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Dal 23 febbraio, giorno di chiusura delle scuole in Emilia Romagna, le educatrici e gli educatori scolastici in appalto hanno rivendicato il loro diritto ad essere retribuiti al 100% come previsto per qualsiasi collega dipendente da ente pubblico (Asl, Comune o Stato).

Accade infatti che l’emergenza Covid19 abbia evidenziato le condizioni lavorative di queste figure, da sempre precarie,  che vivono anche nella "normalità" condizioni di lavoro pessime, come la mancata retribuzione in caso di chiusura della scuola, sia essa programmata (festività ed estate), sia per emergenze climatiche, sanitarie etc. Purtroppo questo é previsto nelle gare d’appalto! I lavoratori delle cooperative si ritrovano a percepire uno stipendio pieno solo per poco più di metà anno, nonostante contratti a tempo indeterminato.

Nel momento dell'emergenza sanitaria  i servizi educativi scolastici sono stati riprogettati in modalità di lavoro a distanza  con criteri differenti in ogni Comune, uguali solo nell’obiettivo del risparmio. Infatti  la stragrande maggioranza dei Comuni ha  ridotto di molto le ore d’intervento agli alunni disabili e di conseguenza agli educatori, che sono stati costretti a ricorrere al FIS per le ore eccedenti.

Grave la situazione per molte delle educatrici e degli educatori della provincia di Bologna, dipendenti della cooperativa Società Dolce che, oltre ad aver subito il drastico taglio del monte ore, non hanno ricevuto l’anticipo FIS da parte dell’azienda, ma si sono ritrovati la busta paga di marzo e aprile con tre asterischi al posto dello stipendio. 

Grave la prospettiva futura, se pensiamo all'avvicinarsi dell’estate e della riduzione del servizio al termine dell'anno scolastico. Anche in questo caso,come accade da sempre,ci sarebbe l’ennesimo ricorso alla FIS, di cui le spettanze del luglio/agosto 2019 non sono ancora state ricevute da nessun educatore di Bologna e provincia.

Abbiamo scelto simbolicamente di scendere in piazza il 22 maggio 2020  il giorno in cui per l’ennesima volta a Bologna si apriranno le buste per la messa a Bando dei servizi educativi scolastici  della città: un appalto che prevede la gestione del servizio per 3+2 anni, per la cifra complessiva di 64.751.024,80. Milioni di soldi pubblici che vengono erogati al privato ‘sociale’ che di fatto organizza la manodopera e poco più. Un appalto in cui saranno coinvolti  727 educatrici e educatori che grazie alle attuali leggi sugli appalti non hanno neanche la certezza assoluta di traghettare in altre cooperative alle stesse condizioni .

Crediamo sia giunto il momento per dire insieme basta agli appalti, chiediamo compatti l’apertura di un tavolo istituzionale in Comune per discutere dell’immediato futuro, domiciliari, estate, riapertura delle scuole e della prospettiva di internalizzazione dei servizi e dei lavoratori negli enti pubblici committenti.

Vogliamo mettere  fine a questa situazione disastrosa una volte per tutte, vogliamo riconoscimento economico per 12 mesi l’anno , diritti e dignità che ora non abbiamo!

Siamo solo all’inizio, facciamoci sentire

Educatrici e Educatori Scolastici in Presenza

PRESIDIO/ASSEMBLEA

22 MAGGIO 2020  ore 11.30  - Piazza MAGGIORE  -  Bologna

il presidio si svolgerà mantenendo il metro di distanza e provvisti di mascherine e gel mani , sarà distribuito materiale informativo in merito a diritti e sicurezza nei servizi educativi scolastici riprogettati a domicilio o lavoro agile.

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