(Reading time: 2 - 3 minutes)

cub sgb art

Con una nota trasmessa alle OO. SS., così come riportato dalla stampa locale, le centrali cooperative hanno risposto in merito alla miseria dei 30€ come corrispettivo dell'ERT.

Confcooperative e Lega Coop puntano il dito contro il mancato riconoscimento da parte delle committenze pubbliche e private di corrispettivi sui servizi in grado di remunerare le competenze.

Le centrali cooperative hanno deciso di imperio e unilateralmente di erogare comunque la mancetta dei 30€, nonostante non si sia raggiunto alcun accordo sindacale su base territoriale.

Ebbene, come SGB, troviamo pretestuoso e inaccettabile che a pagare le conseguenze nefaste delle logiche degli appalti debbano essere le lavoratrici e i lavoratori che, in ogni caso, hanno prestato la propria attività lavorativa per garantire i risultati della cooperativa e, soprattutto, l'efficienza e la qualità dei servizi erogati.

D’altra parte la decisione (presa con la complicità dei confederali) di erogare comunque la miseria dei 30€ di ERT, senza aver raggiunto alcun accordo sindacale, rappresenta un pericoloso precedente di una evidenza autoritaria che calpesta il diritto al confronto e alle rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori. In questo modo, le centrali cooperative (e i loro complici sindacali) intendono chiudere definitivamente il discorso ERT, riferito al risultato del 2018, senza neanche un momento di lotta.

È per questo che confederali e centrali cooperative non vogliono che SGB sia ammesso al tavolo! Perché di certo SGB si sarebbe messa di traverso rivendicando un maggior rispetto della dignità, degli interessi e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Siamo fortemente convinti che L'ERT (che, a seguito del nuovo CCNL delle cooperative sociali, sarà sostituito dal PTR) debba diventare un elemento della retribuzione consolidato nella busta paga delle lavoratrici e dei lavoratori. E ciò deve avvenire indipendentemente dai bilanci, dai risultati e dalle inadempienze delle committenze.

Basta con le mancette una tantum con cui a stento si riesce a bere un caffè!

Inoltre, non siamo più disposti ad accettare le disuguaglianze sui salari e sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori delle coop sociali rispetto a coloro che svolgono le medesime mansioni nel pubblico.

Ne sono più tollerabili la precarietà diffusa, le notti passive e i turni massacranti, nonché ogni ulteriori ritardo sul riconoscimento dei tempi divisa.

Un accordo territoriale non può prescindere da queste tematiche.

Rispediamo al mittente la “fuffa” di centrali cooperative e sindacati complici!

e-max.it: your social media marketing partner