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Si è tenuto oggi, dopo quello del 26 Marzo scorso, un confronto con l'amministrazione regionale rappresentata dall'Assessore al Lavoro Vincenzo Colla e dalla Vicepresidente con delega al Welfare Elly Schlein, ironicamente convocato con “urgenza” ad oltre un mese dal precedente.

Di nuovo, si è trattato di un incontro di semplice “aggiornamento sulle iniziative di contrasto a questa crisi sanitaria sociale ed economica” già decise in altre sedi, senza la volontà di un pieno coinvolgimento nei Tavoli di crisi e dell’attivazione di Tavoli permanenti per alcuni settori sociali e ambiti del mondo del lavoro. Ancora una volta si ignorano le istanze più urgenti di quei settori sociali e ambiti lavorativi tra i più colpiti dall'attuale situazione sanitaria ed economica.

La gestione dell'emergenza e soprattutto dell'attuale fase di transizione verso l'uscita dalla fase più acuta dell'epidemia presenta ormai a chi negli anni ha già visto progressivamente negate garanzie di reddito, salute, welfare un prezzo altissimo. In questo senso, l'Emilia-Romagna non fa eccezione. È chiara la scelta di prediligere, grazie al metodo concertativo e compatibile con gli interessi del profitto, la tutela di quei settori dell'economia e del lavoro che hanno già maggiori tutele, come la grande industria e le grandi opere, a scapito dei soggetti sociali, del lavoro e del precariato più fragili e vulnerabili.

Nessuna reale inversione di tendenza nella gestione della Sanità e del TPL, fondamentali nella fase di riapertura per non ricadere in nuove ondate di contagio; poco o nulla per rispondere ai bisogni sociali più impellenti sul terreno del diritto all'abitare ed di un sistema di welfare regionale realmente universalitico e inclusivo. La rincorsa alla riapertura, con una situazione epidemiologica ad oggi tutt'altro che risolta, avviene senza reali garanzie per il diritto alla salute pubblica e nei luoghi di lavoro. 

Negli ultimi giorni si sono materializzate tutte le incertezze sul piano della tenuta occupazionale e della continuità di reddito per centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, rimasti senza salario, con ammortizzatori sociali e sostegni al redditto bloccati dalla crisi di liquidità, dalle pastoie della burocrazia previdenziale e dell'assoluta inadeguatezza dei meccanismi di anticipazione bancaria.

Davanti a questo devastante scenario economico e sociale, in assenza di una reale volontà di discutere nel merito le istanze sociali di chi già sta pagando i costi di questa crisi catastrofica, crediamo che con la ripartenza ufficiale della gran parte delle attività produttive è necessario che riprendano apertamente e in forma pubblica e organizzata le lotte nei luoghi di lavoro e nelle piazze.

 

Lanciamo dunque un appello a tutte le realtà sindacali e sociali a costruire una prima risposta a questa gestione economica e politica attraverso un'iniziativa di mobilitazione, per il prossimo venerdì 8 maggio presso la Regione Emilia-Romagna, da mettere in campo in forma consapevole a tutela della salute di tutte/i e nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti-contagio.

 

Per rivendicare innanzittutto riforma radicale e strutturale del sistema di welfare e della sanità pubblica; diritto alla salute pubblica e nei luoghi di lavoro; difesa del lavoro precario e in genere, del salario e del reddito per tutti; aumento delle risorse finanziarie per la spesa sociale, attraverso patrimoniale, fiscalità fortemente progressiva etaglio alle spese militari, e riconversione in senso ecologico del modello produttivo