Pubblico Impiego

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Firma

Arriva puntuale anche la firma di FLP sul Contratto Nazionale Funzioni Centrali.

Quel contratto che, dopo quasi un decennio, ha voluto chiudere ogni rivendicazione salariale da parte dei Lavoratori.

Quel contratto che ha tagliato ancora la malattia, introdotto come regola la discrezionalità al posto dei diritti, tolto la contrattazione sostituendola con il confronto e lasciando le mani libere alla controparte, colpito ancora i diritti elementari dei Lavoratori anche in materia di democrazia e rappresentanza.

Dopo aver fatto tutta la propria campagna Rsu proprio contro il contratto, arriva puntuale anche la firma di FLP.

Si accomoderà ad un tavolo sindacale ormai vuoto, anzi, così com’è dannoso per i Lavoratori, in cui non è più prevista alcuna contrattazione ed il ruolo sindacale è quello complice di invitato fedele, utile a ratificare tagli e peggioramenti delle condizioni.

Cgil Cisl Uil fino a Confsal Salfi Flp ed Usb, tutte facce della stessa medaglia di un percorso comune avviato formalmente con il TUR Testo Unico di Rappresentanza di Rappresentanza.

L’accordo del 10 gennaio 2014, col quale questi stessi soggetti vendono e abdicano definitivamente al ruolo sindacale, si impegnano a non protestare, a non scioperare, persino a sanzionare i Lavoratori che protestassero, negando ogni diritto elementare a chi non si allinea.

La firma del contratto di Flp era per questo scontata ed allo stesso tempo irrilevante da tempo, colpisce solo la condotta senza scrupoli di chi si propone come baluardo contro il contratto prima delle Rsu, per firmarlo subito dopo.

Un contratto che scade a fine anno e che i Lavoratori devono riconquistare, nel salario, nel lavoro, nell’occupazione, nei diritti e nella Democrazia nei luoghi di lavoro.

Contro le politiche dei tagli ai Lavoratori e contro i sindacati che le accompagnano da troppo tempo.

Il 26 ottobre è Sciopero Generale

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In allegato le schede di analisi e proposta ad uso dei delegati e delle RSU del comparto Funzioni Locali al fine di fornire un supporto operativo alla contrattazione decentrata.
Si tratta ovviamente di indicazioni aventi valenza generale e su cui potranno innestarsi le esigenze specifiche di ogni diverso posto di lavoro.
Per trasmettere i singoli contratti decentrati applicativi del CCNL Funzioni Locali del 21.5.2018 e per disporre delle slide qui allegate in pdf, in formato powerpoint, potete far riferimento al seguente recapito: r.betti100@gmail.com
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in allegato il testo del Decreto "Concretezza"

 

Impronte digitali per scongiurare timbrature fraudolenti del cartellino, rilevazione biometrica e video sorveglianza, non stiamo parlando di un carcere ma della Pubblica amministrazione.
E' quanto prevede il decreto "Concretezza" emanato nelle ore scorse dal Consiglio dei Ministri, l'ossessione dei Ministri è da molti anni la lotta ai furbetti del cartellino che sono una esigua minoranza.

Per combatterli basterebbe rimotivare il personale e pensare ad una macchina amministrativa finalizzata per lo più alla erogazione di servizi alla cittadinanza
I furbetti non sono il principale problema per la Pubblica amministrazione, è facile farlo credere ad una opinione pubblica per deviare la attenzione dai problemi reali, dalla assenza di cure sanitarie, da scuole che cadono a pezzi, da università costose, da infinite trafile burocratiche alimentate da tanti decreti che dovevano avere l'effetto di accorciare i tempi e snellire le procedure.

Ma di concreto in questo decreto della Ministra Bongiorno cosa troveremo?
Sicuramente non la revisione delle regole che hanno costretto innumerevoli Comuni a svendere immobili e proprietà perchè nel frattempo lo Stato ha tagliato i fondi, non una riduzione delle tasse locali accresciute perchè lo Stato ha praticato solo tagli a Regioni e Comuni trasformandoli in gabellieri.

La nostra CONCRETEZZA è altro!

Cosa significa concretezza?

