Pubblico Impiego

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inversione2b

Pubblico Impiego. Contratto

ARRETRATI?

Recenti notizie di stampa parlano di arretrati da corrispondere ad inizio anno ai Lavoratori Pubblici, giusto in tempo per le elezioni. Un una tantum quantificato nell’ennesima elemosina di 400/500 euro (lordi), dopo 10 anni senza contratto. Con una perdita in questi anni che, ormai, ogni stima valuta prudentemente in oltre 10.000 euro (nette) ciascuno.

La notizia è comunque, al momento, falsa. La verità è che al momento non c’è nessuno stanziamento per arretrati. E che anche di quell’elemosina di 85 euro (lordi) concordata, tra stanziamenti insufficienti, finanziamenti ai nuovi fondi sindacali, in busta paga arriveranno spicci. Insomma dopo 10 anni, arretrati niente, arretramenti tanti. Per un nuovo contratto ormai chiaramente lacrime e sangue. Dopo 10 anni. Il 2 Dicembre Assemblea Nazionale del Pubblico Impiego. A Bologna

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albero dei soldi

LEGGE GELLI SULL'ASSICURAZIONE SANITARIA OBBLIGATORIA: ATTENZIONE ALLE FALSE PROMESSE

La legge 24/2017 va a regolamentare le responsabilità del personale sanitario, ma mancano alcuni importanti decreti attuativi, tra cui quello che definisce i massimali delle polizze assicurative obbligatorie e quali profili professionali debbano assicurarsi. Diffidate quindi da quei sindacati che stanno facendo iscritti a tappeto millantando che nella loro tessera è inclusa l'assicurazione secondo la Legge Gelli.
Come SGB siamo pronti a proporre ai nostri iscritti un prodotto assicurativo in convenzione, ma ad oggi non "vendiamo" alcuna polizza perché non prendiamo in giro i lavoratori. SGB fa sindacato e non vende prodotti assicurativi, né per colpe gravi, né polizze sanitarie e tantomeno fondi pensione! Per poter continuare a rivendicare salari e diritti occorre restare fuori da compagni assicurative, fondi e prodotti finanziari. Questo ci consente di dare un informazione corretta e trasparente. 

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welfare

Mirabilie sui giornali, un’elemosina in finanziaria. Gli 85 euro lordi dal 2018, ancora da stanziare, e di cui una parte andrà alle solite centrali sindacali per i loro fondi previdenziali e di welfare.

Il comunicato in allegato

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In Finanziaria ancora una volta i soldi ci sono per banche, imprese e spese militari…

…E per comperare la complicità sindacale con sanità e previdenza integrative

macchina da scrivere

 

Anche nel Pubblico Impiego il 27 è Sciopero Generale

Sì alla 14a mensilità nei Contratti del Pubblico Impiego

SGB: “Per il Pubblico Impiego, invece assunzioni quasi a 0, nuovi tagli, valutazione, licenziamenti e l’elemosina per un contratto che manca da quasi 10 anni”.

In corso di definizione la Finanziaria, “e scopriamo ancora, per esempio, oltre 10 miliardi di euro destinati alle casse delle imprese: altri soldi pubblici che si sommeranno a quelli già elargiti a piene mani nei mesi scorsi per il salvataggio di varie banche, o a quelli per armamenti ed interventi militari: solo il mantenimento della missione in Afghanistan continua a costarci mezzo miliardo di euro all’anno”, così Arnaldo Monga, di SGB Sindacato Generale di Base.

Ma quando si parla di pensioni, lavoro, assunzioni, scuola, sanità e servizi pubblici i soldi miracolosamente spariscono” continua, “niente assunzioni e turn over, ma solo qualche centinaia di posti messi a concorso come spot elettorale a fronte di 250.000 posti persi in questi anni ed altrettanti pensionamenti che matureranno a brevissimo: una Pubblica Amministrazione che invecchia  in un Paese che soffre una crisi occupazionale ed un’emigrazione giovanile fortissima ”.

