Pubblico Impiego

(Reading time: 1 minute)

muraglia

Alberto Muraglia, buttato nella gogna mediatica come esempio negativo di lavoratore pubblico è stato riabilitato da un tribunale, ma non ancora reintegrato al lavoro.

Noi non lo conosciamo, ma siamo dalla sua parte in questa battaglia.

In allegato il volantino da diffondere nei posti di lavoro

Attachments:
Download this file (Alberto Muraglia.pdf)Alberto Muraglia.pdf[ ]261 kB
(Reading time: 2 - 3 minutes)

IMG 20200504 WA0000

È più di un mese che vari reparti sono stati trasformati in Reparti Covid 19 molte lavoratrici e molti lavoratori hanno rischiato la propria salute per svolgere il loro lavoro in condizioni non sempre ottimali, spesso per mancanza di Dispositivi di Protezione Individuali altre volte per negligenza dell’amministrazione.

Ad oggi la situazione lavorativa non è cambiata , in molti reparti si è ancora sottorganico di personale, non vediamo ancora la programmazione delle ferie estive, ferie e permessi sono bloccati e i soldi promessi dalla Giunta Regionale sono un miraggio di cui nessuno sa né le modalità né la distribuzione tra le categorie se non i soliti Sindacati Collaborazionisti di CGIL,CISL e UIL che prendono e firmano accordi in barba al consenso delle Lavoratrici e dei Lavoratori.

BASTA CHIAMARCI EROI, VOGLIAMO SALARIO

Chiediamo che i 1000 euro non siano la solita elemosina (una tantum) per fare stare zitti i lavoratori, vogliamo che il nostro stipendio sia adeguato al lavoro che con grandi sacrifici, per noi e per i nostri cari ogni giorno svolgiamo con impegno e dedizione.

Vogliamo che inizi subito la battaglia per vedere riconosciuti aumenti nel prossimo Contratto Collettivo Nazionale.

È questa la Battaglia che il Sindacato Generale di Base si impegnerà a compiere con il coinvolgimento e la partecipazione di tutte le lavoratrici ed i lavoratori della Sanità Pubblica nessuno escluso.

BASTA CHIAMARCI EROI, VOGLIAMO TUTELE

Chiediamo che l’Amministrazione si impegni immediatamente a trovare le risorse e i mezzi per ampliare i controlli sanitari adeguati per gli operatori sanitari.

Più test sierologici, più tamponi per chi lavora.

I test devono essere garantiti nelle tempistiche e nelle modalità decise dall’Azienda stessa, basta con le scuse, non possiamo concederci il dubbio di infettare altri cittadini o i nostri familiari senza i giusti accorgimenti e le adeguate misure.

Più Personale per svolgere il lavoro per l’esecuzione e la lettura delle analisi. Se necessario, imporre alle strutture private, che in questi anni sono state riempite di soldi pubblici, l’esecuzione delle stesse o il servizio del proprio personale presso le strutture pubbliche.

 

BASTA CHIAMARCI EROI, VOGLIAMO UNA SANITA’ PUBBLICA ED EFFICIENTE

Chiediamo che l’Amministrazione Ospedaliera e la Giunta Regionale, metta in atto un Piano di Riorganizzazione dell’intero servizio, adegui gli spazi, tuteli il personale ed i cittadini con le protezioni specifiche, prima di attuare la Fase 2 e non sperimentando sulla nostra pelle e su quella dei cittadini, perché ad oggi non ci sono le condizioni per riaprire tutto.

Basta con lo strizzare l’occhio alla Sanità Privata che in questa situazione ha dato il peggio di sé, badando solo al suo interesse economico.

La Giunta Regionale riveda tutti i criteri di accreditamento e si impegni a formare Organi di controllo e ispettivi, perché quelli esistenti erano già largamente insufficienti in tempi normali.