  • Ricambio generazionale nella Pa dove la forza lavoro è la più vecchia d'Europa: tutti in pensione a 60 anni o 35 di contributi.
  • Rompere la gabbia di Maastricht per assumere nei settori pubblici , in tutti gli enti soprattutto dove maggiore è la carenza di organici. Al Contrario la Bongiorno vuole giocarsi in un anno le assunzioni del prossimo triennio e indirizzarle per lo più' nello Stato, per una task force capace di ottenere fondi europei che non si capisce a quale scopo e a beneficio di chi\cosa arriveranno.
  • Cambiare la nozione di pubblico, ormai per tale si considerano anche i servizi in convenzione affidati al terzo settore che applica contratti sfavorevoli. A tutti\e sia riconosciuto almeno il contratto nazionale degli enti locali. Chi tuonava contro le "cooperative di comodo" oggi ha cambiato idea ricorrendo ad appalti e subappalti al massimo ribasso?
  • Assunzioni in sanità, mancano infermieri, tecnici, oss, medici, basta con le visite intramoenia, aumentiamo gli stipendi e garantiamo prestazioni sanitarie previo pagamento del solo ticket
  • Assunzioni negli uffici che erogano servizi cittadino
  • Aumentiamo il buono pasto perchè dopo anni con 7 euro non si mangia più
  • Ripristiniamo le Province che il Pd ha smantellato raccontando la storiella dell'inutile e dispendioso carrozzone quando assorbivano invece meno dell'1% della intera spesa della Pubblica amministrazione. E con le Province un piano per la effettiva e rapida manutenzione delle strade, del territorio, per politiche di orientamento scolastico e  la manutenzione di scuole ed ospedali

Da troppi anni la pubblica amministrazione viene governata a colpi di decreti legislativi, nel frattempo si sono persi decine di migliaia di posti di lavoro, gli enti locali sono stati attaccati ferocemente, le province smantellate e le loro funzioni  spacchettate e mal distribuite. La conseguenza di questi processi è lo scaricabarile tra stato ed enti locali, i Comuni e le Regioni hanno sempre meno risorse a disposizione e per questo accrescono le tasse locali.

I processi di riorganizzazione degli ultimi 3 ministri della Pa non hanno portato benefici tangibili, oltre alla perdita occupazionale ereditiamo servizi peggiori nonostante i carichi di lavoro siano nel frattempo cresciuti.

Ma il Ministro Bongiorno fa ben poco per contrastare i veri mali che affliggono la Pubblica amministrazione, allora meglio trasformare gli uffici in carcere pur sapendo che paura e rassegnazione non sono la cura per combattere quella lunga e tediosa malattia che affligge da troppi anni la Pa, tra regole di Maastricht: BASSI SALARI, ASSUNZIONI CON IL CONTAGOCCE.

QUESTO DECRETO È UN ALTRO ATTO CHE RENDE ANCOR PIÙ CONCRETO LO SCIOPERO GENERALE DEL 26 OTTOBRE!

Per farsi una idea di quanto abbiamo scritto, basta , vai leggere il testo del decreto Legge ALLEGATO

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camera

A PARTIRE DALLE ORE 9,00 IN PIAZZA PARLAMENTO

 

