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re nudo INVALSI 1

Quest'anno alla scuola primaria il boicottaggio all'Invalsi ha avuto adesioni enormi rispetto agli scorsi anni, in particolar modo in Veneto, Sardegna, Toscana e Lombardia, ma notizie incoraggianti sono arrivate da tutte le regioni. Questi dati ci dicono che i lavoratori sono stati molto determinati nella protesta, intravedendo come questa facesse male alla controparte. Proviamo a parlare separatamente dei diversi protagonisti.

Gli insegnanti hanno compreso l'efficacia dello sciopero breve che consente di respingere l'Invalsi, ma di restare in servizio a verificare che i quiz non vengano somministrati o corretti. Lo sciopero dell'attività di somministrazione è emotivamente più difficile rispetto a quello dell'intera giornata. In molti casi le colleghe hanno dovuto affrontare pressioni incredibili da parte di dirigenti, ma con il sostegno di SGB hanno tenuto la schiena dritta e difeso il proprio diritto di dire NO. In molti casi si è trattato di RSU elette nelle liste dei sindacati complici che, abbandonati dalla propria organizzazione (che spesso appoggiava i dirigenti nel sostenere l'illegittimità della lotta), hanno aperto gli occhi.

I dirigenti scolastici, in molti casi, hanno frainteso intenzionalmente la normativa (situazioni segnalate puntualmente da SGB agli uffici competenti), o adottando decisioni in base alle proprie soggettive convinzioni, o messo semplicemente “sotto processo” le colleghe, ree di non essersi impaurite di fronte alle loro minacce. Ci hanno annoiato con la storiella che l'Invalsi è ora “attività ordinaria”, definizione che esiste dal 2011 che, guarda caso, non viene mai trasformata in “obbligatoria” e che comunque non ha consentito a Miur e Commissione di garanzia di vietare lo sciopero. In alcune scuole sono arrivati addirittura a consentire il rifiuto della correzione, a patto che le lavoratrici non si dichiarassero in sciopero, segno che ciò che più li intimorisce è la possibilità che sempre più colleghe disubbidiscano, facendo vedere che “il re è nudo”. La battaglia contro l'arroganza dei dirigenti scorretti è stata vinta dappertutto, grazie anche alla compattezza (sempre crescente) dei lavoratori. Chi ha lottato ha seguito le regole, ma si è trovato di fronte un avversario che le regole le intende solo quando sono a proprio favore. Per il futuro stiamo ragionando se rinunciare allo sciopero e procedere direttamente con l'invio al macero dei fascicoli invalsi.

L'Invalsi ha confermato la scarsa attendibilità dei dati forniti rispetto alle classi che hanno svolto regolarmente i quiz, un fatto a dir poco grottesco per un ente di ricerca. Ci risulta che questi presunti scienziati della didattica abbiano anche fatto pressioni sulle scuole in cui lo sciopero ha cancellato i quiz, affinché tabulassero comunque le prove, giustificandone la mancata compilazione con una falsa assenza degli alunni.

Anche questo ci dà la misura di quanto questa protesta abbia spaventato il potere, il quale ora cerca di nasconderla in tutti i modi.

Lo sciopero aveva anche lo scopo di dimostrare la nostra rabbia per il nuovo e vergognoso contratto e di chiarire che non accettiamo il licenziamento di massa delle colleghe diplomate magistrali.

La lotta prosegue. Ogni insegnante che ha partecipato al boicottaggio è ora più forte, consapevole della propria forza, quando si organizza con un sindacato che ha come unico punto di riferimento l'interesse della classe lavoratrice e quindi del diritto ad un'istruzione statale realmente libera, aperta a tutti e di qualità.

SGB ringrazia tutte le colleghe che hanno avuto fiducia nella nostra proposta e si sono fatte avanti in prima persona per difendere i propri ideali.

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