BASTA CHIAMARCI EROI, VOGLIAMO LAVORO STABILE

Chiediamo che tutte le Lavoratrici ed i lavoratori precari, che in questo mese sono stati impegnati in prima linea contro il COVID19, siano stabilizzati con contratti a tempo indeterminato.

Basta con la divisione dei lavoratori, tutti hanno diritto al lavoro stabile per realizzare il proprio futuro.

ORGANIZZATI CON IL SINDACATO GENERALE DI BASE

(Reading time: 1 - 2 minutes)

 Scuola Io non ci sto

SI ALL’INTERNALIZZAZIONE DEGLI APPALTI

NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

NO A DISOCCUPAZIONE E SALARI DIMEZZATI

Scuola. Personale Ata ex lsu. Basta part time e tagli a salari e lavoro

Al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Reclamiamo il diritto alle assunzioni ed a contratti normali e dignitosi

Il 1 marzo le scuole statali hanno ripreso a gestire direttamente i servizi ausiliari, esternalizzati e dati in appalto da quasi 20 anni, assumendo, previo concorso, i lavoratori del settore.

Un progetto apri pista che, dopo 20 anni di lotte dei lavoratori, ha portato risparmi per le casse dello Stato, migliori servizi per la scuola ed i cittadini ed un trattamento più dignitoso per una parte del Personale.

Una scelta che può servire da modello per arrivare all’internalizzazione di tutti i servizi dati in appalto ai privati, a partire dagli educatori delle scuole, per arrivare a tutti gli appalti esterni della Pubblica Amministrazione

Purtroppo, delle 16.000 unità che lavoravano nelle nostre scuole, il Governo, riducendo il monte delle ore di lavoro previsto, ne ha assunte meno di 12.000, in gran parte (2 su 3), per la prima volta nella storia, con contratti part time e stipendi ridotti a poco più di 500 euro.

Gli altri 4.000 lavoratori sono rimasti nelle aziende originarie che, anche se in genere gestiscono ancora una miriade di appalti pagati con soldi pubblici, li hanno subito sospesi da lavoro, contratto e stipendio, annunciandone il licenziamento.

Un trattamento vergognoso che si inserisce nella politica di tagli alla scuola pubblica, unica a garantire l’istruzione per tutti, in favore dei trasferimenti di fondi pubblici alla scuola privata.

E continuano a peggiorare anche le condizioni dei lavoratori, con 4.000 che si ritrovano davanti al baratro della disoccupazione ed altri 8.000 costretti a contratti e stipendi vergognosamente tagliati a poco più di 500 euro al mese! Tutto questo nella scuola della Repubblica!

Non ci stiamo!

Rivendichiamo il diritto alla scuola ed a servizi pubblici, al lavoro e ad un contratto pieno, normale e dignitoso.

Per sottoscrivere clicca qui

 

 

Attachments:
Download this file (Volantino per petizione_completo.pdf)Volantino per petizione_completo.pdf[ ]181 kB
(Reading time: 2 - 3 minutes)

sciopero14febbraio

BASTA CON LO SFRUTTAMENTO DEL PRECARIATO

E' ORA DI PORRE FINE A QUESTO CRIMINE DI STATO!

