Pubblico Impiego

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dirigente

 

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Come largamente previsto nelle ultime settimane da diverse inchieste giornalistiche, il TAR del
Lazio ha annullato, con la sentenza del 2 luglio, il Concorso indetto dal MIUR per i nuovi dirigenti
scolastici. Uno spreco inaudito di risorse pubbliche, causato da chi taglia stipendi e servizi
essenziali della pubblica amministrazione ed estorce migliaia di euro ai precari per i corsi abilitanti
(PAS, TFA, ecc.) .
Pur non avendo ancora letto né il dispositivo né le motivazioni della sentenza, riteniamo di avere
elementi sufficienti per supporre che la ragioni di questa decisione della magistratura
amministrativa siano quelle già rese note dalle varie testate giornalistiche che si sono occupate
dell’argomento ovvero che le prove concorsuali sono state svolte nel disprezzo più assoluto delle
norme di trasparenza, legalità e imparzialità della Pubblica Amministrazione, dalla violazione
dell’anonimato per i concorsi pubblici agli incredibili casi di ubiquità dei commissari, da guasti
tecnici avvenuti durante lo svolgimento nelle prove ai difetti delle pubblicazioni. In parole povere,
quello stesso Ministero che pretende dai docenti, dagli ATA e dagli educatori sempre più
precisione su tutto e declassa sistematicamente i suoi sottoposti a massa di fannulloni reprimendoli
e mortificandoli con svariate forme di vessazione come le impronte digitali per il personale ATA, l’
aumento dei procedimenti disciplinari e gli ossessivi sistemi di valutazione di docenti e istituti,
dimostra di essere a livello centrale, ancora una volta, uno dei più grandi baluardi dell’illegalità e
dell’incapacità organizzativa del Paese.
Su questo concorso si erano generate enormi (anche eccessive) aspettative da parte non solo di tutti
quei candidati che in maniera seria ed onesta avevano partecipato alle prove selettive, ma
soprattutto (spesso ingenuamente) dei tanti operatori della scuola che lavorano negli istituti affidati
ai c.d. “reggenti”. A questo proposito, come CUB e SGB, teniamo a ribadire che le scuole possono
funzionare benissimo senza i dirigenti (e infatti si contano migliaia d'istituiti italiani senza il preside
titolare) ma non possono funzionare senza il personale ATA, senza il personale docente e senza il
personale educativo nel caso dei Convitti. Quello che serve alle scuole pubbliche non è un “capo
d’Istituto” calato dall’alto, tipo prefetto, spesso del tutto incompetente sia come dirigente che come
insegnante e magari anche reclutato con un concorso farsa come quello appena annullato dalla
magistratura. Le scuole hanno necessità di organismi collegiali che funzionino democraticamente
sotto la guida di un vero e proprio “leader educativo” riconosciuto e apprezzato dal personale
scolastico per la sua cultura, le sue competenze (organizzative e relazionali), la sua umanità, la sua
disponibilità, il suo spirito di abnegazione per la comunità scolastica. Un leader educativo con
queste caratteristiche non può essere certo reclutato con i soliti concorsi all’italiana ma può essere
soltanto eletto con il voto democratico dei lavoratori della scuola, come succede per i presidi delle
facoltà universitarie.
BASTA CON I CONCORSI FARLOCCHI ALL’ITALIANA!
SI AL PRESIDE ELETTO DAI LAVORATORI DELLA SCUOLA!
SI AL PIENO FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI!
Milano 04/07/2019

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Bongiorno

Impronte digitali ed iride per i Dipendenti Pubblici

Diciamo NO

Impronte digitali ed iride al posto del badge per milioni di Dipendenti Pubblici, un provvedimento gravissimo ed odioso, una schedatura di massa che lede la dignità stessa dei Lavoratori, indicati e trattati come criminali e criminalizzati di fronte a tutti, utenza e cittadini.

Una decisione che sfonda una nuova porta nel mondo del lavoro, che da oggi rende possibile e legittima chiunque, solo in virtù di un rapporto di lavoro, a pretendere ed utilizzare dati così personali dei Dipendenti, cominciando proprio da impronte digitali ed iride. A quando genoma, analisi o Dna?

