Pubblico Impiego

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Pubblico Impiego. Questione salariale. Finanziaria

 

Ladro portafogli

 

In Finanziaria di nuovo spiccioli per il contratto, E l’idea dei BTP al posto del salario

Approvato al Senato il provvedimento per le impronte digitali e la videosorveglianza al posto del badge, contemporaneamente per i Dipendenti Pubblici arrivano in Finanziaria pochi soldi destinati all’indennità di vacanza contrattuale e per poter continuare a pagare il cd. “elemento perequativo”, accompagnati dall’idea, poi smentita, di corrispondere Buoni del Tesoro al posto del salario.

Ma lo stanziamento per il contratto, in scadenza a fine 2018, ancora una volta va poco al di là dell’indennità di vacanza contrattuale ed anche l’elemento perequativo è destinato ad essere riassorbito, anche se ancora non è chiaro in che modo.

Ancora volta siamo in presenza di un Governo che, per fare fronte al debito pubblico andando incontro ai diktat della Troika, impone un sostanziale blocco dei contratti.

Con una condizione salariale da tempo in emergenza, continua la stessa politica che, con la complicità sindacale ormai storica di chi ha firmato anche l’ultimo contratto, da oltre un decennio riduce gli stipendisgretola il Contratto Nazionale ed annulla anche i diritti più elementari conquistati con le lotte (come la videosorveglianza su chi lavora), riversando tutto il trattamento salariale sui fondi accessori sempre più ridotti e gestiti, con la valutazione, in modo sempre più incontrollato dalla Dirigenza.

Perché questo è ciò che sta avvenendo.

C’è bisogno di riconquistare salario, stabile, dignitoso, sicuro, di renderlo certo in una 14° mensilità anche per i Dipendenti Pubblici, non di mance a disposizione di chi valuta. Altro che impronte digitali e BTP, basta con i sindacati complici e le loro politiche che hanno rubato salario e diritti.

In questo senso appare emblematica la recente decisione della Corte Costituzionale.La Corte Costituzionale giudica legittima la trattenuta del 2,5% per i Dipendenti Pubblici in regime di Tfr

 

La Corte mette la parola fine con la sentenza 213 del 2018,  lo fa richiamando esplicitamente il ruolo avuto da Cgil Cisl Uil & C. con l’accordo quadro del luglio 1999, l’accordo che scippa il Tfs/Tfr dei lavoratori per istituire i fondi pensione sindacali. Tradotto, ancora una volta Cgil Cisl Uil & C. firmano gli accordi contro i Lavoratori, poi fanno ricorso contro i loro stessi accordi prendendo in giro di nuovo gli stessi Lavoratori e chiedendo loro, per anni, persino l’adesione al sindacato. Cornuti e mazziati!

In allegato il comunicato in pdf

 

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Pubblico Impiego. Il contratto scade a fine anno

Per i prossimi 3 anni, ancora una volta, vacanza contrattuale

Con stipendi fermi da oltre  10 anni, il Governo per i prossimi 3 anni non stanzia neanche un euro per il rinnovo dei Contratti dei Dipendenti Pubblici, in scadenza a fine anno. Ancora una volta, solo la vacanza contrattuale.

E da gennaio via anche la perequazione prevista dal recente contratto solo fino a dicembre.

Un film già visto e durato quasi un decennio, che ha falcidiato i nostri salari, con i soliti sindacati complici pronti alla fine a mettere una pietra sopra ogni rivendicazione ed a firmare una toppa  anche peggiore del buco.

Con una crisi salariale oggi più grave di ieri, è chiaro come solo i Lavoratori possano organizzarsi per pretendere, riprendersi e ricostruire diritti e condizioni, a partire anche da scelte sindacali nuove, chiare e necessarie. Abbandonando i sindacati complici.

No a valutazione e discrezionalità. E’ necessario salario vero, certo, stabile, su cui poter contare, ogni mese nello stipendio. E’ tempo per la 14esima anche nel Pubblico Impiego.

Niente soldi, ma nel Def il Governo introduce le impronte digitali al posto del badge per i Dipendenti Pubblici. Continua l’attacco insopportabile ai salari ed alla dignità stessa di milioni di Lavoratori. Basta.

 

Nel Pubblico Impiego, oltre 25 anni di blocco del turn over hanno prodotto la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, l’aggravio continuo delle condizioni di lavoro, livelli occupazionali ormai inferiori anche alle medie europee e, grazie anche alle riforme pensionistiche, l’età media dei dipendenti pubblici più alta d’Europa.