Il prossimo anno scolastico rischia seriamente di cominciare con oltre 200mila docenti assunti a tempo determinato, tra insegnanti nominati dalle graduatorie d'istituto e da MAD (messa a disposizione). Si tratta di un vero e proprio scandalo internazionale: non ci risulta infatti che esista un Paese industrializzato ad avere oltre il 20% del personale docente della scuola statale (nei vari ordini e gradi) assunto sistematicamente, ogni anno, a tempo determinato. Se il nuovo anno scolastico dovesse inoltre partire dal primo settembre 2020, si rischierebbe di avere un'enorme quantità di classi scoperte. Altro che recupero delle lezioni di questi mesi! Nonostante i numeri a tre cifre sul precariato storico, la ministra Azzolina non è mai stata in grado di andare oltre il concorsino da 24mila posti, tanto apprezzato dai venditori di inutili e costosissimi corsi preparatori. Per quanto riguarda specificamente la scuola secondaria, il ricorso alla terza fascia e alla MAD (ipotesi una volta del tutto eccezionale in determinate classi di concorso) sono diventati la normalità, nelle regioni del Nord Italia, in seguito allo svuotamento delle GAE, all'ultimo concorso riservato e ai massicci pensionamenti degli ultimi anni. Non voler procedere dunque alla stabilizzazione dei precari rappresenta solo la conferma di un'antica scelta politica volta solo al risparmio del costo del lavoro e al licenziamento collettivo facile in caso di necessità. SGB ha proclamato, insieme ad altri sindacati di base, lo sciopero nella scuola il 14 febbraio (a cui hanno aderito oltre 15mila precari) ed ha portato migliaia di lavoratori in tante piazze del Paese. Tra i tanti disoccupati dell'attuale emergenza epidemiologica c'è quasi la totalità dei docenti supplenti brevi della scuola il cui contratto era scaduto prima del 17 marzo (data di entrata in vigore del decreto Cura Italia, il cui art. 121 stabiliva addirittura il diritto alla proroga del contratto del supplente, anche nel caso di rientro del titolare). Con i paletti finanziari strettissimi posti come condizione, anche i docenti in scadenza dopo il 17 marzo sono rimasti disoccupati. Per i supplenti brevi ATA la circolare del 28 agosto 2019 è diventata anch'essa carta straccia: nessun contratto è stato prorogato pur in caso di mancato rientro del titolare.

SGB HA RICHIESTO UN NUOVO INCONTRO AL MINISTERO E RIBADISCE LE SUE RIVENDICAZIONI :

IMMISSIONE IN RUOLO SU TUTTI I POSTI VACANTI E DISPONIBILI DI:

  • TUTTI I DOCENTI PRECARI CON 36 MESI DI SERVIZIO INSERITI NELLE GRADUATORIE D'ISTITUTO, CON UN CONCORSO NON SELETTIVO E PER SOLI TITOLI E SERVIZI, CHE DEVE AVVENIRE COME E' STATO FATTO DI RECENTE CON GLI EX LSU SUI PROFILI ATA
  • DI TUTTI I PRECARI ATA INCLUSI NELLE GRADUATORIE PROVINCIALI

PROROGA IMMEDIATA DI TUTTI I CONTRATTI DEI SUPPLENTI BREVI RIMASTI INGIUSTAMENTE DISOCCUPATI DA FINE FEBBRAIO

Attachments:
Download this file (PERLastabilizzazionedeiprecari.pdf)PERLastabilizzazionedeiprecari.pdf[ ]232 kB
(Reading time: 3 - 5 minutes)

SGB simbolo articoli

 

PERSONALE DOCENTE CON CONTRATTO IN SCADENZA DURANTE LA CHIUSURA O LA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’

Il CCNL garantisce la proroga del contratto per il periodo di chiusura della scuola o sospensione delle attività didattiche, nel caso in cui l’assenza del titolare (indipendentemente dal tipo di assenza) copra tutto il periodo e prosegua per i primi 7 giorni dopo la ripresa delle attività. Nell’attuale situazione, viste le disposizioni in merito alla didattica a distanza, la proroga del contatto, in caso di scadenza della supplenza, viene disposta dal primo giorno di chiusura (per le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna il periodo di chiusura è stato dal 24 febbraio al 1 marzo) o di sospensione delle attività didattiche o dal giorno successivo alla scadenza del contratto.

La nota ministeriale 392 del 18 marzo 2020, richiamando l’art. 121 del D.L. 18 del 17 marzo 2020, dispone che il contratto venga prorogato “a prescindere dunque dall’eventuale rientro del titolare e per tutta la durata dell’emergenza sanitaria”; ciò al fine di garantire la continuità occupazionale.

