Pubblico Impiego

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recesso contratto

 

ANCORA INASPRIMENTI REPRESSIVI

ED AUMENTI DEL CARICO DI LAVORO A PARITÀ DI SALARIO!

 

E' da giorni che secondo varie e accreditate fonti giornalistiche sarebbe stato diramato dal MIUR un nuovo atto d’indirizzo all’ ARAN di cui ancora però non se ne vede copia ufficiale.    Le principali novità sarebbero:

  • Inserimento della formazione obbligatoria per i docenti (attualmente non quantificata dal Contratto) e tutoraggio per gli studenti in alternanza scuola-lavoro (attualmente remunerato con il FIS o con altri fondi dagli Istituti) presumibilmente nelle 40 ore di attività collegiali.
  • Sospensione più facile del dipendente fino a 10 giorni da parte del DS.
  • Possibile inserimento del c.d. “bonus premiale” dei docenti e della c.d. “carta del docente” in un non meglio specificato livello di contrattazione.

Se queste indiscrezioni venissero confermate dai fatti ci troveremmo di fronte  ad una svolta peggiorativa del contratto. Il “bonus premiale” è un’ingiustizia (come tutto quello previsto dalla Legge 107) ma  proprio per questo va abolito e sostituito da aumento di stipendio generalizzato per tutti i lavoratori: docenti, ATA ed educatori. Anche la “carta del docente”  è  ingiusta perché (come il bonus) non riguarda i docenti precari, gli educatori ed il personale ATA come se queste figure professionali non avessero necessità e diritto alla formazione.  Sottoporre però ad eventuale contrattazione d'Istituto la Carta significherebbe rischiare ulteriori discriminazioni tra colleghi su un importo, al momento, ancora uguale per tutti. Nessuna risposta sarebbe inoltre arrivata in merito ai punti più importanti: le risorse per gli aumenti. Il governo ha stanziato risorse per incrementi pari solo al 3,48%, mentre dal 2010 (anno del blocco) a tutto il 2017, la complessiva inflazione (dati Istat) ha eroso quasi il 10% dei nostri stipendi.

                          

Ribadiamo pertanto le nostre rivendicazioni per il nuovo contratto:

  • Aumento stipendiale che recuperi il 10% e non il 3,85% (che significherebbe solo 85 euro lordi di aumenti solo per i docenti con la massima anzianità di carriera).
  • Trasferimento del fondo del “bonus docenti” sulla paga base oppure sul FIS.
  • Carta del docente in busta paga nella prima mensilità dell'anno scolastico.
  • Quattordicesima mensilità per tutti dipendenti pubblici.
  • Contrattazione reale su risorse economiche e organizzazione del lavoro.

I sindacati che siedono al tavolo non otterranno neanche le “foglie di fico” soprattutto perché hanno abdicato al proprio ruolo non dichiarando neanche un'ora di sciopero. SGB, insieme ad altre forze del sindacalismo conflittuale, prosegue invece la lotta anche con la giornata di mobilitazione nazionale del 19 gennaio.

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In linea con i contratti e gli accordi del 5 aprile e 30 novembre 2016

Malattia e visite fiscali: dal 13 gennaio ancora tagli

Insopportabili. Necessaria la mobilitazione. A cominciare dalle giornate del 19 e del 26 gennaio.

Nuovo anno ed arrivano nuovi tagli per i Lavoratori Pubblici. Non bastasse  un contratto senza soldi, irricevibile, pericoloso ed offensivo dopo quasi 10 anni, ecco ancora nuovi tagli per la malattia, in linea con il via libera dato nei fatti con l’accordo del 5 aprile 2016 e come esplicitamente previsto in quello del 30 novembre dello stesso anno. Dopo le trattenute stipendiali, più che alla caccia alle streghe, ormai siamo praticamente davanti alla negazione del diritto al riposo in caso di malattia.

Il comunicato

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Parte la Mobilitazione

Mobilitazione Pi

 

Prima giornata il 19 gennaio per tutto il Pubblico Impiego. Il 26 gennaio nuova giornata di protesta per i Lavoratori delle Funzioni Centrali (ex comparti Agenzie Fiscali, Ministeri e Parastato), i primi ad aver visto firmata un’ipotesi di contratto. Irricevibile.

In cantiere volantinaggi, informazione, presidi, petizioni, assemblee nei posti di lavoro ed assemblee cittadine. Preparando lo Sciopero Generale.