Una politica di Pubblico Impiego ad esaurimento, da decenni rivolta a tagliare, smantellare, privatizzare beni e servizi comuni per il profitto di qualcuno. Non ce lo possiamo permettere.

C’è bisogno di lavoro: un piano straordinario di assunzioni, di stabilizzazione dei precari, per ridare  fiato e futuro ai servizi pubblici e risposta ad una disoccupazione, soprattutto giovanile, che è la vera emergenza in tutto il Paese. Dobbiamo pretenderlo.

 

E’ necessario invertire le politiche di governi e sindacati che in questi anni hanno continuamente innalzato l’età necessaria, ridotto i trattamenti, smantellato la previdenza pubblica e scippato il Tfr dei lavoratori in favore di fondi a gestione privata e sindacale.

Pensione pubblica, sicura, a 60 anni o 35 di contributi.

L’accordo del luglio 2016 che ha ridotto a 4 i comparti del Pubblico Impiego chiudendo, tra l’altro, la porta in faccia alle rivendicazioni salariali dopo uno stop lungo un decennio, il recente contratto già in scadenza a fine anno, tutti figli dell’accordo generale del 10 gennaio 2014.

Mentre continuano a tagliare diritti, trattamenti e condizioni ai Lavoratori, i sindacati complici cancellano gli spazi di democrazia, i diritti più elementari di rappresentanza e di espressione del dissenso accreditandosi come unici e fidati sindacati per la controparte.

Cancellano la contrattazione sostituendola col confronto, lasciano le mani libere alla controparte che può decidere liberamente senza alcuna necessità di accordo, svuotando di ogni senso i tavoli sindacali e trasformando così lo stesso ruolo sindacale.

Si impegnano formalmente a non scioperare, a non protestare, a sanzionare i Lavoratori che lo fanno.                                

Noi no

Il 26 ottobre e’ Sciopero Generale

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Immagine per volantino scuola

L'attuale governo, in perfetta sintonia con quelli precedenti, non ha mantenuto nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale e l'aria che tira nel mondo della scuola continua ad essere irrespirabile:

-non sono state destinate le risorse necessarie per realizzare il rinnovo del contratto 2019/2021

-non è stata abolita la Legge Fornero (la quota 100 non è la risposta)

-non è stata trovata una soluzione accettabile alla questione delle Maestre diplomate magistrali.

 

IL 26 OTTOBRE SCENDEREMO IN PIAZZA

  • per un rinnovo contrattuale VERO con almeno 300 euro di aumento sui nostri cedolini (per compensare il potere d'acquisto che abbiamo perso a causa del mancato adeguamento degli ultimi contratti) e il ripristino degli scatti di anzianità. Da gennaio 2019 lo stipendio sarà addirittura decurtato di circa 20 euro.
  • per abolire la legge Fornero e garantire la pensione dei lavoratori a 60 anni o con 35 di contributi
  • per la riapertura delle GAE alle maestre con Diploma Magistrale fino all'A.S. 2000/01 o con Laurea in SFP
  • la stabilizzazione di tutti i precari con 36 mesi di servizio, un serio piano di assunzioni di almeno 250 mila posti tra docenti, personale ATA ed educatori, in particolare per il sostegno, l’educazione agli adulti e nelle scuole di “frontiera” delle periferie
  • per l'abolizione di tutte le “riforme” dalla Autonomia alla Gelmini, fino alla Legge 107/15 e dei due pilastri di privatizzazione della scuola su cui è basata: CHIAMATA DIRETTA e BONUS DI MERITO (il cui fondo deve essere completamente trasferito al FIS).
  • Trasferimento dei fondi pubblici ora destinati alle scuole private o alle Fondazioni degli ITS (i post diploma) e di tutti i fondi per i vari progetti al rinnovo del Contratto per aumenti diretti di stipendio e in busta paga.
  • per il ripristino della titolarità su scuola e non su ambito per i docenti e per il diritto incondizionato alla mobilità territoriale e professionale di tutto il personale della scuola (NO ALLA REGIONALIZZAZIONE)
  • per la messa in sicurezza degli edifici e per il benessere dei lavoratori
  • contro lo strapotere di DS e DSGA
  • per la cancellazione dell’Alternanza Scuola Lavoro obbligatoria
  • per la riduzione del costo della mensa scolastica, in modo da renderla accessibile a tutti i bambini (no al modello Lodi) e un vero sostegno al diritto allo studio: borse di studio e trasporti gratuiti per gli studenti.

NON SOPPORTIAMO QUESTO CLIMA!

IL 26 OTTOBRE CAMBIAMO L'ARIA NELLE NOSTRE SCUOLE!