Le nota 392 autorizza inoltre gli Istituti Scolastici a nominare supplenti brevi anche per sostituzioni necessarie durante il periodo di sospensione attività, al fine di garantire la prosecuzione della didattica a distanza. Il personale individuato quale avente diritto alla nomina, dovrà disporre di strumentazione idonea o potrà fruire di quella della scuola che “potrà essere assicurata dal DSGA in quanto consegnatario e dal dirigente scolastico attraverso l’istituto del comodato d’uso”.

PERSONALE ATA CON CONTRATTO IN SCADENZA DURANTE LA CHIUSURA O LA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’

La circolare 38905 del 28 agosto 2019, all’art. 4 dispone che “Ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto da giorno festivo, o da giorno libero, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea, viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto. Un contratto in scadenza durante la sospensione delle attività va quindi prorogato, se permane l’assenza del titolare.

La nota ministeriale 392 del 18 marzo 2020, stabilisce la possibilità di stipulare contratti di supplenza anche per il personale ATA, in caso di assenza del titolare. Nel caso degli assistenti amministrativi, sono altresì applicabili le disposizioni relative alla disponibilità di adeguata strumentazione per il lavoro a distanza o la fornitura da parte della scuola in comodato d’uso.

Risulta altamente discriminatorio l’art. 121 del D.L. 18 del 17 marzo 2020, in quanto limita la propria efficacia al personale docente. Il titolo dell’articolo è: Misure per favorire la continuità occupazionale” ; misure quindi con fini sociali e slegate dal funzionamento delle scuole. Perchè mai il personale ATA precario non può essere destinatario di un simile intervento?

Il D.L. inoltre consente alle scuole dell’infanzia, primarie e medie di nominare fino a 1000 assistenti tecnici per supportare la didattica a distanza, con contratti fino al termine delle attività didattiche.

SGB ha già inviato queste precisazioni a tutte le scuole del paese. Invitiamo il personale titolare di supplenze brevi a segnalare eventuali abusi.

CONGEDI PER DIPENDENTI PRIVATI

L’articolo 23 del DL 18/2020 prevede un congedo di 15 giorni (continuativi o frammentati), con retribuzione al 50%, per i lavoratori genitori del settore privato, con figli di età non superiore a 12 anni. La domanda si presenta direttamente all’INPS che dovrà emanare indicazioni al riguardo. Se l’altro coniuge è disoccupato o fruisce già di ammortizzatori sociali, non si ha diritto a questo congedo. SGB ritiene che questo articolo possa essere utilizzabile anche per i coniugi dei lavoratori della scuola, in quanto i docenti sono si a casa, ma impegnati nella didattica a distanza, gli assistenti amministrativi e motli assistenti tecnici sono impegnati nel telelavoro (diversi tecnici sono impegnati anche in presenza nelle scuole) e i collaboratori scolastici effettuano servizio in turnazione o sono reperibili.

CONGEDI PER DIPENDENTI PUBBLICI

L’art. 25 prevede il medesimo congedo per i dipendenti pubblici, quindi anche per quelli della scuola. La differenza è che la domanda va presentata direttamente alla propria amministrazione. Questi congedi sono immediatamente fruibili, pertanto, se la scuola non si è già attrezzata con una propria modulistica, presentate una domanda in carta libera, chiedendo congedo art. 25, D.L. 18/2020. E’ chiaro che un simile tipo di permesso, vista la retribuzione al 50%, è utile soprattutto al personale ATA in servizio in quegli istituti che continuano a richiedere un’assurda presenza negli edifici scolastici, mettendo a rischio i lavoratori e le loro famiglie per pratiche assolutamente non essenziali.

ESTENSIONE PERMESSI LEGGE 104/92

Per quanti ne avessero diritto, l’art. 24 prevede che i giorni di permesso per la Legge 104 (solitamente fino a 3 giorni al mese), vengono aumentati con ulteriori 12 giorni, da fruire nei mesi di marzo e aprile 2020.

