Pubblico Impiego

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Pubblico Impiego. Il contratto scade a fine anno

Per i prossimi 3 anni, ancora una volta, vacanza contrattuale

Con stipendi fermi da oltre  10 anni, il Governo per i prossimi 3 anni non stanzia neanche un euro per il rinnovo dei Contratti dei Dipendenti Pubblici, in scadenza a fine anno. Ancora una volta, solo la vacanza contrattuale.

E da gennaio via anche la perequazione prevista dal recente contratto solo fino a dicembre.

Un film già visto e durato quasi un decennio, che ha falcidiato i nostri salari, con i soliti sindacati complici pronti alla fine a mettere una pietra sopra ogni rivendicazione ed a firmare una toppa  anche peggiore del buco.

Con una crisi salariale oggi più grave di ieri, è chiaro come solo i Lavoratori possano organizzarsi per pretendere, riprendersi e ricostruire diritti e condizioni, a partire anche da scelte sindacali nuove, chiare e necessarie. Abbandonando i sindacati complici.

No a valutazione e discrezionalità. E’ necessario salario vero, certo, stabile, su cui poter contare, ogni mese nello stipendio. E’ tempo per la 14esima anche nel Pubblico Impiego.

Niente soldi, ma nel Def il Governo introduce le impronte digitali al posto del badge per i Dipendenti Pubblici. Continua l’attacco insopportabile ai salari ed alla dignità stessa di milioni di Lavoratori. Basta.

 

Nel Pubblico Impiego, oltre 25 anni di blocco del turn over hanno prodotto la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, l’aggravio continuo delle condizioni di lavoro, livelli occupazionali ormai inferiori anche alle medie europee e, grazie anche alle riforme pensionistiche, l’età media dei dipendenti pubblici più alta d’Europa.

Una politica di Pubblico Impiego ad esaurimento, da decenni rivolta a tagliare, smantellare, privatizzare beni e servizi comuni per il profitto di qualcuno. Non ce lo possiamo permettere.

C’è bisogno di lavoro: un piano straordinario di assunzioni, di stabilizzazione dei precari, per ridare  fiato e futuro ai servizi pubblici e risposta ad una disoccupazione, soprattutto giovanile, che è la vera emergenza in tutto il Paese. Dobbiamo pretenderlo.

 

E’ necessario invertire le politiche di governi e sindacati che in questi anni hanno continuamente innalzato l’età necessaria, ridotto i trattamenti, smantellato la previdenza pubblica e scippato il Tfr dei lavoratori in favore di fondi a gestione privata e sindacale.

Pensione pubblica, sicura, a 60 anni o 35 di contributi.

L’accordo del luglio 2016 che ha ridotto a 4 i comparti del Pubblico Impiego chiudendo, tra l’altro, la porta in faccia alle rivendicazioni salariali dopo uno stop lungo un decennio, il recente contratto già in scadenza a fine anno, tutti figli dell’accordo generale del 10 gennaio 2014.

Mentre continuano a tagliare diritti, trattamenti e condizioni ai Lavoratori, i sindacati complici cancellano gli spazi di democrazia, i diritti più elementari di rappresentanza e di espressione del dissenso accreditandosi come unici e fidati sindacati per la controparte.

Cancellano la contrattazione sostituendola col confronto, lasciano le mani libere alla controparte che può decidere liberamente senza alcuna necessità di accordo, svuotando di ogni senso i tavoli sindacali e trasformando così lo stesso ruolo sindacale.

Si impegnano formalmente a non scioperare, a non protestare, a sanzionare i Lavoratori che lo fanno.                                

Noi no

Il 26 ottobre e’ Sciopero Generale

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Immagine per volantino scuola

L'attuale governo, in perfetta sintonia con quelli precedenti, non ha mantenuto nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale e l'aria che tira nel mondo della scuola continua ad essere irrespirabile:

-non sono state destinate le risorse necessarie per realizzare il rinnovo del contratto 2019/2021

-non è stata abolita la Legge Fornero (la quota 100 non è la risposta)

-non è stata trovata una soluzione accettabile alla questione delle Maestre diplomate magistrali.

