Pubblico Impiego

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Assemblea Nazionale Pubblico Impiego
Rsu – Delegati – Sindacati di Base

 

Sabato 9 aprile 2016

 

ore 10.00 – 15.00
Centro Culturale Katia Bertasi
Via Fioravanti, 22 – Bologna

 

 

Appello ai lavoratori, alle RSU del pubblico impiego, ai sindacati di base

 

Siamo un gruppo di delegati/e, attivisti/e, lavoratori/trici del pubblico impiego, abbiamo deciso di avviare un percorso che ci porti ad collaborazione aperta ad appartenenti a varie realtà sindacali.
La situazione che vive il pubblico impiego è sempre più simile ad uno scenario da tragedia greca. A fronte di un blocco dei contratti nazionali pluriennale, con una perdita reale di circa 6 mila euro, ci troviamo una proposta di rinnovo da elemosina, inferiore alla stessa vacanza contrattuale, di fatto un blocco camuffato, e pesanti nuvole si addensano sulla contrattazione decentrata.

La riforma Madia e non solo,  peggiora una situazione già grave portando di fatto verso uno smantellamento del servizio pubblico.
Oggi più che mai è necessaria  un' inversione di marcia, ricominciare a dialogare dotandoci di strumenti, prospettive e pratiche comuni, all'insegna della conflittualità, non della sterile competizione tra sigle che riproduce dinamiche perdenti.
Ad oggi sono già stati fatti degli incontri in cui decine di delegati, attivisti e lavoratori hanno dato il loro contributo, da questo percorso è nata l’idea di lanciare un’assemblea nazionale il 9 aprile a Bologna.
Ci auguriamo che il nostro invito venga accolto e segni l'inizio di un  condiviso percorso sindacale  all'insegna della radicalità e dell'unità.
 
 

 Quattro i punti al centro del confronto


• Questione contrattuale e Salario Accessorio.
• Processi Unitari per rafforzare la lotta dei dipendenti pubblici.
• Libertà sindacali, democrazia e rappresentanza.
• La funzione pubblica, terreno di unità tra dipendenti e utenti.

 

 

 

9aprilePIMOVIMENTO

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Roma, 13 marzo 2016

 

Fin dai primi incontri nazionali abbiamo partecipato al dibattito per la campagna referendaria per abrogare la legge 107/2015 .

Fin dall’inizio abbiamo espresso tutte le nostre perplessità su una simile campagna:

  1. è stato chiaro subito che con il Referendum non sarebbe stato possibile abrogare l'intera legge, noi tutti siamo coscienti del fatto che questa, insieme alle precedenti dall'autonomia alla Gelmini, realizza la trasformazione “genetica” della scuola pubblica statale. La modifica, anche la completa eliminazione di alcuni, seppur tra i più significativi articoli, difficilmente potrà corrispondere ad uno stravolgimento dell'impianto dell'intero sistema scolastico cosi come impostato dalla 107/2015;

  2. lo strumento del Referendum è stato depotenziato e non ha quasi mai raggiunto il quorum, anche quando sono stati “vinti” e la maggioranza dei votanti si è espressa a favore della abrogazione, tutto il sistema politico e il mancato controllo di massa hanno di fatto permesso il tradimento e alimentato la sfiducia nella possibilità di poter cambiare lo stato delle cose presenti. Potremmo citare tantissimi esempi nostrani ma anche ciò che è successo con il referendum in Grecia, sulla importante vicenda dell'accordo con la Trojka, non può non essere considerato;

  3. Crediamo fermamente che vi sia bisogno di una forte mobilitazione dei lavoratori della scuola e che un sindacato, se pretende di svolgere tale ruolo, debba lavorare per creare le condizioni di una simile mobilitazioni e fornire ai lavoratori strumenti per lottare in prima persona. Con la “buona Scuola” si è consumata una delle più dolorose sconfitte del movimento della scuola, lasciato da solo anche dai sindacati confederali “amici” e anche quelli maggiori di categoria l'hanno subito portato sulla strada della “compatibilità” le istanze dei lavoratori con la politica del Governo. Non abbiamo bisogno in questo documento di fare esempi, basta citare l'ultima firma al Contratto Integrazione sulla Mobilità e la linea di partecipazione ai Comitati di Valutazione.

