Pubblico Impiego

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SGB simboloSindacato Generale di Base –SGB Scuola

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PERCHE’ IL 12 MAGGIO IL PERSONALE ATA SCIOPERA

 

Veniamo da anni di tagli e aumento dei carichi di lavoro, un ventennio di rinnovi contrattuali che ci ha visto perdere quasi un quarto dello stipendio mentre i dirigenti hanno ricevuto aumenti pari al 20%. Questo vuol dire che ci hanno rubato circa 230 Euro al mese in busta paga, mentre un dirigente si ritrova con 600 Euro al mese in più. Per i prossimi aumenti dovremo aspettare il 2020, sempre che di aumenti si tratti, ma l’affitto, il mutuo, le bollette, le visite mediche, i libri scolastici per i nostri figli li dobbiamo pagare ora e non nel 2020. 

Ora si è toccato il fondo.

I nuovi e illegittimi tagli della scorsa estate, il blocco delle assunzioni ed il divieto di nominare supplenti hanno mandato in corto circuito il nostro lavoro.

L’obiettivo, com’è noto, è quello di cancellarci e sostituirci progressivamente con il ricorso al privato, più facilmente sfruttabile e portatore di profitti per i soliti padroni speculatori. Lo vediamo già oggi: le scuole rimaste senza i già pochissimi assistenti tecnici, si rivolgono a ditte esterne; il lavoro nelle segreterie, oberate di sempre nuove pratiche, viene spesso supportato da consulenti esterni (magari pagati con i voucher); si aprono le scuole col personale delle cooperative, per mancanza di collaboratori scolastici.

Di fronte alla mancanza di personale, i dirigenti pretendono piani di lavoro assurdi e massacranti e a quanti dicono no, arrivano minacce, soprusi e procedimenti disciplinari.

In molte scuole la compattezza dei colleghi e l’intervento di SGB ha permesso di far abbassare la cresta ai dirigenti, ma sono ancora troppe quelle in cui si vive un clima di forte disagio.

Ma qualcosa sta cambiando.

Allo sciopero generale del 18 marzo, la forza trainante nella scuola è stata proprio il personale ATA che ha raggiunto percentuali di adesione allo sciopero mai viste prima, con numerose scuole rimaste completamente chiuse.

Sappiamo per certo che questa dimostrazione di forza ha preoccupato non poco i palazzi del potere.

Il 12 maggio sciopereremo di nuovo, insieme ai docenti e agli educatori e dimostreremo al MIUR, al governo e ai dirigenti che hanno buone ragioni per essere preoccupati.

 

 

  • Sciopereremo perché devono finire l’aumento dei carichi di lavoro, lo sfruttamento e le minacce.
  • Perché vogliamo aumenti in busta paga capaci di ridarci quanto sottratto in questi anni.
  • Perché vogliamo forti aumenti negli organici e la stabilizzazione dei precari.
  • Perché deve finire il ridicolo e distruttivo divieto di nominare i supplenti.

Scioperiamo perché la nostra dignità non sia svenduta per ottenere profitti o per finanziare le guerre

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