E poi la storiaccia di un contratto negato e fermo da ormai quasi 10 anni, e che gli accordi con Cgil Cisl Uil ed autonomi, fino ad un sindacato di base, cominciando da quello del 5 aprile 2016 fino a quello del 30 novembre scorso”, continua a fare il punto il dirigente SGB, “stanno spingendo ad un rinnovo - elemosina di neanche 50 euro mensili, tra l’altro ancora da stanziare, negli stipendi, zero arretrati, i soliti ulteriori tagli senza fine ai diritti in caso di malattia e di assistenza, l’espansione di valutazione e discrezionalità, al posto di regole e diritti, fino al licenziamento facile per i giudizi negativi. Infatti le risorse per i vertici (dirigenti e posizioni organizzative, si trovano: eccome! E, non a caso, fino ad un nuovo giro di vite per i diritti sindacali di chi protesta nei luoghi di lavoro si oppone a questo sistema”.

C’è bisogno di uno stop ai tagli” dice chiaramente il dirigente SGB, l’avvio di investimenti per scuola, sanità e servizi a tutti i cittadini, e di lavoro, assunzioni, salario, regole, diritti e certezze che ridiano dignità e fiato ai lavoratori”.

SGB insieme alla CUB, ha lanciato una campagna per la 14esima mensilità per i Dipendenti Pubblici. “In tutto il mondo del lavoro sono ormai praticamente gli unici per cui il contratto non preveda almeno 14 mensilità, e sono gli unici a non poter fruire normalmente del proprio Tfr. Perché?”. Conclude: “C’è bisogno di un contratto vero, di salario e certezze, non di un contratto che fa peggiorare i servizi pubblici aumentando le ottusità buracratiche e le condizioni di 3,2 milioni di lavoratori. C’è bisogno di altro, di farsi sentire, riorganizzarsi. Il 27 ottobre anche il Pubblico Impiego allo Sciopero Generale”.

Lo sciopero generale è indetto per l’intera giornata di venerdì 27 in tutti i settori da SGB, CUB, Si Cobas, Slai Cobas e Usi Ait.

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bidello

Degli aumenti fantasticati dal governo, il personale ATA riceverà solo una misera quota e continuerà ad avere stipendi intorno ai mille euro e con un'ulteriore riduzione dei diritti. All'età media e ai carichi di lavoro sempre più alti, si risponde con un'età pensionabile assurda. In molte province quest'anno si è dovuto raschiare il fondo del barile per le nomine annuali, visto che chi può è costretto a cercare altri lavori per
condizioni di lavoro dignitose. Alla faccia dei presunti privilegi dei dipendenti pubblici! La debole campagna per l'aumento degli organici dei sindacati complici, non ha prodotto un solo posto di lavoro in più e Cisl, Uil e Cgil hanno annunciato come una vittoria il mantenimento invariato degli organici.


COSÌ NON SI PUÒ PIÙ ANDARE AVANTI


I collaboratori scolastici sono sempre meno e sempre più anziani e devono fronteggiare lo stesso lavoro di quando erano il doppio. Nelle scuole assistiamo ad episodi di grave rischio per la sicurezza degli alunni e del personale, anche per il divieto di nominare supplenti fino al settimo giorno. Gli assistenti amministrativi fanno ormai gran parte del lavoro un tempo riservato ai provveditorati. Per l'aggiornamento delle graduatorie d'istituto, visti i tempi concessi dal Miur, hanno lavorato con ritmi disumani e quando si sono avuti errori, i dirigenti hanno scaricato la responsabilità sulle segreterie. E per gli
amministrativi i supplenti non possono, di fatto, mai essere nominati.
Gli assistenti tecnici rimasti vengono utilizzati al di fuori delle proprie mansioni per permettere il funzionamento di scuole che sempre più appaltano all'esterno segmenti del lavoro. Ai precari assunti dalla graduatorie d'istituto quest'anno viene riservato un contratto fino ad avente diritto, che comporta perdita di di salario, riduzione al 50% in caso di malattia e licenziamento dopo 30 giorni di assenza. Probabilmente prima di giugno non verranno emanate le nuove graduatorie, quindi questi precari resteranno con contratto di supplenza breve, per tutto l'anno. Si tratta evidentemente di una speculazione vergognosa sulla pelle del segmento più debole della categoria. E se alzi la testa arrivano minacce e repressione, per aumentare lo sfruttamento e garantire l'apertura delle scuole. Ormai la principale attività dei sindacati conflittuali è diventata l'assistenza ai colleghi nei
procedimenti disciplinari.
L'ultimo risultato positivo per il personale ATA fu la riapertura delle assunzioni nel 2016, a seguito della forte adesione allo sciopero del 18 marzo 2016. È chiaro quindi che per piegare il governo, ottenere aumenti degli organici e salari dignitosi, abbassare l'età pensionabile e fermare l'autoritarismo dei dirigenti, serve una forte adesione alle mobilitazioni promosse dal sindacalismo
conflittuale.
SGB, CUB, SI-COBAS, SLAI COBAS, USI-AIT hanno promosso lo sciopero generale per il 27 ottobre.
Il personale ATA ha l'occasione di farsi sentire con forza.