  4. Per molto tempo abbiamo assistito all'affermazione della linea dei “senza bandiere”, comitati, associazioni, movimenti che per essere unitari non riconoscevano il valore dell'assunzione pubblica di responsabilità dei sindacati, spesso questo ha visto penalizzato proprio il sindacalismo di base e conflittuale, naturale alleato e portatore delle stesse istanze. Oggi siamo ad una nuova fase, proprio durante la campagna elettorale, partiti o movimenti e sindacati entrano reciprocamente nei campi altrui. Partiti che fanno sindacato e sindacati e movimenti che vanno alle elezioni. Nulla di deprecabile se non fosse che, in questo contesto politico, vediamo sempre più la esplicita strumentalizzazione dei lavoratori e delle loro rivendicazioni a fini meramente elettoralistici, presto vedremo ancora i danni prodotti dal non intervento nei confronti di governi o amministrazioni “amiche”. Questo, purtroppo, abbiamo riscontrato nel comportamento di USB e anche attorno a questa campagna referendaria sulla scuola. Per noi l'indipendenza dai partiti e dai gruppi di potere rimane un punto fermo della nostra azione.

Noi vogliamo fare Sindacato, ora è la nostra priorità. Il Sindacato indipendente dei lavoratori e cercare di svolgerne appieno il ruolo, portando il nostro contributo responsabile al movimento della scuola e dei lavoratori tutti affinché sempre più si aprano spazi veri di confronto e di unità nella lotta come è stato per lo sciopero del 24 aprile 2015.

Non un atteggiamento “elitario” ma la volontà di rispettare, nel profondo, chi decide di fare altro su questa campagna referendaria.

I temi dei 4 referendum sulla Scuola sono importantissimi ed è fondamentale portarli all'attenzione, alla conoscenza e contestazione da parte dei lavoratori, degli studenti, dei genitori.

 

Abbiamo deciso, pur non intendendo far parte in modo organico dei comitati referendari, di dare il nostro sostegno dall’esterno, propagandandone i contenuti e orientando i lavoratori a firmarli e a votarli, sia sul piano locale che nazionale, favorendo il raccordo e la costruzione di iniziative comuni.

D'altra parte, oramai tutti sapete che è nostra pratica sostenere fino in fondo le scelte che facciamo, specialmente quando si tratta di iniziative comuni ad altri soggetti, e per questo siamo sempre attenti a misurare bene le nostre forze e risorse. Un altro elemento che motiva questa scelta sta nel fatto che siamo nella fase iniziale di costruzione del nostro sindacato, non siamo, oggi, nella disponibilità di sostenere anche economicamente questa campagna, per non parlare delle difficoltà dovute alle forti limitazioni dei diritti sindacali a cui siamo sottoposti.

 

Parallelamente, però, non abdicheremo al dovere di un sindacato conflittuale e concentreremo le nostre energie nel proseguire le mobilitazioni e l'azione sindacale a cominciare dallo

 

Sciopero Generale del prossimo 18 marzo contro la Guerra, la distruzione dello Stato Sociale per la riconquista dei diritti e della dignità dei lavoratori, delle donne e dei giovani.

 

Proseguiremo cercando di coordinare con tutte le forze disponibili, un'azione comune e che sicuramente coinvolgerà anche i comitati referendari nella lotta all’Invalsi ed a tutto il complesso sistema oggi chiamato “Valutazione” ma che già mostra il suo vero scopo:

rendere tutti i lavoratori dei servi.

 

BUON LAVORO COMPAGNI E COLLEGHI,

SGB È CON VOI IN OGNI MOBILIAZIONE

 

 

PER LA RICONQUISTA DELLA SCUOLA

PUBBLICASTATALE

 

 

 

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in Allegato la circolare del MIUR e Locandina

 Basta mugugni, è ora di scioperare sul serio!

 

 LA GUERRA

 

BOMBARDANO LE SCUOLE, GLI OSPEDALI, LE CASE,

ASSASSINANO INTERI POPOLI

 

DISTRUGGONO L'AMBIENTE E LA DIGNITÀ DI TUTTI

 

CI SFRUTTANO, CI TOLGONO IL LAVORO, MASSACRANO LO STATO SOCIALE

 

RAZZISTI E PADRONI, VORREBBERO SCATENARCI UNO CONTRO L'ALTRO

 

È ORA DI DIRE BASTA

 

NON SI PUÒ PIÙ STARE A GUARDARE

 

Manifestazioni a

 

MILANO Largo Cairoli

NAPOLI P.zza Dante

FIRENZE P.zza Dalmazia

MESSINA presidio davanti alla Prefettura

 

 

per prenotare il viaggio contattare le sedi territoriali o

 

scuola@sindacatosgb.it

 

 

SCIOPERO SCUOLA

 

(Reading time: 2 - 3 minutes)

 

coordcontrolaprecarietà

 

Alle lavoratrici tutte, dello Stato e degli Enti Locali precarie e a tempo indeterminato

 

 

L'8 MARZO NOI SI LOTTA !