SGB aderisce alla manifestazione dell’11 settembre, indetta dal sindacato ANIEF, davanti al Parlamento, in occasione del voto alla Camera sul decreto mille proroghe, per rivendicare la conferma all'emendamento De Petris – Errani – Grasso – La Forgia già passato in Senato. Il 3 Agosto 2018 infatti il Senato ha approvato questo importante emendamento con cui viene stabilito che i docenti che hanno conseguito l’abilitazione entro l’anno accademico 2017/2018 possono inserirsi nella fascia aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento (GAE) “ivi inclusi i docenti in possesso di diploma magistrale o d’insegnamento tecnico-professionale entro l’anno scolastico 2001/2002.” L’inserimento dovrebbe avvenire a “decorrere dall’aggiornamento previsto nell’anno scolastico 2017/2018 per il successivo triennio“. Pur non trattandosi di un emendamento che soddisfa completamente la nostra piattaforma in quanto, come SGB, rivendichiamo da sempre la stabilizzazione , diretta e immediata, di tutti i precari con tre anni di servizio, senza passare necessariamente per la formazione di nuove graduatorie ma sulla base di quelle già esistenti (comprese quelle d'Istituto), riteniamo che ,al momento, questo correttivo al mille proroghe rappresenti l'unico modo per risolvere concretamente la questione delle maestre diplomate magistrali, apertasi in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre. Altro aspetto importante di questo emendamento è che la riapertura della GAE riguarderebbe sia le diplomate magistrali che le laureate in Scienze della Formazione Primaria contro l'assurda guerra intestina, aizzata soprattutto dal baronato accademico, tra questi due segmenti di categoria. Infine, come SGB, abbiamo sempre proposto come possibile riapertura straordinaria della GAE la costituzione di una quarta fascia aggiuntiva, sia per evitare guerre tra precari, sia per non alimentare ulteriori ricorsi e ricorsifici. Incredibilmente, lo stesso 3 agosto, il sen. leghista Pittoni, un personaggio solito ad ergersi pubblicamente a grande scienziato del diritto scolastico, dichiarava candidamente che i senatori avevano votato a favore dell'emendamento semplicemente perché non avevano letto il testo. Qualsiasi uomo politico minimamente serio, si sarebbe dimesso in seguito a tali dichiarazioni. SGB non può che stigmatizzare non solo tali dichiarazioni ma anche l'assurda condotta di tutti quei sindacati, confederali o di base, che da sempre manifestano, chi palesemente e chi sottotraccia, un vero disprezzo verso le colleghe diplomate magistrali e che oggi addirittura arrivano a giustificare e comprendere posizioni come quelle del senatore Pittoni piuttosto che pretendere, almeno una volta, coerenza e correttezza dalle Istituzioni, coerenza tra quello che si dice e quello che si fa, soprattutto da una maggioranza che sostiene un governo che si autodefinisce “del cambiamento”.  SGB ha già proclamato, con altri sindacati di base, lo sciopero generale del 26 ottobre per rivendicare, tra le altre cose, l'abolizione totale della Legge 107 (buona scuola) con tutto quello che ne consegue.

Milano 27/08/2018

L'UNICO CAMBIAMENTO PUÒ ARRIVARE SOLO

DALLE PIAZZE E DALLE LOTTE!

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E’ questa la risposta che molti dipendenti pubblici si sentono dire dalle migliaia di esercenti che – visto il trattamento praticato dalle società che li erogano – hanno deciso di accettare solo contante.

A nostro giudizio le amministrazioni pubbliche non possono far finta di nulla e ignorare il problema o scaricarlo interamente sulla CONSIP che, per loro conto, ha gestito i vari lotti dei mega appalti, né è pensabile che a pagare il conto di questo disservizio siano i dipendenti, a cui i buoni oggi inutilizzabili debbono essere interamente rimborsati.

Crediamo però che sui ticket sia giunto il momento di produrre una decisa inversione di rotta prevedendo la loro monetizzazione e contestuale inserimento in busta paga, senza contare che alcuni settori lavorativi – docenti e personale ATA delle scuole – proprio non ce l’hanno.

Allo stesso tempo lo standard di 7 Euro adottato da molte amministrazioni pubbliche, deve costituire non più il massimo, ma il minimo dell’importo erogabile, lasciando alla discrezionalità delle amministrazioni stesse la facoltà di aumentarlo fino a un tetto massimo da stabilire.

Infine, se è vero che il buono pasto compensa – sostituendolo – il servizio di mensa (che in molti casi sarebbe addirittura preferibile), riteniamo che fino a 10 euro di importo giornaliero esso debba essere completamente esentasse.

Su questo invitiamo tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni a sostenere la petizione elaborata da SGB e rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri, Al Ministro dell’Economia e al Ministro per la  Pubblica Amministrazione contenente le proposte sopra illustrate.

