Pubblico Impiego

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UNA SCUOLA MUTILATA

ORA BASTA! SERVONO 50.000 NUOVI POSTI DI LAVORO

 

 

Dopo il vergognoso blocco dello scorso anno, il governo si appresta ad assumere 10.294 unità di personale ATA. Chi conosce la scuola sa però che sono numeri del tutto insufficienti e che chi entrerà di ruolo dovrà lavorare in condizioni terribili, mentre le scuole funzioneranno sempre peggio.

Il MIUR dice che con le assunzioni coprirà il 71% dei posti vacanti. Perché non il 100% visto che sono vacanti? Inoltre, si nascondono i posti di lavoro per trasformarli in organico di fatto e non stabilizzare, gonfiando lo sfruttamento del precariato. Ma se anche assumessero su tutti i posti in organico di fatto la situazione non sarebbe migliore per le scuole che scontano il dimezzamento del personale ATA (attraverso tagli e dimensionamento), a fronte dell’aumento continuo degli studenti. La complessità odierna delle scuole impone un forte incremento di posti per gli assistenti tecnici e la fine della scandalosa pratica degli appalti esterni per gestire la tecnologia. Intanto si continuano ad esternalizzare anche i servizi di pulizia, svolti da LSU che lavorano in condizioni da fame e che dopo tanti anni dovrebbero vedere aprirsi un percorso di stabilizzazione e reinternalizzazione. In caso di accorpamento di istituti, il personale resta lo stesso, anche se si arriva a 1500 o 2000 alunni. Le segreterie, oltre al lavoro ordinario, affrontano le graduatorie, le ricostruzioni di carriera, la mobilità e quest’estate hanno anche dovuto improvvisare in pieno agosto le pratiche per la chiamata diretta dei docenti dagli ambiti territoriali. L’aumento dei carichi di lavoro, oltre a mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori, è un vero e proprio furto di lavoro e salute. Ma la salute deve sempre sorreggerci perché il governo non ha cambiato una virgola dell’assurdo divieto di nominare i supplenti in caso di malattia (norma che ha mandato in tilt tutti gli istituti del paese per raggranellare qualche centinaio di milioni di Euro da regalare a qualche banca).

Il tutto con un personale con una media di età molto avanzata, al quale viene richiesto sempre più lavoro, con uno stipendio che risulta sempre più magro.

E se di fronte alle richieste insensate del MIUR ci opponiamo, scattano le minacce di sanzioni disciplinari, spostamento di sede o orari illegittimi (spezzati, slittati, accantonati, ecc)

Stimiamo in 50.000 unità il fabbisogno di personale ATA per le scuole italiane, in aggiunta all’organico di diritto e di fatto appena varato, senza se e senza ma.

Il MIUR sa bene la situazione, ma risponde con il ridicolo accantonamento (taglio) di 507 posti per l’eventuale arrivo del personale in esubero dalle province (come per lo scorso anno, tutti sanno che non arriverà nessuno dalle province). I 2020 posti tagliati dalla finanziaria di 2 anni fa, poi, non sono stati restituiti e le scuole dovranno elemosinare posti in deroga per poterne sfruttare qualcuno provvisoriamente.

Ai tagli, alle angherie, ai soprusi bisogna rispondere con la compattezza dei lavoratori per imporre un cambiamento immediato. Il personale ATA ha dimostrato che se lotta compatto si fa sentire, lasciando i cancelli delle scuole chiusi o bloccando le pratiche delle segreterie.

All’interno di ogni scuola possiamo pretendere il rispetto di procedure che migliorino le nostre condizioni e permettano di avere voce in capitolo sull’organizzazione della scuola.

SGB fornirà tutto gli strumenti necessari, a partire da vademecum su come muoversi già dal 1 settembre per non farci schiacciare da organizzazioni del lavoro mirate e estorcere sempre più lavoro e a nascondere i tantissimi problemi delle nostre scuole.  

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