 

 

IL 26 OTTOBRE IL PERSONALE ATA  DICE

BASTA ALLO SFRUTTAMENTO

 

Cambiano i governi ma per i lavoratori della scuola le cose non cambiano e per il personale ATA addirittura peggiorano.

Il personale ATA  continua a pagare il prezzo più alto delle continue riforme peggiorative della scuola messe in atto da tutti i governi degli ultimi vent’anni. Gli aumenti stipendiali sono stati irrisori e buona parte sparirà a gennaio, visto che i fondi ci sono solo fino al 31 dicembre 2018.

Le scuole, perennemente in rosso, per sanare i bilanci, oltre a chiedere esosi “contributi volontari” alle famiglie, affittano tutti  gli spazi disponibili a chiunque sia in grado di pagare, in orari pomeridiani o di chiusura (il sabato e addirittura la domenica), imponendo ai collaboratori scolastici di svolgere la vigilanza e fare le pulizie senza riconoscere agli stessi alcun compenso straordinario.

Gli amministrativi sono spesso chiamati a svolgere compiti e utilizzare piattaforme digitali per cui non hanno ricevuto alcuna formazione specifica, col rischio di danneggiare altri lavoratori e/o utenti e diventano i capri espiatori per un'amministrazione che prima scarica sempre più lavoro sulle segreterie, poi ne riduce drasticamente gli effettivi.

I governi passano, ma la scuola pubblica è abbandonata a sé stessa, nei piani del governo non si prevedono assunzioni  ATA ne risorse aggiuntive, si preferisce aumentare i poteri dei dirigenti (oltre ai loro stipendi), si introducono bonus premiali, affidandoli alla discrezionalità del dirigente, escludendo completamente gli ATA anche dall'illusoria e umiliante pratica dei premi. Al contrario, per estorcere sempre più lavoro (pensiamo solo al divieto di nominare supplenti), fioccano minacce e procedimenti disciplinari e se protesti parte la caccia al “fannullone”.

E intanto i carichi di lavoro aumentano e i lavoratori  invecchiano senza che ci sia un ricambio generazionale reale e questo alimenta insofferenza, stress e a volte si finisce col prendersela col collega assente o che magari  “gode” di permessi per motivi di salute e tutto si trasforma in una  guerra tra poveri. La stessa “quota 100” per la pensione, ad oggi solo pubblicizzata dal governo, non dà una reale risposta al continuo aumento dell'età media del personale.

Per questi motivi decidiamo di scioperare e di manifestare il nostro dissenso contro scelte messe in atto da TUTTI I GOVERNI che hanno riempito la scuola di PON e di supporti tecnologici costosi,  dimenticandosi che la scuola è fatta soprattutto di persone. 

I sindacati ci dicono di andare incontro alle esigenze di presidi e Dsga e rassegnarci, noi invece vogliamo reagire, nelle scuole e fuori, al fianco di tutti gli altri lavoratori.

Per aumenti veri in busta paga, assunzioni che ripristinino organici sufficienti, il rispetto della dignità del personale ATA, per il diritto al pensionamento a 60 anni o con 35 anni di contributi

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Firma

Arriva puntuale anche la firma di FLP sul Contratto Nazionale Funzioni Centrali.

Quel contratto che, dopo quasi un decennio, ha voluto chiudere ogni rivendicazione salariale da parte dei Lavoratori.

Quel contratto che ha tagliato ancora la malattia, introdotto come regola la discrezionalità al posto dei diritti, tolto la contrattazione sostituendola con il confronto e lasciando le mani libere alla controparte, colpito ancora i diritti elementari dei Lavoratori anche in materia di democrazia e rappresentanza.

Dopo aver fatto tutta la propria campagna Rsu proprio contro il contratto, arriva puntuale anche la firma di FLP.

Si accomoderà ad un tavolo sindacale ormai vuoto, anzi, così com’è dannoso per i Lavoratori, in cui non è più prevista alcuna contrattazione ed il ruolo sindacale è quello complice di invitato fedele, utile a ratificare tagli e peggioramenti delle condizioni.

Cgil Cisl Uil fino a Confsal Salfi Flp ed Usb, tutte facce della stessa medaglia di un percorso comune avviato formalmente con il TUR Testo Unico di Rappresentanza di Rappresentanza.

L’accordo del 10 gennaio 2014, col quale questi stessi soggetti vendono e abdicano definitivamente al ruolo sindacale, si impegnano a non protestare, a non scioperare, persino a sanzionare i Lavoratori che protestassero, negando ogni diritto elementare a chi non si allinea.