 

IL 26 OTTOBRE SCENDEREMO IN PIAZZA

  • per un rinnovo contrattuale VERO con almeno 300 euro di aumento sui nostri cedolini (per compensare il potere d'acquisto che abbiamo perso a causa del mancato adeguamento degli ultimi contratti) e il ripristino degli scatti di anzianità. Da gennaio 2019 lo stipendio sarà addirittura decurtato di circa 20 euro.
  • per abolire la legge Fornero e garantire la pensione dei lavoratori a 60 anni o con 35 di contributi
  • per la riapertura delle GAE alle maestre con Diploma Magistrale fino all'A.S. 2000/01 o con Laurea in SFP
  • la stabilizzazione di tutti i precari con 36 mesi di servizio, un serio piano di assunzioni di almeno 250 mila posti tra docenti, personale ATA ed educatori, in particolare per il sostegno, l’educazione agli adulti e nelle scuole di “frontiera” delle periferie
  • per l'abolizione di tutte le “riforme” dalla Autonomia alla Gelmini, fino alla Legge 107/15 e dei due pilastri di privatizzazione della scuola su cui è basata: CHIAMATA DIRETTA e BONUS DI MERITO (il cui fondo deve essere completamente trasferito al FIS).
  • Trasferimento dei fondi pubblici ora destinati alle scuole private o alle Fondazioni degli ITS (i post diploma) e di tutti i fondi per i vari progetti al rinnovo del Contratto per aumenti diretti di stipendio e in busta paga.
  • per il ripristino della titolarità su scuola e non su ambito per i docenti e per il diritto incondizionato alla mobilità territoriale e professionale di tutto il personale della scuola (NO ALLA REGIONALIZZAZIONE)
  • per la messa in sicurezza degli edifici e per il benessere dei lavoratori
  • contro lo strapotere di DS e DSGA
  • per la cancellazione dell’Alternanza Scuola Lavoro obbligatoria
  • per la riduzione del costo della mensa scolastica, in modo da renderla accessibile a tutti i bambini (no al modello Lodi) e un vero sostegno al diritto allo studio: borse di studio e trasporti gratuiti per gli studenti.

NON SOPPORTIAMO QUESTO CLIMA!

IL 26 OTTOBRE CAMBIAMO L'ARIA NELLE NOSTRE SCUOLE!

 

 

IL 26 OTTOBRE IL PERSONALE ATA  DICE

BASTA ALLO SFRUTTAMENTO

 

Cambiano i governi ma per i lavoratori della scuola le cose non cambiano e per il personale ATA addirittura peggiorano.

Il personale ATA  continua a pagare il prezzo più alto delle continue riforme peggiorative della scuola messe in atto da tutti i governi degli ultimi vent’anni. Gli aumenti stipendiali sono stati irrisori e buona parte sparirà a gennaio, visto che i fondi ci sono solo fino al 31 dicembre 2018.

Le scuole, perennemente in rosso, per sanare i bilanci, oltre a chiedere esosi “contributi volontari” alle famiglie, affittano tutti  gli spazi disponibili a chiunque sia in grado di pagare, in orari pomeridiani o di chiusura (il sabato e addirittura la domenica), imponendo ai collaboratori scolastici di svolgere la vigilanza e fare le pulizie senza riconoscere agli stessi alcun compenso straordinario.

Gli amministrativi sono spesso chiamati a svolgere compiti e utilizzare piattaforme digitali per cui non hanno ricevuto alcuna formazione specifica, col rischio di danneggiare altri lavoratori e/o utenti e diventano i capri espiatori per un'amministrazione che prima scarica sempre più lavoro sulle segreterie, poi ne riduce drasticamente gli effettivi.

I governi passano, ma la scuola pubblica è abbandonata a sé stessa, nei piani del governo non si prevedono assunzioni  ATA ne risorse aggiuntive, si preferisce aumentare i poteri dei dirigenti (oltre ai loro stipendi), si introducono bonus premiali, affidandoli alla discrezionalità del dirigente, escludendo completamente gli ATA anche dall'illusoria e umiliante pratica dei premi. Al contrario, per estorcere sempre più lavoro (pensiamo solo al divieto di nominare supplenti), fioccano minacce e procedimenti disciplinari e se protesti parte la caccia al “fannullone”.

