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oro

Nella busta paga di Giugno troveremo probabilmente gli arretrati contrattuali, che – dopo quasi dieci anni senza contratto – si attestano su importi che vanno da 592 e 883 euro lordi una tantum. Basterebbe questa misura per capire che recupereremo ben poco del potere di acquisto perduto. Ma non è tutto. Infatti l'illusione degli arretrati farà perdere di vista i problemi reali, tra buste paga sempre più basse, carichi di lavoro in continuo aumento, profili professionali obsoleti, organici inadeguati, e calibrati su un fabbisogno triennale riversato su risorse economiche sempre più striminzite in luogo della dotazione organica di diritto: effetti collaterali dell’odio verso il dipendente pubblico seminato dai vari Ichino, Brunetta e Madia.

Alla pochezza degli arretrati si aggiunge quella degli aumenti effettivi di stipendio che vanno dai 52 euro della categoria A1 ai 90 euro della categoria D6 (lordi s’intende).

A questi importi andrà aggiunto(ma solo per 8 mesi) il cosiddetto elemento perequativo compreso tra 2 euro per la categoria D6 e i 29 euro per la A1. Senza alcuna certezza per la permanenza in futuro di questa componente della retribuzione (un “non stipendio” nei fatti)

All'aspetto economico va associato anche il cosiddetto salario accessorio che al di là delle vacue promesse (aumenti per le posizioni organizzative, per la responsabilità delle categorie D, per le progressioni orizzontali degli apicali di categoria, per le indennità rivalutate, etc.) solo in rari casi permetterà di trovare adeguata capienza economica per finanziare i vari istituti contrattuali.

Ma il contratto riserverà altre "sorprese" di carattere normativo e con ricadute sulla stessa contrattazione decentrata. Quella forse più grave riguarda la riduzione del potere negoziale del sindacato in genere e in particolare delle RSU.

La nostra funzione, quella dei nostri delegati, consisterà invece nel valorizzare i nostri eletti RSU, affinché conquistino miglioramenti contrattuali anche lavorando tra le contraddizioni di questo Contratto utilizzandone al massimo ogni possibilità; smascherando la rinuncia dei sindacati alla contrattazione in cambio del welfare aziendale e di altre amenità (proventi del codice della strada in favore del fondo Perseo-Sirio); valorizzando ogni spiraglio possibile per un miglioramento generale delle condizioni di lavoro, portando la contrattazione oltre i confini stabiliti da questo Contratto.

Partiamo da qui, dal costruire assieme ai delegati, alle RSU e ai Lavoratori una piattaforma comune che consenta di riconquistare salario, diritti e potere decisionale anche in materia di organizzazione del lavoro, di assunzioni, di gestione del rapporto di lavoro.

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