 

ore 14 a Palazzo Vidoni -Largo Argentina-

 

FUNZIONE PUBBLICA

 

Sosteniamo lo sciopero e la manifestazione delle lavoratrici precarie dei nidi di Roma

la loro lotta è la stessa delle lavoratrici della scuola statale, precarie e di ruolo

A giugno in 2.000, le educatrici degli asili nido del Comune di Roma

rischiano la disoccupazione!

Le loro colpe?

Aver lavorato per anni per la scuola da precarie.

Aver curato, educato i nostri bimbi, garantendo un servizio fondamentale per tutti.

Aver vinto legalmente nei confronti dello Stato Italiano, con una sentenza della Corte Europea, il riconoscimento dell'assurdità del continuo ricorso ai contratti precari piuttosto che alle assunzioni stabili.

 

Le stesse colpe delle nostre colleghe precarie dello Stato!

 

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PRIMA MAPPA PER NON PERDERSI..... NULLA

 
Mappa
  
In un contesto di attacco feroce a tutti i lavoratori pubblici, la scuola italiana in questi mesi è ripiegata tutto al suo interno, sta vivendo la sua auto mutilazione, per far posto alla scuola dei padroni;
collegi docenti, consigli di classe, consigli di Istituto, tutti ci siamo imbattuti in PTOF, figlio di MIUR.
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Abbiamo dovuto rincorrere circolari, linee guida e, soprattutto, Dirigenti unti da una nuova forza sovrumana per l'applicazione della nuova bibbia, la Legge 107/2016; spesso li spinge verso il più cieco e inconsulto tentativo di contenere gli “ostativi”, quelli che alzano il dito in Collegio Docenti, che pongono questioni, che quella montagna di carta se la legge e cerca di far capire agli altri cosa davvero sta succedendo.
Minacciando e sbraitando anche quando lo strumento normativo fa acqua ovunque.
Non c'è un via possibile per la collaborazione.
Non c'è modo di migliorare questo assetto.
Bisogna comprenderlo, nella sua complessità, fare il nostro mestiere e spiegarlo:  
alle colleghe e ai colleghi troppo stanchi per alzare gli occhi,
ai genitori precari, disoccupati, sfruttati che si trovano a combattere da soli una lotta quotidiana impari per far crescere i propri figli,  
agli studenti ai quali stanno togliendo l'anima per trasformarli in servi di padroni, padroni talmente falliti che per privatizzare la scuola hanno bisogno dei regali dello Stato.
Dobbiamo studiare, discutere, perché la trasformazione genetica in atto della Scuola sta marciando senza sosta e non possiamo permetterci troppo il lusso di sbagliare e di perdere ancora.
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   SCUOLA: FIRMATO il CONTRATTO MOBILITA'

      VIA LIBERA alla CHIAMATA DIRETTA - domande a metà Marzo 

 
Un altro pezzo del puzzle della L.107/2015 viene messo, nella solita confusione i lavoratori si trovano a guardare in faccia le conseguenze di una battaglia persa. 
In molti strillano al tradimento, noi non ci aspettavamo nulla di diverso. 
Siamo davanti da un lato alla “tradizione” dei rinvi e dei cedimenti territorialistici, d'altro ad invenzioni apparentemente burocratiche, come gli ambiti territoriali  che condizioneranno la vita di tutti. Gli USR stanno ridisegnando la mappa della scuola, infatti questi “ambiti territoriali” sono una nuova suddivisione amministrativa del sistema scuola e delle dotazioni di personale degli istituti scolastici: non saremo più titolari di cattedra o assegnati in pianta stabile ad una scuola ma, docenti e personale ATA, nelle disponibilità di un intera rete di scuole. 
In pratica è un nuovo sistema per tagliare, creare riserve di personale da utilizzare attraverso un rapporto diretto coi dirigenti del tutto snaturato della funzione educativa e legato a logiche clientelari della chiamata diretta, finora estranee al mondo della scuola e del pubblico impiego e dunque anche pericoloso banco di prova per operazioni più “audaci”.
Tutti potranno ricevere la proposta di incarico dal dirigente
 scolastico di una scuola di uno degli altri ambiti richiesti
Un gioco dei quattro cantoni, dove volta per volta uno resta escluso, relegato a compiti ancora indefiniti di potenziamento o, più verosimilmente, supplenze e disposizioni, a meno che... qualche dirigente non ti chiami nella “sua” scuola.

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