E intanto i carichi di lavoro aumentano e i lavoratori  invecchiano senza che ci sia un ricambio generazionale reale e questo alimenta insofferenza, stress e a volte si finisce col prendersela col collega assente o che magari  “gode” di permessi per motivi di salute e tutto si trasforma in una  guerra tra poveri. La stessa “quota 100” per la pensione, ad oggi solo pubblicizzata dal governo, non dà una reale risposta al continuo aumento dell'età media del personale.

Per questi motivi decidiamo di scioperare e di manifestare il nostro dissenso contro scelte messe in atto da TUTTI I GOVERNI che hanno riempito la scuola di PON e di supporti tecnologici costosi,  dimenticandosi che la scuola è fatta soprattutto di persone. 

I sindacati ci dicono di andare incontro alle esigenze di presidi e Dsga e rassegnarci, noi invece vogliamo reagire, nelle scuole e fuori, al fianco di tutti gli altri lavoratori.

Per aumenti veri in busta paga, assunzioni che ripristinino organici sufficienti, il rispetto della dignità del personale ATA, per il diritto al pensionamento a 60 anni o con 35 anni di contributi

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Firma

Arriva puntuale anche la firma di FLP sul Contratto Nazionale Funzioni Centrali.

Quel contratto che, dopo quasi un decennio, ha voluto chiudere ogni rivendicazione salariale da parte dei Lavoratori.

Quel contratto che ha tagliato ancora la malattia, introdotto come regola la discrezionalità al posto dei diritti, tolto la contrattazione sostituendola con il confronto e lasciando le mani libere alla controparte, colpito ancora i diritti elementari dei Lavoratori anche in materia di democrazia e rappresentanza.

Dopo aver fatto tutta la propria campagna Rsu proprio contro il contratto, arriva puntuale anche la firma di FLP.

Si accomoderà ad un tavolo sindacale ormai vuoto, anzi, così com’è dannoso per i Lavoratori, in cui non è più prevista alcuna contrattazione ed il ruolo sindacale è quello complice di invitato fedele, utile a ratificare tagli e peggioramenti delle condizioni.

Cgil Cisl Uil fino a Confsal Salfi Flp ed Usb, tutte facce della stessa medaglia di un percorso comune avviato formalmente con il TUR Testo Unico di Rappresentanza di Rappresentanza.

L’accordo del 10 gennaio 2014, col quale questi stessi soggetti vendono e abdicano definitivamente al ruolo sindacale, si impegnano a non protestare, a non scioperare, persino a sanzionare i Lavoratori che protestassero, negando ogni diritto elementare a chi non si allinea.

La firma del contratto di Flp era per questo scontata ed allo stesso tempo irrilevante da tempo, colpisce solo la condotta senza scrupoli di chi si propone come baluardo contro il contratto prima delle Rsu, per firmarlo subito dopo.

Un contratto che scade a fine anno e che i Lavoratori devono riconquistare, nel salario, nel lavoro, nell’occupazione, nei diritti e nella Democrazia nei luoghi di lavoro.

Contro le politiche dei tagli ai Lavoratori e contro i sindacati che le accompagnano da troppo tempo.

Il 26 ottobre è Sciopero Generale

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In allegato le schede di analisi e proposta ad uso dei delegati e delle RSU del comparto Funzioni Locali al fine di fornire un supporto operativo alla contrattazione decentrata.
Si tratta ovviamente di indicazioni aventi valenza generale e su cui potranno innestarsi le esigenze specifiche di ogni diverso posto di lavoro.
Per trasmettere i singoli contratti decentrati applicativi del CCNL Funzioni Locali del 21.5.2018 e per disporre delle slide qui allegate in pdf, in formato powerpoint, potete far riferimento al seguente recapito: r.betti100@gmail.com
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camera

A PARTIRE DALLE ORE 9,00 IN PIAZZA PARLAMENTO

 

