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   SCUOLA: FIRMATO il CONTRATTO MOBILITA'

      VIA LIBERA alla CHIAMATA DIRETTA - domande a metà Marzo 

 
Un altro pezzo del puzzle della L.107/2015 viene messo, nella solita confusione i lavoratori si trovano a guardare in faccia le conseguenze di una battaglia persa. 
In molti strillano al tradimento, noi non ci aspettavamo nulla di diverso. 
Siamo davanti da un lato alla “tradizione” dei rinvi e dei cedimenti territorialistici, d'altro ad invenzioni apparentemente burocratiche, come gli ambiti territoriali  che condizioneranno la vita di tutti. Gli USR stanno ridisegnando la mappa della scuola, infatti questi “ambiti territoriali” sono una nuova suddivisione amministrativa del sistema scuola e delle dotazioni di personale degli istituti scolastici: non saremo più titolari di cattedra o assegnati in pianta stabile ad una scuola ma, docenti e personale ATA, nelle disponibilità di un intera rete di scuole. 
In pratica è un nuovo sistema per tagliare, creare riserve di personale da utilizzare attraverso un rapporto diretto coi dirigenti del tutto snaturato della funzione educativa e legato a logiche clientelari della chiamata diretta, finora estranee al mondo della scuola e del pubblico impiego e dunque anche pericoloso banco di prova per operazioni più “audaci”.
Tutti potranno ricevere la proposta di incarico dal dirigente
 scolastico di una scuola di uno degli altri ambiti richiesti
Un gioco dei quattro cantoni, dove volta per volta uno resta escluso, relegato a compiti ancora indefiniti di potenziamento o, più verosimilmente, supplenze e disposizioni, a meno che... qualche dirigente non ti chiami nella “sua” scuola.
Migliorare l'impasto riuscito male della legge 107 facendo facendo credere di aver salvato i diritti acquisiti non nasconde la realtà, ossia che gli ambiti ci sono per tutti, a prescindere dalla data di immissione in ruolo, o – se si preferisce – i docenti sono tutti ricattabili perché i posti su cui si faranno le operazioni di mobilità saranno determinati dal sistema informativo e comprenderanno sia le cattedre vere e proprie che i posti di potenziamento, sui quali le scuole hanno idee molto confuse.
Per i docenti in ruolo da prima del 2014, solo per quest'anno, la domanda potrà essere fatta da scuola a scuola solo nella provincia di titolarità, se si esce dalla provincia come gli altri si finisce nelle reti degli ambiti territoriali. Questo il miglioramento conquistato da CGIL, CISL e UIL.
Un sistema complesso, che rende in nessun modo oggettivi i requisiti e i diritti di ognuno, la vera arma di ricatto, insieme a valutazione e mancette, in mano a dirigenti che non avranno altro: né un docente in più per coprire le classi, né un collaboratore scolastico per vigilare nei corridoi, né tanto meno un applicata di segreteria a svolgere la montagna di lavoro scaricato dalla chiusura degli uffici provinciali, ne un euro da spendere.
Questa è la scuola dei padroni!
Dei signor SI, degli “obbedisco”, della demagogia, dell'arroganza e dei soprusi.
Noi siamo quelli dello sciopero del 24 aprile, quelli che la legge NON è migliorabile, quelli dell'unità vera tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali che lottano con coerenza.
É ora di farla finita con i collaborazionisti. É ora di fare sindacato sul serio.
ISCRIVERSI al SINDACATO GENERALE DI BASE 
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