Qui il link alla petizione: chn.ge/2JDxkrz 

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dignità

È partita nei giorni scorsi in Parlamento la discussione sul cosiddetto “decreto dignità” dopo che le commissioni Lavoro e Finanze della Camera hanno approvato, nei giorni scorsi, importanti emendamenti rispetto al testo originario licenziato dal Governo. Il Decreto, allo stato attuale, va a modificare diverse norme in materia di Lavoro nei settori privati, reintroduce i voucher fino a 10 giorni per le piccole imprese dell’agricoltura e del turismo, aumenta i livelli d’ indennità risarcitoria per il licenziamento illegittimo (non viene comunque rispettato l’impegno elettorale di ripristinare il diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa ) e modifica anche la durata e le modalità di proroga dei contratti andando nella direzione d’incentivare, almeno in teoria, la stipula di contratti a tempo indeterminato. Per quanto riguarda il comparto Scuola salta invece il tetto massimo dei 36 mesi per la reiterazione dei contratti a termine introdotto dal comma 131 dell’art. 1 della Legge 107 del 2015. Per quanto concerne invece la complicata vicenda delle maestre elementari con diploma magistrale, conseguito entro l’a. s. 2000/2001, il cui valore abilitante è stato disconosciuto dalla sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017 è stata prevista la trasformazione del contratto a tempo indeterminato (o del contratto annuale) in contratto con scadenza 30 giugno, in applicazione delle sentenze di merito. Si prevede, però, come ipotesi di soluzione della vicenda un concorso non selettivo aperto sia ai diplomati magistrali che ai laureati in Scienze della Formazione primaria che abbiano svolto almeno due anni di servizio negli ultimi otto.

Ad oltre sette mesi dalla sentenza del Consiglio di Stato e con due diversi governi che si sono avvicendati alla guida del Paese noi di SGB che abbiamo appoggiato tutte le lotte di queste colleghe e di questi colleghi non possiamo che denunciare questa ennesima presa in giro per la categoria.

Il rinvio dei 120 giorni dell'applicazione della sentenza del 20 dicembre sembra una trovata per scavalcare il periodo delle immissioni in ruolo ed evitare le soluzioni normative vere e coraggiose.

Sicuramente l’abolizione del tetto massimo dei 36 mesi di rapporti di lavoro farà tirare un momentaneo sospiro di sollievo ai tanti precari storici che si sarebbero apprestati a svolgere, dal prossimo settembre, il loro ultimo anno di lavoro a scuola ma non può essere certo il ritorno alla dimensione di precario a vita l’aspirazione massima di un qualsiasi lavoratore. Inoltre permangono tutte le incertezza relative (per il momento per la scuola secondaria) alle effettive disponibilità di posti che nei prossimi anni rimarranno a disposizione dei supplenti via via che andrà a regime il FIS (formazione iniziale triennale) visto che i neoassunti dovranno svolgere, a salario ridotto, un’importante quantità di lavoro in classe che inevitabilmente sarà tolta alle disponibilità per le supplenze.      

Sulla conversione peggiorativa dei contratti ci troviamo davanti ad una decisione storica, senza precedenti. Non ci risultano provvedimenti normativi passati con cui siano mai stati trasformati dei contratti a tempo indeterminato in contratti a tempo determinato. Diciamo questo perché ci sembra fuori da ogni logica precarizzare nuovamente quelle migliaia (circa 6000 maestre-i) di diplomati magistrali che sono entrati in ruolo e hanno già superato l’anno di prova , dimostrando quindi ,di fatto, di essere, a tutti gli effetti idonei a ricoprire l’incarico che stanno attualmente svolgendo. Questo provvedimento si aggiunge all’altro pronunciamento epocale, quello del Consiglio di Stato del 20 dicembre secondo cui il diploma magistrale conseguito entro l’a. s. 2000/2001 non è più spendibile per l’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento per il ruolo.

Per quanto riguarda invece la summenzionata procedura concorsuale, il Governo sembrerebbe spedito verso la soluzione definitiva dell’intera questione ma purtroppo non è così. Nonostante il facile ottimismo del Governo e delle commissioni parlamentari, questi lavoratori, dopo il concorso, transiteranno da una graduatoria (GAE o GI) all’altra (GM regionale) con nessuna certezza sui tempi di scorrimento della futura graduatoria del concorso e con l’inevitabile rischio di sovvertimento degli attuali ordini di punteggio.

Di fronte a questa situazione le soluzioni “provvisorie” che cercano di rabberciare le cose senza fare quelle scelte coraggiose che potrebbero ridare serenità a chi lavora nella scuola diventano solo fonte di ulteriore caos. L’unica soluzione rimane quella dell’assunzione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori (ATA e docenti di ogni ordine e grado di scuola) che hanno raggiunto i 36 mesi di servizio, una soluzione che da sola eliminerebbe il precariato e permetterebbe alla scuola pubblica di adempiere al suo ruolo essenziale per la società.

Per SGB questa è la sola soluzione non pasticciata e per questo continueremo a lottare evitando di farci abbagliare da soluzioni tanto fantasiose quanto inconsistenti.

