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Da qualche settimana si è concluso il procedimento disciplinare nei confronti di Giusi, la lavoratrice del Comune di Casalecchio di Reno, rsu del Sindacato generale di Base, finita sotto procedimento disciplinare da parte del Comune di Casalecchio per la partecipazione, nello scorso mese di maggio, alla manifestazione antifascista contro Forza Nuova, organizzazione dichiaratamente neo fascista a cui prefettura e questura avevano concesso l’utilizzo di Piazza Galvani.

Una vera e propria provocazione nei confronti dei lavoratori e dei cittadini di Bologna, città medaglia d’oro alla resistenza.

In quell’occasione Giusi venne ripresa da diversi organi di informazione mentre urlava ai poliziotti “da che parte state ?” e mentre la sua partecipazione non ebbe alcuna conseguenza legale, il comune di Casalecchio, amministrato dal P.D. e sotto pressione di consiglieri di centro destra e del movimento 5 stelle, decise improvvidamente di aprire un procedimento disciplinare nei suoi confronti.

Le stesse modalità che , troppe volte, aziende pubbliche e private, hanno usato nei confronti dei delegati più combattivi, spesso appartenenti al  sindacalismo di base e che hanno portato a veri e propri  licenziamenti politici.

Il movimento di solidarietà che si è generato intorno a Giusi, che ha visto scendere in piazza centinaia di lavoratrici e lavoratori antifascisti, ha impedito invece che le sguaiate richieste di licenziamento lanciate a mezzo stampa anche da esponenti politici nazionali, si realizzassero, e la sanzione comminata dal comune di Casalecchio è stata il richiamo scritto.

Un risultato importante, una vittoria che ha trasformato una potenziale grande ingiustizia in una piccola odiosa prepotenza  da parte di chi vuole ribadire il proprio strapotere sulle vite dei lavoratori pubblici, che le norme disciplinari gli attribuiscono.

Insieme a Giusi abbiamo valutato lungamente, con diversi avvocati, la possibilità di ricorrere comunque in tribunale contro questa decisione che afferma la “limitazione della libertà di pensiero dei pubblici dipendenti nei confronti di altri pubblici ufficiali”, e la stessa Giusi ha chiesto di non procedere per evitare possibili ritorsioni.  Una decisione che abbiamo fatto nostra e che, al contempo, ci ha indotto ad aprire una campagna nazionale contro il sistema disciplinare in vigore oggi per i dipendenti pubblici che è il meno garantista e il più discrezionale  in vigore. Un sistema che, in molti enti , si è trasformato in un ordinario strumento di organizzazione interna con il quale il corpo dirigente gestisce le relazioni con i propri sottoposti.

Per questo la mobilitazione che apriremo nelle prossime settimane, metterà al centro, come uno dei casi emblematici, proprio quello di Giusi e la gestione che ne ha fatto il comune di Casalecchio.

Vogliamo cogliere l'occasione per ringraziare ancora una volta tutte/i coloro che hanno partecipato alle iniziative di solidarietà ed in particolare alla manifestazione del 26 luglio scorso, e confermare la nostra vicinanza a tutti i licenziati politici di questi ultimi anni.

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