SGB aderisce alla manifestazione dell’11 settembre, indetta dal sindacato ANIEF, davanti al Parlamento, in occasione del voto alla Camera sul decreto mille proroghe, per rivendicare la conferma all'emendamento De Petris – Errani – Grasso – La Forgia già passato in Senato. Il 3 Agosto 2018 infatti il Senato ha approvato questo importante emendamento con cui viene stabilito che i docenti che hanno conseguito l’abilitazione entro l’anno accademico 2017/2018 possono inserirsi nella fascia aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento (GAE) “ivi inclusi i docenti in possesso di diploma magistrale o d’insegnamento tecnico-professionale entro l’anno scolastico 2001/2002.” L’inserimento dovrebbe avvenire a “decorrere dall’aggiornamento previsto nell’anno scolastico 2017/2018 per il successivo triennio“. Pur non trattandosi di un emendamento che soddisfa completamente la nostra piattaforma in quanto, come SGB, rivendichiamo da sempre la stabilizzazione , diretta e immediata, di tutti i precari con tre anni di servizio, senza passare necessariamente per la formazione di nuove graduatorie ma sulla base di quelle già esistenti (comprese quelle d'Istituto), riteniamo che ,al momento, questo correttivo al mille proroghe rappresenti l'unico modo per risolvere concretamente la questione delle maestre diplomate magistrali, apertasi in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre. Altro aspetto importante di questo emendamento è che la riapertura della GAE riguarderebbe sia le diplomate magistrali che le laureate in Scienze della Formazione Primaria contro l'assurda guerra intestina, aizzata soprattutto dal baronato accademico, tra questi due segmenti di categoria. Infine, come SGB, abbiamo sempre proposto come possibile riapertura straordinaria della GAE la costituzione di una quarta fascia aggiuntiva, sia per evitare guerre tra precari, sia per non alimentare ulteriori ricorsi e ricorsifici. Incredibilmente, lo stesso 3 agosto, il sen. leghista Pittoni, un personaggio solito ad ergersi pubblicamente a grande scienziato del diritto scolastico, dichiarava candidamente che i senatori avevano votato a favore dell'emendamento semplicemente perché non avevano letto il testo. Qualsiasi uomo politico minimamente serio, si sarebbe dimesso in seguito a tali dichiarazioni. SGB non può che stigmatizzare non solo tali dichiarazioni ma anche l'assurda condotta di tutti quei sindacati, confederali o di base, che da sempre manifestano, chi palesemente e chi sottotraccia, un vero disprezzo verso le colleghe diplomate magistrali e che oggi addirittura arrivano a giustificare e comprendere posizioni come quelle del senatore Pittoni piuttosto che pretendere, almeno una volta, coerenza e correttezza dalle Istituzioni, coerenza tra quello che si dice e quello che si fa, soprattutto da una maggioranza che sostiene un governo che si autodefinisce “del cambiamento”.  SGB ha già proclamato, con altri sindacati di base, lo sciopero generale del 26 ottobre per rivendicare, tra le altre cose, l'abolizione totale della Legge 107 (buona scuola) con tutto quello che ne consegue.

Milano 27/08/2018

L'UNICO CAMBIAMENTO PUÒ ARRIVARE SOLO

DALLE PIAZZE E DALLE LOTTE!

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in allegato il testo del Decreto "Concretezza"

 

Impronte digitali per scongiurare timbrature fraudolenti del cartellino, rilevazione biometrica e video sorveglianza, non stiamo parlando di un carcere ma della Pubblica amministrazione.
E' quanto prevede il decreto "Concretezza" emanato nelle ore scorse dal Consiglio dei Ministri, l'ossessione dei Ministri è da molti anni la lotta ai furbetti del cartellino che sono una esigua minoranza.

Per combatterli basterebbe rimotivare il personale e pensare ad una macchina amministrativa finalizzata per lo più alla erogazione di servizi alla cittadinanza
I furbetti non sono il principale problema per la Pubblica amministrazione, è facile farlo credere ad una opinione pubblica per deviare la attenzione dai problemi reali, dalla assenza di cure sanitarie, da scuole che cadono a pezzi, da università costose, da infinite trafile burocratiche alimentate da tanti decreti che dovevano avere l'effetto di accorciare i tempi e snellire le procedure.

Ma di concreto in questo decreto della Ministra Bongiorno cosa troveremo?
Sicuramente non la revisione delle regole che hanno costretto innumerevoli Comuni a svendere immobili e proprietà perchè nel frattempo lo Stato ha tagliato i fondi, non una riduzione delle tasse locali accresciute perchè lo Stato ha praticato solo tagli a Regioni e Comuni trasformandoli in gabellieri.

La nostra CONCRETEZZA è altro!

Cosa significa concretezza?