Al posto di modificare e/o congelare singoli pezzettini della legge 107 (buona scuola) l’attuale maggioranza parlamentare dovrebbe avere il coraggio di farsi carico della sua totale abolizione.

SGB porterà nuovamente in piazza la questione delle maestre diplomate magistrali e dell’abrogazione della “buona scuola” in occasione dello sciopero del sindacalismo di base del prossimo 26 ottobre.

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vigile

Alcuni delegati del sindacato generale di base della Toscana  dicono la loro sulla Polizia Municipale o meglio sull'uso che ne viene fatto da parte di Sindaci ossessionati dalla sicurezza 

D Ha senso ormai parlare di Polizia municipale?

Partiamo dal codice di procedura penale e dalla legge quadro 65/86 sulla pm: il primo attribuisce mansioni di polizia giudiziaria, la seconda funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza; le funzioni di p.g. obbligano i vigili a prevenire i reati denunciando o arrestandone i responsabili.

Il ruolo di ausiliario di p.s. invece attribuisce compiti di pubblica sicurezza/ordine pubblico, anche se in via ausiliaria.

Non è da escludere un intervento legislativo in ambito Governativo atto, a stravolgere la situazione esistente, per impiegare sempre piu' la Polizia Municipale in funzioni di pubblica sicurezza e non solo a supporto\ausilio delle altre forze dell'ordine.

Ma ad oggi, certe mansioni non  competono se non  in via ausiliaria,  i Vigili non possono nè debbono sostituirsi alle altre forze di polizia. Basterebbe che i sindacati avessero ben chiara questa distinzione per evitare utilizzi improprio della Pm. 

D Ma forse dimenticate il ruolo dei sindaci ...

Il Sindaco, a prescindere dalla sua collocazione politica, quando partecipa ai comitati ordine e sicurezza pubblica in Prefettura, dovrebbe chiedere a Prefetto e Questore di favorire azioni concrete per la sicurezza che poi è ben altro rispetto alla militarizzazione delle città. Al contrario certi sindaci tendono ad assumersi impegni che vanno al di là delle possibilità con la polizia municipale chiamata a sostituire le altre forze dell’ordine.

Ci pare evidente che certi sindaci ai tavoli Prefettizi giochino un ruolo singolare, si sentono onnipotenti e per questo assecondano richieste senza prima verificarne la reale fattibilità.

Prendiamo ad esempio alcuni progetti adottati dalla Polizia Municipale, sono progetti incentivanti che nel corso degli anni da eccezionali sono diventati normali, progetti che hanno sopperito alle carenze degli organici dilatando gli orari di impiego. La partecipazione a questi progetti, sono su base volontaria, è diminuita invece di aumentare, è tangibile che se un impiego diventa rischioso per l'agente di Pm quest'ultimo preferisce rinunciare all'incremento salariale per salvaguardare la sua salute e sicurezza.

Trattasi di progetti pagati con il codice della strada ma che alla fine concorrono a determinare la spesa di personale, il cui tetto era e resta invalicabile. Coniugare allora assunzioni di personale con il rispetto dei dettami di Maastricht è questa la vera contraddizione, da una parte invochi maggiore sicurezza ma dall'altra hai possibilità assunzionali limitate. E non dimentichiamo che un ente locale non dovrebbe assumere solo Vigili. Paghiamo oggi le conseguenze di politiche dissennate che da una parte perseverano nella austerità, dall'altra sembrano ignorare i gravi disagi prodotti dalla mancanza di personale in tutti i servizi comunali. Forse se avessimo più educatori, più maestre, maggiori servizi nei quartieri e una idea di sviluppo della città diversa da quella che produce la movida, oggi avremmo meno problemi di ordine pubblico.

Torniamo alla Pm. E' forte lo scontro tra chi la vorrebbe all'interno delle forze di polizia e chi ne rivendica un ruolo cittadino ..?

La domanda dirimente è un’altra: vogliamo arrestare la deriva che spinge la pm a svolgere sempre più mansioni di ordine pubblico? O riteniamo inutile farlo? Cosa faranno le varie Rsu? La questione verrà ridotta al welfare aziendale, all'utilizzo dei fondi derivanti dall'art 208 del codice della strada, alla dilatazione degli orari all'interno dei progetti incentivanti? Insomma verrà monetizzato il rischio o il disagio oppure avvieremo una riflessione seria sull'utilizzo della Pm da parte dei sindaci? 

