti i settori allo sciopero generale per il 25 ottobre prossimo, segnando il fatto che esiste anche una opposizione sociale, di classe, alle politiche del blocco di potere oggi al governo.

Le annunciate politiche espansive del governo Conte, sono infatti rimaste semplici dichiarazioni propagandistiche mentre le misure economiche che, di giorno in giorno, stanno emergendo si collocano nel solco dell'austerità targata Unione Europea.

All'elemosina elargita con il taglio del cuneo fiscale  corrisponde un taglio miliardario alla spesa pubblica che significa meno welfare; il sostegno alle politiche padronali nel mondo del lavoro privato in particolare con “industria 4.0; il mantenimento dell’intera legislazione che rende precario ed intermittente il lavoro; declinazione delle giuste rivendicazioni del movimento ambientalista in tasse su beni di largo consumo; nessuna lotta alla disoccupazione e alle disuguaglianze; nessun elemento redistribuitivo della ricchezza.

A tutto questo si aggiunge poi un aumento delle spese militari, in ossequio alla NATO e ai produttori di armi e di morte che non si ferma nemmeno di fronte all’attacco ai curdi e all’ invasione della Siria da parte della Turchia.

In Emilia Romagna lo sciopero sta prendendo quota attraverso decine e decine di assemblee, volantinaggi e banchetti informativi, davanti alle fabbriche, agli uffici, agli ospedali, ai magazzini e ai depositi del trasporto pubblico locale, durante i quali stiamo registrando una grande attenzione alle ragioni della mobilitazione.

SGB in Emilia Romagna, per la giornata dello sciopero organizza la partecipazione alla manifestazione di Milano che sarà aperta dalla comunità Curda, la più importante della giornata e due presidi nella regione per chi non potrà recarsi a Milano.

Il primo a Reggio Emilia in Piazza Prampolini ore 9,30, iniziativa a cui parteciperanno lavoratori di tutti i settori, vi sarà la vertenza del precariato delle scuole comunali che la giunta di centro sinistra invece che stabilizzare, licenzia.

Il secondo a Ravenna in Piazza del popolo ore 10.00,  che si caratterizzerà con la lotta degli operai dello stabilimento Marcegaglia, in particolare quelli degli appalti a cui si uniranno le lavoratrici delle cooperative in appalto ad Hera e le lavoratrici e ai lavoratori degli altri settori.

Prenotazioni autobus per Milano segreteria@sindacatosgb.it  -  051359801

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