  • Ricambio generazionale nella Pa dove la forza lavoro è la più vecchia d'Europa: tutti in pensione a 60 anni o 35 di contributi.
  • Rompere la gabbia di Maastricht per assumere nei settori pubblici , in tutti gli enti soprattutto dove maggiore è la carenza di organici. Al Contrario la Bongiorno vuole giocarsi in un anno le assunzioni del prossimo triennio e indirizzarle per lo più' nello Stato, per una task force capace di ottenere fondi europei che non si capisce a quale scopo e a beneficio di chi\cosa arriveranno.
  • Cambiare la nozione di pubblico, ormai per tale si considerano anche i servizi in convenzione affidati al terzo settore che applica contratti sfavorevoli. A tutti\e sia riconosciuto almeno il contratto nazionale degli enti locali. Chi tuonava contro le "cooperative di comodo" oggi ha cambiato idea ricorrendo ad appalti e subappalti al massimo ribasso?
  • Assunzioni in sanità, mancano infermieri, tecnici, oss, medici, basta con le visite intramoenia, aumentiamo gli stipendi e garantiamo prestazioni sanitarie previo pagamento del solo ticket
  • Assunzioni negli uffici che erogano servizi cittadino
  • Aumentiamo il buono pasto perchè dopo anni con 7 euro non si mangia più
  • Ripristiniamo le Province che il Pd ha smantellato raccontando la storiella dell'inutile e dispendioso carrozzone quando assorbivano invece meno dell'1% della intera spesa della Pubblica amministrazione. E con le Province un piano per la effettiva e rapida manutenzione delle strade, del territorio, per politiche di orientamento scolastico e  la manutenzione di scuole ed ospedali

Da troppi anni la pubblica amministrazione viene governata a colpi di decreti legislativi, nel frattempo si sono persi decine di migliaia di posti di lavoro, gli enti locali sono stati attaccati ferocemente, le province smantellate e le loro funzioni  spacchettate e mal distribuite. La conseguenza di questi processi è lo scaricabarile tra stato ed enti locali, i Comuni e le Regioni hanno sempre meno risorse a disposizione e per questo accrescono le tasse locali.

I processi di riorganizzazione degli ultimi 3 ministri della Pa non hanno portato benefici tangibili, oltre alla perdita occupazionale ereditiamo servizi peggiori nonostante i carichi di lavoro siano nel frattempo cresciuti.

Ma il Ministro Bongiorno fa ben poco per contrastare i veri mali che affliggono la Pubblica amministrazione, allora meglio trasformare gli uffici in carcere pur sapendo che paura e rassegnazione non sono la cura per combattere quella lunga e tediosa malattia che affligge da troppi anni la Pa, tra regole di Maastricht: BASSI SALARI, ASSUNZIONI CON IL CONTAGOCCE.

QUESTO DECRETO È UN ALTRO ATTO CHE RENDE ANCOR PIÙ CONCRETO LO SCIOPERO GENERALE DEL 26 OTTOBRE!

Per farsi una idea di quanto abbiamo scritto, basta , vai leggere il testo del decreto Legge ALLEGATO

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dignità

È partita nei giorni scorsi in Parlamento la discussione sul cosiddetto “decreto dignità” dopo che le commissioni Lavoro e Finanze della Camera hanno approvato, nei giorni scorsi, importanti emendamenti rispetto al testo originario licenziato dal Governo. Il Decreto, allo stato attuale, va a modificare diverse norme in materia di Lavoro nei settori privati, reintroduce i voucher fino a 10 giorni per le piccole imprese dell’agricoltura e del turismo, aumenta i livelli d’ indennità risarcitoria per il licenziamento illegittimo (non viene comunque rispettato l’impegno elettorale di ripristinare il diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa ) e modifica anche la durata e le modalità di proroga dei contratti andando nella direzione d’incentivare, almeno in teoria, la stipula di contratti a tempo indeterminato. Per quanto riguarda il comparto Scuola salta invece il tetto massimo dei 36 mesi per la reiterazione dei contratti a termine introdotto dal comma 131 dell’art. 1 della Legge 107 del 2015. Per quanto concerne invece la complicata vicenda delle maestre elementari con diploma magistrale, conseguito entro l’a. s. 2000/2001, il cui valore abilitante è stato disconosciuto dalla sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017 è stata prevista la trasformazione del contratto a tempo indeterminato (o del contratto annuale) in contratto con scadenza 30 giugno, in applicazione delle sentenze di merito. Si prevede, però, come ipotesi di soluzione della vicenda un concorso non selettivo aperto sia ai diplomati magistrali che ai laureati in Scienze della Formazione primaria che abbiano svolto almeno due anni di servizio negli ultimi otto.

