Pubblico Impiego

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Roma, 13 marzo 2016

 

Fin dai primi incontri nazionali abbiamo partecipato al dibattito per la campagna referendaria per abrogare la legge 107/2015 .

Fin dall’inizio abbiamo espresso tutte le nostre perplessità su una simile campagna:

  1. è stato chiaro subito che con il Referendum non sarebbe stato possibile abrogare l'intera legge, noi tutti siamo coscienti del fatto che questa, insieme alle precedenti dall'autonomia alla Gelmini, realizza la trasformazione “genetica” della scuola pubblica statale. La modifica, anche la completa eliminazione di alcuni, seppur tra i più significativi articoli, difficilmente potrà corrispondere ad uno stravolgimento dell'impianto dell'intero sistema scolastico cosi come impostato dalla 107/2015;

  2. lo strumento del Referendum è stato depotenziato e non ha quasi mai raggiunto il quorum, anche quando sono stati “vinti” e la maggioranza dei votanti si è espressa a favore della abrogazione, tutto il sistema politico e il mancato controllo di massa hanno di fatto permesso il tradimento e alimentato la sfiducia nella possibilità di poter cambiare lo stato delle cose presenti. Potremmo citare tantissimi esempi nostrani ma anche ciò che è successo con il referendum in Grecia, sulla importante vicenda dell'accordo con la Trojka, non può non essere considerato;

  3. Crediamo fermamente che vi sia bisogno di una forte mobilitazione dei lavoratori della scuola e che un sindacato, se pretende di svolgere tale ruolo, debba lavorare per creare le condizioni di una simile mobilitazioni e fornire ai lavoratori strumenti per lottare in prima persona. Con la “buona Scuola” si è consumata una delle più dolorose sconfitte del movimento della scuola, lasciato da solo anche dai sindacati confederali “amici” e anche quelli maggiori di categoria l'hanno subito portato sulla strada della “compatibilità” le istanze dei lavoratori con la politica del Governo. Non abbiamo bisogno in questo documento di fare esempi, basta citare l'ultima firma al Contratto Integrazione sulla Mobilità e la linea di partecipazione ai Comitati di Valutazione.

  4. Per molto tempo abbiamo assistito all'affermazione della linea dei “senza bandiere”, comitati, associazioni, movimenti che per essere unitari non riconoscevano il valore dell'assunzione pubblica di responsabilità dei sindacati, spesso questo ha visto penalizzato proprio il sindacalismo di base e conflittuale, naturale alleato e portatore delle stesse istanze. Oggi siamo ad una nuova fase, proprio durante la campagna elettorale, partiti o movimenti e sindacati entrano reciprocamente nei campi altrui. Partiti che fanno sindacato e sindacati e movimenti che vanno alle elezioni. Nulla di deprecabile se non fosse che, in questo contesto politico, vediamo sempre più la esplicita strumentalizzazione dei lavoratori e delle loro rivendicazioni a fini meramente elettoralistici, presto vedremo ancora i danni prodotti dal non intervento nei confronti di governi o amministrazioni “amiche”. Questo, purtroppo, abbiamo riscontrato nel comportamento di USB e anche attorno a questa campagna referendaria sulla scuola. Per noi l'indipendenza dai partiti e dai gruppi di potere rimane un punto fermo della nostra azione.

Noi vogliamo fare Sindacato, ora è la nostra priorità. Il Sindacato indipendente dei lavoratori e cercare di svolgerne appieno il ruolo, portando il nostro contributo responsabile al movimento della scuola e dei lavoratori tutti affinché sempre più si aprano spazi veri di confronto e di unità nella lotta come è stato per lo sciopero del 24 aprile 2015.

Non un atteggiamento “elitario” ma la volontà di rispettare, nel profondo, chi decide di fare altro su questa campagna referendaria.

I temi dei 4 referendum sulla Scuola sono importantissimi ed è fondamentale portarli all'attenzione, alla conoscenza e contestazione da parte dei lavoratori, degli studenti, dei genitori.

 

Abbiamo deciso, pur non intendendo far parte in modo organico dei comitati referendari, di dare il nostro sostegno dall’esterno, propagandandone i contenuti e orientando i lavoratori a firmarli e a votarli, sia sul piano locale che nazionale, favorendo il raccordo e la costruzione di iniziative comuni.

D'altra parte, oramai tutti sapete che è nostra pratica sostenere fino in fondo le scelte che facciamo, specialmente quando si tratta di iniziative comuni ad altri soggetti, e per questo siamo sempre attenti a misurare bene le nostre forze e risorse. Un altro elemento che motiva questa scelta sta nel fatto che siamo nella fase iniziale di costruzione del nostro sindacato, non siamo, oggi, nella disponibilità di sostenere anche economicamente questa campagna, per non parlare delle difficoltà dovute alle forti limitazioni dei diritti sindacali a cui siamo sottoposti.

 

Parallelamente, però, non abdicheremo al dovere di un sindacato conflittuale e concentreremo le nostre energie nel proseguire le mobilitazioni e l'azione sindacale a cominciare dallo

 

Sciopero Generale del prossimo 18 marzo contro la Guerra, la distruzione dello Stato Sociale per la riconquista dei diritti e della dignità dei lavoratori, delle donne e dei giovani.

 

Proseguiremo cercando di coordinare con tutte le forze disponibili, un'azione comune e che sicuramente coinvolgerà anche i comitati referendari nella lotta all’Invalsi ed a tutto il complesso sistema oggi chiamato “Valutazione” ma che già mostra il suo vero scopo:

rendere tutti i lavoratori dei servi.

 

BUON LAVORO COMPAGNI E COLLEGHI,

SGB È CON VOI IN OGNI MOBILIAZIONE

 

 

PER LA RICONQUISTA DELLA SCUOLA

PUBBLICASTATALE

 

 

 

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