Il comunicato

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PRECARI

SGB SARA' PRESENTE ALLE MOBILITAZIONI PREVISTE NEI PROSSIMI GIORNI CON QUESTO VOLANTINO

SENTENZA DIPLOMATI MAGISTRALI:

UN'ALTRA DOPPIA TRUFFA AI DANNI DEI PRECARI

STABILIZZAZIONE IMMEDIATA PER TUTTI I PRECARI CON 36 MESI DI SERVIZIO

 

La recente sentenza del Consiglio di Stato sancisce un altro capitolo della continua truffa ai danni dei precari della scuola. All'indomani della sentenza del 2015 che riconosceva il valore abilitante del diploma magistrale conseguito entro il 2001, sarebbe stato logico individuare una soluzione politica per quanti negli anni erano stati illegittimamente estromessi dalle Graduatorie ad esaurimento (dalle quali si può essere immessi in ruolo), salvaguardando i diritti di chi già era inserito a pieno titolo. Invece il Miur non ha fatto nulla, permettendo così il proliferare di ricorsi giuridici rivolti a questi colleghi (molti dei quali coprivano da anni i posti in qualità di supplenti) e illudendoli di poter ottenere i propri diritti pagando, anziché lottando.

Così circa 5000 insegnanti sono prima stati immessi in ruolo con riserva e ora si ritrovano con un pugno di mosche in mano e diventano nuovamente “la gallina dalle uova d'oro” per altri ricorsi o magari per le solite università che spacciano percorsi più o meno abilitanti, o ancora per i sindacati che offrono costosissimi corsi di preparazione per il prossimo concorso.

In questa vicenda non è poi mancato lo sfruttamento della guerra tra poveri, con la triste vicenda dei tanti precari che in Graduatoria ad esaurimento erano già a pieno titolo e d'un tratto si sono visti scavalcati in graduatoria, con l'agognato ruolo che si allontanava di diversi anni.

Non perdiamo di vista il punto centrale del problema che è la questione di tutti i precari, diplomati o laureati, inseriti in GAE e non, che faremo vivere nelle prossime iniziative. E' ora di un vero piano di assunzioni che recuperi i tagli di questi anni e sia rivolto a chi ha titolo ed esperienza, altro che chiamata diretta da parte dei presidi.  

Il Miur, molto probabilmente, non licenzierà prima della fine dell'anno scolastico in corso i diplomati magistrali che hanno preso il ruolo o incarichi annuali in virtù dell'inserimento con riserva in GAE, per evitare un caos organizzativo senza precedenti e, soprattutto, per non evidenziare le proprie colpe. E' possibile che a questi colleghi venga esteso l'assurdo sistema del FIT (un percorso di formazione e tirocinio di 2 o 3 anni nei quali si lavorerà quasi gratuitamente) riservato ai precari della scuola secondaria con almeno 360 giorni di servizio, o qualcosa del genere.

Nell'incontro al Miur i sindacato complici si sono limitati a chiedere che prima di licenziare i diplomati magistrali si finisca l'anno scolastico (come fa comodo anche al governo), che il servizio svolto venga riconosciuto ai fini del punteggio nelle graduatorie (e ci mancherebbe altro) e che si riapra l'aggiornamento delle graduatorie d'istituto (quelle da cui si attinge per le supplenze brevi), ufficializzando la loro funzione di facilitatori del governo e la loro inutilità per i lavoratori.

SGB, al contrario, richiama il governo ad assumersi le proprie responsabilità con una soluzione politica della vicenda e rivendica  l'immediata stabilizzazione per tutti i precari con almeno 3 anni di servizio, senza FIT o altre forme di sfruttamento travestito da percorsi abilitanti e tirocinio, destinati, tra l'altro, ad insegnanti che hanno anni di esperienza in classe.

Siamo al fianco dei colleghi diplomati magistrali, ma serve una lotta generale per la stabilizzazione di tutti i precari

Nelle prossime settimane dovremo rilanciare una forte vertenza generale per rivendicare i diritti di tutti i precari della scuola, di ogni ordine e grado, e di ogni graduatoria, contrastando con forza le soluzioni truffa del governo o le illusorie scorciatoie giuridiche.

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stracciare contratto

Dopo quasi 10 anni, un contratto senza arretrati, con un’elemosina di aumento e con valutazione, licenziamenti, la previsione di personale in eccedenza, sindacati che valutano i lavoratori, smantellano ancora lo stato sociale e portano a casa  nuovi fondi da gestire, contratti a somministrazione e nuovo precariato, insieme a nuovi tagli su diritti, orario, malattia, assistenza, ferie e condizioni.

