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Immagine per volantino scuola

L'attuale governo, in perfetta sintonia con quelli precedenti, non ha mantenuto nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale e l'aria che tira nel mondo della scuola continua ad essere irrespirabile:

-non sono state destinate le risorse necessarie per realizzare il rinnovo del contratto 2019/2021

-non è stata abolita la Legge Fornero (la quota 100 non è la risposta)

-non è stata trovata una soluzione accettabile alla questione delle Maestre diplomate magistrali.

 

IL 26 OTTOBRE SCENDEREMO IN PIAZZA

  • per un rinnovo contrattuale VERO con almeno 300 euro di aumento sui nostri cedolini (per compensare il potere d'acquisto che abbiamo perso a causa del mancato adeguamento degli ultimi contratti) e il ripristino degli scatti di anzianità. Da gennaio 2019 lo stipendio sarà addirittura decurtato di circa 20 euro.
  • per abolire la legge Fornero e garantire la pensione dei lavoratori a 60 anni o con 35 di contributi
  • per la riapertura delle GAE alle maestre con Diploma Magistrale fino all'A.S. 2000/01 o con Laurea in SFP
  • la stabilizzazione di tutti i precari con 36 mesi di servizio, un serio piano di assunzioni di almeno 250 mila posti tra docenti, personale ATA ed educatori, in particolare per il sostegno, l’educazione agli adulti e nelle scuole di “frontiera” delle periferie
  • per l'abolizione di tutte le “riforme” dalla Autonomia alla Gelmini, fino alla Legge 107/15 e dei due pilastri di privatizzazione della scuola su cui è basata: CHIAMATA DIRETTA e BONUS DI MERITO (il cui fondo deve essere completamente trasferito al FIS).
  • Trasferimento dei fondi pubblici ora destinati alle scuole private o alle Fondazioni degli ITS (i post diploma) e di tutti i fondi per i vari progetti al rinnovo del Contratto per aumenti diretti di stipendio e in busta paga.
  • per il ripristino della titolarità su scuola e non su ambito per i docenti e per il diritto incondizionato alla mobilità territoriale e professionale di tutto il personale della scuola (NO ALLA REGIONALIZZAZIONE)
  • per la messa in sicurezza degli edifici e per il benessere dei lavoratori
  • contro lo strapotere di DS e DSGA
  • per la cancellazione dell’Alternanza Scuola Lavoro obbligatoria
  • per la riduzione del costo della mensa scolastica, in modo da renderla accessibile a tutti i bambini (no al modello Lodi) e un vero sostegno al diritto allo studio: borse di studio e trasporti gratuiti per gli studenti.

NON SOPPORTIAMO QUESTO CLIMA!

IL 26 OTTOBRE CAMBIAMO L'ARIA NELLE NOSTRE SCUOLE!

 

 

IL 26 OTTOBRE IL PERSONALE ATA  DICE

BASTA ALLO SFRUTTAMENTO

 

Cambiano i governi ma per i lavoratori della scuola le cose non cambiano e per il personale ATA addirittura peggiorano.

Il personale ATA  continua a pagare il prezzo più alto delle continue riforme peggiorative della scuola messe in atto da tutti i governi degli ultimi vent’anni. Gli aumenti stipendiali sono stati irrisori e buona parte sparirà a gennaio, visto che i fondi ci sono solo fino al 31 dicembre 2018.

Le scuole, perennemente in rosso, per sanare i bilanci, oltre a chiedere esosi “contributi volontari” alle famiglie, affittano tutti  gli spazi disponibili a chiunque sia in grado di pagare, in orari pomeridiani o di chiusura (il sabato e addirittura la domenica), imponendo ai collaboratori scolastici di svolgere la vigilanza e fare le pulizie senza riconoscere agli stessi alcun compenso straordinario.

Gli amministrativi sono spesso chiamati a svolgere compiti e utilizzare piattaforme digitali per cui non hanno ricevuto alcuna formazione specifica, col rischio di danneggiare altri lavoratori e/o utenti e diventano i capri espiatori per un'amministrazione che prima scarica sempre più lavoro sulle segreterie, poi ne riduce drasticamente gli effettivi.

I governi passano, ma la scuola pubblica è abbandonata a sé stessa, nei piani del governo non si prevedono assunzioni  ATA ne risorse aggiuntive, si preferisce aumentare i poteri dei dirigenti (oltre ai loro stipendi), si introducono bonus premiali, affidandoli alla discrezionalità del dirigente, escludendo completamente gli ATA anche dall'illusoria e umiliante pratica dei premi. Al contrario, per estorcere sempre più lavoro (pensiamo solo al divieto di nominare supplenti), fioccano minacce e procedimenti disciplinari e se protesti parte la caccia al “fannullone”.

E intanto i carichi di lavoro aumentano e i lavoratori  invecchiano senza che ci sia un ricambio generazionale reale e questo alimenta insofferenza, stress e a volte si finisce col prendersela col collega assente o che magari  “gode” di permessi per motivi di salute e tutto si trasforma in una  guerra tra poveri. La stessa “quota 100” per la pensione, ad oggi solo pubblicizzata dal governo, non dà una reale risposta al continuo aumento dell'età media del personale.

Per questi motivi decidiamo di scioperare e di manifestare il nostro dissenso contro scelte messe in atto da TUTTI I GOVERNI che hanno riempito la scuola di PON e di supporti tecnologici costosi,  dimenticandosi che la scuola è fatta soprattutto di persone. 

I sindacati ci dicono di andare incontro alle esigenze di presidi e Dsga e rassegnarci, noi invece vogliamo reagire, nelle scuole e fuori, al fianco di tutti gli altri lavoratori.

Per aumenti veri in busta paga, assunzioni che ripristinino organici sufficienti, il rispetto della dignità del personale ATA, per il diritto al pensionamento a 60 anni o con 35 anni di contributi

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