 

BLOCCHIAMO TUTTE LE SEGRETERIE,
CHIUDIAMO TUTTE LE SCUOLE!


Manifestazioni a Milano – Roma - Napoli

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in allegato la circolare ministeriale

Il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca ha pubblicato la circolare inviata a tutti gli Uffici Scolastici regionali della proclamazione dello Sciopero Generale.

E' necessario ricordare che è obbligo di legge (la 146/90) informare gli "utenti" dei servizi essenziali della eventualità di non poter garantire il servizio in caso di sciopero.

Questo obbligo però spesso non viene osservato da parte dei Dirigenti Scolastici, con diverse scuse le circolari non passano nelle classi  e la comunicazione non viene pubblicizzata.

Sono comportamenti lesivi degli studenti e delle famiglie al pari di tutti quegli "accorgimenti" antisindacali per ostacolare lo Sciopero come la sostituzione degli scioperanti, fino a prendersi enormi responsabilità lasciando la scuola aperta pur non avendo a disposizione il personale per il minimo del rispetto dei criteri di sicurezza.

La Commissione di "garanzia" dei servizi "essenziali" per il rispetto della legge 146/90, dovrebbe smetterla di usare due pesi e due misure tra le amministrazioni e i diritti dei lavoratori!

Invitiamo i Dirigenti Scolastici a dimostrare maggiore rispetto della legge (molti lo fanno e certo non per questo sono meno efficienti e "dirigenti")  a meno che non vogliano incorrere a denunce e contenziosi fastidiosi per tutti.

 

Tutti abbiamo bisogno che la scuola funzioni e non sono certo gli scioperi a tenere i ragazzi fuori dalle aule!

Molti tra i lavoratori pensano che lo sciopero sia diventato inutile e che non vale la pena perdere una giornata di paga per la lotta.

Facciamoci qualche domanda:

  • ma se lo sciopero è cosi inutile perché lo contrastano cosi pesantemente?
  • Perché i nostri padri costituenti lo misero tra i diritti inviolabili della Costituzione?
  • Perché Governo e sindacati collaborazionisti lo vorrebbero cancellare?

Il 27 Ottobre è Sciopero Generale!

Fuori e contro il collaborazionismo sindacale, per la riconquista della Scuola Pubblica Statale Laica e di Massa.

Contro la miseria che ci viene proposta di aumenti nel CCNL, in cambio del servilismo e la negazione della libertà di insegnamento.

 

 

 

 

 

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27 ottobre

 

Partiamo dalle premesse, o meglio dalla promessa di 85 euro (lordi) di aumenti medi mensili con il rinnovo dei contratti ai dipendenti pubblici; fatti due conti serve una cifra assai maggiore di quella stanziata con la legge di Stabilità di un anno fa.

Un anno fa, i sindacati firmatari hanno accettato un altro anno di blocco contrattuale, l'hanno portata per le lunghe tacendo sulla Legge Madia, sulla distruzione delle dotazioni organiche, sui codici disciplinari da caserma, sulle carenze di organico e le stabilizzazioni dei precari rinviate al 2018 e destinate a escludere gran parte degli aventi diritto.

Sono trascorsi due anni da quando la Consulta obbligò il Governo a sbloccare i contratti pubblici riaprendo le trattative con i sindacati. Dove prenderanno i soldi necessari al rinnovo dei contratti statali? Difficile dirlo con esattezza, di sicuro non dalla rendita finanziaria o dalla tassazione dei grandi capitali.

Restiamo sull'argomento pensando che in questi 8 anni, le cifre dicono che abbiamo perso a dir poco almeno 1000 euro netti all'anno, e con gli 85 euro medi di aumento non si recupererà il potere di acquisto perduto.