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Pubblico Impiego. Firmato il contratto per le Funzioni Centrali. Sgb e Cub rilanciano la mobilitazione

Un contratto scandaloso!

Dopo quasi 10 anni, un contratto che rende chiara la complicità sindacale sulla pelle dei Lavoratori.

Sono riusciti firmare un contratto che, nel modo più chiaro e plateale, certifica la complicità sindacale e mette una pietra tombale sul recupero di quanto sottratto in 10 anni di blocco contrattuale, senza alcuna reale conquista e spalancando anzi le porte a nuovi tagli e nuovi peggioramenti nelle condizioni dei Lavoratori e nei posti di lavoro.

Un contratto, questo delle Funzioni Centrali, il primo arrivato alla firma, che ovviamente traccia la linea per tutto il Pubblico Impiego.

Di fronte alla crisi salariale in atto, dopo quasi 10 anni di blocco, sono riusciti a non rispettare neanche l’elemosina degli 85 euro lordi, con un aumento che per molti sarà di poco più di 60, e con un’autentica offesa per il livelli più bassi che si vedranno una mancia di 20 euro e solo per il 2018.

Ancora, che fine hanno fatto gli arretrati?

Davanti ad una perdita netta di almeno 10.000 euro nette per il blocco contrattuale in questo decennio, non c’è stata neanche la richiesta. Una vergogna. Un contratto che supera in peggio la riforma Brunetta ed apre le porte a quella della Madia, mettendo in mano alla dirigenza il salario ed il posto stesso di lavoro, con un sindacato che salta lo steccato sedendosi accanto alla controparte a valutare i Lavoratori.

Ancora, arriva il nuovo capitolo dedicato alla gestione degli esuberi di personale, altro che assunzioni e lavoro, chiaro?

L’introduzione del contratto di somministrazione, altro che stabilizzazioni e fine del precariato, ed ancora tagli a democrazia, prerogative, anche alle poche materie di contrattazione che erano rimaste, oltre che agli immancabili nuovi tagli su malattia ed assistenza.

Né siamo disposti a farci prendere in giro da quei soggetti sindacali che hanno accompagnato fin qui tutto questo processo, salvo non siglare l’ipotesi contrattuale e rimandando le firma, con le elezioni Rsu alle porte, ad un momento successivo ed al contratto definitivo, con un teatrino già visto troppe volte.

Davanti a questo quadro, per Cub e Sgb non c’è alternativa alla mobilitazione generale e diventa sempre più fondamentale la costruzione di un soggetto sindacale non complice ma che si ponga l’obiettivo di rivendicare lavoro, salario, diritti e condizioni dignitose.

Con un contratto firmato appositamente ad uffici vuoti, Cub e Sgb non solo rilanciano la giornata di mobilitazione nazionale già decisa per il 19 gennaio, ma avviano immediatamente le procedure per lo sciopero, chiamando a raccolta tutti i Lavoratori e tutti i soggetti e le organizzazioni sindacali non complici.

 CONTRATTO Funzioni Centrali: LA COMPLICITA’ SINDACALE SULLA PELLE DEI LAVORATORI

SGB e CUB- Pubblico Impiego: conclusi i lavori della Assemblea Nazionale \"PROSEGUE LA MOBILITAZIONE\" - documenti e video

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Pubblico Impiego. Contratto. Funzioni locali

riposizionati

 

Riposizionàti

Con il futuro contratto nazionale degli enti locali si andrà verso la costituzione di un'area quadri sottraendo risorse al fondo del salario accessorio di tutti i lavoratori e le lavoratrici.

Questo è quanto emerge dall'atto di indirizzo consegnato all'Aran dal Comitato di Settore degli Enti Locali (Anci, Upi, Regioni). Uno dei punti in primo piano anche nell’affollata Assemblea Nazionale del Pubblico Impiego organizzata il 2 dicembre da Sgb e Cub.

Se da un lato le amministrazioni locali piangono miseria  per i tagli imposti dalle leggi di Bilancio\finanziarie degli ultimi 10 anni, dall'altro non trovano di meglio che costituire una nuova categoria di fedelissimi quadri, scippando una parte consistente del nostro Fondo salario accessorio….

Il comunicato in allegato

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