Pubblico Impiego

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Contratto: continua la politica di impoverimento dei lavoratori

Il 25 ottobre è Sciopero Generale

Arrivano le cifre per il rinnovo dei contratti dei Lavoratori pubblici, già scaduto da quasi un anno. Pochissime decine di euro ciascuno in busta paga: a regime, dal 2021, 50 euro lordi medi.

Davanti a quella che è una gravissima crisi salariale, chiara da tempo a tutti i lavoratori, figlia di queste politiche di governi e sindacati, di decenni di contratti a perdere e di organizzazioni che con gli interessi dei lavoratori non hanno più niente a che fare da un pezzo, ancora una volta annunciano un contratto elemosina. E, c’è da giurarci, con il solito inasprimento su regole, diritti e condizioni. Per i dirigenti, invece, ben altre cifre: aumenti fino a 426 euro lordi e 5.000 euro di arretrati.

Basta!

 

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SGB Sindacato Generale di Base manifestazione

SGB assisterà i lavoratori nella presentazione delle domande e proseguirà la battaglia per l'assunzione di tutti i lavoratori e l'equiparazione dei diritti

 

Il provvedimento del 10 ottobre è un Decreto Legge (da discutere e convertire in Legge entro 60 gg), pertanto c'è tutta la possibilità di modificare il testo in sede di riconversione. Seguiremo tutto l'iter durante il quale terremo alta la mobilitazione.

I POSTI NON SONO SUFFICIENTI

Il contingente per le assunzioni dovrebbe fare riferimento ad una nota MIUR del 2009 che quantifica in 11.857 i posti accantonati per gli appalti esterni. Questa cifra dovrebbe corrispondere al 25% del personale, ma quell'anno fu applicata la legge 133 che tagliava 10.433 unità di personale, pertanto la percentuale fu calcolata su numeri precedentemente ridotti. Inoltre, il decreto del 10 ottobre prevede solo 11.263 posti. Per far fronte alle esigenze delle scuole, occorre aumentare il contingente di assunzioni di almeno 1200 unità.

PREVEDERE DEROGHE AI REQUISITI PER L'ASSUNZIONE

Il requisito richiesto e quello dei 10 anni di servizio nelle scuole (comprensivi del 2018 e 2019), ma trattandosi di lavori estremamente precari e frammentati, non è pensabile estromettere migliaia di lavoratori che, magari per assicurare il pane ai propri figli, hanno dovuto accettare altri lavori e non hanno completato i 10 anni richiesti. Inoltre, c'è la possibilità concreta che il personale con tutti i requisiti a posto non sia sufficiente a coprire il contingente di assunzioni.

Chiediamo quindi in primo luogo che si prevedano requisiti ridotti per formare un'eventuale graduatoria per assunzioni in surroga, laddove non siano sufficienti i lavoratori con tutti i requisiti richiesti. In secondo luogo, il varo di una quarta fascia aggiuntiva nelle graduatorie provinciali 24 mesi per i tantissimi che hanno svolto il servizio per meno di 10 anni, ma per almeno 24 mesi, in modo da stabilire un percorso certo di stabilizzazioni, a parziale risarcimento dello sfruttamento subito per arricchire questa o quella azienda.

ASSUNZIONI VERE E CON TUTTI I DIRITTI

Nel decreto si sancisce la cancellazione, ai fini della carriera, dei tanti anni di lavoro nelle scuole. In pratica, dopo oltre un decennio di servizio, si viene assunti come se fosse il primo giorno. Non viene data alcuna motivazione formale, pertanto si tratta solo di ridurre le spese sulla pelle di chi per anni è stato sfruttato con stipendi da fame. Chiederemo che venga assicurato il riconoscimento dell'anzianità di servizio anche per i periodi di lavoro nelle scuole alle dipendenze delle ditte esterne.

SGB porterà a breve queste rivendicazioni ad un tavolo di confronto con il MIUR e metterà la vertenza al centro delle proprie lotte, a partire dallo sciopero generale del 25 ottobre.

Nel frattempo abbiamo attivato le nostre strutture per mettere al servizio dei lavoratori interessati la nostra lunga esperienza in materia di procedure del MIUR . In ogni provincia forniremo i riferimenti per ricevere assistenza e indicazioni.