I problemi nascono dala legge 125 del 2008 che all’articolo 54 attribuisce ai sindaci il potere di deliberare in difesa della incolumità pubblica e della sicurezza urbana. La sicurezza urbana diventa una sorta di bene pubblico da tutelare al pari di sanità, istruzione, anzi si spendono sempre più soldi per la sicurezza percepita, si assumono più vigili a discapito di altre figure come educatrici, amministrativi, tecnici.. Non obiettiamo sulla necessità di dare alle comunità locali ambienti sicuri, non condividiamo l'idea che la coesione sociale e la convivenza civile si limitino all'ordine e sicurezza. 

Da qui nasce il protagonismo dei sindaci e i loro interventi sempre piu' pressanti tanto è vero che nel 2011 intervenne la Corte Costituzionale per limitare le ordinanze dei Primi cittadini

Senza aprire un contenzioso culturale o ideologico, è bene chiarirsi le idee, la cosiddetta insicurezza percepita nasce proprio dalla mancanza di dati reali, da paure e campagne stampa , cio' non significa sminuire i problemi derivanti da fenomeni in crescita come spaccio e criminalità che non saranno combattuti dagli inutili daspo urbani . È comunque innegabile che sia proprio la riduzione della spesa sociale la causa dell'aumento delle devianze, delle dipendenze. 

Prendiamo ad esempio la movida, il risultato delle politiche intraprese per 30 anni da tanti sindaci tra permessi concessi con eccessiva liberalità per l'apertura di bar e ristoranti in numero impressionante. I permessi sono figli di una idea della città bottegaia, oggi ne paghiamo le conseguenze. Nell'estate 2018 è bene operare una riflessione sui protocolli di intesa tra Comuni e Prefetture a 20 anni dalla loro ideazione, analogo discorso vale per il Pacchetto sicurezza che una decina di anni fa venne adottato per inasprire le pene sui reati predatori e per chiamare in causa direttamente i Sindaci nella lotta contro  spaccio e consumo di droghe, prostituzione, accattonaggio, fenomeni di violenza, sfruttamento di minori e disabili, danneggiamento al patrimonio pubblico e privato, incuria, degrado, occupazioni abusive, pubblica viabilità, decoro urbano. Non dimentichiamo che proprio nel 2011 la Corte Costituzionale decise che i provvedimenti dei sindaci dovevano essere dettati solo da ragioni eccezionali, motivi urgenti e contingibili, al contrario sono divenuti una pratica quotidiana con ordinanze spesso bocciate dal Tar

D ma i regolamenti della Polizia municipale sono spesso obsoleti

Siamo sempre piu' preoccupato da certi Regolamenti di polizia locale che rispondono a logiche securitarie e finalizzate a costruire dei nuclei speciali nella Pm con mansioni praticamente equivalenti a qualche squadra speciale e operativa della Ps. Non crediamo sia questo il ruolo della Pm, anche chi non vuole limitarsi al rispetto del codice della strada non pensa a un ruolo della Pm sempre piu' spostato verso ruoli da ps e cc. Lo abbiamo detto tante volte ricordando le innumerevoli funzioni spettanti alla Pm ma ormai i vigili non si assumono più per garantire questi servizi che vanno dal controllo del traffico, all'annona che si occupa dei prezzi alla lotta contro l'abusivismo edilizio senza dimenticare il ruolo del vigile di quartiere. Se un regolamento è vecchio va aggiornato ma non stravolto. E poi la riscrittura in quale ottica avviene? E questo discorso non vale solo per il regolamento di polizia urbana..

Ricordiamo che il 70% delle ordinanze dei sindaci e delle sanzioni è destinato a colpire gli emarginati, i cosiddetti ultimi, i destinatari dei provvedimenti del daspo urbano. Sorvegliare e punire, non pensiamo a Focault ma ad una logica che porta i sindaci a un processo di penalizzazione dei corpi più deboli ed emarginati della società. Gli agenti di Polizia Municipale sono tra l'incudine e il martello, per questo è bene aprire il confronto sull'utilizzo della Pm che per noi resta quello tradizionale di ausilio delle altre forze dell'ordine e soprattutto di contrasto all'inquinamento, agli abusi edilizi, alla sofisticazione alimentare, al rispetto del codice della strada. Al vigile con il manganello continuiamo a preferire il vigile di quartiere.

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