Il rinnovo contrattuale guarda non solo alle elezioni politiche di Primavera 2018 (3,2 milioni di dipendenti e rispettivi familiari rappresentano un bacino di consensi ragguardevole), ma anche al rinnovo delle Rsu con i sindacati firmatari che, ci scommettiamo, racconteranno di avere vinto dopo una strenua battaglia e cercheranno così di guadagnare consensi da una categoria, quella dei pubblici, che hanno contribuito ad affossare indebolendone in maniera consistente il potere di acquisto e di contrattazione. 

Del resto, si sa, non tutti i lavoratori hanno grande memoria, altrimenti ricorderebbero che non un'ora di sciopero è stata fatta contro l'aumento dell'età pensionabile e anni di blocco della contrattazione, la pace sociale  con i Governi compensata dal business dei caf, della previdenza e  della sanità integrativa.

Invettive contro i sindacati? No, solo lettura oggettiva di una prassi sindacale subalterna e complice dei processi in atto .

La manovra 2016 ha messo sul tavolo 300 milioni, praticamente simbolici, quella  del 2017 ha aggiunto altri 900 milioni e ora tocca alla nuova legge di bilancio aggiungere ulteriori risorse.

Attualmente, con i numeri conosciuti, si coprirebbero solo i contratti della pubblica amministrazione centrale, ministeriali, scuola, enti non economici come Inps o Aci.

Pochi sanno invece che altri soldi servono per pagare i contratti ai lavoratori e alle lavoratrici in sanità, regioni, province, comuni,  università. I fondi necessari dovranno uscire dai loro bilanci  Pensiamo ad esempio alla sanità, per la quale la spesa italiana è tra le più basse d'Europa, nonostante siano milioni i cittadini che rinunciano alle cure: Ebbene chi può garantire che i fondi necessari per gli aumenti contrattuali e la stabilizzazione dei precari non saranno a discapito dei servizi sanitari?

Pensiamo anche agli Enti locali e alle Regioni che da anni subiscono tagli ai finanziamenti, rendendo quasi impossibile fare fronte ai contratti in mancanza dello Stato. 

Le cifre destinate al rinnovo contrattuale possono sembrare importanti ma in realtà sono del tutto inadeguate. Pensiamo agli anni di blocco contrattuale, di aumenti non erogati, dei fondi della produttività ingessati, pensiamo ai risparmi nelle assunzioni con il blocco del turn over. I soldi per i contratti non recuperano il potere di acquisto perduto, i contratti di comparto poi sono una incognita, non una parola viene spesa, e dovrebbe indurre a sospetto, sulla parte normativa ferma per altro da lustri.

Ma il rischio piu' grande è che i fondi stanziati siano insufficienti per garantire assunzioni e rinnovi contrattuali per dare alla fine una sorta di mancia elettorale e di riconoscimento ai sindacati, una elemosina o poco più, lasciando la Pubblica Amministrazione in quella crisi nella quale è piombata con i tetti alle assunzioni e alle spese di personale.

Poniamoci le domande scomode e soprattutto diffidiamo del facile ottimismo perché la Pubblica amministrazione sta affondando sotto i colpi della austerità e delle mancate assunzioni mentre gli aumenti promessi, ammesso e non concesso che siano uguali per tutti e non gestiti dal truffaldino meccanismo della performance, compenserebbero a mala pena un anno di perdita salariale. Ma tutti gli altri soldi? Chi rimborserà i dipendenti pubblici di anni di perdite? 

Quale recupero per il passato, per i fondi della contrattazione decentrata bloccati in virtù dei mancati rinnovi contrattuali? L’elemosina della indennità di vacanza contrattuale, pensata al posto degli arretrati, non è strumento truffaldino che danneggia i lavoratori in anni di giacenza contrattuale? Pensiamo di sì e per questo crediamo opportuno rimetterla in discussione o equipararla al costo mensile di un aumento e non a pochi euro.

Non un soldo vedremo per quanto perduto nel passato, allora di quale recupero stiamo parlando? Chiamiamolo con il suo nome: mancia elettorale per cercare di  tapparci la bocca.

Per questo crediamo necessario:

rilanciare la petizione per la quattordicesima mensilità per i dipendenti pubblici per stabilizzare salario trasformandolo da variabile a fisso;

SCIOPERARE compatti il 27 ottobre insieme al sindacalismo di base

organizzare SGB in ogni luogo di lavoro

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