SGB e Cub dicono NO. Partecipa alla nostra campagna, firma e fai firmare la nostra petizione

In basso, il comunicato completo in pdf

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Petizione a

Presidente del Consiglio

Ministro per la Pubblica Amministrazione



No alle impronte

 

Stipendi al palo da oltre 10 anni, crisi salariale, blocco delle assunzioni da oltre 25 anni. Anche il Tfr trattenuto e pagato con ritardo di almeno 2 anni, praticamente alla soglia dei 70 anni, e Poi, ancora diritti, malattia, condizioni e Democrazia nei posti di lavoro. Adesso anche una schedatura di massa e le impronte digitali al posto del badge, ennesima offesa anche solo alla dignità. Basta.

Ci vuole salario, un contratto vero, aumenti adeguati nello stipendio mensile, unico che possa dare possibilità e fiato ai Lavoratori. Lavoro, la fine di 25 anni di blocco ed un piano straordinario di assunzioni che ridia vita e futuro ai servizi e possibilità di lavoro alla crisi occupazionale del Paese.

Altro che impronte digitali, abbiamo le tasche e gli uffici vuoti.

SGB, insieme alla Cub, lancia la petizione tra i Lavoratori Pubblici, indirizzata al Presidente del Consiglio ed al Ministro per la Pubblica Amministrazione.

La trovi qui in basso. Scaricala, firmala e falla firmare a tutti i tuoi colleghi.

Poi scansionala ed invia tutto a

pubblicoimpiego@sindacatosgb.it

 

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SGB simbolo articoli

I DOCENTI PRECARI HANNO DIRITTO A FRUIRE DELLE FERIE A GIUGNO, VISTO CHE DAL 2013 NON VENGONO PIU' MONETIZZATE
CHI DICE CHE AVETE FRUITO DELLE FERIE NEI PERIODI DI SOSPENSIONE DELLE LEZIONI MENTE

Poiché ci stiamo avvicinando al termine delle lezioni e quindi al periodo in cui i precari possono godere dei giorni di ferie maturati e non più liquidati, vi ricordiamo che è opportuno fare richiesta dei giorni spettanti per garantirsi il diritto, ancora riconosciuto dalla normativa, di godere di tali giorni in base alle personali necessità.

Dal 2013 le ferie non godute non vengono più monetizzate, pertanto è obbligo fruirle. Una circolare del Ministero del Tesoro dice che, nel calcolare un'eventuale monetizzazione di ferie non godute, bisogna detrarre le giornate di sospensione delle lezioni (vacanze di natale, pasqua, ponti ecc.). Alcuni Dirigenti però, anche se non chiedete la monetizzazione ma chiedete di fruire delle ferie detraggono direttamente questi giorni dalle ferie che vi spettano, pur se voi non avete mai presentato alcuna richiesta e questo è illegale.

Con il comma 54 della Legge 228/2012 è stato introdotto il criterio della “sospensione delle lezioni” come periodo per fruire delle ferie, ma non è stato sancito nessun obbligo rispetto a quali periodi di sospensione delle lezioni debbano essere utilizzati dai docenti in oggetto, che possono legittimamente e a buon diritto decidere di godere di tutto o parte del periodo di ferie maturato, ad esempio, nei periodi di sospensione delle lezioni, previsto dai calendari regionali per il mese di giugno con l’unica esclusione dei giorni destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative”. Facciamo presente che la consegna delle schede non è considerata nel CCNL attività valutativa e quindi nei giorni previsti per la consegna schede si possono chiedere le ferie.

In diversi Istituti, dove la dirigenza aveva negato le ferie nei giorni di consegna delle schede, abbiamo ottenuto il ritiro del diniego e tutelato il diritto del lavoratore di godere delle ferie. In altri Istituti, invece, poichè la dirigenza ha negato la fruizione delle ferie legittimamente richieste e spettanti alla lavoratrice, abbiamo ottenuto il pagamento dovuto.

Alla voce“avendo già usufruito di gg…..”dovete indicare eventuali giorni di ferie già richiesti (che rientrano nei 6 giorni di cui è possibile godere durante le lezioni) ma non quelli in cui la scuola è stata chiusa poiché risulta palesemente illegittima qualsiasi disposizione che preveda di computare preventivamente come giornate di ferie fruite i periodi di sospensione delle lezioni.