La firma del contratto di Flp era per questo scontata ed allo stesso tempo irrilevante da tempo, colpisce solo la condotta senza scrupoli di chi si propone come baluardo contro il contratto prima delle Rsu, per firmarlo subito dopo.

Un contratto che scade a fine anno e che i Lavoratori devono riconquistare, nel salario, nel lavoro, nell’occupazione, nei diritti e nella Democrazia nei luoghi di lavoro.

Contro le politiche dei tagli ai Lavoratori e contro i sindacati che le accompagnano da troppo tempo.

Il 26 ottobre è Sciopero Generale

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in allegato il testo del Decreto "Concretezza"

 

Impronte digitali per scongiurare timbrature fraudolenti del cartellino, rilevazione biometrica e video sorveglianza, non stiamo parlando di un carcere ma della Pubblica amministrazione.
E' quanto prevede il decreto "Concretezza" emanato nelle ore scorse dal Consiglio dei Ministri, l'ossessione dei Ministri è da molti anni la lotta ai furbetti del cartellino che sono una esigua minoranza.

Per combatterli basterebbe rimotivare il personale e pensare ad una macchina amministrativa finalizzata per lo più alla erogazione di servizi alla cittadinanza
I furbetti non sono il principale problema per la Pubblica amministrazione, è facile farlo credere ad una opinione pubblica per deviare la attenzione dai problemi reali, dalla assenza di cure sanitarie, da scuole che cadono a pezzi, da università costose, da infinite trafile burocratiche alimentate da tanti decreti che dovevano avere l'effetto di accorciare i tempi e snellire le procedure.

Ma di concreto in questo decreto della Ministra Bongiorno cosa troveremo?
Sicuramente non la revisione delle regole che hanno costretto innumerevoli Comuni a svendere immobili e proprietà perchè nel frattempo lo Stato ha tagliato i fondi, non una riduzione delle tasse locali accresciute perchè lo Stato ha praticato solo tagli a Regioni e Comuni trasformandoli in gabellieri.

La nostra CONCRETEZZA è altro!

Cosa significa concretezza?

  • Ricambio generazionale nella Pa dove la forza lavoro è la più vecchia d'Europa: tutti in pensione a 60 anni o 35 di contributi.
  • Rompere la gabbia di Maastricht per assumere nei settori pubblici , in tutti gli enti soprattutto dove maggiore è la carenza di organici. Al Contrario la Bongiorno vuole giocarsi in un anno le assunzioni del prossimo triennio e indirizzarle per lo più' nello Stato, per una task force capace di ottenere fondi europei che non si capisce a quale scopo e a beneficio di chi\cosa arriveranno.
  • Cambiare la nozione di pubblico, ormai per tale si considerano anche i servizi in convenzione affidati al terzo settore che applica contratti sfavorevoli. A tutti\e sia riconosciuto almeno il contratto nazionale degli enti locali. Chi tuonava contro le "cooperative di comodo" oggi ha cambiato idea ricorrendo ad appalti e subappalti al massimo ribasso?
  • Assunzioni in sanità, mancano infermieri, tecnici, oss, medici, basta con le visite intramoenia, aumentiamo gli stipendi e garantiamo prestazioni sanitarie previo pagamento del solo ticket
  • Assunzioni negli uffici che erogano servizi cittadino
  • Aumentiamo il buono pasto perchè dopo anni con 7 euro non si mangia più
  • Ripristiniamo le Province che il Pd ha smantellato raccontando la storiella dell'inutile e dispendioso carrozzone quando assorbivano invece meno dell'1% della intera spesa della Pubblica amministrazione. E con le Province un piano per la effettiva e rapida manutenzione delle strade, del territorio, per politiche di orientamento scolastico e  la manutenzione di scuole ed ospedali

Da troppi anni la pubblica amministrazione viene governata a colpi di decreti legislativi, nel frattempo si sono persi decine di migliaia di posti di lavoro, gli enti locali sono stati attaccati ferocemente, le province smantellate e le loro funzioni  spacchettate e mal distribuite. La conseguenza di questi processi è lo scaricabarile tra stato ed enti locali, i Comuni e le Regioni hanno sempre meno risorse a disposizione e per questo accrescono le tasse locali.

I processi di riorganizzazione degli ultimi 3 ministri della Pa non hanno portato benefici tangibili, oltre alla perdita occupazionale ereditiamo servizi peggiori nonostante i carichi di lavoro siano nel frattempo cresciuti.