Ad oltre sette mesi dalla sentenza del Consiglio di Stato e con due diversi governi che si sono avvicendati alla guida del Paese noi di SGB che abbiamo appoggiato tutte le lotte di queste colleghe e di questi colleghi non possiamo che denunciare questa ennesima presa in giro per la categoria.

Il rinvio dei 120 giorni dell'applicazione della sentenza del 20 dicembre sembra una trovata per scavalcare il periodo delle immissioni in ruolo ed evitare le soluzioni normative vere e coraggiose.

Sicuramente l’abolizione del tetto massimo dei 36 mesi di rapporti di lavoro farà tirare un momentaneo sospiro di sollievo ai tanti precari storici che si sarebbero apprestati a svolgere, dal prossimo settembre, il loro ultimo anno di lavoro a scuola ma non può essere certo il ritorno alla dimensione di precario a vita l’aspirazione massima di un qualsiasi lavoratore. Inoltre permangono tutte le incertezza relative (per il momento per la scuola secondaria) alle effettive disponibilità di posti che nei prossimi anni rimarranno a disposizione dei supplenti via via che andrà a regime il FIS (formazione iniziale triennale) visto che i neoassunti dovranno svolgere, a salario ridotto, un’importante quantità di lavoro in classe che inevitabilmente sarà tolta alle disponibilità per le supplenze.      

Sulla conversione peggiorativa dei contratti ci troviamo davanti ad una decisione storica, senza precedenti. Non ci risultano provvedimenti normativi passati con cui siano mai stati trasformati dei contratti a tempo indeterminato in contratti a tempo determinato. Diciamo questo perché ci sembra fuori da ogni logica precarizzare nuovamente quelle migliaia (circa 6000 maestre-i) di diplomati magistrali che sono entrati in ruolo e hanno già superato l’anno di prova , dimostrando quindi ,di fatto, di essere, a tutti gli effetti idonei a ricoprire l’incarico che stanno attualmente svolgendo. Questo provvedimento si aggiunge all’altro pronunciamento epocale, quello del Consiglio di Stato del 20 dicembre secondo cui il diploma magistrale conseguito entro l’a. s. 2000/2001 non è più spendibile per l’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento per il ruolo.

Per quanto riguarda invece la summenzionata procedura concorsuale, il Governo sembrerebbe spedito verso la soluzione definitiva dell’intera questione ma purtroppo non è così. Nonostante il facile ottimismo del Governo e delle commissioni parlamentari, questi lavoratori, dopo il concorso, transiteranno da una graduatoria (GAE o GI) all’altra (GM regionale) con nessuna certezza sui tempi di scorrimento della futura graduatoria del concorso e con l’inevitabile rischio di sovvertimento degli attuali ordini di punteggio.

Di fronte a questa situazione le soluzioni “provvisorie” che cercano di rabberciare le cose senza fare quelle scelte coraggiose che potrebbero ridare serenità a chi lavora nella scuola diventano solo fonte di ulteriore caos. L’unica soluzione rimane quella dell’assunzione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori (ATA e docenti di ogni ordine e grado di scuola) che hanno raggiunto i 36 mesi di servizio, una soluzione che da sola eliminerebbe il precariato e permetterebbe alla scuola pubblica di adempiere al suo ruolo essenziale per la società.

Per SGB questa è la sola soluzione non pasticciata e per questo continueremo a lottare evitando di farci abbagliare da soluzioni tanto fantasiose quanto inconsistenti.

Al posto di modificare e/o congelare singoli pezzettini della legge 107 (buona scuola) l’attuale maggioranza parlamentare dovrebbe avere il coraggio di farsi carico della sua totale abolizione.

SGB porterà nuovamente in piazza la questione delle maestre diplomate magistrali e dell’abrogazione della “buona scuola” in occasione dello sciopero del sindacalismo di base del prossimo 26 ottobre.

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