Le colleghe e i colleghi della Scuola dell'Infanzia, proseguendo le lezioni fino a fine giugno, hanno diritto al pagamento delle ferie non godute, ma incorrono nelle clausole apportate dal D.L. 95/2012 e dalla Legge 228/2012, pertanto a loro verranno sottratte le giornate di sospensione delle lezioni. E' questo un provvedimento che abbiamo sempre contestato, così come disprezziamo chi decise di ripagare i debiti dello Stato con le banche, prelevando una mensilità di stipendio a centinaia di migliaia di precari, anziché colpire i ceti ricchi del paese.

N.B. Spesso alle vostre richieste non arriva un diniego scritto del dirigente, ma venite chiamati dalla segreteria che vi dice che non avete più giorni di ferie perché le avete godute nei giorni di sospensione delle lezioni. Abbiamo appurato che sono alcuni dirigenti a dire queste sciocchezze alle segreterie, quindi pretendete di avere una risposta scritta da parte del dirigente. Segnalateci poi il caso in modo da permetterci di intervenire, considerando che abbiamo già scritto a tutti i dirigenti per chiarire l'applicazione della normativa, quindi chi non vuole riconoscervi le ferie lo fa sapendo che è illegittimo.

 

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impronte

Noi abbiamo le mani pulite, ma anche le tasche e gli uffici vuoti. Basta con impronte digitali, contratti ed accordi a perdere, tagli e smantellamenti. Riprendiamoci lavoro, salario, condizioni, diritti e dignità. SGB e CUB annunciano Petizione dei Lavoratori.

Scarica e leggi il comunicato in pdf.

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SGB simbolo articoli

Nell'esprimere la massima solidarietà alla nostra collega Rosa Maria Dell'Aria, alla quale, ricordiamo, è stata comminata una sanzione disciplinare con sospensione dal servizio e stipendio dimezzato per due settimane, ci sembra doveroso, come sindacato fare alcune riflessioni.

L'aspetto che ci riguarda in primo luogo, è quello che ci vede attivi difensori della classe lavoratrice in generale e, in questo caso particolare, difensori di una categoria di lavoratori che negli ultimi tempi è diventata in maniera spaventosamente crescente il bersaglio delle politiche repressive del potere. Un lavoro, il nostro, che è sulla bocca di tutti, insieme a tutti i luoghi comuni che si porta dietro. Dalla critica più becera delle fantomatiche ferie lunghe, alla persecuzione, connotata da un pensiero sessista, alla maestra-strega che picchia i bambini e quindi va sorvegliata con le telecamere in classe, al controllo delle attività che si svolgono anche al di fuori dell'ambito scolastico, e quindi nulla hanno a che vedere col nostro lavoro, di comportamenti ritenuti indecorosi e per i quali si è arrivati, addirittura, al licenziamento. Come sindacato, vogliamo dire forte e chiaro che respingiamo e continueremo a respingere, con tutte le nostre forze, questo continuo tentativo di denigrazione dei lavoratori della scuola, umiliati da uno stipendio fra i più bassi d'Europa, da anni di precariato e da un susseguirsi di leggi (e sentenze) che hanno cambiato continuamente le regole di reclutamento, invalidato titoli abilitanti e che allungano sempre di più l'età pensionabile.

Sottolineiamo, inoltre, che nelle nostre scuole il Decreto Sicurezza è entrato di prepotenza attaccando in prima istanza molti degli studenti con cui abbiamo a che fare, assieme alle loro famiglie, di conseguenza il “non fare politica a scuola”, è uno scudo attraverso il quale questo governo vorrebbe proteggersi continuando però a manganellare pesantemente i diritti dei nostri alunni, soprattutto quelli di origine straniera e delle loro famiglie. Collegamento che non è sfuggito agli studenti della professoressa Dell'Aria, che a nostro avviso, dovrebbe valutare il loro elaborato con il massimo degli obiettivi che si possono raggiungere sull'apprendimento di un determinato argomento: Rielaborazione autonoma delle conoscenze, capacità di giudizio critico originale come contemplato in molte griglie di valutazione della scuola secondaria.

Invitiamo la collega a non abbassare la testa e non giustificarsi per aver svolto diligentemente il proprio lavoro e invitiamo tutti i colleghi che in questi giorni hanno mostrato la loro solidarietà a solidarizzare allo stesso modo con tutti i colleghi che quotidianamente nelle nostre scuole subiscono attacchi da certi Dirigenti Scolastici (alcuni dei quali ipocritamente, in questi giorni ,hanno anche finto di solidarizzare con la collega di Palermo e di stigmatizzare l'operato del ministero) sempre più convinti che la scuola sia il proprio regno, che utilizzano le sanzioni disciplinari per attuare tagli e aumentare lo sfruttamento e come pressione costante per bloccare il dissenso.