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orlandoscuola

Il 10 ottobre il Consiglio dei Ministri ha licenziato il Decreto con cui impegna il MIUR ad assumere, attraverso successivi bandi di concorso (sia ordinario che straordinario) 24mila docenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado e circa 11mila collaboratori scolastici da internalizzare (come già stabilito dalla Legge di Bilancio per il 2019).Il decreto fa seguito all’accordo tra MIUR e sindacati “maggiormente rappresentativi” del 1 ottobre. L’anno scolastico 2019/20 è cominciato con l’assunzione a tempo determinato di oltre 200mila docenti precari ed il Governo s’impegna ad assumerne soltanto 24mila, appena il 12%. Nel nostro Paese continua a non trovare applicazione la normativa comunitaria in base alla quale dopo tre anni di servizio i lavoratori devono essere stabilizzati. Il Decreto prevede anche delle pesanti misure d’inasprimento per i futuri docenti neo assunti durante il periodo di formazione e di prova: dal voto numerico da attribuire in sede di colloquio finale all’ingresso di un membro esterno nel comitato di valutazione che, con tutta probabilità, sarà un dirigente scolastico di altro istituto. In una apposita scheda tecnica forniremo tutte le informazioni sui prossimi concorsi per i docenti della secondaria. Non si interviene per porre rimedio definitivo al problema, mai del tutto risolto, delle maestre diplomate magistrali. Salutiamo invece positivamente la semplificazione della procedura concorsuale per l’assunzione degli 11.263 ex LSU (lavoratori socialmente utili) o comunque alle dipendenze di ditte esterne, che dopo decenni di lavoro nero legalizzato (per quanto riguarda i diritti) finalmente saranno assunti direttamente dal MIUR attraverso un concorso per soli titoli. Questo processo d’internalizzazione è il risultato delle lotte del movimento sindacale di base che ha dovuto scontrarsi soprattutto contro quei sindacati che oggi si vantano del risultato. Proprio in questi i giorni l’iscrizione in massa (oltre 500 lavoratori ex LSU) al sindacato SGB in Sicilia ne rappresenta l’ennesima conferma. Tuttavia, questa battaglia per SGB non è affatto finita. Occorre lottare per l'assunzione dei lavoratori che dovessero restare esclusi dall'attuale stabilizzazione (la legge richiede attualmente 10 anni di servizio) ed il riconoscimento (giuridico ed economico) del servizio prestato da questi lavoratori in tutti questi anni alle dipendenze delle ditte esterne, contrariamente a quanto stabilito dal decreto. SGB conferma anche l’impegno nella lotta per l’internalizzazione di tutti gli altri lavoratori che prestano servizio nella scuola pubblica (educatori,psicologi etc) e che sono al servizio di imprese private o reclutati con contratti per prestazione occasionale. Altro punto su cui ovviamente concordiamo è quello dell’abrogazione della rilevazione biometrica delle presenze (impronte digitali) per i dirigenti scolastici e per gli ATA. Tuttavia, questa forma di controllo disumana e antidemocratica, permane per gli altri pubblici impiegati. Viene confermato dal Decreto l’estensione del c.d. “bonus premiale” ai docenti precari come già stabilito in recenti CCNI. In realtà era già stata la magistratura a bocciare tale norma (della Buona scuola) poiché non conforme al dettato comunitario secondo cui non sono ammissibili trattamenti discriminatori tra lavoratori assunti a tempo determinato e a tempo indeterminato. Permane comunque il potere discrezionale con cui i presidi, nonostante contrattazioni d’Istituto ed i criteri (molto aleatori) dei comitati di valutazione, elargiscono, troppo spesso, tali somme a cerchie di fedelissimi. Il Decreto stabilisce anche l’ incremento di spesa pari a 17 mln di euro per l’efficienza energetica degli Istituti scolastici (una media, più o meno, di soli 1.700 euro a scuola).

SGB conferma la lotta per la totale abolizione della Legge Buona Scuola, per la stabilizzazione di tutti i precari sui posti disponibili e per un adeguato rinnovo contrattuale con adeguamenti stipendiali veri e non finti. Per queste ragioni, pur riconoscendo alcuni importanti punti di discontinuità dal versante ministeriale, SGB conferma lo sciopero del 25 ottobre e consegnerà la propria piattaforma, insieme alla CUB SUR, al Sottosegretario al MIUR Giuseppe De Cristofaro in occasione dell’incontro del prossimo 22 ottobre.

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pugno

 

Per un Pubblico Impiego Popolare e non Populista

 

Dopo quasi 30 anni di demonizzazione del pubblico in favore dei presunti slanci di efficienza del privato, dopo 20 anni di contratti semi privatistici, 10 di immaginaria meritocrazia, di miseri aumenti e di inasprimenti disciplinari, le politiche che hanno governato il pubblico impiego italiano dimostrano tutta la propria incapacità di assicurare i servizi fondamentali per la cittadinanza in senso universalistico, come prevede la Costituzione.

Bisogna cambiare passo!

