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imm. vademecum bologna

1) Gli alunni che potranno usufruire dell’educativa scolastica a domicilio devono essere individuati dal servizio sanitario (tecnico Asl di riferimento) che valuta l’intervento in presenza strettamente indispensabile, e solo per casi urgenti e non procrastinabili;

2) Si attiva solo sentita l’istituzione scolastica e su richiesta della famiglia e dopo espressa richiesta del Comune di Bologna.

3) Per ciascun minore è necessario richiedere la ridefinizione del PEI coinvolgendo tutti gli attori, i familiari e i referenti clinici nel rispetto dei Gruppi Operativi, convocati e coordinati dall’istituzione scolastica.

4) L’intervento deve essere rimodulato oltre che sull’alunno, anche sulle caratteristiche del contesto a cui appartiene il nucleo familiare, per caratteristiche e numerosità di presenza.

5) Possono avvenire solo dopo aver approfondito che non ci sia il possibile rischio Covid 19 dell’alunno e dei suoi conviventi, tramite un triage telefonico con il medico.

6) Il Datore di lavoro deve comunicare ai propri dipendenti, i riferimenti   del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione aziendale.

7) Guanti, mascherine, copri-scarpe, camici e tutti gli altri DPI, conformi alle disposizioni vigenti nei protocolli, DEVONO ESSERE FORNITI DAL DATORE DI LAVORO IN QUANTO RESPONSABILE DELLA SICUREZZA nei luoghi di lavoro. Il datore di lavoro deve mettere a disposizione anche le strategie preventive facendo e verificando sanificazione di luoghi

8) Il lavoratore ha diritto/dovere di ricevere adeguata formazione preventiva da parte dell’azienda (art 169 L. 81 2008) sui protocolli e procedure d’urgenza in caso di casi pericolosi per la propria salute e quella dei suoi assistiti.

I familiari

9) Almeno 1 familiare presente in casa durante l’intervento educativo.

10) Garantire il non affollamento in casa.

11) Devono fare dichiarazione scritta su avvenuta sanificazione del locale.

12) Devono essere dotati di dispositivi e indossarli al momento dell’intervento.

13) Devono segnalare eventuale febbre e sintomi influenzali, in questo caso il servizio sarà sospeso.

14) In caso di uscite all’esterno i genitori devono fornire certificazione del medico su disabilità dell’alunno.

Le educatrici/educatori

15) Mantenere le distanze di sicurezza, per il possibile anche con l’alunno, lavarsi le mani e tenere comportamenti corretti in materia di igiene.

16) In caso sviluppi tosse o altri sintomi deve subito comunicarlo all’ufficio del personale che a sua volta è obbligato ad avvertire le autorità sanitarie.

 

Le cooperative

 17) Deve definire un protocollo aziendale di sicurezza, come definito da protocollo nazionale del 24 aprile 2020.

18) Deve costituire immediatamente il comitato per attuazione e verifica del protocollo ( con la partecipazione RLS e RSA aziendali).

19) Deve fornire al lavoratore a domicilio tutti i DPI previsti per le situazioni in cui risulti impossibile mantenere la distanza sociale di un metro, (tutte nel nostro caso visto che i domiciliari saranno per i più gravi), cioè mascherine, guanti, cuffie, occhiali e/o visiera, camici monouso (art. 6, secondo comma “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19”, firmato il 14 marzo 2020; il lavoratore deve essere sottoposto/a ai test di laboratorio necessari ad evidenziare l’eventuale positività al SARS-CoV-2.

20) Il datore di lavoro deve aggiornare il DVR, il documento di valutazione dei rischi, che valuta i fattori di rischio contagio, deve elencare le forme di prevenzione, formazione, addestramento e in ultimo anche i Dpi che mette a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici per svolgere le mansioni. Il DVR deve essere messo a disposizione delle OO.SS. E RSA-delegati sindacali in modo che possano discuterne e visionarlo in qualsiasi momento, a tutela dei lavoratori.

 

Tutto quello elencato in questo Vademecum è previsto Protocollo operativo per l’erogazione del servizio di inclusione scolastica durante l’emergenza sanitaria firmato il 13 maggio 2020 dal Comune di Bologna e dalle Cooperative oppure è previsto nelle leggi vigenti sulla sicurezza. (D. Lgs 81/2008 )

 

Ricordiamo, infine, che la legge vigente (art. 2087 Codice Civile) prescrive per il datore di lavoro l’obbligo di assicurare condizioni di lavoro idonee a garantire la sicurezza delle lavorazioni e ad adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. L’inadempimento di tale obbligo legittima i lavoratori a non eseguire la prestazione, come ripetutamente sentenziato anche dalla Corte di Cassazione (Sezione Lavoro, sentenza n. 10553 del 7/05/2013; Sentenza n. 14375 del 10/08/2012; Sentenza n.11664 del 18/05/2006; Sentenza n. 9576 del 09/05/2005).

Se ci si rifiuta di fornire la prestazione lavorativa in assenza delle condizioni di sicurezza, segnalando per iscritto a RLS aziendali o territoriali, il datore di lavoro è comunque tenuto ad erogare la retribuzione.

 Invitiamo ciascuna e ciascuno a non sentirsi sola/o e affrontare i problemi lavorativi confrontandosi con i propri colleghi e organizzandosi sindacalmente

scrivi a

Sindacato Generale di Base – SGB

emiliaromagna@sindacatosgb.it

per urgenze contattare 051389524