Rosa Maria non sarà più sola se saremo capaci di essere solidali con i nostri colleghi, ogni giorno ed in ogni scuola, nella difesa del più piccolo sopruso, durante i collegi dei docenti, durante la contrattazione d'istituto ed in ogni momento in cui emerge il carattere autoritario e repressivo del dirigente scolastico. Solo l'unità della classe lavoratrice può impedire che si arrivi a situazioni impensabili come questa.

Dovrebbe essere chiaro a tutti che se un provvedimento eversivo, come quello dell'Ufficio scolastico di Palermo, è stato tranquillamente prodotto è soprattutto a causa delle troppe divisioni in atto tra lavoratori della scuola e dell'esiguo grado di conflittualità espresso dalla categoria negli ultimi tempi.

Ben vengano dunque tutte le iniziative di lotta in solidarietà alla collega Rosa Maria. Che possano segnare l'inizio di una nuova stagione di rivendicazione di diritti e dignità per tutti i lavoratori della scuola! Anche se il provvedimento dovesse essere ritirato, SGB chiederà comunque che venga fatta al più presto chiarezza sulla maniera in cui è stato formulato l'atto d'accusa, prima, e poi attribuito il provvedimento disciplinare e chiederà al Miur di aprire un'ispezione nei confronti del Dirigente dell'Ambito Territoriale di Palermo.

Dalla parte dei lavoratori, dalla parte di Rosa Maria.

Uniti contro ogni forma di autoritarismo e repressione!

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adesivo 19 intervista

STORIA DI UNO SCIOPERO BREVE... MA INTENSO!

Dopo la cacciata dei test invalsi dalle scuole primarie, è ora di dire no alla regionalizzazione

Lo scorso 3 maggio il Sindacato Generale di Base (SGB) ha proclamato lo sciopero breve per bloccare la somministrazione e la correzione dei test invalsi alle scuole primarie.

Solo in quest’ultime infatti il corpo insegnanti può agire attivamente per evitare un metodo di valutazione – quello degli invalsi – ritenuto non solo obsoleto ma anche pericoloso per la preparazione degli studenti, per la loro privacy e per la libertà d’insegnamento. Per quanto riguarda le scuole secondarie apparentemente solo gli studenti potrebbero agire con delle rimostranze, anche se a caro prezzo, dato che dal prossimo anno i quiz saranno propedeutici all’esame di maturità. Qui il ruolo attivo dei professori è praticamente nullo, in quanto lo svolgimento e la correzione avviene in maniera telematica, laddove le attrezzature funzionino ovviamente.

Ma cos’è lo sciopero breve? Come funziona? E perché sembra essere attualmente l’unico strumento in grado di bloccare effettivamente questi test?

A rispondere è una delle ideatrici di questa pratica di lotta: la prof.ssa Barbara Battista, anche alla direzione nazionale dell’SGB: “La storia di questo sciopero inizia quattro anni fa, oggi tutti ne parlano perché è l’unico sciopero contro gli invalsi che si sta svolgendo in questa modalità nel Paese, e andrà avanti ad oltranza. Si dice breve perché dura solo un’ora, il tempo necessario alla somministrazione e/o alla correzione degli invalsi., in questo modo non solo gli insegnanti hanno una minore decurtazione economica, ma non debbono rinunciare all’attività didattica nelle loro aule e cosa più importante possono – essendo presenti in classe – controllare che effettivamente i quiz non arrivino all’Istituto Invalsi.”

Quando si proclamava lo sciopero per l’intera giornata di fatto non si riusciva in questo a causa della condotta scorretta di più attori in scena: “Succedeva che gli insegnanti venivano sostituiti -una pratica di fatto antisindacale – e peggio ancora si ritrovavano a correggere nei giorni successivi i test che erano stati comunque somministrati”.