Inevitabilmente la prima delle questioni è economica

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dirigente

 

SGB simbolo mobile                             cub ricerca


Come largamente previsto nelle ultime settimane da diverse inchieste giornalistiche, il TAR del
Lazio ha annullato, con la sentenza del 2 luglio, il Concorso indetto dal MIUR per i nuovi dirigenti
scolastici. Uno spreco inaudito di risorse pubbliche, causato da chi taglia stipendi e servizi
essenziali della pubblica amministrazione ed estorce migliaia di euro ai precari per i corsi abilitanti
(PAS, TFA, ecc.) .
Pur non avendo ancora letto né il dispositivo né le motivazioni della sentenza, riteniamo di avere
elementi sufficienti per supporre che la ragioni di questa decisione della magistratura
amministrativa siano quelle già rese note dalle varie testate giornalistiche che si sono occupate
dell’argomento ovvero che le prove concorsuali sono state svolte nel disprezzo più assoluto delle
norme di trasparenza, legalità e imparzialità della Pubblica Amministrazione, dalla violazione
dell’anonimato per i concorsi pubblici agli incredibili casi di ubiquità dei commissari, da guasti
tecnici avvenuti durante lo svolgimento nelle prove ai difetti delle pubblicazioni. In parole povere,
quello stesso Ministero che pretende dai docenti, dagli ATA e dagli educatori sempre più
precisione su tutto e declassa sistematicamente i suoi sottoposti a massa di fannulloni reprimendoli
e mortificandoli con svariate forme di vessazione come le impronte digitali per il personale ATA, l’
aumento dei procedimenti disciplinari e gli ossessivi sistemi di valutazione di docenti e istituti,
dimostra di essere a livello centrale, ancora una volta, uno dei più grandi baluardi dell’illegalità e
dell’incapacità organizzativa del Paese.
Su questo concorso si erano generate enormi (anche eccessive) aspettative da parte non solo di tutti
quei candidati che in maniera seria ed onesta avevano partecipato alle prove selettive, ma
soprattutto (spesso ingenuamente) dei tanti operatori della scuola che lavorano negli istituti affidati
ai c.d. “reggenti”. A questo proposito, come CUB e SGB, teniamo a ribadire che le scuole possono
funzionare benissimo senza i dirigenti (e infatti si contano migliaia d'istituiti italiani senza il preside
titolare) ma non possono funzionare senza il personale ATA, senza il personale docente e senza il
personale educativo nel caso dei Convitti. Quello che serve alle scuole pubbliche non è un “capo
d’Istituto” calato dall’alto, tipo prefetto, spesso del tutto incompetente sia come dirigente che come
insegnante e magari anche reclutato con un concorso farsa come quello appena annullato dalla
magistratura. Le scuole hanno necessità di organismi collegiali che funzionino democraticamente
sotto la guida di un vero e proprio “leader educativo” riconosciuto e apprezzato dal personale
scolastico per la sua cultura, le sue competenze (organizzative e relazionali), la sua umanità, la sua
disponibilità, il suo spirito di abnegazione per la comunità scolastica. Un leader educativo con
queste caratteristiche non può essere certo reclutato con i soliti concorsi all’italiana ma può essere
soltanto eletto con il voto democratico dei lavoratori della scuola, come succede per i presidi delle
facoltà universitarie.
BASTA CON I CONCORSI FARLOCCHI ALL’ITALIANA!
SI AL PRESIDE ELETTO DAI LAVORATORI DELLA SCUOLA!
SI AL PIENO FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI!
Milano 04/07/2019

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Non esistono governi amici. Sindacati complici, si. L’importanza che i Lavoratori si riprendano il proprio ruolo

UNA POLITICA NUOVA PER IL PUBBLICO IMPIEGO

Governi, governissimi, governicchi, tecnici o politici, apparentemente di colori diversi, hanno insegnato ai lavoratori che non ci sono governi amici, specie se protetti da una complicità sindacale senza vergogna ed ormai senza ritorno. Nel solco di Brunetta, Madia e Bongiorno, aspettiamo ancora che prosegua la campagna di denigrazione e di criminalizzazione? Ed i contratti?

In tutto questo profluvio di chiacchiere parecchie questioni sono passate in secondo piano e alcune sono risultate del tutto dimenticate.

Questioni fondamentali per il pubblico impiego: il lavoro, dalle assunzioni alle stabilizzazioni in uffici e servizi pubblici sempre più vuoti e con l’età media sempre più alta. Il contratto, un contratto vero, che deve ridiventare centrale perché l’unico che possa garantire certezze e futuro ai lavoratori, con un salario praticamente fermo da oltre 10 anni, di nuovo scaduto da quasi un anno e che anche il governo Conte ha rimandato come sempre, mettendo nella finanziaria del 2019 solo le risorse per la cd. vacanza contrattuale.

Continua…

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Bongiorno

Impronte digitali ed iride per i Dipendenti Pubblici

Diciamo NO

Impronte digitali ed iride al posto del badge per milioni di Dipendenti Pubblici, un provvedimento gravissimo ed odioso, una schedatura di massa che lede la dignità stessa dei Lavoratori, indicati e trattati come criminali e criminalizzati di fronte a tutti, utenza e cittadini.

Una decisione che sfonda una nuova porta nel mondo del lavoro, che da oggi rende possibile e legittima chiunque, solo in virtù di un rapporto di lavoro, a pretendere ed utilizzare dati così personali dei Dipendenti, cominciando proprio da impronte digitali ed iride. A quando genoma, analisi o Dna?

SGB e Cub dicono NO. Partecipa alla nostra campagna, firma e fai firmare la nostra petizione

In basso, il comunicato completo in pdf

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