BONUS BABY SITTER

Gli articoli 23 e 25 prevedono 600 euro di bonus per quanti siano impegnati in attività lavorativa e abbiano figli di età non superiore a 12 anni. Anche in questo caso, sono esclusi coloro che fruiscano di altre forme di ammortizzatori sociali.

(Reading time: 2 - 3 minutes)

tasche vuote

 

Il governo si era cacciato in un vicolo cieco a causa della scelta di disporre assunzioni su posti part time, anziché stanziare i fondi necessari a stabilizzare tutti.

Ora, chi era stato costretto ad accettare un posto part time avrebbe potuto chiedere un posto intero (visto che non esistono a sistema posti che nascono part time), ma gli organici triennali decisi dal ministero sono insufficienti, pertanto avremmo avuto migliaia di lavoratori perdenti posto che l’amministrazione avrebbe dovuto comunque sistemare, con anche il rischio di dover prendere i posti per le future assunzioni e gli incarichi per i supplenti annuali.

Questo punto di debolezza del governo era un’occasione d’oro e andava sfruttata per ottenere lo stanziamento di risorse aggiuntive per consentire l’assunzione degli esclusi e la trasformazione da part time a tempo pieno per quanti si trovano ora con un salario di 500 euro al mese.

Proprio per questo SGB a fine marzo ha scritto al governo rivendicando:

1) Lo spostamento dei posti rimasti vacanti, verso le regioni in cui risultavano lavoratori esclusi dalle assunzioni (anziché spostare i lavoratori e le loro famiglie), per favorire l’assunzione di quanti sono rimasti esclusi;

2) Lo stanziamento di risorse per trasformare i contratti part time in contratti a tempo pieno;

3) Al fine di non innescare una guerra tra poveri, saturando i posti destinati ai precari ATA delle graduatorie, considerare i posti occupati dagli assunti della procedura del 1 marzo come organico aggiuntivo di potenziamento, come fatto per i docenti, ai tempi delle assunzioni del 2015.

Richieste per noi irrinunciabili, un contratto normale a tempo pieno per tutti i lavoratori, part time ed esclusi, che potevano e dovevano trovare strada già in questa occasione, visti gli enormi problemi burocratici del governo. Bastava che il sindacato svolgesse il ruolo per cui è nato: tutelare i lavoratori anziché la propria posizione.

E invece, nell’accordo si legge che non sarà stanziato un centesimo. Il CCNI appena siglato prevede solo ciò che già era stato stabilito dalla precedente normativa:

- gli esclusi e quanti non avevano avuto un posto a tempo pieno potranno chiedere di trasferirsi in altre regioni (dove i posti sono rimasti vacanti).

- Finita questa fase, anche coloro che erano già stati assunti con contratti a tempo pieno, magari in scuole lontane, potranno chiedere la mobilità sui posti rimasti ancora vacanti, nel limite degli 11.263 posti destinati alle procedure di internalizzazione.

- Per evitare i guai burocratici al governo, gli assunti il 1 marzo non parteciperanno fino al 2022 alla mobilità del personale scolastico e a tutti viene attribuita la titolarità sulla scuola in cui sono. I posti destinati ai contratti part time forzati, risulteranno a sistema come un unico posto con 2 titolari.

Eppure, chi ha firmato questo accordo, pur non portando a casa alcun risultato, canta vittoria. Leggendo i loro comunicati si evince che la soddisfazione deriva dal fatto che il governo si è di nuovo seduto al tavolo con questi sindacati, anziché procedere d’imperio. In cambio, i sindacati firmatari hanno tolto le castagne dal fuoco al governo.

Ma se non portate a casa alcun risultato per i lavoratori, a cosa serve che vi facciano sedere a quel tavolo? Chiaramente non ci riferiamo agli interessi delle vostre organizzazioni, ma a quelli dei lavoratori.