Ma il Ministro Bongiorno fa ben poco per contrastare i veri mali che affliggono la Pubblica amministrazione, allora meglio trasformare gli uffici in carcere pur sapendo che paura e rassegnazione non sono la cura per combattere quella lunga e tediosa malattia che affligge da troppi anni la Pa, tra regole di Maastricht: BASSI SALARI, ASSUNZIONI CON IL CONTAGOCCE.

QUESTO DECRETO È UN ALTRO ATTO CHE RENDE ANCOR PIÙ CONCRETO LO SCIOPERO GENERALE DEL 26 OTTOBRE!

Per farsi una idea di quanto abbiamo scritto, basta , vai leggere il testo del decreto Legge ALLEGATO

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In allegato le schede di analisi e proposta ad uso dei delegati e delle RSU del comparto Funzioni Locali al fine di fornire un supporto operativo alla contrattazione decentrata.
Si tratta ovviamente di indicazioni aventi valenza generale e su cui potranno innestarsi le esigenze specifiche di ogni diverso posto di lavoro.
Per trasmettere i singoli contratti decentrati applicativi del CCNL Funzioni Locali del 21.5.2018 e per disporre delle slide qui allegate in pdf, in formato powerpoint, potete far riferimento al seguente recapito: r.betti100@gmail.com
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camera

A PARTIRE DALLE ORE 9,00 IN PIAZZA PARLAMENTO

 

SGB aderisce alla manifestazione dell’11 settembre, indetta dal sindacato ANIEF, davanti al Parlamento, in occasione del voto alla Camera sul decreto mille proroghe, per rivendicare la conferma all'emendamento De Petris – Errani – Grasso – La Forgia già passato in Senato. Il 3 Agosto 2018 infatti il Senato ha approvato questo importante emendamento con cui viene stabilito che i docenti che hanno conseguito l’abilitazione entro l’anno accademico 2017/2018 possono inserirsi nella fascia aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento (GAE) “ivi inclusi i docenti in possesso di diploma magistrale o d’insegnamento tecnico-professionale entro l’anno scolastico 2001/2002.” L’inserimento dovrebbe avvenire a “decorrere dall’aggiornamento previsto nell’anno scolastico 2017/2018 per il successivo triennio“. Pur non trattandosi di un emendamento che soddisfa completamente la nostra piattaforma in quanto, come SGB, rivendichiamo da sempre la stabilizzazione , diretta e immediata, di tutti i precari con tre anni di servizio, senza passare necessariamente per la formazione di nuove graduatorie ma sulla base di quelle già esistenti (comprese quelle d'Istituto), riteniamo che ,al momento, questo correttivo al mille proroghe rappresenti l'unico modo per risolvere concretamente la questione delle maestre diplomate magistrali, apertasi in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre. Altro aspetto importante di questo emendamento è che la riapertura della GAE riguarderebbe sia le diplomate magistrali che le laureate in Scienze della Formazione Primaria contro l'assurda guerra intestina, aizzata soprattutto dal baronato accademico, tra questi due segmenti di categoria. Infine, come SGB, abbiamo sempre proposto come possibile riapertura straordinaria della GAE la costituzione di una quarta fascia aggiuntiva, sia per evitare guerre tra precari, sia per non alimentare ulteriori ricorsi e ricorsifici. Incredibilmente, lo stesso 3 agosto, il sen. leghista Pittoni, un personaggio solito ad ergersi pubblicamente a grande scienziato del diritto scolastico, dichiarava candidamente che i senatori avevano votato a favore dell'emendamento semplicemente perché non avevano letto il testo. Qualsiasi uomo politico minimamente serio, si sarebbe dimesso in seguito a tali dichiarazioni. SGB non può che stigmatizzare non solo tali dichiarazioni ma anche l'assurda condotta di tutti quei sindacati, confederali o di base, che da sempre manifestano, chi palesemente e chi sottotraccia, un vero disprezzo verso le colleghe diplomate magistrali e che oggi addirittura arrivano a giustificare e comprendere posizioni come quelle del senatore Pittoni piuttosto che pretendere, almeno una volta, coerenza e correttezza dalle Istituzioni, coerenza tra quello che si dice e quello che si fa, soprattutto da una maggioranza che sostiene un governo che si autodefinisce “del cambiamento”.  SGB ha già proclamato, con altri sindacati di base, lo sciopero generale del 26 ottobre per rivendicare, tra le altre cose, l'abolizione totale della Legge 107 (buona scuola) con tutto quello che ne consegue.

Milano 27/08/2018

L'UNICO CAMBIAMENTO PUÒ ARRIVARE SOLO

DALLE PIAZZE E DALLE LOTTE!

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