A questo si aggiungeva spesso anche il cambio delle date di somministrazione, uguali in tutta Italia, al fine di vanificare uno sciopero già proclamato e che, in virtù della legge 146/1990, non poteva essere spostato o replicato. Una legge che limita il diritto di sciopero a vantaggio e tutela dell’"utente" dei servizi pubblici. Una figura quella dell’utente, che come ricorda Wolf Bukowski nel suo ultimo libro La buona educazione degli oppressi, viene con questa legge contrapposta al lavoratore e al suo diritto di sciopero producendo: “Visto che gran parte della classe lavoratrice è anche utente dei servizi collettivi (…) sia una lotta tra poveri che una dissociazione del sé stesso utente dal sé stesso salariato”.

Lo sciopero breve apparentemente riesce a bypassare la 146/1990 in quanto non esiste il danno all’utente, poiché non viene bloccata un’attività didattica ma un’attività funzionale. Ciò accade solo apparentemente però dato che SGB è stato costretto a revocare lo sciopero breve per la somministrazione indetto per le date del 6 e 7 maggio, sollevando il dubbio che non si siano considerati utenti gli alunni ma piuttosto l’Istituto Invalsi.

Su questo punto è chiara anche la prof.ssa Battista: “Le maestre hanno oggi un compito gravoso sulle spalle, quello di difendere il diritto allo sciopero. Noi non stiamo solo dicendo no agli invalsi, noi stiamo difendendo il diritto allo sciopero. Se un datore di lavoro ha la possibilità di licenziarti, di decurtarti lo stipendio, di farti un disciplinare, di darti un ordine di servizio, di entrare nella tua classe per dirti se stai facendo bene o stai facendo male, capite che l’unico strumento per il lavoratore diventa lo sciopero.” Sono molte infatti le segnalazioni al sindacato di maestre e maestri minacciati dai dirigenti scolastici di provvedimenti disciplinari in caso di sciopero, ma non solo c’è anche chi è stato aggredito nella propria aula, davanti ai propri alunni – e parliamo di bambini - dai dipendenti Invalsi. SGB, oltre agli interventi scuola per scuola, sta preparando un dossier con le testimonianze da presentare al ministero dell’Istruzione e alla commissione anti-sciopero.

La cosa che ci fa più piacere è la ripresa di dignità e l’esempio che gli insegnanti stanno dando anche ai loro ragazzi, alle famiglie, in particolare oggi che c’è questo disgregarsi delle relazioni, con sempre più casi di genitori che vanno a picchiare gli insegnanti o di insegnanti esasperati che scoppiano in classe, questo sciopero che è un momento di lotta unifica e ridà dignità all’insegnante, perché ritorna “padrone” della sua classe – prosegue la prof.ssa Battista – Il problema degli invalsi è anche un problema didattico e metodologico: noi dobbiamo interrompere l’attività del normale programma per tre giorni perché arrivano gli invalsi e secondo questa logica dovremmo allenare gli studenti a questi test, modificando e tagliando ulteriormente il normale programma didattico.”

Quello che si sta mettendo realmente in discussione è dunque la libertà d’insegnamento, a favore di test che di fatto limitano la capacità critica degli studenti e umiliano l’attività degli insegnanti, privati delle loro competenze valutative.

Parallelamente si combatte contro la regionalizzazione della scuola, che insieme agli invalsi, ne disegna un modello completamente privatizzato in cui: gli studenti diventano clienti, dando di conseguenza un’istruzione di base differenziata - in base al censo - di quello che dovrebbe essere secondo la nostra Costituzione un diritto fondamentale per tutti; mentre i profitti, sempre seguendo la logica capitalistica, aumenteranno attraverso lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici.

Lo sciopero della scuola proclamato da tutti i sindacati di base e conflittuali, stavolta per l’intera giornata, è previsto per il 17 maggio.

Flavia Grossi

 

 ENORME ADESIONE ALLO SCIOPERO SGB DELLA SOMMINISTRAZIONE DELLE PROVE INVALSI ALLA SCUOLA PRIMARIA ADESSO SCATTA LO SCIOPERO DELLA CORREZIONE E DELLA TABULAZIONE DEI TEST

SCIOPERO DURANTE LE PROVE INVALSI ALLA SCUOLA PRIMARIA

Sciopero Invalsi: Istruzioni per lo sciopero breve

IL BILANCIO ESTREMAMENTE POSITIVO DEL BOICOTTAGGIO DEI QUIZ E LA BRUTTA FIGURA DELL'INVALSI E DEI SUOI COMPLICI

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