Per SGB la partita non finisce qui. Nei prossimi giorni decideremo le mobilitazioni possibili (vista la fase di emergenza) e cominceremo a costruire quelle che dovremo attuare con forza quando si potrà tornare nelle piazze.

(Reading time: 2 - 3 minutes)

lettera aperta

Dipendenti pubblici, dobbiamo stare a casa e continuare a lottare perché nessuno sia obbligato a rischiare la vita per la sete di profitto di pochi!

Ormai da diverse settimane si è manifestata nel nostro paese una emergenza sanitaria, trasformatasi in brevissimo tempo in emergenza sociale, a cui nessuno di noi fino a poco tempo fa avrebbe creduto di dovere fare fronte.

L’emergenza corona-virus che ha colpito per prime le regioni del nord e che si sta estendendo velocemente in tutto il Paese è stata affrontata per diverse settimane in modo disarticolato e differenziato fra regione e regione, fra comune e comune. Il Governo, in un primo momento quasi totalmente latitante, si è mosso in modo spesso contraddittorio e con grande ritardo rispetto a ciò che richiedeva la situazione. La cosa però veramente inaccettabile è il condizionamento che le associazioni padronali, a partire da Confindustria, hanno esercitato, ottenendo così la subordinazione dei nostri interessi a quelli speculativi di pochi.

I luoghi di lavoro, della produzione, dei servizi e del terziario che in questa situazione rimangono aperti trasformandosi in focolai del virus ed impedendo il distanziamento sociale negli orari di percorrenza casa-lavoro, sono decine di migliaia ed il prezzo lo stiamo pagando tutti.

Non è un caso che anche il sindaco di Bergamo e con lui ormai molti altri amministratori, sia arrivato a chiedere, inascoltato, la chiusura dei siti produttivi e degli uffici per fare fronte alla situazione tragica che sta attanagliando quel territorio.

Come sindacato, fin da quando la scienza ha indicato i rischi che stavamo correndo, con lo slogan CHIUDERE TUTTO - PAGARE TUTTI, ci siamo mossi per la chiusura di tutti i siti lavorativi non indispensabili ed il rafforzamento dei servizi essenziali. Abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere il fermo dei lavoratori in tutti i siti dove la sicurezza è messa a rischio, organizziamo e sosteniamo blocchi delle attività e scioperi dove necessario, sosteniamo l’utilizzo massiccio del lavoro cosiddetto agile.

Per difendere la salute, il reddito, i diritti conquistati con decenni di lotte è necessario contrastare gli interessi speculativi del padronato e il burocratismo folle di qualche dirigente pubblico che evidentemente crede di giocare a Risiko.

Le segnalazioni che ci pervengono e per le quali interveniamo sono molte infatti anche nella pubblica amministrazione e lo facciamo con l’obbiettivo di svuotare tutto ciò che non è strettamente necessario tenere aperto, senza perdere diritti e salario. Ciò che fa la differenza è però il comportamento e la determinazione di ognuno di noi.

In un contesto come questo andare a lavorare negli uffici pubblici anche quando (non sempre) si potrebbe usufruire del lavoro agile è sbagliato non solo per sé ma soprattutto nei confronti di quei lavoratori a cui il lavoro agile è negato e a quelli a cui è reso obbligatorio recarsi al lavoro nonostante non sia necessario.

E’ sbagliato nei confronti di chi sta tenendo aperto con grandi sacrifici personali i servizi essenziali ed in particolare quelli sanitari.

Dobbiamo schierarci senza nessun tentennamento contro il lavoro non indispensabile e per la garanzia del reddito a tutti i lavoratori, pensionati, precari e disoccupati!

Come dipendenti pubblici abbiamo un compito in più; abbiamo l’obbligo di svolgere una funzione pubblica che oggi si manifesta con l’avversione totale agli interessi speculativi del padronato che mai come ora è evidente a tutti quanto siano antitetici agli interessi dell’intera comunità.

Tutti a casa, tutti in lotta!

Sottocategorie